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Spatzle di parietaria

on Lunedì, 20 Maggio 2013. Posted in all'aperto, cucina

Spatzle di parietaria

Conoscete gli spatzle vero? si tratta si una sorta di gnocchetti tipici del Trentino che spesso contengono spinaci o zucca... mi è capitato più volte di assaggiarli in montagna... farli è molto facile, infatti non necessitano di un impasto molto lavorato... però mi mancava l'apposito attrezzo. Fortuna vuole che a febbraio quando siamo stati in montagna l'ultima volta, l'abbia visto al supermercato: non potevo non acquistarlo! In questi mesi l'ho usato più di qualche volta e in effetti è pratico e veloce, e adesso finalmente ecco una ricetta di spatzle!

In questo caso ho usato la parietaria che finalmente so riconoscere grazie alle dritte di Annalisa... in effetti mi ero imbattuta in questa pianta più di qualche volta, adesso starò con gli occhi più aperti quando passo in zone ombrose! Si tratta di una pianta della stessa famiglia dell'ortica, ma non urticante. La vedete nella foto qui sopra. Anche il gusto si avvicina a quello dell'ortica. Ma vieniamo alla ricetta!

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ingredienti per l'impasto (per 2 porzioni):

  • 60 gr di parietaria
  • 120 gr di patate
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 1 grattuggiata di noce moscata
  • 1 pizzico di pepe
  • 1 pizzico di cannella
  • 50 gr di farina di riso integrale appena macinata
  • 50 gr di farina di farro semintegrale

ingredienti per il condimento:

  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 rametto di melissa
  • 2 - 3 rametti di timo
  • 1 rametto di basilico greco
  • origano secco a piacere
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio evo quanto basta

Preparazione:

Lessare la patata e schiacciarla con lo schiacciapatate. Sbollentare le foglie di parietaria dopo averle lavate, in un pentolino con poca acqua per ammorbidirle. Quando sono tenere mescolarle alle patate e frullare il tutto. Aggiungere sale, pepe e le altre spezie. Mescolare e aggiungere le farine. Impastare brevemente col cucchiaio ed eventualmente aiutandosi con le mani. L'impasto rimane appiccicoso.

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Portare a bollore una pentola con acqua salata. Nel frattempo tritare le spezie del condimento e l'aglio, versarle in una ciotola, aggiungere olio evo. Mescolare. Quando l'acqua bolle posizionare l'attrezzo per realizzare gli spatzle sulla pentola e versare l'impasto a cucchiaiate, formando gli gnocchetti e facendoli cadere direttamente dentro l'acqua bollente.

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Quando gli spatzle galleggiano sono pronti: prelevarli dalla pentola con una schiumarola e versarli direttamente nei piatti. Condire con l'olio aromatizzato. 

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A noi sono piaciuti parecchio, comprese le bimbe... delicati e leggeri!

Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia"

logofitoalimurgia

per la categoria ricette - parietaria officinalis

Questa ricetta partecipa anche alla raccolta di ricette 100% vegetali per l'iniziativa 

  • 100% vegetal monday proposto dalla Capra: chiunque può partecipare, proponete anche voi le vostre ricette veg ogni lunedì!

100-veg-monday

Gelatina di acacia e mele

on Sabato, 18 Maggio 2013. Posted in all'aperto, cucina

e qualche premio in arretrato...

Gelatina di acacia e mele

L'amica Mari di CucinaVerdeDolceSalata, è stata così gentile da assegnarmi il premio Very Inspiring Blogger Award e con questo mi ha fatto ritornare alla memoria anche tutti i premi che ho ricevuto dall'inizio dell'anno e ai quali per un motivo o per la'ltro non ho mai risposto... quindi doppio grazie al lei sia per il premio del quale sono onorata, sia per avermi fatto ricordare gli altri! Per rimediare e scusarmi ho pensato di riunire in questo post tutti i premi e i ringraziamenti e di dedicare una dolcezza naturale a tutti quelli che mi hanno premiato oltre che a chi mi segue sempre... 

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Per prima cosa gli altri premi quali erano? A inizio anno Felicia, mi aveva passato il premio "Blog dell'anno 2012

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A seguire Elisabetta di Neuropepe mi aveva riassegnato il premio per il Blog 100% affidabile che avevo già ricevuto, ma riprendo con molto piacere, nonchè il Liebster Award

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Se manca qualcuno fatemelo presente! :-)

Ognuno di questi premi prevede di passarlo ad altri... e l'ultimo di raccontare sette cose su di me. Seguo le regole di quest'ultimo e passo il premio ad altri 15 blogger che se vogliono possono prendere anche gli altri premi... diciamo che premio alcuni di quelli con cui attualmente mi sento più in sintonia anche se probablimente saranno già stati pluripremiati: se vi fa piacere condividete il premio a vostra volta!

Comincio con le sette cose su di me:

  1. sono felice!
  2. adoro cucinare e mettermi in gioco provando cose nuove
  3. mi piace camminare all'aria aperta e sentirne prufumi, suoni e gusti
  4. adoro stare e giocare con i bambini
  5. mi piace andare per mostre (d'arte, di architettura...)
  6. mi piace conoscere persone nuove sia virtualmente, ma meglio ancora di persona
  7. non mi annoio mai!

Questi i blog a cui passo il premio (o i premi se vorranno), in ordine rigorasamente casuale... : La tana del riccio, Creandos'impara, ViolaMirtillo, Ravanello Curioso, Passatotralemani, Decrescerein365giorni, Pane e girasoli, L'indigesto latticino, Dovegirailsole, Germogli di soia, Zucchero D'uva, Le gioie di Moira, Golosità vegane, Il mondo di Cì, Mammerri

E ora finalmente ecco la ricetta che vi dedico! Si tratta di una marmellata o meglio di una gelatina realizzata con le mele e i fiori di acacia che attualmente decorano gli alberi e profumano strade e parchi. Come vi anticipavo io li ho raccolti a Ca' di Mezzo, voi cercate un luogo lontano dal traffico e dall'inquinamento. Sono partita dalla ricetta che trovate QUI, che mi è piaciuta perchè si usano le mele con la buccia, modificandola in modo da non usare lo zucchero, ma solo un po' di malto (anche perchè a mio avviso le mele sono già ben dolci) e senza pectina.

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Gelatina di fiori di acacia e mele

ingredienti (per circa 2 vasetti - se avete più fiori fate le dovute proporzioni):

  • 600 gr di mele golden biologiche
  • 350 gr di acqua
  • 60 gr + 60 gr di fiori acacia (robinia)
  • succo di mezzo limone
  • 1 cucchiaino di agar agar
  • 100 gr di malto di avena

Preparazione:

Per prima cosa tagliare a pezzettini le mele, togliendo il torsolo e il picciolo, ma tenendo la buccia e metterle in una pentola dal fondo spesso con 60 gr di fiori di acacia a cui avrete tolto il gambo, l'acqua e il succo di limone.

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Mettere sul fuoco e far bollire finchè le mele saranno molto tenere e spappolate. A questo punto preparare una terrina su cui posare un colino grande con sopra un canovaccio pulito e non profumato (preferibilmente lavato con sola acqua), versare il composto di mele e acacia e lasciar colare per un'oretta.

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Passata l'ora strizzare bene il canovaccio in modo che tutto il succo esca. (PS: non buttate lo scarto di mele e acacia... vi potrebbe servire per qualcos'altro! Io ci ho preparato una torta che vedrete a breve...) Avrete la casa pervasa da un fantastico profumo di acacia!

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Assaggiate il succo e valutate se il caso di aggiungere il malto, io ne ho messi 100 gr, con ll'idea di regalarne, ma potrebbe benissimo piacervi senza... Rimettere sul fuoco e aggiungete l'agar agar e quando si è ben sciolto i rimanenti fiori. Fate bollire per una decina di minuti. Spegnete e lasciate riposare per tutta la notte.

La mattina prendete dei vasetti puliti e metteteli in forno caldo a 100-120° per 15-20 minuti. Nel frattempo date una mescolata alla gelatina e riportatela a bollore, se vi sembra troppo liquida lasciate assorbire un po' di liquido, tenete però conto che l'agar agar gelifica da freddo. Prelevate i vasetti caldi dal forno e versate la gelatina bollente nei vasetti caldi con l'aiuto di un mestolo, presine e guantoni. Chiudete subito e serrate bene. Mettete i vasi al rovescio finchè si crea il vuoto (prestate attenzione che i tappi siano di quelli del tipo clic-clac per essere sicuri del sottovuoto). Ed ecco pronta la vostra gelatina!

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Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia"

logofitoalimurgia

per la categoria ricette - acacia o robinia (robinia pseudoacacia).

 

 

 

I tre porcellini... una fiaba quasi classica

on Venerdì, 17 Maggio 2013. Posted in libri

I tre porcellini... una fiaba quasi classica

Visto che è venerdì, interrompo momentaneamente la serie di post sulle erbette, per parlarvi di un libro per bambini... ma come direte voi, la fiaba dei tre porcellini la conosciamo già, è trita e ritrita... e invece no, quella che vi voglio presentare oggi è la versione di Giusy Quarenghi e Chiara Carrer per Topipittori. Diciamo la verità, la storia "classica" non è che mi piaccia moltissimo, soprattutto per la fine riservata al lupo... Però alle bimbe piace soprattutto se si fa l'effetto vento e le discussioni e riflessioni che possono nascerne sono svariate ... per esempio un giorno con Alice siamo andate a finire nel discorso "edile", e lei vedendomi spesso sfogliare riviste in cui ci sono case di legno mi ha chiesto come mai la casa del secondo porcellino non è solida... ed in effetti attualmente sia la casa in paglia che quella in legno sarebbero certamente auspicabili ed ecologiche oltrechè solide! :-)

Ma tornando a noi, in questa versione ci sono tanti spunti di riflessione... intanto i porcellini sono tre, ma una è una porcellina che diventa quasi la protagonista della fiaba, poi le casette:

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le pime due realizzate con materiali di "una specie di discarica" davanti alle quali la porcellina osserva dubbiosa "Mah..." per finire con la figura del lupo, direi quasi simpatica nel suo essere confusa... tanto da non capire se ha mangiato o meno i maialini. E la terza casa? Quella della porcellina? Questa è la cosa che sorprende di più, il grande cerchio di fuoco all'interno del quale stanno i porcellini ballando e cantando, sostituisce la casa vera e propria! A noi adulti salta subito in mente il richiamo al grande fuoco in cui cade il lupo nella storia originale e anche il grande fuoco attorno al quale cercano rifugio i primi uomini, il focolare famigliare. Riuscirà il lupo a violare anche la terza "casa"? Cosa faranno i porcellini? Questo non ve lo svelo... però pare che questi maialini "siano diventati i capostipite della grande tribù dei maiali selvatici, che non hanno paura dei lupi e non si lasciano addomesticare."

Il libro ha immagini semplici in bianco e nero con poche cose colorate: i maialini, l'acqua del lago, il lupo e il grande fuoco. Gli elementi essenziali che saltano subito all'occhio e alle orecchie dei bambini. 

Alice è rimasta decisamente incantata da questa versione dei tre porcellini e l'ha eletta a sua versione preferita perchè c'è la porcellina che come trovate scritto nel retro di copertina, anche se il lupo le fa paura, "non ha mica tanta voglia di chiudersi in una casetta e starsene lì al calduccio, al sicuro, ad aspettare di sentirlo ululare."

Questo post partecipa al VdL di Paola Homedemama e alla condivisione di libri per bambini "La biblioteca di Filippo" su FB.

 

 

Il manuale dei cibi fermentati

on Giovedì, 16 Maggio 2013. Posted in libri, all'aperto

... e ricetta per lo spumantino di sambuco

Il manuale dei cibi fermentati

Dopo una breve pausa torno a presentarvi un libro di cucina per la raccolta del giovedì del libro di cucina dell'amica Annalisa di Passato fra le mani

 

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e in particolare vi voglio parlare de "Il manuale dei cibi fermentati" di Michela Trevisan per TerraNuova edizioni. Si tratta di un libro cha ho acquistato ormai svariati anni fa, quando mi avvicinavo timidamente al mondo dell'autoproduzione ed è stato penso il primo "luogo" in cui ho sentito perlare di pasta madre, nonchè di tanti altri alimenti fermentati dai nomi strani ed esotici fra cui il kefir (quello di soia lo vedete nella foto qui a fianco) che ho avuto fra le mani solo dopo un po' di anni.

manuale cibi fementati

Il libro è organizzato in cinque capitoli, nei quali dopo le doverose spiegazioni sui vari tipi di fermentazione, sulla scelta della materia prima e dei materiali, si passa all'elencazione dei cibi fermentati che si possono produrre in casa e infine alle ricette, divise per alimenti, bevande, condimenti e altre preparazioni. Io ho la versione vecchia che non aveva immagini, ora è uscita la nuova versione corredata da immagini cosa che secondo me viene molto utile a capire il procedimento in alcune ricette.

manuale pratico cibi fermentati

Le ricette sono tutte vegetariane, buona parte vegane, nell'indice queste ultime sono evidenziate col simbolo della V formata da due foglie.

Io ve lo consiglio se siete in fase autoproduttiva, soprattutto ora con la bella stagione e tante cose che cominciano ad esserci nell'orto o regalate dalla natura vien proprio voglia di provarci!

Di tutte le ricette del libro vi lascio questa che ho rifatto domenica sera con alcuni dei fiori di sambuco che ho raccolto a Ca' di Mezzo: lo spumantino di sambuco.

Per prima cosa trovate i vostri alberi di sambuco fioriti, come al solito lontano da strade e luoghi inquinati, raccogliete gli ombrelli, per fare solo lo spumantino ve ne bastano pochissimi...

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ingredienti:

  • 2 ombrelli di fiori di sambuco
  • 1 litro di acqua
  • 1/2 limone
  • 100 gr di zucchero di canna

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Realizzazione:

Versare l'acqua in ciotola di vetro assieme al succo e alla buccia del limone (io l'ho pelata con il pelapatate). Aggiungerelo zucchero e mescolare fino allo sciogliemento dello stesso, aggiungere i fiori di sambuco. Coprire con un canovacci pulito fermato da un elastico in modo che non entrino insetti o polvere e esporre al sole per 3 giorni. Successivamente travasare in bottiglie di vetro con l'aiuto di un imbuto e filtrando con un colino a maglia fine. Non riempire completamente le bottiglie ma lasciare un po' di aria, 5 - 7 cm. Tappare e rimettere al sole per altri 3 giorni finchè si vedono apparire le bollicine che indicano che lo spumante è pronto (potete anche sgasare aprendo leggermente i tappi). Lasciare riposare al fresco per un paio di giorni e consumare fresco!

PS: purtroppo non ho ancora delle foto decenti da mettere perchè devo ancora aprire le bottiglie... :-) Quando le avrò aggiornerò il post!

Informazioni utili su questa pianta, sulle proprietà dei fiori e delle bacche le trovate QUI.

Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di 

Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia".

logofitoalimurgia

per la categoria ricette - sambuco (sambucus nigra).

 

Ca' di mezzo: passeggiate, fiori ed erbe spontanee

on Martedì, 14 Maggio 2013. Posted in all'aperto

Ca' di mezzo: passeggiate, fiori ed erbe spontanee

Purtroppo quest'anno non riusciamo ad andare in montagna quanto vorremmo e quindi per ora ancora niente racconti delle nostre escursioni... per fortuna si sta avvicinanando l'estate e quindi a breve dovrebbero arrivare anche le passeggiate frai monti... nel frattempo vi voglio lasciare un'idea per passeggiare immersi nella natura anche in pianura. Si tratta di un luogo incontaminato, una vera "Oasi" come hanno deciso di chiamarla gli amici di Legambiente di Piove di Sacco che la gestiscono, nella pianura: Ca' di Mezzo, località raggiungibile dalla statale che porta a Chioggia, proseguendo verso Cavarzere, appena passato il paesino di S.Margherita, si gira a sinistra seguendo l'argine del Bacchiglione. E proprio il fiume Bacchiglione è il protagonista di questa zona, che in realtà è un'area umida di fitodepurazione delle acque, una sorta di valle dalla quale l'acqua esce pulita e nella quale trovano rifugio e nidificano molti uccelli.

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Passeggiare a Ca' di Mezzo è rilassante, ancor meglio se lo si fa in buona compagnia, in particolare domenica ci siamo stati con Annalisa, donna dalle mille risorse, e la sua splendida famiglia con cui dire che ci troviamo bene è poco! Rimango sempre meravigliata di come si crei subito affiatamento con persone che di persona si sono incontrate pochissimo, ma con le quali si condivide davvero molto...

Beh, il nostro obiettivo era, oltre che rilassarci e chiacchierare andare per erbette e fiori di stagione e il luogo era decisamente ideale!

I percorsi proposti sono 2, anzi a dire il vero 3, di cui il primo però è parte del secondo... si tratta di percorsi facili per tutti, in piano e immersi nel verde. Il primo percorso che corrisponde al primo tratto del secondo è il percorso indicato per disabili che porta fino alla casetta ossevatorio degli uccelli. Lungo il sentiero si incontrano dei pannelli esplicativi sugli uccelli e sugli alberi della zona.

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Passata la casetta per chi vuole proseguire il percorso le alternative sono due, una più breve e una più lunga entrambe ad anello con ritorno alla casetta di Legambiente da cui si è partiti.

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Nel caso specifico le bimbe erano più desiderose di disegnare e giocare che di camminare, quindi passata la casetta hanno preferito tornare ai tavolini a inizio percorso con i papà, mentre noi donne con i più piccoli della truppa ci siamo godute con calma il rsto della passeggiata!

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Camminare nella natura, accompagnate dal canto degli uccelli e dai loro improvvisi voli, chiacchierando sottovoce per non disturbarli e osservando le piante che si incontrano lungo il percorso: come può non essere rilassante?

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Rosa canina

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Libellula

Ah, ecco cosa ho raccolto!

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Parietaria

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Fiori di sambuco

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Fiori di acacia (robinia) e germogli di luppolo (bruscandoli)

A breve vi farò sapere cosa ne ho fatto!

E voi come passate le vostre domeniche primaverili?

 

 

 

Festa del baratto di primavera

on Lunedì, 13 Maggio 2013. Posted in all'aperto

Festa del baratto di primavera

Dopo la riuscitissima prima giornata del baratto di novembre, eccoci alla seconda, questa volta versione primaverile, che si terrà sabato mattina prossimo (18 maggio) stavolta all'aperto (sperando che il tempo sia bello) nel cortile della biblioteca di Piove di Sacco (via Garibaldi 40). Logicamente può partecipare chiunque, grande o piccino, con qualunque articolo: libri, oggetistica per la casa, per il tempo libero, giochi, abiti da adulto e bambino... insomma avete qualcosa che giace inutilizzato da troppo tempo? Potreste scambiarlo con qualcosa di utile...

Non è necessario fare scambi con prodotti dello stesso genere, l'importante è mettersi d'accordo!

Gli scambi iniziano alle ore 9.00 e si concludono alle 12.00. Alle 11.00 ci sarà la donazione ufficiale della "BibliotEqua" (la raccolta di libri sul consuo critico e sul commercio equo) di proprietà dell'associazione al Ritmo del Tam Tam alla bilioteca di Piove di sacco, in questo modo i libri potranno venire consultati da più persone. Seguirà un piccolo "aperitivo" rinfresco a base di prodotti del commercio equo.

Inutile dirvi che io ci sarò!

Per iscrivervi vi rimando al sito dell'associazione:  http://alritmodeltamtam.alfa.it/progetti/baratto e alla pagina Fb dell'evento:  http://www.facebook.com/events/148717851976572/

Crostata di avena con noci dell'Amazzonia

on Venerdì, 10 Maggio 2013. Posted in cucina

Crostata di avena con noci dell'Amazzonia

Mi piace molto cambiare il gusto dei latti bevande vegetali, alternando sia quelli a base di cereali che quelli a base di frutta secca, semi, noci: trovo che questi ultimi diano più soddisfazione non fosse altro per il fatto che non necessitano di cottura, che sono veloci da realizzare e molto gustosi. Una bevanda che non avevo mai provato è quella con le noci dell'Amazzonia (Bertholletia excelsa, conosciuta come noce del Brasile), che prendiamo col gas dal circuito del commercio equo, visto che me ne ritrovavo una confezione aperta da finire ho pensato di farci mezzo litro di bevanda (ne preparo sempre poca perchè non bevendone molta ho timore di non finirla...). La bevanda è decisamente gustosa, secondo me è perfetta da bere così a colazione o con un muesli autoprodotto. Se volete avere più informazioni su queste noci potete leggere questo articolo, io mi limito a mettervi la foto della noce con guscio e senza guscio e a riportarvi le principali proprietà (qui potete vedere anche una tabella con l'apporto nutrizionale). 

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Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.
Sono apprezzate per l'elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi ma, a distinguerle dagli altri semi oleosi (altrettanto ricchi di sostanze nutritive), c'è soprattutto l'altissimo contenuto di selenio.

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Come per tutte queste bevande ci si ritrova con uno "scarto", l'okara, che assolutamente non è da buttare, ma può venire usato in varie preparazioni sia dolci che salate. Stavolta ho pensato di farci un dolce, una sorta di crostata la cui base però non è realizzata con la classica frolla, ma è a base di avena. In particolare ho usato l'avena nuda, di cui una parte macinata grossolanamente col mulinetto casalingo che mi ha dato una sorta di fiocchi di avena, l'altra macinata fine fino ad ottenerne la farina. Devo dire che sono/siamo stati soddisfatti del risultato. Se non avete modo di macinare da voi l'avena nuda potete usare dei fiocchi di avena (tipo questi della Germinal) uniti a farina di avena. Vi do la ricetta con entrambe le versioni. Però prima vi spiego come fare il latte!

Bevanda alle noci dell'Amazzonia

DSCF8877ingredienti per 500 ml:

  • 125 gr di noci dell'Amazzonia bio sgusciate del commercio equo e solidale
  • 500 ml di acqua

Realizzazione:

Mettere a bagno una notte le noci in un vaso con acqua. La mattina versare il tutto nel frullatore, aggiungere acqua fino al raggiungimento del mezzo litro. Frullare a lungo. Filtrare con un passino a maglia fine, o meglio ancora un tovagliolo pulito, versando il latte in una bottiglia da conservare in frigo. Usare entro un apio di giorni. Mettere da parte l'okara.

Crostata all'avena e noci dell'Amazzonia

Ingredienti per la base:

  • 200 gr di avena nuda (oppure 100 gr di fiocchi di avena Germinal e 100 gr di farina di avena)
  • 50 gr di zucchero mascavo dal Brasile del commercio equo
  • 50 gr di olio evo
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 1/cucchiaino di bicarbonato
  • 15 ml di acqua

Ingredienti per il ripieno:

  • 170-200 gr di okara di latte di noci dell'Amazzonia
  • 40 gr di sciroppo di malto di riso
  • 60 gr di cioccolato fondente entra alle fave di cacao del commercio equo

Preparazione:

Se avete modo di macinare voi l'avena, mettete nel mulino l'avena in chicchi dopo averla setacciata in modo da togliere le impurità. Mettete il mulino in modalità "muesli" (nel mio caso è la tacca I, che fa una fioccatura del cereale) e procedete alla molitura. Prelevate metà di questi fiocchi di avena e rimacinateli finemente in modo da avere la vostra farina (PS: attenzione che l'avena è piuttosto oleosa, poi pulite la macina prima di utilizzarla per altro...).

In una ciotola mettere i fiocchi di avena, la farina, il bicarbonato, lo zucchero, il sale e mescolare bene. Aggiungere l'olio e l'acqua. Avrete un composto granuloso che potete stendere in una tortiera (io ne ho usata una da 26 cm di diametro) con cerniera apribile. Mettere momentaneamente da parte, accendere il forno a 180° e preparare il ripieno.

Mescolare l'okara di noci con il malto e la cioccolata a pezzetti. Con l'aiuto di un cucchiaio stendere il composto sulla base.

Quando il forno sarà in temperatura infornare per 25-30 minuti fino a leggera doratura.

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Il dolce si presenta piuttosto friabile, da mangiare con cucchiaino o forchetta, ma è stato apprezzato da tutti!

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Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette 100% vegetali per l'iniziativa 

  • 100% vegetal monday proposto dalla Capra: chiunque può partecipare, proponete anche voi le vostre ricette veg ogni lunedì!

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La biblioteca di Alice ed Elena # 8

on Mercoledì, 08 Maggio 2013. Posted in libri, orto

maggio 2013

La biblioteca di Alice ed Elena # 8

Rieccoci con l'appuntamento mensile dedicato alla biblioteca delle bimbe, o meglio ai libri che stanno/stiamo meggiormente leggendo in questo periodo. Stavolta ho deciso di dedicarlo all'orto ovvero ai libri su semi, verdure e orticoltura per bambini che abbiamo in casa o che abbiamo trovato in biblioteca e che ultimamente spulciamo spesso anche perchè hanno un diretto richiamo con l'attività preminente, sia di noi adulti che delle bimbe, in questo periodo (propri ieri siamo riusciti anche a seminare i fagiolini...). Sono libri semplici adatti a bimbi anche picccoli, ma che si prestano a fare da spunto per allargare il discorso e trattare temi più complessi. I piccoli poi faranno domande e si incuriosiranno!

DSCF8941I primi due libri sono vecchiotti, non so se si trovino da acquistare infatti noi li abbiamo recuperati in biblioteca, non per questo sono superati, l'argomento non ha tempo! Partiamo da un libro semplice semplice ovvero "La carota" della serie "un libro da scoprire" ed. Elle. La nostra protagonista, molto amata dalle birbe, viene presentata assieme agli altri ortaggi dell'orto, in tutte le vesti, intera, pelata, a fette...

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DSCF8938Un librino simpatico è anche Pà Tatiana, ed. Gallimard jeunesse, 1997 di Agathe Henning. Si tratta di un libricino in francese che abbiamo scovato in biblioteca... la protagonista Pa' Tatiana ci racconta la sua storia nel tempo e dall'orto alla tavola per apprendere come coltivarla e cucinarla. A conclusione un paio di ricette illustrate e facili da fare con i bambini. Della stessa serie To'Mathilde (una simpatica pomodorina), Caro'Therese (la carota ovviamente), la fragola Frais'Elisa, Il Me'Leon e la Ban'Anna.

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Sempre reperita in biblioteca la raccolta di fumetti "Pimpa e la campagna" (di cui vi avevo parlato anche qui), con fumetti vari ambientati anche nell'orto... sempre divertenti per i bimbi.

335-Storia-di-un-piccolo-semePassando a libri più facili da recuperare e recenti "Storia di un piccolo seme" di Elena Balsamo ed. Bambino Narturale: un libro dolcissimo in cui i bambini accompagnano il semino da quando viene messo nella terra fino a quando diventa un grande albero. A me piace molto l'analogia della terra-madre-ventre (vedi immagine in apertura all'articolo) e l'amorevolezza del contadino rispetto al seme e alla terra.

Poi vi segnalo "Teodoro semina fagioli" di cui vi avevo parlato lo scorso anno e anche "La danza del chicco di grano" che io avevo ridisegnato in forma di striscione pieghevole qualche anno fa per Alice, e Alice ha ridisegnato col mio aiuto qualche mese fa per l'amico Alessandro.

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Infine un libro che è nella mia lista dei desideri che ho ordinato e non vedo l'ora di avere fra le mani: "Un semino come me" di di Anna Matarese, disegni di Claudia Polizzi, per Becco Giallo, Critical Kids: per saperne di più vi rimando alla bella recensione di Cì.

E ora aspetto i vostri suggerimenti sul tema!

Questo post partecipa al VdL di Paola Homedemama e alla condivisione di libri per bambini "La biblioteca di Filippo" su FB

 

Un po' d'ordine nell'orto

on Lunedì, 06 Maggio 2013. Posted in orto

Un po' d'ordine nell'orto

Con enorme ritardo rispetto agli anni scorsi siamo finalmente riusciti a dare una sistemata all'orto: a spizzichi, fra una pioggia e l'altra e fra un turno e l'altro, con le bimbe aiutanti o mangianti finalmente siamo perlomeno a buon punto anche se ci mancano ancora alcune cosette da terminare...

Come forse ricorderete, in completa autonomia l'orto ci aveva donato qualche piantina di finocchi e di cavolo capuccio, ai quali abbiamo scoperto essersi uniti degli agli, qualche cipolla, delle patate... non volevamo certamente rinunciare a tali doni! Quindi abbiamo deciso di lasciare dove erano nate queste piantine limitandoci a togliere le infestanti e zappare appena il terreno circostante. Per tutto il resto invece abbiamo preparato il terreno manualmente, girandolo con la vanga, lasciandolo asciugare e successivante zappandolo e rastrellandolo. Su queste comesse abbiamo ttrapiantato sia le piantine bio acquistate tramite il gas, sia quelle seminate da noi.

Il primo giorno dopo una merenda nell'orto, osservando il da farsi, le bimbe hanno deciso di dare una mano con i trapianti...

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Il secondo giorno il lavoro è stato ripreso da noi 3 donne, che ci siamo occupate di pomodori e porri... peccato che sul più bello si sia rotto il manico del rastrello...

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Finalmente siamo riuscite a quasi completare l'opera il giorno successivo.

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Cosa abbiamo trapiantato:

- pomodori di vario tipo

- melanzane di vario tipo

- cetrioli

- porri

- fave (quelle nate dai semi scambiati a Ferrara)

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- cavoli cappucci

- peperoni

- zucchine di vario tipo

- le cipolle erano già belle belle nell'orto da novembre

Tabella alla mano abbiamo cercato di consociare al meglio con l'esistente... 

Ora ci mancano da trapiantare:

- i peperoncini che ci avevano dato ancora piccini e che peraltro sono stati rosicchiati da lumache golose...

- le zucche violine prese con lo scambio semi

- le carote bianche col colletto verde prese a Ferrara

- la luffa (nata purtroppo una sola pianta)

- i pomodori colorati che aspetteranno ancora un bel po' visto che li abbiamo seminati tardi...

Inoltre vorremmo seminare dei fagiolini e provare una filetta di mais antico e di okra se ci sta...

Altra cosa che ci manca è la pacciamatura... ma per questa provvederemo dopo il prossimo sfalcio d'erba! Per l'acqua invece non c'è problema: la pioggia quest'anno non manca... e nel caso almeno una piccola aiutante è sempre disponibile!

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E voi come siete messi con orto, giardino, terrazzo?

 

Bicchierini di fragole e crema bianca

on Domenica, 05 Maggio 2013. Posted in cucina

Bicchierini di fragole e crema bianca

Mese nuovo, ingrediente nuovo per me e per Salutiamoci, protagoniste le fragole, che sia io che bimbe adoriamo ma che per la maggior parte tendo a mangiare tal quali proprio per la loro bontà... infatti qui sul blog non ho neppure una ricetta che le prevede: dovevo rimediare!

Stavolta ho approfittato del fatto di avere ospiti a cena per prepararle in modo goloso con una crema bianca (un budino non troppo fermo). 

Prima di lasciarvi la ricetta vi invoglio, se ce ne fosse il bisogno, a mangiare questi simil-frutti la cui stagione purtroppo dura troppo poco, riportandovi un po' di informazioni, potete leggere di più da Nicole di RicetteVeg che raccoglie le ricette di questo mese.

La fragola è un frutto acidulo e poco zuccherino, ricco di calcio, contiene tra l'altro fosforo, ferro, magnesio, potassio. E' ricchissima di vitamina C (più dell'arancia) e sono presenti tracce preziose di acido chinico e acido salicilico, che ne fanno una specie di aspirina naturale, indicata nei reumatismi e nelle malattie da raffreddamento, utile per rafforzare il sistema immunitario.

salutiamoci300Veniamo a noi con la ricetta!

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ingredienti per la crema bianca:

  • 500 ml di latte vegetale (io ho usato riso, va benissimo anche avena o mandorle o miglio)
  • 3 cucchiai di malto di riso
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 1 pizzichino (davvero ino) di sale
  • 1/4 di cucchiaio di agar agar
  • 1 cucchiaio colmo di amido di mais

ingredienti per la salsa di fragole:

  • 150 gr di fragole bio
  • uno spicchio di limone
  • 1 cucchiaio di malto di avena o di riso

per completare:

  • 10 fragole 

Preparazione:

In un pentolino versare il latte vegetale e l'amido di mais e scioglierli per bene. Aggiungere il malto e il sale e mettere sul fuoco. Quando bolle aggiungere l'agar agar e l'olio. Mescolare e lasciare bollire fino ad ottenere una crema morbida non troppo densa. Spegnere e lasciar raffreddare mescolando ogni tanto. Nel frattempo preparare la salsa di fragole, tagliandole a pezzetti piccoli. Irrorare con il succo di limone, aggiungere il malto e mescolare. Schiacciare con una forchetta le fragole. Tagliare le 10 fragole a spicchi e tenere da parte.

Assemblare nei bicchieri o ciotoline versando un primo strato di crema bianca, un successivo strato di salsa di fragole, un secondo strato di crema e infine disporre le fragole a spicchi a forma di di fiore. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e successivamente in frigo.

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A noi sono piaciute molto, golose e non troppo dolci, se siete abituati a gusti più dolci potete aumentare la quantità di malto, anche se a mio avviso si rischia di coprire troppo il gusto delle fragole.

PS: io uso solo fragole biologiche prodotte direttamente dal nostro fornitore gas oppure nel nostro orto (poche sfortunatamente), se ne guadagna in gusto e genuinità!

 

Ciambella rustica con cioccolato

on Sabato, 04 Maggio 2013. Posted in cucina

Ciambella rustica con cioccolato

Come vi raccontavo nell'articolo sulle merende con pasta madre, le mie bimbe sono in una fase di amore per gli impasti e quindi ne approfitto per metterle all'opera ogni volta che ne ho la possibilità. Questa che vi racconto oggi è una ricetta provata già più volte con qualche variante e che riesce sempre, facile da far preparare a dei piccoli aiutanti. Stavolta ho l'onore di di ospitare anche la piccola Mara che è stata ospite da noi la settimana scorsa con la sua bella famiglia e che ha realizzato in collaborazione con Alice (in abito da chef) e di Elena (in versione aito-cuoco) questa bella ciambella! Vi lascio la ricetta con le dosi in bicchieri e cucchiai ad uso e consumo dei piccoli cuochi!

NB: nel nostro caso il bicchiere misurino è un bicchiere da 200 ml; abbiamo usato una tortiera piccola diametro 17 cm circa.

DSCF8638Preparativi:

Far lavare le manine, indossare i grembiuli, disporre sul tavolo ciotola grande in ceramica, bicchiere, cucchiai, farine, dividere i compiti: nel nostro caso Alice versa, Elena e Mara mescolano.

ingredienti:

  • 1 bicchiere di farina di mais giallo marano integrale
  • 1 bicchiere di farina tipo 2 di grano tenero
  • 1/2 bicchiere di olio evo
  • 1/2 bicchiere di sciroppo d'agave
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 spolverata di noce moscata
  • 1/2 bicchiere di mandorle intere o spezzate o di farina di mandorle
  • 1/2 bicchiere di nocciole (opzionali)
  • 1/2 bicchiere di cioccolato fondente extra con fave di cacao del commercio equo a pezzetti (tenere conto un po' di più per via degli inevitabili assaggi)
  • 1 bicchiere e mezzo di acqua
  • 1 cucchiaio di aceto di mele
  • 1 banana schiacciata o una fetta di batata o di patata dolce (americana) lessata e schiacciata
  • zucchero di canna per decorare (1 cucchiaio)

Preparazione:

Il capo cuoco Alice versa nella ciotola tutti gli ingredienti secchi (io glieli passo man mano). Le aiutanti mescolano bene. Come ultimo degli ingredienti secchi mettere la cioccolata fatta a pezzetti dalle piccole. Lo chef aggiunge gli ingredienti liquidi: sciroppo d'acero, olio, banana schiacciata, acqua e per ultimo l'aceto.

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Nel frattempo accendere il forno a 180°. Le aiutanti mescolano bene a turno o assieme.

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Quando l'impasto sarà ben amalgamanto e il tavolo ben infarinato versare nella tortiera a ciambella con cerniera preventivamente oliata l'impasto che deve essere liquido ma non troppo.

Ecco le cuoche soddisfatte con la torta pronta da infornare!

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Quando il forno sarà in temperatura infornare per mezzora. Estrarre dal forno, spolverare con zucchero di canna e lasciare raffreddare prima di togliere dallo stampo.

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Gustare in compagnia!

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Questo post partecipa alla raccolta di ricette per il  100% vegetal monday proposto dalla Capra

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"Out of sight" e "Birds of a feather" - libri-gioco

on Mercoledì, 01 Maggio 2013. Posted in libri

Qualche settimana fa mi sono imbattuta nell'articolo di Libere Lettere in cui presentava un bellissimo libro: Gli animatti e logicamente mi sono messa subito alla sua ricerca. L'ho trovato, ma il prezzo mi bloccava un po'... poi a fianco girando fra i suggerimenti ho visto che c'era la possibilità di prenderne una versione "inglese" e di accompagnarlo ad un altro libro dedicato solo agli uccelli. Ho pensato che sarebbero stati un bel regalo per le bimbe e allora ecco direttamente dagli Stati Uniti i fantastici libri che sono arrivati: ""Out of sight" e "Birds of a feather" entrambi di Pittau & Gervais.

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In primis colpiscono per le dimensioni piuttosto importanti (devo ancora trovargli un posto fisso in cui tenerli...), poi per come sono strutturati, infatti le pagine sono munite di finestrelle sotto le quali si nascondono animali (nel primo libro) o uccelli (nel secondo). Il gioco consiste nello scoprire l'animale nascosto grazie all'ombra, oppure alle impronte o alle pellicce

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o dalle parti del corpo...

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Di chi saranno queste orecchie?

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e queste piume?

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e queste uova colorate, grandi e piccole?

Dietro ad ogni finestrella viene svelato il nome dell'animale e una piccola curiosità, il testo è in inglese in entrambi i libri, un valore aggiunto a mio avviso, per abituare i bambini ad altri suoni e altre lingue. 

Si può scegliere di leggere il libro in diversi modi, semplicemente lasciando fare ai bambini che si divertiranno a scoprire i vari animali, leggendo per loro il testo in inglese con o senza traduzione, traducendolo direttamente in italiano, dicendo solo il nome degli animali in inglese e lasciando a loro la traduzione in italiano. 

A mio avviso sono libri adatti sia a bimbi piccoli, infatti Elena adora apire le finestrelle e nominare gli animali, sia per bimbi in po' più grandi, visto che si trovano anche animail strani o poco noti. Si divertiranno anche ad osservare i dettagli e a provare a indovinare dal tipo di pelo o dall'ombra. Testai anche con bimbi più grandicelli, che dopo le iniziali resistenze sembrano averli graditi... :-)

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PS: vi segnalo che da QUESTA pagina potete vedere anche un video sul libro "Birds of a feather"

PPS: questo post partecipa al VdL di Paola Homedemama e alla condivisione di libri per bambini "La biblioteca di Filippo" su FB

Camille e biscotti per e con i bimbi (a lievitazione naturale)

on Sabato, 27 Aprile 2013. Posted in cucina

Camille e biscotti per e con i bimbi (a lievitazione naturale)

Oggi vi voglio presentare due ricette per due cose molto diverse fra di loro, ma accomunate perchè:

  • entrambe sono a lievitazione naturale
  • entrambe sono graditissime ai bimbi
  • i piccoli aiutanti sono determinanti nella preparazione
  • sono golose!

di che si tratta? I primi sono biscottini, i secondi merendine alla carota, tipo le famose Camille, per intenderci...

Come sapete ci tengo a non proporre alle bimbe cibi confezionati o meglio a ridurli al minimo, purtroppo però a scuola direttamente dalla mensa ogni tanto vengono fornite le merendine ad Alice che pur non amndo i dolci in questo contesto le mangia... allora ho pensato di proporle un alternativa casalinga che è anche decisamente più sana. Ovviamente per farle mi avvalgo anche del suo aiuto, tanto per dimostrare che in casa e con ingredienti sani si possono fare delle cose buone, forse anche più buone di quelle acquistate.

Per sfizio sono passata a vedere gli ingredienti delle camille "originali", eccoveli qua: 

Zucchero, farina di frumento, uova fresche pastorizzate, carote grattugiate (14%), mandorle (7%), amido di frumento, fibra solubile: oligofruttosio (5%), olio di girasole, burro, succo d’arancia (1,4%), agenti lievitanti (difosfato disodico, carbonato acido di sodio, carbonato acido di ammonio), emulsionanti (mono e di gliceridi degli acidi grassi di origine vegetale), aromi, sale, maltodestrina.

Li potete facilmente confrontare con quelli che ho usato io e fare le vostre considerazioni... a me balza subito all'occhio il fatto che il primo ingrediente sia lo zucchero...

Veniamo alle ricette!

Letterine al cioccolato

ingredienti:

  • 60 gr di pasta madre
  • 70 gr di sciroppo d'agave
  • 50 ml di olio evo
  • 100 ml di latte di riso
  • 50 gr di farina di riso integrale appena macinata
  • 100 gr di cioccolato fondente 90% cacao del commercio equo
  • 220-250 gr di farina tipo2 di grano tenero
  • 1 pizzico di sale fino integrale

preparazione:

DSCF8519Sciogliere la pasta madre nel latte di riso (vi basta poca pm perchè non devono lievitare molto, io ho usato un avanzo), aggiungere lo sciroppo, la farina di riso e l'olio e mescolare bene. Aggiungere anche il sale e la cioccolata rotta a pezzetti dalle manine delle bimbe (NB: se i vostri aiutanti sono golosi munitevi di più cioccolata, altrimenti rischiate di trovarvi delle letterine senza cioccolata... :-)). Aggiungere un po' alla volta la farina, passando ad impastare a mano sulla spianatoria quando non ce la fate più col cucchiaio. Otterrete una bella palla liscia che metterete a riposare in frigo per la notte. La mattina esptrete dal frigo, lasciate per un'ora a temperatura ambiente e successivamente date forma ai biscottini. Nel nostro caso avevo solo l'aiutante piccola, quindi ho optato per lasciarla lavorare con le mani a fare dei serpentelli, poi io li pigati facendoli diventare delle letterine, pensando che in questo modo Alice si sarebbe divertita a scrivere il suo nome o latro con i biscotti. Al termine della creazione, li ho lasciati lievitare un'oretta. Acceso il forno a 180° e infornato per 15 minuti. Ed ecco Alice che fa merenda con orzo e biscotti al rientro da scuola!

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La seconda ricetta con le bimbe sono le Camille, queste sono ottime da portare in giro o da regalare: le mie bimbe le hanno gradite tantissimo! La ricetta stavolta non è mia, ma di Francesca, di Creandos'impara, io l'ho un po' modificata sia perchè la mia pasta madre non è liquida, sia perchè ho preferito usare farina tipo2 e limitare lo zucchero. Ve la trascrivo qui con le mie modifiche (ah, gli ingredienti sono dimezzati rispetto alla sua versione grande, se volete ottenere più tortine di più raddoppiate le dosi...)

Camille

ingredienti:

  • 70 gr di pasta madre rinfrescata da 4 ore
  • 250 gr di farina tipo 2
  • 75 gr di farina di mandorle
  • 100 gr di carote grattuggiate
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 120 gr di acqua
  • 1 cucchiaio di malto di avena
  • 60 gr di sciroppo d'agave
  • 1 pizzico di sale
  • la buccia gratuggiata di mezzo limone biologico
  • 1 cucchiaio di malto di avena per la lucidatura
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo integrale mascavo per decorare

Realizzazione:

Sciogliere la pasta madre nell'acqua, aggiungere il malto, lo sciroppo, la buccia di limone, le carote gratuggiate, il sale e la farina di mandorle. Mescolare bene aggiungere un po' alla volta la farina e mescolare fino ad ottenere un impasto ancora leggermente appiccicoso. Impastarlo a mano (eventualmente con le mani unte) per una decina di minuti. Lasciarlo riposare per un'oretta a temperatura ambiente e metterlo in frigo per la notte. La mattina estrarlo dal frigo e lasciarlo ambientare per un'oretta, stenderlo sul piano infarinato e arrotolarlo. Tagliarlo a fettine (io ne ho ottenute 12). Schiacciare leggermente ogni fettina e richiuderla su se stessa, pilare in modo da ottenere una pallina liscia. Mettere le palline nei pirottini e lasciare lievitare per 4-5 ore fino almano al raddoppio.

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Accendere il forno a 160° e spennellare la superficie con un cucchiaio di malto di avena sciolto in un po' d'acqua.

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Infornare per 25 minuti. Appena sfornati spennellare nuovamente con l'emulsione malto  e acqua e spolverare con zucchero grezzo di canna del tipo mascavo.

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Lasciar raffreddare prima di estrarre dai pirottini. Io li ho conservati in una scatola di latta (sono anche un bel regalo) e sono rimasti morbidi per un paio di giorni.

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Passo questa seconda ricetta direttamente a Cristina di

 Germogli di soia per la raccolta di ricette per il contest del suo compleanno

buon compleanno germogli soia

Insalata fiorita

on Sabato, 27 Aprile 2013. Posted in all'aperto, cucina

Insalata fiorita

Non so voi, ma io in questo periodo vivrei di insalate fresche appena raccolte, con le loro belle foglioline croccanti e gustose o morbide e tenere... e in questo mio desiderio vengo pienamente soddisfatta con una semplice passeggiata per il giardino e l'orto che continuano ad offirci le loro bontà gratuite, grazie anche alla curiosità delle piccole che basta che mi vedano chinata a raccogliere e subito offorno il loro aiuto. Da questo nasce quest'insalata con verdure appena raccolte, fiorita, profumata e gustosa e ricca di nutrienti.

Cosa raccogliere durante la passeggiata (per persona):

  • 1 mazzetto di rucola selvatica
  • 2 manciate di foglie di malva (meglio quelle piccole verde chiaro appena spuntate)
  • 5 punte fiorite, ma non ancora sbocciate, di cavolo capuccio
  • 3-4 violette (le ultime che le bimbe sono riuscite a scovare)
  • 3-4 fiori di tarassaco
  • 1 mazzetto di radicchio selavatico (da noi ne nasce di verde e di rosso)
  • 1 ciuffetto di valeriana o di foglie di tarassaco o di cicorietta (non fioriti)

Preparazione dell'insalata fiorita:

Versare fiori e foglie in una terrina piana d'acqua, lavarli delicatamente e lasciarli in ammollo per pochi minuti. Asciugarli delicatamente su un canovaccio pulito. Mettere in una terrina tutto fuorchè i fiori di tarassaco e le viole. Condire con poco sale, pepe bianco (se vi piace), aceto di mele e olio evo. Aggiungere i fiori. Servire. 

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(PS: normalmente aggiungo dei semi alle mie insalate - canapa, sesamo, lino tritato, girasole - ma questa a mio avviso è già bella gustosa così)

E prima di chiudere voglio condividere con voi queste meraviglie che sono nate spontaneamente (non le abbiamo trapiantate, nè seminate) nell'orto "in autogestione" e di cui vi parlavo un paio di settimane fa nel post sui colori della primavera

i finocchi e ben due piantine di cavolo capuccio

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Come non essere grati ad un orto che fa questi regali?

Questo post partecipa alla raccolta di ricette per il  100% vegetal monday proposto dalla Capra

100-veg-monday

 

e anche alla raccolta di ricette con erbe spontanee di 

logofitoalimurgia

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