in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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Pane alle pere

on Giovedì, 04 Agosto 2011. Posted in cucina

Un altro uso alternativo per le pere: il pane! Finite le pere donate dall’amico cerchiamo un altro albero e raccogliamo le pere più mature, non ne servono molte per i panini…

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Per preparare questi buoni panini dolci, anche se senza zucchero, ho seguito una ricetta che si trova sul libro “Facciamo il pane” di Annalisa De Luca. Si parte preparando 2-3 pere mature sbucciate e tagliate a pezzettini mescolate a 1 cucchiaio di cannella, 2 cucchiai di uvetta sultanina, 1 cucchiaio di anice in semi, 2 cucchiai di nocciole o semi di girasole e 1 cucchiaio di farina. Si prende la pasta madre già rinfrescata la sera prima (circa 300 gr), si aggiungono 200 ml di acqua, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di malto di riso e si aggiungono le pere e si mescola. Poi si aggiunge la farina (stavolta ho usato una tipo 0) e si impasta fino ad avere una palla abbastanza liscia (essendoci le pere, l’impasto tende a rimanere sempre un po’ appiccicoso), vi serviranno circa 600 gr di farina. Si mette a lievitare per 2-3 ore. Si riprende l’impasto e si lavora con un po’ di farina, dividendolo in 6 pagnotte che rimettiamo a lievitare per un’ora e mezza o due.

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Si accende il forno a 220° e si cuociono per 3 minuti, più altri 15-20 minuti a 180°.
Ecco il risultato:

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Se avete la fortuna di avere una sorella col forno a legna sfruttatelo come ho fatto io per cuocere i panini, state attenti però a piccoli pelosi curiosi e golosi, nonchè a non dimenticare qualche panino nel forno…

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3 risposte a Pane alle pere
•Roby scrive:
6 agosto 2011 alle 16:08
;-) anche se dimenticato nel forno è comunque stato mangiato! :-)
•daria
scrive: 6 agosto 2011 alle 16:16
Da gatti o da umani?
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Bolle di sapone

on Mercoledì, 03 Agosto 2011. Posted in all'aperto

Un gioco che incanta sempre i bambini sono le bolle di sapone, passatempo che si può fare in casa in noiose giornate, ma che diverte molto di più all’aperto dove i più piccoli rimangono incantati a guardare e i più grandini giocano cercando di prenderle o indovinando dove vanno a finire o individuando quelle che vanno più lontane o resistono più a lungo…
Ma spesso capitano “incidenti” che causano un veloce svuotamento del contenitore con conseguente fine del divertimento e richiesta di nuovo barattolo. Ecco allora che da genitore risparmino ed ecologista, mi ritrovo a mescolare acqua del rubinetto e detersivo per i piatti bio per vedere di ricreare il magico intruglio… con conseguente delusione per il misero risultato. Infine trovo la ricetta per autoprodurre in modo semplice il liquido delle bolle grazie a Detersivi Bio-allegri. In pratica basta mescolare acqua distillata e detersivo per i piatti in uguale quantità e aggiungere una punta di cucchiaino di zucchero o miele…
e buon divertimento sicuri di non rimanere mai senza!

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3 risposte a Bolle di sapone

•ilenia
scrive: 3 agosto 2011 alle 14:05
Grazie Daria della ricetta perchè ad Elisa durano mediamente 2 minuti poi cambio d'abito e di scarpe! :-)
•glores
scrive: 4 agosto 2011 alle 15:02
Belle! Però qui bisogna mettersi d'accordo perchè tra succhi e bolle facciamo gli astessi post, il mio aspetto allora a pubblicarlo! :-)
•daria
scrive: 4 agosto 2011 alle 15:12
Siamo sulla stessa lunghezza d'onda! Ma tranquilla che adesso non ho altri succhi! ;-)

Nascita di un delfino

on Martedì, 02 Agosto 2011. Posted in libri

Io e Alice abbiamo un appuntamento mensile quasi fisso con la biblioteca della nostra città che ha una bella sezione per bambini anche piccoli con uno spazio a loro dedicato. Portiamo sempre a casa 7-8 librini scelti da lei. L’ultima volta ha scovato dei vecchi libretti EdizioniArka (risalente al 1996, ma li pubblicano ancora) collana Quattro Stagioni “per scoprire come vivono un animale di casa o di terre lontane, un fiore visto in un prato, un uccello incontrato in un bosco“. In particolare il libro che ha portato a casa è “Il delfino”. Queste sono le pagine che ha apprezzato di più:

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Ho fatto una piccola ricerca e a quanto pare è proprio vero: le delfine partoriscono assistite (come se
con loro ci fossero delle ostetriche) e il latte viene veramente spruzzato loro in bocca!Riporto da Animalweb
:La gravidanza dura in media 11 mesi
.Al momento del parto il feto si presenta dalla parte della coda, in modo tale che la testa sia l’ultima ad uscire per risalire il più velocemente possibile a compiere la prima respirazione. D’istinto gli sfiatatoi dei neonati non sono aperti fino al momento in cui si trovano in superficie. Normalmente il parto è assistito da altre femmine, le cosiddette “zie”, le quali si preoccupano di
aiutare il piccolo spingendolo in superficie, proteggendolo anche da eventuali attacchi.Per nutrirsi il piccolo stimola le fenditure mammarie facendo fuoriuscire i capezzoli che schizzano il latte, di consistenza cremosa, direttamente nella sua bocca. L’allattamento può durare oltre un
anno (a volte anche 3-4 anni).

6 mesi: si mangia!

on Lunedì, 01 Agosto 2011. Posted in cucina

Però come sono furbi i bambini! Preferiscono una dieta sana, varia e simile a quella degli adulti piuttosto che le pappe. (C. Gonzales)
Lasciamo che il bambino si svezzi da solo durante i pasti dei genitori chiedendo e ottenendo dei piccoli assaggi. (L. Piermarini)
Ricetta per la prima pappa di Elena:
ingredienti:
•una bambina che sa stare ben seduta da sola, che tiene un cucchiaino e porta alla bocca
•un posto a tavola con noi
•piccoli assaggi del nostro cibo (cibo sano, con pochi condimenti e poco sale, possibilmente bio)
•bavaglini a volontà
•voglia di ridere
•un po’ di pazienza
•genitori che “chiudono gli occhi” sullo stato di pulizia del tavolo e del bambino mentre mangia
Anche per Elena abbiamo scelto l’autosvezzamento (alimentazione complementare a richiesta) come per Alice, un introduzione dei cibi solidi fatta col sorriso! Eccola qua:

acqua

Bevo l’acqua come i grandi!

anguria

Questa fetta è per me!

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Mmmmm buona la nocipesca!

carota

Un po’ duretta… ma che sollievo per le mie gengive!

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Pic-nic in montagna

polenta

Che soddisfazione! che sia anche buona?!

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Beh, come lo mangiate voi il melone?!

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Buono il pane appena fatto!

Per maggiori informazioni sull’ACR (alimentazione complementare a richiesta):

Il libro di Piermarini: Io mi svezzo da solo (Bonomi)

Il libro di Gonzales: Il mio bambino non mi mangia (Bonomi)
http://www.uppa.it/dett_articolo.php?idr=35&;ida=534&idb=80
http://www.autosvezzamento.it/forum/index.php


6 risposte a 6 mesi: si mangia!

•Valentina
scrive: 1 agosto 2011 alle 13:58
Ma come mi ci rivedo!!!!
Fragola fa uguale!
•glores
scrive: 1 agosto 2011 alle 19:37

Sarà ma me sembra così strano che crescano così in fretta! :-)
•daria
scrive: 1 agosto 2011 alle 21:26
In effetti è incredibile la velocità di crescita e soprattutto la velocità di apprendimento…
•irene
scrive: 4 agosto 2011 alle 14:23
Ciao Daria, interessante questa cosa dell’autosvezzamento…con Noemi non ho avuto nessun problema a svezzarla appena ho cominciato a darle la mela lei ha subito apprezzato apriva la bocca e tutta interessata mangiava…e così per tutti gli altri alimenti…Ma per Daniele ho già capito che la cosa è diversa…ho provato con la mela..ma lui si gira è chiude la bocca…classico segno del ” ma cosa mi stai dando?”, così ho deciso di lasciar perdere e aspettare un pò.Adesso sono 2/3 gg che Noemi mangia la macedonia di frutta a merenda ( pesche, uva , mela) e lui la segue in ogni movimento…dammi un consiglio..che faccio con Daniele?

•daria scrive:
4 agosto 2011 alle 15:19
Ciao Irene, prova ad aspettare, poi quando lui è interessato al cibo gli dai piccoli assaggi dei vostri piatti. Logicamente prepari cose poco salate e non zuccherate, schiacciabili con la forchetta o che possa succhiare. Per esempio la mela Elena se la succhia tutta intera (io gli do un morso e lei se la ciuccia con gusto). Vedrai che un po’ alla volta riuscirà a mangiare sempre più cose e a gestirsele in autonomia. Se prepari la frutta cotta per voi o per Noemi, la dai anche a lui, altrimenti lascia perdere e aspetta che lui abbia voglia, ha tutta la vita per mangiare!

•irene scrive:
4 agosto 2011 alle 21:44
grazie mille…ho pensato anch’io di far passare anche questo caldo…proverò in settembre..un bacione .A proposito da domani Paolo è in ferie faremo presto un salto a trovarvi:-)

Succo di pera

on Sabato, 30 Luglio 2011. Posted in cucina

Ricettina facile facile per un succo di pera genuino, senza conservanti, senza zucchero e a km 0: tornate a raccogliere le pere dal vostro albero o a trovare il vostro amico con l’albero, scegliete le pere più mature, sbucciatele, togliete gli eventuali ospiti e tagliatele a pezzetti. Mettete il tutto in un pentolino con un filo di acqua e cuocete a fuoco lento, lasciate bollire 5 minuti mescolando ogni tanto. Se le pere erano belle mature si scioglieranno liberando il loro succo. Prendere un passino, un imbuto, una bottiglia di vetro e dei vasetti di vetro. Versate le pere nel colino posto sull’imbuto e sulla bottiglia e schiacciate bene bene con un cucchiaio i pezzi rimasti, quello che rimane nel passino lo potete mettere nei vasetti. Procedete fino a finire le pere. Alla fine avrete una bottiglia di ottimo succo di pera da bere subito o da mettere a bollire chiuso con tappo da sottovuoto se volete conservarlo e dei vasetti di composta di pere. Questi ultimi li potete usare subito sul pane o colazione (o se avete un bambino come merenda) o bollire per conservarli!

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Ed eccolo qui il nostro bicchierone di dolcissimo e naturalissimo succo di pera e sullo sfondo un vasetto di composta di pere!

2 risposte a Succo di pera
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Avventurose cascate dell’Inferno

on Venerdì, 29 Luglio 2011. Posted in montagna

Un’ultima passeggiata prima di salutare la montagna! Un percorso veloce, ma molto emozionante che Alice ha apprezzato tantissimo facendosi tutta la salita da sola senza mai voler salire in spalla!
Si lascia la macchina a Col di Prà, località alla fine della bellissima Valle di S.Lucano, chiusa da un lato dalle pale di S. lucano e dall’altro dal Monte Agner (vi si accede da Taibon Agordino). Si parte lungo la ex-strada militare che sale verso la malga Campigat, e la si lascia subito alla prima curva per seguire il sentiero che procede lungo il torrente (indicazioni per cascata su un masso). Il percorso sale abbastanza ripido, con molte soste per vedere i vari salti d’acqua fino al salto più alto, presso il quale ci siamo fermati a fare merenda.

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Passaggio su ponticello in legno

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Ammirando l’impetuoso torrente

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Piccolo salto d’acqua

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Che bello salire le “scalette”

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“Mammaaaaa, corriiiii a vedere!”

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Come un canyon

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“Papà mi aiuti?”

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“E qui come salgo?”

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Breve passaggio attrezzato

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Foto di famiglia

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Io e le mie cucciole!

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3 generazioni in pausa merenda

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Anche Elena fa merenda

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Vista verso l’Agner

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Farfalla

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Dettaglio dell’ultimo salto d’acqua

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Una bella doccia fresca

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L’ultimo salto d’acqua

Noi non ne avevamo il tempo e siamo tornati da dove siamo venuti, altrimenti il percorso continua nel bosco fino a ricongiungersi con la mulattiera da cui si può salire ancora un po’ fino al ponte col bivio per le pale di S.Lucano in prossimità del quale ci sono le ultime cascate. Per rientrare si può utilizzare la comoda mulattiera.

Una risposta a Avventurose cascate dell’Inferno
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Il cestino dei tesori

on Giovedì, 28 Luglio 2011. Posted in in casa

Uno dei primi giochi che avevo preparato per Alice era il cestino dei tesori e adesso che Elena ha 6 mesi è arrivato il momento di prepararlo anche per lei. Di che si tratta? In pratica di un semplice cestino basso riempito con oggetti di uso comune adatti alla manipolazione per un bambino che sta seduto da solo ma ancora non si muove molto nello spazio. Ho usato uno cestino in banano del commercio equo a cui ho lasciato anche l’etichetta colorata. Cosa ci ho messo dentro:
•una scatolina in foglie di banano (del commercio equo)
•un cucchiaio di legno grande
•un cucchiaino in legno di piccolo
•un rotolo di cartone lungo (quello della carta assorbente)
•un rotolo di carta igienica
•un porta uovo in carta
•una spazzola per capelli morbida
•un pettinino in legno
•un uovo di legno di quelli per rammendare i calzini
•un gomitolo di lana
•un pon-pon di lana
•un limone biologico (da sostituire ogni tanto)
•una zucchetta decorativa del nostro orto
•una mela biologica (da sostituire ogni tanto)
•un nastro grosso di raso
•un pezzo di stoffa colorata di cotone
•un pezzo di panno di feltro
•un vecchio mazzo di chiavi con portachiavi in pelle
•un grosso tappo di sughero
•un calzino in spugna
•una palla di stoffa
•una piccola peppa del commercio equo
•mollette da bucato in legno
•un astuccio di stoffa chiuso da cerniera con dentro delle matitone di legno
•un fiocco
•un tappo di latta di un vasetto di vetro (senza vasetto)
•una spazzola da bucato piccola in legno (era del commercio equo)
•delle castagne “matte” (quelle ippocastano)
•una scatolina di latta (di quelle delle caramelle)
•ci aggiungerò qualche pigna appena ne trovo che non si sfaldino o troppo piene di resina
Gliel’ho dato ieri ed è stato molto apprezzato: gli oggetti sono stati manipolati, osservati, assaggiati, sbattuti, lanciati.

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Oltre che ad Elena è piaciuto anche ad Alice che non si ricordava più di averne avuto uno tutto suo 3 anni fa e che oltre a rubare alcuni oggetti per giocarci lei, si è preparata da sola il suo cestino dei
tesori con una cesta della biancheria nella quale ha messo di tutto!

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Una risposta a Il cestino dei tesori
•daria scrive:
2 agosto 2011 alle 22:33
Aggiunto anche un porta-monetine in pelle recuperato dal papà…

Escursione al rifugio Carestiato: il racconto di Alice (3 anni)

on Mercoledì, 27 Luglio 2011. Posted in montagna

Stamattina era una bella giornata di sole qui in montagna e ho chiesto alla mamma: “Facciamo una bella passeggiata?” Lei mi ha risposto di si, ma prima dovevamo preparare lo zaino e prendere un sacco di cose perchè secondo lei poteva piovere… ma se c’è il sole?! Boh… porto pazienza! Poi mi dice che dobbiamo andare a prendere il pane per i panini da Duilio, ok, la accompagno! Finalmente si parte e ci avviamo verso il garage, do un po’ di erba alle galline lì vicino e poi salgo in macchina perchè partiamo da un passo che si chiama Duran. Lungo la strada Elena si addormenta, anche a me viene un po’ di sonno, ma il panorama è bello e chiacchiero con mamma e papà fino al parcheggio. Eccoci al passo, ci sono altre persone che hanno voglia di fare questa passeggiata, alcune sono già partite e altre si stanno mettendo le scarpe, anzi gli scarponi… anche noi li mettiamo, poi la mamma prende Elena e la mette in fascia, il papà prende lo zaino e partiamo per un bel sentiero in salita. Mi fermo a vedere alcune farfalle

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anche una vestita da coccinella

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ogni tanto ci fermiamo e vediamo le macchine e la strada che sono piccole piccole e noi siamo in alto.
Papà mi chiede se voglio salire in spalla, ma qui il sentiero è così interessante, per terra c’è una specie di sabbietta rossa e poi delle rocce e un sacco di radici che formano delle scalette. Preferisco camminare.
Ad un certo punto questo bel sentiero finisce e arriviamo ad una strada di sassi bianchi, senza scalette, radici, rocce… Papà mi fa i complimenti perché sono arrivata così in alto da sola e adesso il percorso sarà più semplice… ma che noia! Non mi piace! Voglio salire in spalla!
Nel frattempo anche Elena ha cominciato a brontolare perchè ha fame e la mamma trova un bel posticino vicino ad una fontana per fermarsi. Qui si mi piace, peccato che loro vogliono già ripartire! Per fortuna salgo nel mei tai col papà!
Passiamo vicino ad una malga con le mucche, gli asini, le pecore: da quassù li posso vedere benissimo!

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Finalmente arriviamo in questo rifugio, ci sono alcune cose interessanti, come questa specie di catena di legno,

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ma io HO FAME! Facciamo un pic-nic!
Questo si che è un bel posticino! Mi tolgo le scarpe e i calzini e addento il mio panino…
Peccato che quella birbona di mia sorella piccola voglia rubarmi anche questo… non posso stare
tranquilla un attimo!

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E poi vuole ancora poppare!
Per fortuna che avevo messo nello zaino un libretto da leggere!

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Finito il libro trovo la macchina fotografica, posso fare qualche foto a tutte le cose interessanti che ci sono qui intorno.
Radici

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rocce

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la mamma

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rocce a righe con sassi che stanno per cadere

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il cielo

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alte montagne

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Adesso è ora di ripartire: c’è un interessante sentierino che va nel bosco, invece ci tocca andare ancora per la strada noiosa… vorrebbero che camminassi perchè dicono che in discesa non si fa fatica! Ma io non ci casco! Ho sonno! Voglio salire in spalla! Finalmente mi accontentano, che bel sonellino in spalla a papà!
Quando mi sveglio mi ritrovo sul bel sentiero in discesa e piove un po’… mamma e papà vanno veloci perchè dicono che manca poco ad arrivare alla macchina e che fra pochi minuti pioverà molto, Elena invece dorme ancora. Arriviamo al passo, entriamo in una specie di bar – rifugio appena prima che cominci il temporale!
E’ stata una bella giornata!
NdR: l’articolo è stato gentilmente adattato e parzialmente tradotto dalla mamma!

Trovate il racconto anche qui: http://trekkingconibambini.it/2011/10/06/escursione-al-rifugio-carestiato/

Una risposta a Escursione al rifugio Carestiato: il racconto di Alice (3 anni)

•ilenia scrive: 27 luglio 2011 alle 17:39
Ma brava Alice, è già pronta ad aprire un blog tutto suo! :-)



Pere sciroppate

on Martedì, 26 Luglio 2011. Posted in cucina

Una ricettina facile facile per gustare le pere anche in inverno!
Procurarsi un albero di pere o un amico generoso che vi regali un bel po’ di pere del suo albero.

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Procedere tagliando le pere a spicchi e sbucciandole. Cospargere con succo di limone.

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Mettere in pentola 800 ml di acqua e 400 gr di zucchero (io ho usato zucchero di canna mascobado del commercio equo) e cuocere per fare uno sciroppo da far bollire 10 minuti (le dosi di sciroppo sono per un kg e mezzo abbondante di pere). Aggiungere le pere e far cuocere 5 minuti. Nel frattempo mettere per 20 minuti i vasetti in forno caldo (io avevo preparato una torta…) a 120°. Estrarre i vasetti e invasare le pere, lasciar cuocere lo sciroppo per altri 5 minuti e poi versare ancora bollente nei vasetti. Chiudere serrando bene e lasciar raffreddare perchè si crei il vuoto. Se non vanno sottovuoto bollire i vasetti per 20 minuti.

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3 risposte a Pere sciroppate

•glores scrive: 26 luglio 2011 alle 15:28
mmmmmmmmmmmmmmmmmm, mamma che buone! Già mi gusto questo vasetto che mi darai in cambio di una mia marmellata! :-)
•daria
scrive: 26 luglio 2011 alle 15:45
Magari! Farei volentieri uno scambio!

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Giocare con la fascia

on Lunedì, 25 Luglio 2011. Posted in un po' di me

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CU-CU’…………………………………………………………………………………

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CIAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Una risposta a Giocare con la fascia
•equAzioni scrive:
27 luglio 2011 alle 08:37
i mille usi magici della fascia…!!!è bello come fin da subito imparino ad associarla a qualcosa di bello, di positivo che li fa stare bene!anche ale ci giocava un sacco o smetteva di piangere al solo vederla e queste foto mi stanno facendo tornare alla mente bellissimi ricordi che in fondo sto già rivivendo con fede!!!

Portare i bambini… in vacanza 2

on Lunedì, 25 Luglio 2011. Posted in all'aperto

Per il secondo anno EquAzioni propone un concorso fotografico sul portare i bambini. Colgo l’occasione per raccontare la nostra esperienza con fasce e mei tai, che ci accompagnano ormai da 3 anni e mezzo.
Durante la gravidanza di Alice, ormai 4 anni fa, ritenevo indispensabile l’uso del passeggino e infatti nell’ottica di utilizzarlo anche nelle nostre vacanze in montagna ne avevamo cercato un modello sportivo a 3 ruote larghe con ammortizzatore e freno (per fortuna era lo stesso utilizzato da mia sorella per cui sarebbe bastato acquistare la struttura passeggino, mentre ovetto e carozzina ce li avrebbe prestati lei). Poi sul più bello, pochi giorni prima della data presunta, nei pochi giorni liberi che mi rimanevano, mentre rileggevo avidamente il libro “L’arte dell’allattamento materno” della LLL (Lega del latte) per carpire quante più informazioni possibili, comincio a soffermarmi a guardare tutte le belle immagini che lo corredano e mi ritrovo a riflettere: “Ma guarda un po’ come stanno beati questi bimbi tenuti sul petto dei genitori in questa stoffa…” Così mi metto a cercare su internet un po’ di informazioni su queste stoffe per portare i bambini e entro nel fantastico mondo delle fasce e del portare. Un paio di giorni prima della nascita di Alice arriva il pacco con la mia prima fascia, la Tricot Slen, fascia lunga elastica in cotone jersey e faccio qualche prova per indossarla, cosa che all’inizio mi sembra complicatissima!
Nasce Alice e proviamo ad uscire per una passeggiata, erano i primi di marzo, e penso che sicuramente starà più calda nella fascia: da lì le occasioni per utilizzarla si moltiplicano, comincio ad indossare Alice non solo per uscire, ma anche in casa per fare le pulizie o per lavorare al computer. E in montagna? E il fantastico passeggino? Qualche prova col passeggino in montagna l’abbiamo fatta, ma il confronto con la comodità e praticità della fascia non ha retto: troppo faticoso da spingere, ingombrante, non passava sui sentieri e quindi ci limitava le uscite alle strade bianche, troppi accessori da portarsi dietro (per la pioggia, per il sole…) e come se non bastasse Alice dopo poco non ci voleva più stare! Con la fascia invece, mani libere, bimba sempre riparata dal sole e dalla pioggia, fatica quasi nulla, potevamo scegliere qualunque tipo di percorso!
Per il mare poi non avremmo mai voluto trovarci in situazioni come questa:

carrozzina

E così per le vacanze estive ogni anno ci siamo adattati portando Alice in modo diverso in base alla sua crescita: nel 2008 nella fascia elastica davanti (pancia a pancia),
l’anno successivo sulla schiena con fascia rigida (fascia in canapa EquAzioni) o elastica,

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poi abbiamo acquistato un mei tai (Naturalmamma – tramite il gas) che ci sembrava più pratico visto che voleva salire e scendere spesso per fare dei tratti a piedi, usato nel 2010.

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E quest’anno con la’rrivo di Elena l’assetto si è modificato di nuovo, infatti se normalmente (in città o al mare) Alice cammina e basta un supporto per Elena, in montagna, se si vuole fare qualche percorso un po’ più impegnativo, servono due supporti e quindi: Alice sulla schiena, Elena davanti e zaino in spalla. Abbiamo provato varie soluzioni, Elena nel mei tai e Alice in fascia rigida o viceversa, oppure entrambe in fascia. Alla fine abbiamo visto che non c’è una soluzione univoca, io preferisco usare per Alice la fascia in canapa e per Elena la fascia elastica in cotone, mentre Marco preferisce il mei tai per Alice e la fascia in canapa per Elena…
A questo punto come possiamo non partecipare anche quest’anno a questo bellissimo concorso di Equazioni?
Qui trovate tutte le indicazioni per partecipare.
Queste alcune nostre foto degli scorsi anni.

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Pandolce alle nocciole

on Domenica, 24 Luglio 2011. Posted in montagna

Ritornati in montagna accompagnati dalla pasta madre, ritorna anche la voglia di panificare grazie alle temperature decisamente più gradevoli! In effetti mi ritrovavo un bel po’ di pasta madre a causa dei rinfreschi ripetuti senza utilizzarla e allora via alla panificazione: una bella pagnotta di pane integrale di grano tenero, una pizza e qualcosa di dolce da usare a colazione… Ecco come usare un po’ delle noccioline raccolte in giro per i boschi!

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Ho preso circa 2 etti di pasta madre rinfrescata la sera prima e l’ho sciolta in un bicchiere di succo di mele limpido, ho aggiunto mezzo cucchiaino di sale fino integrale, un cucchiaio abbondante di miele di acacia bio del parco delle Dolomiti Bellunesi, un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva bio e mescolato bene. A seguire ho aggiunto 2 cucchiai di farina di nocciole (o mandorle), due cucchiai di farina di cocco (del commercio equo) e una tazza da te di noccioline intere, continuando a mescolare bene. Infine ho continuato ad aggiungere farina semintegrale di farro bio quanto basta (circa 500 gr) ad ottenere una palla liscia che ho messo a lievitare coperto per 4 ore. Ho ripreso l’impasto, ho creato la pagnotta e rimesso a lievitare per altre 2 ore (probabilmente bastava anche una sola ora) e infine cotto in forno già caldo a 210° per 10 minuti e 180° per 30 minuti.


Ed eccolo pronto: ottimo a colazione! Morbidissimo!

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More e fragoline

on Sabato, 23 Luglio 2011. Posted in montagna

Cosa c’è di più goloso dei frutti di bosco? Magari raccolti direttamente nel bosco durante una passeggiata? Fino a qualche anno fa al ritorno dalle escursioni o salendo ai rifugi eravamo soliti fare delle pause dedicate alla raccolta di fragoline, more, lamponi e mirtilli, per un veloce e nutriente spuntino o se abbondavano per usarli per confetture… da un paio d’anni a questa parte è diventato difficile anche solo assaggiarli visto che sono diventati lo spuntino delle escursioni di Alice, che ha imparato ad aguzzare la vista per cogliere le piccole fragole o i mirtilli o a destreggiarsi fra i cespugli di lamponi e anche dalla fascia da indicazioni per la raccolta!
Ed eccola all’opera!

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Alba in montagna

on Venerdì, 22 Luglio 2011. Posted in montagna

Questa l’alba che potevo vedere fino a ieri dall’appartamento in montagna a Voltago Agordino…

 

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Fagioli...

on Sabato, 16 Luglio 2011. Posted in orto

Un’attività tipicamente estiva che tiene impegnata tutta la famiglia, che già mia mamma dava da fare a me e mia sorella per tenerci impegnate un po’ di tempo, adatto ad adulti e bambini?
Sgranare i fagioli!

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