in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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Portare i bambini… in vacanza 2

on Lunedì, 25 Luglio 2011. Posted in all'aperto

Per il secondo anno EquAzioni propone un concorso fotografico sul portare i bambini. Colgo l’occasione per raccontare la nostra esperienza con fasce e mei tai, che ci accompagnano ormai da 3 anni e mezzo.
Durante la gravidanza di Alice, ormai 4 anni fa, ritenevo indispensabile l’uso del passeggino e infatti nell’ottica di utilizzarlo anche nelle nostre vacanze in montagna ne avevamo cercato un modello sportivo a 3 ruote larghe con ammortizzatore e freno (per fortuna era lo stesso utilizzato da mia sorella per cui sarebbe bastato acquistare la struttura passeggino, mentre ovetto e carozzina ce li avrebbe prestati lei). Poi sul più bello, pochi giorni prima della data presunta, nei pochi giorni liberi che mi rimanevano, mentre rileggevo avidamente il libro “L’arte dell’allattamento materno” della LLL (Lega del latte) per carpire quante più informazioni possibili, comincio a soffermarmi a guardare tutte le belle immagini che lo corredano e mi ritrovo a riflettere: “Ma guarda un po’ come stanno beati questi bimbi tenuti sul petto dei genitori in questa stoffa…” Così mi metto a cercare su internet un po’ di informazioni su queste stoffe per portare i bambini e entro nel fantastico mondo delle fasce e del portare. Un paio di giorni prima della nascita di Alice arriva il pacco con la mia prima fascia, la Tricot Slen, fascia lunga elastica in cotone jersey e faccio qualche prova per indossarla, cosa che all’inizio mi sembra complicatissima!
Nasce Alice e proviamo ad uscire per una passeggiata, erano i primi di marzo, e penso che sicuramente starà più calda nella fascia: da lì le occasioni per utilizzarla si moltiplicano, comincio ad indossare Alice non solo per uscire, ma anche in casa per fare le pulizie o per lavorare al computer. E in montagna? E il fantastico passeggino? Qualche prova col passeggino in montagna l’abbiamo fatta, ma il confronto con la comodità e praticità della fascia non ha retto: troppo faticoso da spingere, ingombrante, non passava sui sentieri e quindi ci limitava le uscite alle strade bianche, troppi accessori da portarsi dietro (per la pioggia, per il sole…) e come se non bastasse Alice dopo poco non ci voleva più stare! Con la fascia invece, mani libere, bimba sempre riparata dal sole e dalla pioggia, fatica quasi nulla, potevamo scegliere qualunque tipo di percorso!
Per il mare poi non avremmo mai voluto trovarci in situazioni come questa:

carrozzina

E così per le vacanze estive ogni anno ci siamo adattati portando Alice in modo diverso in base alla sua crescita: nel 2008 nella fascia elastica davanti (pancia a pancia),
l’anno successivo sulla schiena con fascia rigida (fascia in canapa EquAzioni) o elastica,

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poi abbiamo acquistato un mei tai (Naturalmamma – tramite il gas) che ci sembrava più pratico visto che voleva salire e scendere spesso per fare dei tratti a piedi, usato nel 2010.

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E quest’anno con la’rrivo di Elena l’assetto si è modificato di nuovo, infatti se normalmente (in città o al mare) Alice cammina e basta un supporto per Elena, in montagna, se si vuole fare qualche percorso un po’ più impegnativo, servono due supporti e quindi: Alice sulla schiena, Elena davanti e zaino in spalla. Abbiamo provato varie soluzioni, Elena nel mei tai e Alice in fascia rigida o viceversa, oppure entrambe in fascia. Alla fine abbiamo visto che non c’è una soluzione univoca, io preferisco usare per Alice la fascia in canapa e per Elena la fascia elastica in cotone, mentre Marco preferisce il mei tai per Alice e la fascia in canapa per Elena…
A questo punto come possiamo non partecipare anche quest’anno a questo bellissimo concorso di Equazioni?
Qui trovate tutte le indicazioni per partecipare.
Queste alcune nostre foto degli scorsi anni.

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Pandolce alle nocciole

on Domenica, 24 Luglio 2011. Posted in montagna

Ritornati in montagna accompagnati dalla pasta madre, ritorna anche la voglia di panificare grazie alle temperature decisamente più gradevoli! In effetti mi ritrovavo un bel po’ di pasta madre a causa dei rinfreschi ripetuti senza utilizzarla e allora via alla panificazione: una bella pagnotta di pane integrale di grano tenero, una pizza e qualcosa di dolce da usare a colazione… Ecco come usare un po’ delle noccioline raccolte in giro per i boschi!

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Ho preso circa 2 etti di pasta madre rinfrescata la sera prima e l’ho sciolta in un bicchiere di succo di mele limpido, ho aggiunto mezzo cucchiaino di sale fino integrale, un cucchiaio abbondante di miele di acacia bio del parco delle Dolomiti Bellunesi, un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva bio e mescolato bene. A seguire ho aggiunto 2 cucchiai di farina di nocciole (o mandorle), due cucchiai di farina di cocco (del commercio equo) e una tazza da te di noccioline intere, continuando a mescolare bene. Infine ho continuato ad aggiungere farina semintegrale di farro bio quanto basta (circa 500 gr) ad ottenere una palla liscia che ho messo a lievitare coperto per 4 ore. Ho ripreso l’impasto, ho creato la pagnotta e rimesso a lievitare per altre 2 ore (probabilmente bastava anche una sola ora) e infine cotto in forno già caldo a 210° per 10 minuti e 180° per 30 minuti.


Ed eccolo pronto: ottimo a colazione! Morbidissimo!

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More e fragoline

on Sabato, 23 Luglio 2011. Posted in montagna

Cosa c’è di più goloso dei frutti di bosco? Magari raccolti direttamente nel bosco durante una passeggiata? Fino a qualche anno fa al ritorno dalle escursioni o salendo ai rifugi eravamo soliti fare delle pause dedicate alla raccolta di fragoline, more, lamponi e mirtilli, per un veloce e nutriente spuntino o se abbondavano per usarli per confetture… da un paio d’anni a questa parte è diventato difficile anche solo assaggiarli visto che sono diventati lo spuntino delle escursioni di Alice, che ha imparato ad aguzzare la vista per cogliere le piccole fragole o i mirtilli o a destreggiarsi fra i cespugli di lamponi e anche dalla fascia da indicazioni per la raccolta!
Ed eccola all’opera!

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Alba in montagna

on Venerdì, 22 Luglio 2011. Posted in montagna

Questa l’alba che potevo vedere fino a ieri dall’appartamento in montagna a Voltago Agordino…

 

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Fagioli...

on Sabato, 16 Luglio 2011. Posted in orto

Un’attività tipicamente estiva che tiene impegnata tutta la famiglia, che già mia mamma dava da fare a me e mia sorella per tenerci impegnate un po’ di tempo, adatto ad adulti e bambini?
Sgranare i fagioli!

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Ritorno allo Scarpa

on Giovedì, 14 Luglio 2011. Posted in montagna

Le mie prime escursioni al rifugio Scarpa risalgono a quando ero bambina: una ripida salita lungo la vecchia pista da sci, alte montagne rocciose ad accoglierci all’arrivo e il vicino nevaio.
Da quando abbiamo la fortuna di poter passare le vacanze a Voltago, lo Scarpa è ritornato ad essere una delle nostre mete preferite, col suo panorama stupendo e per il rifugio stesso con caratteristiche uniche. L’edificio era infatti la residenza dell’artista Enrico Scarpa ( http://www.seggioviafrassene.com/page1.html ).
Ci si può arrivare anche in seggiovia, ma logicamente noi saliamo sempre a piedi. Si può partire da Frassenè (frazione di Voltago Agordino) oppure da Forcella Aurine con una passeggiata un po’ più lunga, ma molto panoramica, che passa per il Col di Luna. Il dislivello è di circa 600 m. Si può facilmente fare un percorso ad anello scendendo per Malga Luna e la Val Domadore. Dal rifugio partono il sentiero Miniussi che arriva fino a Malga Agner e i percorsi per la vetta dell’Agner (via normale e ferrata).

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Entrati all’interno si viene accolti da un ambiente completamente diverso dagli altri rifugi dolomitici: qui sono stati conservati gli arredi d’epoca, un bellissimo focolare in pietra nera a destra, la sala pranzo con ampie vetrate con vista sulle montagne circostanti, al centro due divani dove riposare, leggere o scaldarsi. Al piano di sopra una bella terrazza solarium panoramica.

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Pausa lettura e pranzo di Elena

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Alice trova un'amica


Anche la cucina non delude con scelta di piatti vegetariani (adorabili gli gnocchi o le lasagne alla zucca) con le verdure dell’orto coltivato dai gestori, prodotti biologici, grappe e tisane autoprodotte.

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grappe

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te e tisane

E anche stavolta non siamo stati delusi!

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Feste estive a modo nostro

on Lunedì, 11 Luglio 2011. Posted in giardino

 

Domenica abbiamo battezzato Elena e abbiamo approfittato dell’occasione per far festa a modo nostro. Non ci piacciono le situazioni istituzionali con lunghi pranzi da cui ci alza all’ora di cena appesantiti dal cibo e innervositi dai bambini annoiati, dove le possibilità di dialogo sono limitate, perciò cerchiamo di non proporle ai nostri amici e parenti. Quindi abbiamo scelto di invitare poca gente, di far festa a casa in giardino, col metodo del porta e offri e cercando di essere meno impattanti possibile per l’ambiente.
I preparativi iniziano il giorno prima con il taglio dell’erba del giardino, continuano la mattina montando il gazebo, riempiendo la piscina e preparando i tavoli, l’aperitivo e le bevande. Passa la nostra preparatrice di tramezzini di fiducia a consegnarli e si parte per la cerimonia.

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Alice riempie la piscina


Dopo la cerimonia tutti a mettersi comodi per la festa e poi si mangia!

 

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è pronto in tavola!


Oltre al fantastico buffet ci sono un ottima pasta fredda di kamut ai pomodori (preparata dalla sorellina) e un gustoso e coloratissimo cous-cous integrale del commercio equo alle verdure (preparato da mia mamma). Tutto biologico con verdure fresche dell’orto.

 

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Cous cous alle verdure
Già ben sazi abbiamo saltato i formaggi di montagna per passare con calma ad un fresco melone bio, poi torta gelato alla frutta (senza latte) e caffè equo. Il tutto mentre i bimbi se la spassavano in piscina.

 

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Bimbi in piscina
o correvano per il prato o giocavano a nascondino

 

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bimbi in corsa per il prato
Alla fine hanno c’è stato anche il tempo per un concertino improvvisato, mentre si degustavano le birre autoprodotte!

 

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Concertisti

Consegna delle “bomboniere” che erano delle semplici foto fatte da noi con una cornicetta del commercio equo e confetti al cioccolato sempre equo-solidale confezionati dall’associazione Al ritmo del tam tam (che gestisce il nostro gas - http://alritmodeltamtam.alfa.it/chi-siamo/bomboniere ).Quel poco che è avanzato ce lo siamo diviso, l’acqua della piscina verrà usata per l’orto e a noi rimane il ricordo di un bel pomeriggio in compagnia!

 

Una risposta a Feste estive a modo nostro

•Francesca scrive: 12 luglio 2011 alle 21:00
voglio vivere cosììììì col sole in fronte ….. felice cantoooooo ……….. Guardando le tue foto e leggendo beh mi è scappata la canzoncina!!! Avete un giardino meraviglioso e ….ENORMEEE, idee particolarmente fantasiose e non ci sono dubbi che il pomeriggio sia piaciuto a tutti, anche ai non presenti come me!!!! Se penso ai battesimi cresime e quant’altro mi viene la pelle d’oca, poi ti leggo e scopro che c’è tanto da imparare perchè al mondo ci sono tante tante persone che non la pensano come “il resto del mondo”!!! Grazie per la testimonianza... e ti offendi se mi autoinvito per la prossima occasione "mondana"??? Non me la vorrei perdere! :-)
Un abbraccio e un bacio alla piccolina

Panini al sacco

on Lunedì, 11 Luglio 2011. Posted in cucina

La pasta madre ci accompagna sempre nei nostri viaggi, in questo modo si arricchisce e acquisisce sapori nuovi grazie anche a farine che a casa non sempre riesco a trovare, inoltre in vacanza ho anche più tempo per sperimentare e soprattutto in estate quando il caldo della pianura fa passare la voglia di panificare fra il fresco dei monti la voglia di impastare ritorna.
Durante le escursioni i panini non mancano mai, ma il pane che si trova normalmente in commercio il giorno dopo è praticamente immangiabile, allora perchè non provare a farli con la pasta madre?
Ho rinfrescato la pasta madre come al solito (120 ml acqua e 210-240 gr farina) la sera e la mattina (dopo aver tolto la parte per la panificazione successiva) ho aggiunto 300 ml di acqua, un cucchiaino di sale, un cucchiaio di miele di acacia bio (del parco delle Dolomiti Bellunesi), 3 cucchiai di olio extravergine di oliva bio e semola di grano duro rimacinata quanto basta ad ottenere una bella palla liscia che ho messo a lievitare per 5 ore. Ripreso l’impasto l’ho diviso a pezzetti, steso con le mani (aggiungendo un po’ di farina se serviva) in forma approssimativamente tringolare e arrotolati partendo dalla base. Ho rimesso le pagnottine a lievitare per un altro paio di ore e poi infornate per 10 minuti a 210° e 25 minuti a 180°.

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Questo il risultato finale

 

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e il panino tagliato pronto per essere imbottito come più piace!

 

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Sono rimasti morbidissimi!

 

 

Nidi di rondine

on Sabato, 09 Luglio 2011. Posted in montagna

Durante i nostri soggiorni in montagna facciamo spesso una passeggiata per il piccolo centro di Voltago la sera dopo cena e una di queste serate l’attenzione di Alice è stata attratta da alcune zone della strada a ridosso di alcune abitazoni sporche di escrementi di uccelli… da queste parti piccioni non ce ne sono, ma alzando gli occhi abbiamo visto che sotto le falde del tetto c’erano tre nidi di rondine e rimanendo in silenzio si sentivano i pigolii dei piccoli rondinini. Guardando con attenzione si potevano intravedere delle testine che si affacciavano! Siamo rimasti col naso all’insù meravigliati per qualche minuto e ci siamo ripromessi di tornare con più luce e con la macchina fotografica. Da quella sera la visita ai rondinini è diventata un tenero appuntamento fisso. Ed eccoli qui!

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Rondinini in attesa di pappa

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Arriva la mamma!

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La mamma riparte

Malga Stia: strategie montanare per 2+2

on Venerdì, 08 Luglio 2011. Posted in montagna

Finalmente vacanza e finalmente montagna!
E per noi dire montagna, è dire escursioni e camminate, ma se portare in malghe e rifugi un solo bimbo è relativamente semplice, munendosi di una fascia o di uno zainetto e dividendosi il carico, con 2 bambine, una di 5 mesi e una di 3 anni, la cosa si fa più complicata. Per testarci abbiamo scelto un percorso semplice, 400 m di dislivello, con possibilità di percorrere o il sentiero o una strada forestale, tempo previsto senza bimbe circa 1 ora in salita: partenza da Gares (frazione di Canale D’Agordo, 1381 m) e arrivo alla Malga Stia (1788m).
Prima missione: farci stare tutto in un solo zaino e senza farlo pesare troppo! Tutto significa cambio completo per Elena (pannolini lavabili, body, maglioncino, pantaloni), cambio completo per Alice (pantaloni, magliocino, impermeabile, maglietta), maglioni per noi, acqua (confidiamo nelle fontanelle lungo percorso, ma almeno un litro lo prendiamo), frutta, panini, succo di frutta, macchina fotografica, telefoni, portafogli, crema solare, cappellini, qualcosa per eventuale pronto soccorso…
Seconda missione: decidere l’assetto delle bimbe. Optiamo per usare la fascia lunga per Alice – sulla schiena – e mei tai per Elena – davanti – chi porta Elena porterà anche lo zaino. Appena sente la parola fascia Alice comincia: “Siiiii, fascia – fascia – fascia – fasciaaaaaaaa! Salgo in spalla alla mamma!” E noi che speravamo che un po’ di strada a piedi volesse farla!

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Ore 10: si parte!

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Appena il percorso diventa un bel sentiero ripido, Alice decide che ha voglia di camminare: primo cambio di assetto: Alice a piedi, Elena in mei tai e io porto lo zaino.

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Ritroviamo la forestale e Alice ha fame: sosta spuntino e poi si riparte, di nuovo in spalla a me.
Dopo poco è la volta di Elena che ha fame, altra sosta. Cominciamo a pensare che di questo passo arriveremo il pomeriggio!
Altro tratto a piedi per Alice, finalmente Elena si addormenta, altro tornante e di nuovo Alice in spalla…
Cominciamo a sentire i suoni degli animali al pascolo, ore 12: eccoci in vista della malga!

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Visitato l’intorno e l’interno decidiamo per un tranquillo pic-nic.

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Ci godiamo il paesaggio pranzando, riposino, cambio di Elena e poi si riparte con nuovo assetto: io porto Elena e lo zaino e Alice sale in spalla al papà.

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Pancini pieni e stanchezza fanno addormentare subito le piccole, finalmente un po’ di silenzio, solo il rumore dei passi fino all’arrivo!

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8 risposte a Malga Stia: strategie montanare per 2+2

•ilenia scrive: 8 luglio 2011 alle 15:16

Siete proprio bravi e le foto sono bellissime... io non ho mai fatto una passeggiata così con Elisa... :-( ma vorrei provare quest'anno un percorso un po' più lungo del solito, devi spiegarmi bene il discorso della fascia per Elisa perchè sicuramente lei di camminare non ne vorrà sapere! :-)

•daria scrive:
8 luglio 2011 alle 21:16
Ti dirò che Alice appena ha visto la fascia ha voluto salirci entusiasta, poi però voleva anche camminare (per fortuna), d’altro canto sono ancora piccole per fare così tanta strada a piedi,
o meglio la farebbero anche ma sicuramente con i tempi mooooooltoooooo dilatatati!
•Annamaria
scrive: 8 luglio 2011 alle 22:37

Che meravilgia!!! Ottima organizazione direi!!! Vi terremo come esempio per qualche passeggiata settembrina nei boschi... intanto condivido volentieri! :-)
•Elena
scrive: 11 luglio 2011 alle 15:20
Anche noi abbiamo ilproblema che la grande non vuol camminare…ma la piccola ha ormai
15 mesi e portarla davanti è quasi impensabile per peso, ma soprattutto lunghezza…
•daria
scrive: 11 luglio 2011 alle 16:18
Infatti mi chiedevo anch’io come sarà l’anno prossimo… speriamo che nel frattempo Alice faccia dei tratti a piedi più lunghetti! e pensare che l’autunno scorso le ultime escursioni se le era fatte quasi per intero a piedi! Evidentemente l’arrivo della sorella ha influito sul ritorno di fiamma alla fascia!
•Elena
scrive: 12 luglio 2011 alle 10:35
Direi di sì!
Ti ho linkata sulla bacheca di fb di GiovaniGenitori (una rivista per le famiglie del Piemonte), hanno apprezzato molto il tuo racconto! ;-)
•daria
scrive: 12 luglio 2011 alle 10:44
Grazie Elena! Gentilissima!
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Andiamo a fare merenda in bicicletta?

on Lunedì, 04 Luglio 2011. Posted in all'aperto

Mi è sempre piaciuto molto muovermi in bicicletta e l’ho sempre fatto fin da piccola (avevo una mitica Graziella bianca) e adesso mi piace portare le bimbe a spasso in bici.
Ormai per Alice è diventata una piacevole consuetudine quasi quotidiana fare un giro che partendo da casa nostra, passa per il casone rosso lungo il Fiumicello e poi prosegue per una “caresà” attraverso i campi, quasi sempre costeggiata da fossati, sbucando su un’altra strada che ci permettere di compiere l’anello completo passando per il centro di Piove. A partire dalla primavera questo giretto diventa il luogo della merenda di Alice a base di more selvatiche (adesso) e di fichi (da agosto) Si possono inoltre fare piacevoli incontri con aironi, gallinelle d’acqua, fagiani e lepri. Lascio alle foto la descrizione del percorso, praticabile in tutte le stagioni anche a piedi!

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3 risposte a Andiamo a fare merenda in bicicletta?

•elisa (mestieredimamma) scrive: 6 luglio 2011 alle 21:23
stependa questa passeggiata!!
•glores scrive: 7 luglio 2011 alle 22:08

Beh, direi che Alice è proprio una bambina fortunata ... se penso al tragitto che faccio con Pietro tutto di marciapiedi e sfalto per andare al parchetto vicino a casa ... :-( 

Meno male che abbiamo la nostra campagna dove poter andare a ritrovare un pò di verde.

•daria scrive:
8 luglio 2011 alle 21:17
E’ vero, siamo proprio fortunati a poter godere di verde e spazi aperti, sicuri dalle macchine e a contatto con la natura (a volte però un po’ troppo antropizzata…)!

Alba

on Sabato, 02 Luglio 2011. Posted in un po' di me

Il mattino ha l’oro in bocca!

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Foto realizzate col contributo di Elena (che non aveva più sonno) e dell’addetto alla raccolta del vetro che passa alle 5 con la radio a palla seguito dal suo inconfondibile “Sdeden sdeden!”

Dolce o salato?

on Venerdì, 01 Luglio 2011. Posted in cucina

Da quando ho smesso di acquistare i prodotti di alcune multinazionali, non avevo più mangiato neanche quel formaggio spalmabile col nome di una città, finché non ho iniziato ad autoprodurlo!

Il formaggio che si ottiene è una preparazione tipica dei paesi  mediorientali e si chiama labneh.

E’ una cosa semplicissima, basta avere dello yogurt bianco naturale (magari autoprodotto), un cucchiaino di sale, un canovaccio pulito (preferibilmente lavato senza ammorbidenti e detersivi profumati) e una ciotola. Si prende lo yogurt si mette il cucchiaino di sale e si mescola, si versa il tutto nel canovaccio, posizionato sopra alla ciotola (attenzione perché comincia subito a gocciolare il siero), si lega il canovaccio e si appende a gocciolare in frigorifero per 24 ore (alle volte basta anche meno).

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Il giorno dopo si estrae dal frigo, si apre il canovaccio, si raccoglie il formaggio. E’ proprio come il famoso formaggio spalmabile!

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Si possono aggiungere delle erbette fresche tritate, oppure farlo senza sale, in questo caso si può usare anche per preparazioni dolci, tipo cremine. Io l’ho usato al posto della ricotta in questo clafoutis di nocipesche.

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Valida anche la versione vegana, basta usare yogurt di soia e lo stesso metodo.

In ogni caso non buttate il siero che si può utilizzare per i dolci (come ho fatto io per il dolce qui sopra), il pane o le focaccie al posto del latte o dell’acqua, li rende più soffici.

 

Ospite misterioso

on Martedì, 28 Giugno 2011. Posted in giardino

dariaAlice stava giocando a nascondino col cuginetto, quando li sento interrompersi e chiamare a gran voce: “Guarda è passato uno scoiattolo!” No, non eravamo in montagna, ma nel giardino di casa, precisamente sotto il salice e i due bimbi stavano osservando attentamente quelli che sembravano i
resti di uno spuntino…

Di chi? Qualcuno ha qualche idea?Preciso che noi abbiamo un nocciolo in giardino, ma adesso le nocciole sono ancora verdi, mentre
queste erano secche, oltre a trovarsi sotto al salice…
Chi le avrà portate? Uno scoiattolo di pianura? un topolino di campagna?

2 risposte a Ospite misterioso

•Glores scrive: 29 giugno 2011 alle 13:12
Anche noi abbiamo un nocciolo e anche noi abbiamo nocciole, noci, ghiande e semi ovunque portati da loro… Noi quando possiamo gli mettiamo una ciotolina di frutta secca da qualche parte, in modo che possano fare scorta, ma se lo sapesse il nonno… che non riusciamo a convincere a smettere di usare quell’odioso ratticida… non siamo riusciti a dissuaderlo nemmeno dicendogli che il colore rosa intenso potrebbe attirare Pietro a metterselo in bocca... niente lui i topi li vuole morti! :-(
Rispondi
•daria scrive:
29 giugno 2011 alle 13:31
Noi ormai conviviamo con animaletti vari! In autunno inverno sono le talpe, in estate il grillo-talpa o i topolini di campagna… Per le talpe avevamo provato vari metodi non cruenti per farle allontanare, ormai ci siamo rassegnati a conviverci, come loro a convivere con la gatta!
Rispondi

Sciroppo di menta

on Martedì, 28 Giugno 2011. Posted in giardino

Quando siamo venuti ad abitare in questa casa ci siamo portati anche un paio di piantine di menta che hanno pian piano invaso il nostro giardino. Per fortuna ne serve molta per fare le preparazioni a base di menta così abbiamo il modo di sfoltirla con autoproduzioni varie! Ecco allora lo sciroppo di menta, fresco ed estivo, da usare per bibite e ghiaccioli, realizzato con l’aiuto della mia piccola aiutante raccoglitrice Alice, ormai esperta nel riconoscimento delle erbacce!

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Cosa serve:
150 gr di foglie di menta fresca
mezzo litro di acqua
400 gr di zucchero (io ho usato zucchero di canna integrale mascobado del commercio equo: scurisce lo sciroppo ma è pi salutare)
Far bollire l’acqua e mettere in infusione le foglie di menta per 30 minuti, poi filtrare e versare l’infuso in una pentola, aggiungere lo zucchero e cuocere a fuoco lento mescolando per 15 minuti. Togliere dal fuoco, aspettare che si raffreddi e travasare in una bottiglia di vetro da conservare in frigo. Usare diluendo con acqua fresca o con acqua e ghiaccio o farne ghiaccioli.

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Questo post partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia".

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 con la menta.

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