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Articoli taggati con: commercio equo

Crostata di avena con noci dell'Amazzonia

on Venerdì, 10 Maggio 2013. Posted in cucina

Crostata di avena con noci dell'Amazzonia

Mi piace molto cambiare il gusto dei latti bevande vegetali, alternando sia quelli a base di cereali che quelli a base di frutta secca, semi, noci: trovo che questi ultimi diano più soddisfazione non fosse altro per il fatto che non necessitano di cottura, che sono veloci da realizzare e molto gustosi. Una bevanda che non avevo mai provato è quella con le noci dell'Amazzonia (Bertholletia excelsa, conosciuta come noce del Brasile), che prendiamo col gas dal circuito del commercio equo, visto che me ne ritrovavo una confezione aperta da finire ho pensato di farci mezzo litro di bevanda (ne preparo sempre poca perchè non bevendone molta ho timore di non finirla...). La bevanda è decisamente gustosa, secondo me è perfetta da bere così a colazione o con un muesli autoprodotto. Se volete avere più informazioni su queste noci potete leggere questo articolo, io mi limito a mettervi la foto della noce con guscio e senza guscio e a riportarvi le principali proprietà (qui potete vedere anche una tabella con l'apporto nutrizionale). 

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Le noci del Brasile sono delle vere bombe proteiche e preziose fonti di energia.
Sono apprezzate per l'elevato contenuto di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi ma, a distinguerle dagli altri semi oleosi (altrettanto ricchi di sostanze nutritive), c'è soprattutto l'altissimo contenuto di selenio.

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Come per tutte queste bevande ci si ritrova con uno "scarto", l'okara, che assolutamente non è da buttare, ma può venire usato in varie preparazioni sia dolci che salate. Stavolta ho pensato di farci un dolce, una sorta di crostata la cui base però non è realizzata con la classica frolla, ma è a base di avena. In particolare ho usato l'avena nuda, di cui una parte macinata grossolanamente col mulinetto casalingo che mi ha dato una sorta di fiocchi di avena, l'altra macinata fine fino ad ottenerne la farina. Devo dire che sono/siamo stati soddisfatti del risultato. Se non avete modo di macinare da voi l'avena nuda potete usare dei fiocchi di avena (tipo questi della Germinal) uniti a farina di avena. Vi do la ricetta con entrambe le versioni. Però prima vi spiego come fare il latte!

Bevanda alle noci dell'Amazzonia

DSCF8877ingredienti per 500 ml:

  • 125 gr di noci dell'Amazzonia bio sgusciate del commercio equo e solidale
  • 500 ml di acqua

Realizzazione:

Mettere a bagno una notte le noci in un vaso con acqua. La mattina versare il tutto nel frullatore, aggiungere acqua fino al raggiungimento del mezzo litro. Frullare a lungo. Filtrare con un passino a maglia fine, o meglio ancora un tovagliolo pulito, versando il latte in una bottiglia da conservare in frigo. Usare entro un apio di giorni. Mettere da parte l'okara.

Crostata all'avena e noci dell'Amazzonia

Ingredienti per la base:

  • 200 gr di avena nuda (oppure 100 gr di fiocchi di avena Germinal e 100 gr di farina di avena)
  • 50 gr di zucchero mascavo dal Brasile del commercio equo
  • 50 gr di olio evo
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 1/cucchiaino di bicarbonato
  • 15 ml di acqua

Ingredienti per il ripieno:

  • 170-200 gr di okara di latte di noci dell'Amazzonia
  • 40 gr di sciroppo di malto di riso
  • 60 gr di cioccolato fondente entra alle fave di cacao del commercio equo

Preparazione:

Se avete modo di macinare voi l'avena, mettete nel mulino l'avena in chicchi dopo averla setacciata in modo da togliere le impurità. Mettete il mulino in modalità "muesli" (nel mio caso è la tacca I, che fa una fioccatura del cereale) e procedete alla molitura. Prelevate metà di questi fiocchi di avena e rimacinateli finemente in modo da avere la vostra farina (PS: attenzione che l'avena è piuttosto oleosa, poi pulite la macina prima di utilizzarla per altro...).

In una ciotola mettere i fiocchi di avena, la farina, il bicarbonato, lo zucchero, il sale e mescolare bene. Aggiungere l'olio e l'acqua. Avrete un composto granuloso che potete stendere in una tortiera (io ne ho usata una da 26 cm di diametro) con cerniera apribile. Mettere momentaneamente da parte, accendere il forno a 180° e preparare il ripieno.

Mescolare l'okara di noci con il malto e la cioccolata a pezzetti. Con l'aiuto di un cucchiaio stendere il composto sulla base.

Quando il forno sarà in temperatura infornare per 25-30 minuti fino a leggera doratura.

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Il dolce si presenta piuttosto friabile, da mangiare con cucchiaino o forchetta, ma è stato apprezzato da tutti!

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Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette 100% vegetali per l'iniziativa 

  • 100% vegetal monday proposto dalla Capra: chiunque può partecipare, proponete anche voi le vostre ricette veg ogni lunedì!

100-veg-monday

 

 

Ciambella rustica con cioccolato

on Sabato, 04 Maggio 2013. Posted in cucina

Ciambella rustica con cioccolato

Come vi raccontavo nell'articolo sulle merende con pasta madre, le mie bimbe sono in una fase di amore per gli impasti e quindi ne approfitto per metterle all'opera ogni volta che ne ho la possibilità. Questa che vi racconto oggi è una ricetta provata già più volte con qualche variante e che riesce sempre, facile da far preparare a dei piccoli aiutanti. Stavolta ho l'onore di di ospitare anche la piccola Mara che è stata ospite da noi la settimana scorsa con la sua bella famiglia e che ha realizzato in collaborazione con Alice (in abito da chef) e di Elena (in versione aito-cuoco) questa bella ciambella! Vi lascio la ricetta con le dosi in bicchieri e cucchiai ad uso e consumo dei piccoli cuochi!

NB: nel nostro caso il bicchiere misurino è un bicchiere da 200 ml; abbiamo usato una tortiera piccola diametro 17 cm circa.

DSCF8638Preparativi:

Far lavare le manine, indossare i grembiuli, disporre sul tavolo ciotola grande in ceramica, bicchiere, cucchiai, farine, dividere i compiti: nel nostro caso Alice versa, Elena e Mara mescolano.

ingredienti:

  • 1 bicchiere di farina di mais giallo marano integrale
  • 1 bicchiere di farina tipo 2 di grano tenero
  • 1/2 bicchiere di olio evo
  • 1/2 bicchiere di sciroppo d'agave
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 spolverata di noce moscata
  • 1/2 bicchiere di mandorle intere o spezzate o di farina di mandorle
  • 1/2 bicchiere di nocciole (opzionali)
  • 1/2 bicchiere di cioccolato fondente extra con fave di cacao del commercio equo a pezzetti (tenere conto un po' di più per via degli inevitabili assaggi)
  • 1 bicchiere e mezzo di acqua
  • 1 cucchiaio di aceto di mele
  • 1 banana schiacciata o una fetta di batata o di patata dolce (americana) lessata e schiacciata
  • zucchero di canna per decorare (1 cucchiaio)

Preparazione:

Il capo cuoco Alice versa nella ciotola tutti gli ingredienti secchi (io glieli passo man mano). Le aiutanti mescolano bene. Come ultimo degli ingredienti secchi mettere la cioccolata fatta a pezzetti dalle piccole. Lo chef aggiunge gli ingredienti liquidi: sciroppo d'acero, olio, banana schiacciata, acqua e per ultimo l'aceto.

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Nel frattempo accendere il forno a 180°. Le aiutanti mescolano bene a turno o assieme.

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Quando l'impasto sarà ben amalgamanto e il tavolo ben infarinato versare nella tortiera a ciambella con cerniera preventivamente oliata l'impasto che deve essere liquido ma non troppo.

Ecco le cuoche soddisfatte con la torta pronta da infornare!

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Quando il forno sarà in temperatura infornare per mezzora. Estrarre dal forno, spolverare con zucchero di canna e lasciare raffreddare prima di togliere dallo stampo.

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Gustare in compagnia!

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Questo post partecipa alla raccolta di ricette per il  100% vegetal monday proposto dalla Capra

100-veg-monday

 

Budino mandorle cioccolato

on Domenica, 21 Aprile 2013. Posted in cucina

Budino mandorle cioccolato

Arrivo finalmente anche questo mese a pubblicare una ricetta per Salutiamoci che stavolta vede come protagonista le mandorle ed è ospitato da I Paciocchi di Francy.

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 Fra le varie proprietà delle mandorle vi segnalo che:

... è ricca di grassi, per la maggior parte insaturi, che aiutano quindi a combattere il colesterolo cattivo. E' anche molto nutriente e dona una grande carica energetica, adatta quindi per essere consumata quando si è sotto sforzo, stanchi o stressati.

E' ricca di sali minerali: prima di tutto tanto magnesio e fosforo, abbanda poi di magnesio e zinco e primeggia anche nella quantità di ferro.

E' rimineralizzante: rafforza le nostre ossa, rende più belli i nostri capelli e anche la nostra pelle. 

Grazie alla combinazione di ferro e vitamine del gruppo B contrasta l'anemia.
 
DSCF8284Alle bimbe piace soprattutto sgranocchiarle tal quali, oppure amano i latti vegetali che le prevedono, a me piace anche inserirle come "farina" in varie preparazioni o anche per gratinare. Questa volta però vi lascio un budino goloso, che vede le mandorle presenti sia come latte sia nella decorazione finale. Per realizzare il latte di mandorle io seguo il metodo suggerito da Ravanello Curioso, per farlo in 3 mosse. Preparare i budini in casa è facile e veloce, ci si mette lo stesso tempo che aprire una busta e aggiungere i soli liquidi con in più la certezza di sapere cosa mettiamo dentro e poterli personalizzare di volta in volta. E' decisamente più ecologico che portare a casa un sacco di barattolini di plastica che hanno fatto chissà quanta strada!

ingredienti:

  • 50 gr di farina integrale di riso basmati bio del commercio equo appena macinata
  • 200 ml di latte di mandorle 
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 1 pizico di vaniglia in polvere
  • 100 gr di cioccolato fondente extra 90% cacao del commercio equo
  • 3 cucchiai di malto di riso
  • 15-20 mandorle non pelate

Realizzazione:

In un pentolino versare il latte e sciogliere la farina, aggiungere il sale, lil malto, la vaniglia e mettere sul fuoco a fuoco lento. Quando è un po' caldo aggiungere il cioccolato fatto a pezzettini. Portare a bollore e continuare a tenere sul fuoco finchè non addensa. Spegnere. Versare in ciotole e decorare con le mandorle intere. Servire freddo o tiepido secondo il gusto.
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Approfitto per lasciarvi una piccola raccolta delle altre ricette con le mandorle che trovate qui sul blog:
Sbrisolona al miglio (fatta con l'okara del latte di miglio e mandorle)
Torta rustica al caffè d'orzo (con farina di mandorle)
 
 

Libri liberi

on Giovedì, 11 Aprile 2013. Posted in libri

vetrinetta nuova2Diversamente dagli altri venerdì oggi non vi propongo una recensione di un libro o più libri, pur rimanendo nel tema. Infatti vi voglio raccontare di questa nuova iniziativa intrappresa dall'associazione Al ritmo del tam tam di cui faccio parte (la stessa del gas per intenderci) relativamente ai libri. Partiamo dall'inizio...

L'associazione si trova a gestire un bel po' di libri fondamentalmante sul tema del commercio equo, del consumo critico, della cittadinanza responsabile e della finanza etica. Molti di questi libri vanno a formare quella che noi chiamiamo la "Biliotequa" di cui a breve faremo dono alla biblioteca della nostra città in modo che altri possano usufruirne. Oltre a questi libri, ne abbiamo di doppi e molti di noi si trovano ad avere in casa libri letti che giaciono dimenticati e non usati negli scaffali. Da lì l'idea di liberarli, rimettendoli in circolazione in modo che anche altri possano leggerli. 

Ci mancava lo spazio e qui l'idea di "sfruttare" la vetrinetta espositiva che abbiamo presso il patronato della parrocchia di S.Anna per realizzare un piccolo punto di liberazione di libri. 

In pratica noi abbiamo iniziato liberando (con dedica interna) alcuni libri dell'associazione o di noi soci, questi testi (che possono riguardare qualunque tematica) sono a disposizione di chi vorrà fermarsi a leggerli o portarseli a casa. Chi lo vorrà potrà a sua volta donare un libro lasciandolo assieme agli altri. In prossimità dei libri liberati c'è il quaderno dei libri liberati nel quale si possono lasciare i propri pensieri, commenti sui libri letti o liberati o semplicemente riportare quale libro si è preso e/o liberato. 

Il punto Libri Liberi è aperto con gli orari del patronato, chiunque può usufruirne... che dite vi piace l'idea?

libri liberi

Veg-sacher integrale

on Venerdì, 07 Dicembre 2012. Posted in cucina

Veg-sacher integrale

Finalmente la prima ricetta che prevede l'utilizzo delle farine appena macinate col mio (nostro) nuovo fantastico mulinetto domestico! Si tratta della rivisitazione in chiave integrale e "più sana" di un mio cavallo di battaglia, la veg-sacher all'acqua. In questo caso ho voluto farla senza zucchero e con farine integrali per intero. Inoltre come la versione originale non prevede l'uso di lievito. Devo dire che questa soluzione è piaciuta come quella più zuccherosa... anzi personalmente la preferisco! 

Ingredienti:

  • 100 gr di segale in chicchi
  • 200 gr di farro decorticato in chicchi
  • 40 gr di riso integrale in chicchi
  • 40 gr di cacao amaro in polvere (del commercio equo)
  • 360 gr di siero di kefir di soia o di yogurt (quello che rimane dopo che avete colato lo yogurt per fare il vegrino)
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 100 gr di malto di riso
  • 60 gr di olio evo
  • 1 pizzico di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di aceto di mele

farina prontaper la farcitura:

Preparazione

Mescolare i cereali in chicchi, metterli nel mulinetto e accenderlo per macinare il più finemente possibile. In una ciotola versare il malto, mescolarlo all'olio e al siero, aggiungere la cannella, il sale, il cacao amaro. Aggiungere un po' alla volta la farina (che troverete caldina e profumatissima), mescolando bene. Aggiungere il bicarbonato ben setacciato e per ultimo il cucchiaio di aceto di mele. Mescolare bene. Versare in uno stampo a cerniera e far cuocere a 180° per 30 minuti (forno preriscaldato).

tagliata

Verificare la cottura con uno stecchino, togliere il bordo e far raffreddare. Quando sarà fredda tagliare a metà con l'aiuto di un filo e farcire con la marmellata. Richiudere la torta. Sciogliere in un pentolino il cioccolato e spennellare la superficie. Decorare con cacao amaro. Deliziosa!

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(nella mia versione non ho messo la cioccolata fondente che l'avevo finita, ma già così era golosissima!)

gustare

Gustare davanti al caminetto acceso mentre le piccole "lavano i piatti"... :-)

Anche questa ricetta partecipa al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli per la sezione dolci.

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Questi gli ingredienti scelti fra i magnifici 20: siero del kefir di soia, il cioccolato, l'olio evo e il malto di riso.

Alla prossima macinatura!

Cuor di anacardi

on Mercoledì, 03 Ottobre 2012. Posted in cucina

Latte vegetale e formaggio di anarcadi

Cuor di anacardi

Finalmente ho recuperato gli anacardi al naturale (del commercio equo) grazie al gas (gruppo di acquisto solidale). Per intenderci non quelli salati che si trovano di solito... e li cercavo da tempo perchè avevo visto in rete la ricetta del formaggio di anacardi e logicamente volevo provare a farlo!

Però ho pensato di provare prima a farci un latte vegetale e di vedere cosa riuscivo a combinare con l'okara che mi sarebbe rimasto. E la cosa è stata azzeccata perchè ne sono saltate fuori ben 3 cose.

latteanacardiPartiamo dalla prima: il latte di anacardi.

Cosa vi serve:

  • 100 gr di anacardi al naturale

  • 750 ml di acqua

Come si fa:

La sera o la mattina mettere in ammollo gli anacardi in 500 ml di acqua. Lasciare riposare tutta la notte, se partite la sera o fino a sera se comiciate la mattina.

Riprendete gli anacardi con la loro acqua e frullate tutto assieme per qualche minuto. Aggiungere la rimanente acqua e mescolare.

Filtrare con un passino a maglia fitta il latte che potete conservare in una bottiglia di vetro in frigo.

A me è piaciuto molto!

 

A questo punto vi rimane nel passino l'okara di anacardi, lo potete lasciare a colare nel passino con una scodella sotto in frigo per qualche ora (almeno 2) in modo che perda buona parte del liquido.

A questo punto potete preparare il formaggio “cuor di anacardi”.

Cosa vi serve:

  • okara di latte di anacardi (quello che vi rimane dalla preparazione del latte di cui sopra)

  • sale fino integrale qb

  • 1 cucchiaino di olio evo

  • rosmarino fresco tritato

  • curcuma

  • zenzero in polvere

  • semi di papavero

  • stampini a forma di cuore (o altra forma, io ho usato quelli per i biscotti)

anacardi3Come si preparano:

Riprendere l'okara, versarlo in una ciotola, aggiungere l'olio evo, il sale e il rosmarino. Amalgamare il tutto. Assaggiare ed eventualmente aggiustare il gusto a proprio piacere. Con un cucchiaino versare nello stampino posato su un piatto il formaggio fino a riempire bene la forma. Cospargere di semi di papavero o di zenzero in polvere o di curcuma, estrarre lo stampino. Continuare a creare i formaggini fino ad esaurimento della crema. Mettere in frigo fino al momento di servire.

Come consistenza ricorda la ricotta, direi decisamente buoni! Peccato solo che ne vengano pochi perchè uno tira l'altro!

Ma direte che vi avevo detto di avere fatto tre cose!

Infatti mi manca l'ultima che in realtà è stata una sorpresa: panna (yogurt) di anacardi.

In pratica non avevo usato tutto il latte e il giorno dopo quando sono andata a riprenderlo e versarlo per farci colazione ho trovato che era addensato, formando una sorta di crema spumosetta, della consistenza di uno yogurt da bere. Il profumo era buono e quindi l'assaggiato a colazione con i muesli di avena e uvetta.

Talmente buono che mi dispiaceva che fosse finito! Purtroppo non ho fatto in tempo a fotografarlo...

Ho poi “scoperto” girando in rete che è un caratteristica degli anacardi fermentare e dare origine a questo simil yogurt o panna...

Nozze di legno

on Sabato, 02 Giugno 2012. Posted in giardino

2 giugno 2007 - ore 7.00

Ci svegliamo nella casa dove siamo venuti ad abitare da un po', ci attende una giornata lunga... guardiamo fuori: un pallido sole e nuvoloni grigio-blu all'orizzonte, lontani. Facciamo colazione assieme, un bacio e via, ognuno va a prepararsi: primo appuntamento con la parrucchiera! Pettinatura e trucco sobri, stile un po' orientale come del resto l'abito fatto su disegno dell'amica Michela con stoffe scelte da me.

Quando usciamo comincia a piovigginare, speriamo bene... ieri sera il parroco ci ha detto che ci sarebbe stato sicuramente il sole!

Si passa a casa dei miei genitori per indossare il vestito.

Ore 11.00: siamo tutti pronti e comincia a diluviare! Non riesco nemmeno ad uscire di casa e salire in auto!

In chiesa cominciano a perdere le speranze... (:-))

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Ore 11.30: Finalmente in un attimo di tregua salgo in auto e via fino in piazza... sono in enorme ritardo!

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Eccoci al gran momento!

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A fine cerimonia invitiamo tutti a casa nostra per proseguire la festa sperando che il tempo sia clemente! (il piano B prevedeva il trasferimento nei locali del patronato...)

Lancio di petali (scarti del fiorista) anzichè riso (mi/ci sembrava uno spreco...)

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Lancio dei fiori sotto la pioggia...

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Ore 13.30: osserviamo attoniti la situazione del giardino dove avevamo preparato i gazebi e i tavoli per il pranzo... tutti piegati dal vento e dall'acqua!DSC 0065 

Fortunatamente i nostri baldi amici indossati abiti più comodi sistemano tutto per poi spostarsi al caminetto!

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Il pranzo in giardino prevede parte del cibo portato come regalo dagli amici, preferibilmente con prodotti biologici, autoprodotti o del commercio equo, il resto procurato da noi e/o preparato al momento: e così anche i parenti più restii si ritrovano a mangiare cous-cous, quinoa e riso basmati!

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Una comoda spina con vino e birra freschi presa a noleggio, acqua del sindaco in caraffe e qualche bibita del commercio equo per le bevande.

Stoviglie biodegradabili in mater-b e cellulosa.

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Un bellissimo pomeriggio, un giorno speciale per noi, che abbiamo voluto che anche gli invitati ricordassero come un matrimonio "diverso" improntato alla sobrietà, ma caldo come solo l'ospitalità nella propria casa può esserlo!

E alla fine aveva ragione il parroco: c'è stato il sole e non solo il 2 giugno 2007, ma anche in tutti questi 5 anni fantastici anni!

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PS: tutte le foto sono state fatte da amici, li ringrazio nuovamente!

Ortiche: in cucina e non solo!

on Venerdì, 06 Aprile 2012. Posted in all'aperto

Come promesso la settimana scorsa, oggi si parla di erbe spontanee, in particolare di un'erbaccia che normalmente si cerca di evitare, ovvero l'ortica! Noi abbiamo la fortuna di averla spontanea nell'orto, dove riscresce ogni anno nelle zone più ombrose. Una delle specialità dell'uomo di casa è proprio il risotto con le ortiche che fa con ricetta simile a quello con i carleti che vi ho scritto la settimana scorsa (la potete trovare anche nel blog di Glores, qui).

Ma oltre all'uso in cucina abbiamo cominciato ad apprezzarne anche altri ambiti di utilizzo, ovvero nell'orto come antiparassitario naturale e a costo zero e come lucidante per i capelli scuri.

Partiamo dall'inizio!

Individuate le vostre piantine di ortica, devono essere fresche, spuntate da poco, non in fiore, in zone lontano da raffico e inquinamento. Munitevi di guanti, meglio se doppi guanti in lattice (guanti in stoffa da giardinaggio non sono sempre sufficienti) e raccogliete le punte tenere delle ortiche lasciando il resto della pianta. 

Lavate bene le foglie e mettete a bollire una pentola d'acqua. 

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Quando bolle versateci le foglie di ortica e fate bollire per 5-7 minuti.

Estraete le foglie con un colabrodo e schiacciatele bene (mi raccomando non buttate l'acqua).

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Con queste foglie potete farci il risotto o un rotolo con erbette o una torta salata... noi ci abbiamo fatto condito la quinoa aggiungendole nel soffritto iniziale, per il resto la ricetta la trovate qui: http://www.goccedaria.it/item/quinoa-con-lenticchie-rosse.html

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Ve la consiglio molto molto buona!

 

Lasciate raffreddare l'acqua e filtratela con un canovaccio.

Due terzi di questo decotto l'ho messo in bottiglie grandi di vetro e lo spruzzeremo sulle piantine dell'orto al momento del trapianto: aiuta a tenere lontani i parassiti!

L'altra parte l'ho messa in bottigliette scure e piccole e lo uso come ultimo sciacquo dopo lo shampoo: serve a ravvivare il colore dei capelli scuri e come antiforfora.

Budino cioccolatoso

on Venerdì, 16 Dicembre 2011. Posted in cucina

In queste giornate fredde ogni tanto vien voglia di qualcosa di cioccoloso e allora mi sono cimentata in questo budino home-made, senza bustina per intenderci… perché a volte è proprio solo un’abitudine quella di avere bustine pronte per ogni cosa. Si possono ottenere buoni risultati con ingredienti più sani facendo da sé!

Ingredienti per quattro budini:

  • 3 cucchiai di cacao amaro del commercio equo
  • 3 cubetti ci cioccolata fondente 90% cacao del commercio equo
  • 2 cucchiai di amido di mais
  • 3 cucchiai di zucchero di canna mascobado del commercio equo
  • 600 ml di latte di riso
  • una manciata di mandorle di Avola pelate tritate grossolanamente

Ho mescolato tutti gli ingredienti secchi (fuorché il cioccolato), ho aggiunto il latte di riso, mescolato bene e messo sul fuoco. Quando ha cominciato a bollire ho aggiunto il cioccolato. Ho lasciato bollire finché non si è sciolto il cioccolato e il composto ha cominciato ad addensare e ho versato nelle ciotoline (se li avete potete usare degli stampi da budino bagnandoli prima con l’acqua). Ho messo sopra le mandorle tritate e lasciato raffreddare (se usate gli stampini le mandorle potete metterle quando servite) Ecco qui  la nostra merenda, difficle da fotografare con una bimba che voleva impossersi di uno dei budini che alla fine è volato sul tagliere! :-((

 

budino
Molto cioccolatoso e poco dolce come piace a me, se vi piace più dolce potete mettere un paio di cucchiai in più di zucchero di canna.

Dopo averlo preparato ho pensato che questo composto potevo usarlo per dei piccoli pensierini natalizi (da un po’ di anni quasi tutti i nostri regali di Natale sono auto-prodotti…), allora ho preparato una miscela di tutti gli ingredienti secchi più il cioccolato tritato grossolanamente. Li ho messi in vasetti con le istruzioni per preparare il budino.
Eccoli qua!

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Questa idea regalo partecipa alla raccolta di regali natalizi autoprodotti di Equazioni

xmas blogging regali

 

 

Una risposta a Budino cioccolatoso
•piacere di conoscerti scrive:
16 dicembre 2011 alle 10:49
questo te lo copio subito subito!!!stavo giusto cercando qualcosa da mettere nel pacco di “cose fatte in casa” per i regali alle mie amiche questa è proprio l’idea giusta!

Una giornata fra banchetti, laboratori, rinfreschi finita con piadina

on Lunedì, 05 Dicembre 2011. Posted in all'aperto

Domenica scorsa con l’associazione abbiamo partecipato alla rassegna delle associazioni a Pontelongo (PD) organizzata dalla Pro Loco del paese in occasione della sagra di S.Andrea. Ad accompagnare il banchetto in versione natalizia c’era come ormai consuetudine il laboratorio sul pane. Così mentre Alice e il papà si facevano un giro a visitare lo zuccherificio col trenino, io ed Elena ci davamo da fare a spiegare (nonostante la mia laringite) ai bambini come fare la loro pagnottina con la pasta madre!

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Ecco i bambini soddisfati delle loro realizzazioni pronte da portare a casa ed essere infornate!

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Ma Alice non poteva perdersi l’occasione di impastare e quindi da esperta impastatrice ci ha poi raggiunto e ha preparato la sua pagnotta…

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E così stanchi dalla giornata la sera ci siamo ritrovati con poca voglia di cucinare, una pagnottina di Alice da infornare, un pugno di pasta madre bella vispa che avanzava ed era ora di cena!
Come ci organizziamo? Di accendere due volte il forno non se ne parla, soprattutto per una sola pagnottina… Dunque in velocità preparo un dolcetto all’avena da infornare con la la pagnottina… e la pasta madre avanzata? Mica si può buttare?!
Mi sovviene allora delle piadine di pasta madre, così chiamo la mia instancabile aiutante per un bel lavoretto…
Prima di tutto aggiungiamo farina all’avanzo di pasta madre (per noi la solita tipo 2, semintegrale) fino ad ottenere una bella palla liscia. Poi la dividiamo in 4 palline più piccole che do ad Alice da lavorare un po’ e stendere ben sottili col mattarello, mentre io preparo il ripieno. Non avrete dei cechi perfetti, ma farete la felicità del bambino lasciandolo fare come preferisce…

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Intanto scaldo una padellina antiaderente e quando è ben calda ci posiziono le piadine così come sono. In breve cominciano a gonfiarsi, le giro dall’altro lato e dopo qualche minuto sono pronte!
Non resta che farcirle! Io ci ho messo della passata di pomodoro (a cui avevo aggiunto un pizzico di sale, un po’ di origano e dell’olio evo), qualche cubetto di mozzarella e un’insalatina di porro tagliato a rondelle e peperone verde (l’ultimo dell’orto) tagliato a listarelle con la mandolina conditi con olio e sale cheho saltato un paio di minuti nella piastra antiaderente.
Eccole qui le nostre piadine: una delizia!

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Una risposta a Una giornata fra banchetti, laboratori, rinfreschi finita con piadina

•Valentina
scrive: 6 dicembre 2011 alle 23:10

prenderò 100 kg continuando a seguirti!

 

Quinoa con lenticchie rosse

on Venerdì, 18 Novembre 2011. Posted in cucina

112Acquistando spesso e volentieri prodotti del commercio equo da un po’ di anni la quinoa è entrata a far parte della nostra dieta. Per chi non la conosce si tratta di un simil-cereale originario del Sud-America in realtà appartenente alla stessa famiglia degli spinaci. Si usano i semini, che sono piccolissimi, caratterizzati una volta cotti da un piccolo germoglio. Oltre che buona, facile, veloce e versatile da preparare, ha anche il pregio di essere molto nutriente.
Il modo in cui noi la preferiamo è asciutta con le lenticchie rosse decorticate.
Per prima cosa si da ad un piccolo assistente una ciotola d’acqua in cui si versa la quinoa (per 3-4 persone circa 200 gr), in modo che possa lavarla con tutta calma (e divertirsi a manipolare i minuscoli granelli che inevitabilmente si attaccheranno alle mani..), mentre voi preparate una pentola con un paio di cucchiai di olio evo e un po’ d’acqua, uno spicchio d’aglio tritato, una cipolla di tropea tritata, uscite a prendere 3-4 foglie di salvia in giardino, preparate un bicchiere con dentro 80 gr di lenticchie rosse decorticate e tagliate un pezzetto (4-5 cm) di alga kombu.

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Accendete il fuoco e fate soffriggere. Aggiungete la quinoa scolata dalla’acqua di lavaggio, le lenticchie, la salvia e l’alga assieme a 750 ml di acqua. Salate (pochissimo perché c’è anche l’alga). Lasciate andare a fuoco lento per 15-20 minuti circa a coperchio chiuso, apritelo solo leggermente se schiuma troppo, senza mescolare. Passato questo tempo l’acqua dovrebbe essersi assorbita tutta. Aprite la pentola e mescolate. Servite con un filo di olio evo.

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3 risposte a Quinoa con lenticchie rosse
•piacere di conoscerti scrive:
18 novembre 2011 alle 14:07
Anche noi usiamo spesso la quinoa e quindi questa nuova ricetta me la segno!!!
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•Valentina scrive:
19 novembre 2011 alle 17:14
Ma quante meravigliose ricette sai??? Me la segno questa… io la quinoa l’ho utilizzata solo per fare una sorta di insalata di riso soltanto che al posto del riso ci mettevo la quinoa…Grazie mille Daria per gli spunti!Ti avviso anche che ho spostato il mio blog a questo nuovo indirizzo: http://www.panegirasoli.blogspot.comHo abbandonato la piattaforma del Cannocchiale in quanto mi dava sempre più spesso errori nella pubblicazione dei post e non mi dava modo di gestire bene le foto… cosi mi sono spostata a blogspot e, tempo permettendo, creerò anch’io una rubrica di cucina e spero così di “ricompensare” con qualche ricettina tutte le persone da cui finora ho attinto preziosi consigli!Ciao e a presto!
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•daria scrive:
19 novembre 2011 alle 19:03
Grazie Valentina, aggiornerò il blogroll col nuovo indirizzo del tuo blog!La ricetta della quinoa preparata così l’ho imparata ad un corso di cucina che avevamo organizzato con l’associazione un po’ di anni fa… provala così è buonissima!
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Veg-sacher... all'acqua!

on Mercoledì, 05 Ottobre 2011. Posted in cucina

si tranquillizzano… Io proponevo un goloso ma sano dolce con frutta secca, ma la bimba in questione ha messo subito in chiaro che avrebbe aiutato solo se si preparava una torta con la CIOCCOLATAAAAAA!!!!!
Fortuna vuole che qualche rimasuglio di buon cioccolato fondente del commercio equo si ritrovi facilmente negli angoli nascosti di qualche pensile in cucina! Allora mi metto a cercare fra le centinaia di pezzi di carta vaganti che sarebbero il mio quaderno di ricette quella di quella ottima torta al cioccolato che avevo già preparato un paio di volte, una vecchia ricetta letta su Veganblog…
Eccola la Veg-sacher! Facile facile, adatta anche ai piccoli chef!
Per prima cosa mescoliamo 350 ml di acqua con 260 gr di zucchero di canna integrale e 90 ml olio di semi di girasole spremuti a freddo. In un’altra terrina mescoliamo 340 gr di farina (io ho usato la tipo 2, va benissimo anche l’integrale, o anche un po’ di segale e il resto tipo2) con 2 cucchiai colmi di cacao amaro del commercio equo e una bustina di cremor tartaro. Uniamo gli ingredienti liquidi ai solidi mescolando attentamente per non fare grumi e lasciamo che l’aiutante mescoli bene bene. Inforniamo a 180° per 30 minuti.
Nel frattempo l’aiutante pulisce le pentole…

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Lasciamo raffreddare sulla griglia del forno. Quando la torta è fredda la tagliamo a metà e farciamo con marmellata (io avevo una marmellata di susine di montagna fatta da mia mamma…). Riassembliamo il tutto e prepariamo la cioccolata (questa è la parte preferita da mia figlia!): rompiamo a pezzetti la cioccolata fondente, aggiungiamo un po’ d’acqua e mattiamo a sciogliere a bagnomaria. Una volta pronta con un pennello spennelliamo la superficie della torta con la cioccolata in modo da ricoprirla bene tutta. Se avanza cioccolata ci sarà sicuramente qualcuno pronto a sacrificarsi per finirla…
Aspettate che passi a trovarvi la nonna o che torni a casa il papà da lavoro per gustare tutti assieme!

 

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3 risposte a Veg-sacher… all’acqua!

•Stella
scrive: 5 ottobre 2011 alle 12:24
Mmmmmmm..... buona prima o poi sperimento! :-)
•chiarina-ina
scrive: 5 ottobre 2011 alle 20:36
Daria questa ricetta mi interessa moltissimo, ora me la segno. E’ curioso che ci vada l’acqua,
la voglio provare al più presto.
•piacere di conoscerti
scrive: 7 ottobre 2011 alle 09:08
Anche io ne faccio una molto simile e posso garantire che è buonissima!

Riso nero di fine estate

on Mercoledì, 28 Settembre 2011. Posted in cucina

Per chi ha l’orto una delle cose belle dell’autunno è vedere come i “nuovi” prodotti autunnali convivano con le piante estive che finchè vedono ancora il sole continuano a regalare qualche frutto, gli ultimi pomodori, peperoni e melanzane e zucchine si affiancano a radicchi, zucche e finocchi… Ed ecco come ho usato alcuni degli ultimi pomodori dell’orto!
Avevo da finire una scatola di riso thay nero del commercio equo, un riso che già da solo è bello saporito, l’ho cotto per assorbimento in una quantità d’acqua leggermente salata pari a 3 volte il volume del riso (basta versare il riso nell’acqua bollente, rimettere il coperchio e lasciare andare per 30 minuti finché l’acqua non è completamente assorbita). Nel frattempo ho tagliato a dadini i pomodori, li ho conditi con un po’ di sale, basilico, aglio tritato, origano e maggiorana freschi e olio evo.
Ho versato il condimento crudo nel riso caldino, mescolato, lasciato riposare un po’… e gustato!

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Le barbarighe

on Martedì, 27 Settembre 2011. Posted in all'aperto

Fra i prodotti che acquistiamo col gas ci sono anche farine e cereali in chicco che acquistiamo da una bellissima azienda agricola di San Martino di Venezze (RO) coltivatori e trasformatori con il loro mulino in pietra di cereali biologici. Questa volta siamo andati noi a ritirare i prodotti ordinati dai “gasati” direttamente in azienda: una bella gita per le bimbe!
Imboccare la stradina che porta alle Barbarighe vuol dire lasciarsi alle spalle la città ed entrare in una dimensione orizzontale, bassa, fatta di campi intervallati da vecchi pioppi e da qualche rara costruzione, altre aziende agricole sorte in epoche lontane. Varcato il cancello sempre aperto il tempo non ha più valore…

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Accolti da 3 placidi e grandissimi cagnoloni che neanche abbaiano, ma si strusciano sulle gambe, con calma arriva Silvia e si comincia a chiacchierare … ah, si dovevamo ritirare gli ordini per il gas!
Entriamo nella sala (vecchia stalla ristrutturata con appesi al muro insegne con i nomi delle mucche) dove si svolgono gli incontri della fattoria didattica e dove c’è la piccola rivendita diretta: ci accoglie un tavolo coperto di sacchi di farina, sono quelli ordinati dai soci. Carta e penna alla mano si comincia a controllare tutti gli ordini, uno a uno fra una chiacchiera e l’altra…
Oh, ma c’è anche l’orzo per moka! Me lo aggiungi? Certo! Ti lascio anche la ricetta per la torta all’orzo…
Nella sala campeggia il bellissimo forno in argilla… forse potremmo utilizzarlo per cuocere il pane? Ma certo, vi mostro anche la nuova cucina…

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Dopo un’ora abbondante riusciamo a caricare tutto in auto… “volete raccogliere un po’ di noci?” Ma come dire di no?! Guardate lì dietro ci sono un po’ di alberi, prendetene quante volete… fate pure una passeggiata… prendete un po’ di uva fragola…

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E così verso sera riprendiamo la strada di casa
con la macchina carica di farina e cereali, una borsa di noci , 3 grappoli di uva fragola e tante idee…
…e appena a casa ecco che il nostro sacco da 5 kg di farina tipo 2, prende posto sul tagliere in cucina pronto per la panificazione!

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Ah, vorreste la ricetta della torta rustica al caffè d’orzo che mi ha passato Silvia delle Barbarighe e preparata appena arrivata a casa?
Vi lascio la versione personalizzata vegana, poco dolce, ottima a colazione…
ingredienti:
•350 gr di farina tipo 2 (quella del sacco da 5 kg che vedete qua sopra)
•50 gr di farina integrale d’orzo
•100 gr di nocciole o mandorle tritate
•250 gr di zucchero integrale di canna (io ho usato mascobado del commercio equo)
•100 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo
•3 cucchiai di fecola sciolti in 6 cucchiai di acqua
•250 ml di latte di riso
•una bustina di cremor tartaro
•2 bicchieri di caffè d’orzo ben forte (500 ml)
•un pizzico di cannella
•una presa di sale
Mescolare la fecola sciolta nell’acqua con l’olio, aggiungere il latte, il caffè d’orzo e tutti gli altri ingredienti, mescolando bene. Versare in una teglia tonda foderata di carta da forno e cuocere in forno già caldo a 180° per 1 ora.
Si può servire con una crema di caffè d’orzo: 170 gr di caffè d’orzo, 50 gr di zucchero, 1 cucchiaio di amido di mais, 15 gr di farina – mescolare e scaldare fino a che si addensa.

I giovedì del gas

on Giovedì, 22 Settembre 2011. Posted in all'aperto

Con settembre sono riprese anche le consegne dei prodotti del gas (gruppo di acquisto) e di conseguenza gli incontri settimanali per ritirare i prodotti ordinati. Finché la stagione lo permette i ritrovi avvengono fuori in piazza: arrivo e la trovo semi-deserta, qualche persona seduta al bar, qualche passante in bicicletta o motorino… un po’ alla volta arrivano i soci ed è bello vedere lo spazio animarsi!
Bambini che giocano a nascondino e corrono finalmente “liberi” dallo sguardo dei genitori al momento troppo impegnati a controllare i loro prodotti o a pagare.

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Signore in biciclette stracariche di borse che rischiano di cadere salendo “al volo” con una mossa elegante che solo chi ha più di settantanni riesce a fare senza ritrovarsi a terra!

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Ragazzi che fanno 4 chiacchiere seduti all’ombra.

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Persone che arrivano a mani vuote e se ne vanno abbracciando il loro scatolone pieno dei prodotti ordinati.
Borse di verdure che passano dalle mani del produttore a quelle dei soci che prontamente controllano il loro nome e il contenuto.

verdure

Si scaricano scatoloni da una macchina e si passano su un’altra sotto gli sguardi attoniti dei passanti che si chiedono cosa stiamo mai facendo…
Ci si attarda ad organizzare il prossimo banchetto, a discutere dei prossimi acquisti o dei nuovi prodotti, a scambiarci ricette e consigli sul pane o sui detersivi.
Finalmente si prende la via per casa, con la spesa e l’animo leggero… a giovedì prossimo!

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