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2 orto

Articoli taggati con: escursione

Magiche atmosfere sul Cansiglio

on Domenica, 26 Agosto 2012. Posted in montagna

Magiche atmosfere sul Cansiglio

La La zona delle montagne dell'Alpago ai confini fra Veneto e Friuli è sicuramente nei ricordi di molti piovesi che ci hanno passato piacevoli soggiorni in occasione di settimane verdi o bianche o di colonie estive da bambini e ragazzi nella casa che un tempo era di proprietà del Comune. Con piacere e con un po' di nostalgia abbiamo quindi deciso di fare una gita nel Cansiglio, bellissima foresta di faggi e all'altopiano del Pian Cavallo, dove abbiamo trovato refrigerio dalla calura che imperversava qui la settimana scorsa! 

foresta1

Siamo partiti senza una vera e proprio meta, ovvero con l'intenzione di fare una passeggiata, ma di decidere sul posto quale. L'ultimo ricordo del Cansiglio risaliva ad una decina di anni fa, passeggiata primaverile, o meglio invernale, a Marzo: la foresta era ancora coperta di neve, gli alberi con le loro corteccie chiare ancora spogli... anche quella volta non ricordo il giro che avevamo fatto, ma mi è rimasta impressa indelebilmente l'emozione di un incontro con un branco di cervi di passaggio che ci hanno attraversato il sentiero di corsa! 

Quindi arrivati in quota, ci siamo fermati al rifugio escursionistico Casa Vallorch dove abbiamo lasciato l'auto e da lì ci siamo incamminati verso il villaggio cimbro di Vallorch: poche case in legno con bel pergolato frontale alcune in ristrutturazione, begli orti...

vallorch

alla fine del villaggio una delle abitazioni attualmente è un bar-ristorante. Visto che ce la siamo presi comoda (come sempre l'andatura di Elena prevede numerose soste a mangiare lamponi e ad esaminare i sassi) e ormai la fame si fa sentire, decidiamo di pranzare lì, in quella atmosfera surreale con tavoli da ristorante apparecchiati in mezzo al bosco! 

 pranzo gnocchi

Da lì partono dei sentieri nel bosco

indicazioni1

fra cui decidiamo di percorrere quello diretto ad un altro villaggio cimbro "Le rotte". Il sentiero decisamente ben indicato, adattissimo ai bambini perchè privo di grossi dislivelli e tutto piacevolmente all'ombra dei grandi faggi!

sentiero1indicazioni2

Eccoci a "Le rotte" con bella vista sul monte Cavallo

monte cavallo

e da lì ritorniamo Casa Vallorch completando l'anello!

fascia

Al rientro decidiamo di percorrere tutto il Pian Cavallo 

pian cavallo

e di scendere da Tambre in modo da fermarci al Lago di Santa Croce: scartata l'opzione della sponda nord troppo affollata e al sole, decidiamo di scendere alla piccola Baia delle Sirene sul lato sud del lago, riparata e all'ombra e decisamente meno nota.

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Il luogo è bellissimo e affascinante, cattura noi e le bimbe che solo a sera e a malincuore ci rassegnamo a riprendere l'auto e tornare a valle!

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D'altronde come si fa a non innamorarsi di un paesaggio così!?

lago4

 

Casera Marol

on Venerdì, 10 Agosto 2012. Posted in montagna

Come a casa...

Casera Marol

Stavolta vi voglio raccontare di un luogo decisamente fuori dai soliti affollati itinerari di montagna, quasi sconosciuto... un percorso nel quale è raro incontrare qualcuno che non sia del luogo. Questo posto l'abbiamo “scoperto” per caso nel 2003, il primo anno in cui siamo stati a Voltago, per precisione il 17 ottobre, quando ci siamo svegliati con un paesaggio assolutamente fuori dall'ordinario, ovvero alberi gialli d'autunno coperti di neve, una leggera coltre che si sarebbe sciolta nel corso della giornata. Mi ricordo che avevamo in previsione un'escursione delle “nostre”, quindi abbastanza impegnativa, ma vista la sorpresa mattutina abbiamo deciso di ripiegare su una tranquilla passeggiata con partenza da Rivamonte, nel bosco, diretti alla piccola località Lagon, qualche casa sul crinale, raggiungibile solo con strada sterrata. Arrivati lì abbiamo visto un cartellino con le indicazioni per “Casera Marol”, c'era neve, ma impronte di qualcuno passato prima di noi ci indicavano il sentiero. Abbiamo deciso di seguirle e così siamo arrivati a questa piccola casetta in legno in cima al colle Marol sopra Rivamonte. Affascinati da questo solitario luogo ci siamo tornati un altro paio di volte sempre in inverno con la neve e le ciaspe partendo anche da Forcella Aurine, ma ormai erano vari anni che non la raggiungevamo e soprattutto non ci eravamo mai stati con le bimbe...

Decidiamo di partire da Forcella Aurine, salire per il sentiero meno ripido e scendere per la scorciatoia. Il percorso non ha difficoltà, si svolge tutto nel bosco per sentiero o strada bianca sterrata, non ci sono grossi dislivelli, però è pur sempre più di un ora di cammino (all'andata) e temevamo che Alice si sarebbe stancata... invece la presenza di tantissime fragoline di bosco l'ha tenuta impegnata!

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e non solo lei! anche Elena dalla fascia tendeva le sue manine per abbuffarsi dei piccoli e dolcissimi frutti!

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E finalmente con la pancia piena di fragoline giungiamo alla Casera, una piccola casetta – bivacco attrezzata con tavolo, panche, cucina economica e lavello, dove trovare rifugio o semplicemente riposare.

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Numerosi tavolini nel prato e al limitare del bosco per piacevoli pic-nic. Entriamo, Alice si sente subito a casa, si toglie le scarpe, sfogliamo il libro delle presenze e scriviamo due righe per ricordare il nostro passaggio.

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Le bimbe trovano delle scopine e si mettono a far pulizia, dentro e fuori. Pranziamo, il tempo di raccogliere ancora qualche altra fragola e si torna che in lontananza si sentono dei tuoni. Gran bella giornata!

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Ritorno al Castello di Andraz - interno e percorso ad anello

on Martedì, 24 Luglio 2012. Posted in montagna

... e l'utilità della fascia

Ritorno al Castello di Andraz - interno e percorso ad anello

A vedere questo bellissimo castello con la sua ubicazione su una roccia c'eravamo già stati l'anno scorso, quando però, era visitabile solo all'esterno visto che i lavori di ristrutturazione interna non erano ancora stati completati. Quando qualche mese fa abbiamo avuto notizia che i lavori erano finiti ci eravamo riproposti di tornare per vedere anche l'interno, visto che tra l'altro ad Alice era piaciuta molto la visita.

Quindi rieccoci al Castello di Andraz, località Castello, lasciamo la macchina nel parcheggio nei pressi della malga e con una breve passeggiata arriviamo al castello e fatti i biglietti cominciamo a salire le scalette in ferro che portano al suo interno arrampicandosi sul grande masso roccioso su cui è costruito. Restauro spettacolare, molto bene fatto. Il castello era come una piccola città autosufficiente con cantine, cucine, magazzini, sale pranzo, soggiorni, prigioni, chiesa...

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Alice si gode la visita, correndo per le stanze, fermandosi a guardare dalle finestrelle strombate, osservando i reperti della vita quotidiana di un tempo (chiavi, anelli, collane, spilli, piatti, bicchieri, monete...) e chiedendomi cosa si faceva nelle varie stanze.

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Anche Elena sulla mia schiena, in fascia, è felice, curiosa e soddisfatta delle cose che vede.

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Grazie alla fascia ho le mani libere per aiutare Alice nei punti dove le scalette più ripide o per scattare foto. 

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Le cose che hanno colpito di più Alice sono state:

  • i water con foro diretto sull'esterno, con salto di 30 m direttamente sul torrente sottostante (uno per piano ben allineati). "Ma allora anche una volta facevano la cacca!" se ne è uscita... (:-))

  • il lavandino – secchiaio che funzonava allo stesso modo del wc con scarico diretto all'esterno

  • la grande canna fumaria delle cucine

  • la stanza segreta a cui un tempo si accedeva da una botola, con le pareti coperte di scritte

  • la passeggiata in copertura dove anche Elena ha voluto fare qualche corsetta

  • i nidi fatti dagli uccellini nei buchi fra i massi delle mura del castello, di cui uno anche con le uova all'interno.

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Ci attardiamo a visitare bene tutte le stanze e usciamo all'ora di pranzo, decidiamo per un pic-nic sul posto usufruendo dei tavolini posti lì attorno.

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Per il rientro decidiamo di seguire il sentiero che passa di fianco al castello, segue il bel torrente, lo supera più in valle e risale alla malga dove abbiamo lasciato la macchina.

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Bella passeggiata, gradita anche dalle bimbe (peccato per lo scivolone di Alice). Un po' di attenzione poco dopo il ponte sul torrente in quanto spariscono i segnali cai e il sentiero principale si perde nel bosco, bisogna prendere il sentierino che sale verso un vecchio fienile.

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In giornate di questo tipo l'uso della fascia per portare Elena è indipsensabile a mio avviso, infatti la visita al museo fatto tutto di scalette ripide sarebbe impensabile col passeggino e pericolosa portando in braccio. Uno zaino "classico" da trekking per bambini risulterebbe decisamente ingombrante, invece con la fascia si riesce a far godere la visita anche ai più piccoli senza pericoli. Inoltre la fascia consente di poter tranquillamente decidere di cambiare programma e fare passeggiate non previste decidendo sul posto. Approfitto quindi di questo articolo per segnalarvi la terza edizione del concorso fotografico Equazioni "Portare i bambini in vacanza 3", dedicato tutto al portare in vacanza con fasce, mei tai e simili. Io sicuramente parteciperò anche quest'anno e non solo per i bellissimi premi!

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Qui potete leggere il mio articolo dell'anno scorso sulla nostra esperienza di portare in vacanza.

Qui la mia foto che era arrivata in finale l'anno scorso.

Qui le finaliste dell'anno scorso.

PS: potete trovare il racconto della nostra prima visita ad Andraz e di altre bellissime escursioni con bimbi al seguito sul sito Trekking con i bimbi.

Ai piedi del Civetta: Forcella La Grava

on Martedì, 17 Luglio 2012. Posted in montagna

Ai piedi del Civetta: Forcella La Grava

Rieccoci finalmente in vacanza, finalmente al fresco, finalmente fra i monti, finalmente a passeggiare. Bimbe cresciute e nuovi assetti per le nostre irrinunciabili escursioni: una passione questa che nel tempo si è adeguata alla presenza di una e poi due bimbe e al variare della loro età. Elena con i suoi quasi 18 mesi e quasi 12 kg va portata sulla schiena (con poche eccezioni), Alice a 4 anni potrebbe camminare quasi sempre sulle sue gambe, ma quando è stanca reclama ancora le spalle (del papà perchè per me è ormai troppo pesante da trasportare). Quindi solitamente ci portiamo dietro due fasce, la lunga elastica e la lunga in canapa e il mei-tai a fasce larghe e decidiamo sul posto quale supporto usare per le due bimbe, o meglio in quale infilare fin da subito Elena e quale portare con noi per Alice. E poi c'è l'immancabile zaino stracarico fra cibo, cambio magliette e calzini, k-way per la pioggia sempre in agguato, piccolo pronto soccorso e cambi (di lavabili) per Elena (che nonostante in casa sia quasi spannolinata non ci si fida ancora a portare in giro senza pannolo).

Il filo conduttore delle escursioni di quest'anno è: percorso vario e non monotono senza eccessivi dislivelli, preferibilimente ad anello. Questo per fare in modo di non annoiare Alice e di evitare le sue richieste di essere trasportata.

La prima passeggiata di quest'anno è appunto un percorso ad anello che parte da Malga La Grava, ai piedi del Monte Moiazza (gruppo del Civetta), dolomiti bellunesi, val Zoldana, dove eravamo stati per la prima volta l'anno scorso e ritorna alla stessa passando per forcella La Grava.

Abbiamo lasciato la macchina nei pressi della malga, alla quale si accede da una stradina che si stacca dalla strada che porta al passo Duran.

Lasciata la macchina si parte in direzione della forcella, ben visibile.

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Il dislivello è di 150-200 m su comoda mulattiera, sentiero 557. Alice cammina volentieri, Elena osserva comodamente dalle mie spalle sulla fascia.

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Lungo il percorso si incrociano gli animali della malga, tutti al pascolo libero, spesso intere famiglie con cuccioli al seguito, cosa che non può non interessare le bimbe.

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Logicamente c'è chi viene ispirato dalla vista del piccolo asinello che poppa... quindi siamo obbligati ad una breve pausa allattamento in posizione panoramica...

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In breve (un'ora in totale, comprese soste) arriviamo alla forcella (m 1785) attrezzata con tavolino in legno e panche e pannelli con spiegazioni (purtroppo rovinati), dove decidiamo di sostare per il pic-nic pranzo.

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Riprendiamo sul sentiero CAI 585 attorno al Col de la Besadora, questa volta si tratta di un bel sentiero nel bosco, dove Alice si diverte a trovare i segnali bianchi e rossi del CAI.

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Il sentiero ci porta alla strada bianca sul Col de la Grava (1857 m ) dove di apre una bellissima vista sul monte Pelmo.

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Da lì poi si scende e il panorama cambia ancora con vista sulla Moiazza e sul Civetta e percorso in bellissmo prato erboso, fino a trovare il bivio con la mulattiera che riporta alla malga.

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In totale un'ora e mezza comprese le soste di osservazione delle bimbe.

Qui sotto vi metto la mappa del percorso, una passeggiata adatta a tutti, con belle viste, in zone poco frequentate. E per stavolta una fascia sarebbe bastata! :-)

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Verso il mare – breve trekking ligure

on Martedì, 08 Novembre 2011. Posted in mare

Nel nostro recente viaggetto in liguria eravamo ospiti di un bel B&B sulle montagne del Parco Naturale regionale di Montemarcello (La Spezia), zone fortunatamente non colpite dagli ultimi distruttivi eventi meteorologici… Non potevamo farci sfuggire la possibilità un breve trekking visto che l’attacco del sentiero era a pochi passi! Un percorso al rovescio per noi abituati a sopportare la fatica della salita in vista della meta per riposarci al ritorno: discesa di circa 300 m fino al paese di Tellaro (vicino a Lerici) e poi risalita con la pancia piena!

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Siamo partiti seguendo le ben fatte indicazioni del CAI Sarzana in discesa su sentiero nel bosco un po’ rovinato dal passaggio evidente dei cinghiali, raccogliendo corbezzoli e fermandosi a guardare capre e altri animali, fino a incontrare la strada in località Zanego, attraversata la quale si riprende il sentiero (stavolta il numero 3) che scende verso Tellaro.

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Percorso bellissimo con costante vista del mare che si avvicina a poco a poco, tra la terrazzamenti con ulivi e lecci tra i quali ad un tratto si comincia a scorgere il piccolo centro arroccato di Tellaro con il campanile della chiesa di San Giorgio e lontane le isole di Palmaria, Tino e Tinetto di fronte a Portovenere.

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Il sentiero si fa gradinata (raccomando scarpe con buona suola antiscivolo o scarponi… il ciotoli del sentiero sono lisci per via della frequentazione ed è molto facile scivolare) fino ad arrivare al paese.

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Una volta in paese non resta che perdersi per i viottoli e le scalinate fino a trovare il mare e le scogliere dove fermarsi per una breve merenda a base di focaccia!

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E a passo lento, pancia piena e bimbe addormentate in spalla non resta che risalire!
http://www.parcomagra.it/

Jore: non contare i passi né le ore…

on Mercoledì, 19 Ottobre 2011. Posted in montagna

“Non contare le ore, conta i passi, se li dirigi in mezzo a questi sassi,
ma non contare i passi né le ore, se cerchi pace alla chiesa di Jore.”

Jore: non contare i passi né le ore…

on Mercoledì, 19 Ottobre 2011. Posted in montagna

“Non contare le ore, conta i passi, se li dirigi in mezzo a questi sassi,
ma non contare i passi né le ore, se cerchi pace alla chiesa di Jore.”
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Questa la frase sulla meridiana che accoglie chi arriva a Jore, per forza di cose a piedi, con desiderio di pace e tranquillità, senza fretta e con la lentezza tipica dei bambini che si soffermano attratti anche dalle cose più piccole.
Jore è una piccola località nei boschi ai piedi delle Cime D’Auta a 1556 m, accessibile solo a piedi dai paesini di Sappade o di Tegosa sopra Falcade (BL). Arrivarci è una bella e semplice passeggiata che si può fare anche in inverno con le ciaspe. Questa è stata la prima volta in 4!
Abbiamo deciso di salire da Sappade: lasciata la macchina nel parcheggio prima del centro del paesino, Elena e zaino in spalla e Alice a piedi, lo si attraversa godendo del bel paesaggio sul Mulaz e sul Focobon da una parte e sulla Civetta dall’altra, attenti anche ai bei palazzi e fienili ben recuperati.

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Alla fine del paese la strada si fa sentiero che sale ripidamente la dorsale del monte (sentiero n. 692 per Forca Rossa, indicazioni per Jore).

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La salita è tutta qua, poi il sentiero si appiana e si percorre senza alcuna fatica, cercando degli gnomi nascosti negli alberi…

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fino alla bella chiesetta dove un pic-nic al sole è d’obbligo!

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passeggiataUna risposta a Jore: non contare i passi né le ore…

•Marco
scrive: 19 ottobre 2011 alle 15:52

boni i panini! :-)
Rispondi

Un bimbo in malga

on Sabato, 27 Agosto 2011. Posted in montagna

In fuga dal caldo di questi giorni siamo ritornati in montagna in cerca di refrigerio e ne abbiamo approfittato per qualche breve passeggiata. Quasi per caso abbiamo optato per malga La Grava in cui non eravamo mai stati, ai piedi di Civetta e Moiazza.

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Dopo il bel pic-nic con vista sul Civetta prima di scendere ci siamo fermati a dare un’occhiata alla malga per acquistare qualche formaggio: è stato un po’ come se il tempo si fermasse… ci ha accolto un bimbo di poco più di un anno con una maglietta a righe che ci spiava dalla cucina tranquillo.

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Poi è spuntata la mamma e mentre lei ci serviva, spiegandoci i formaggi e andando a prenderli in cantina, il piccolo rimaneva lì tranquillo a giocare guardandoci ogni tanto senza timore… i suoi giochi? La cucina! Mani e piedi sporchi di fuligine, ancora non in grado di camminare gattonava dal bel larin in pietra alla cucina, cercando ogni tanto di mettersi in piedi, sorridendo ad Alice.

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Appena fuori dalla porta un cane pastore tranquillissimo ci osservava con occhi lanquidi aspettando una carezza.

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Quanta serenità mi ha infuso questa scena! Che bello trovare ancora bambini che sanno giocare senza giochi!

3 risposte a Un bimbo in malga
•Melia scrive:
27 agosto 2011 alle 14:11
Che bellezza… A vivere in tanta semplicità e a contatto con la natura x forza che i bimbi sono più tranquilli e sereni! Lo sarei anche io!
Rispondi
•francesca equAzioni scrive:
27 agosto 2011 alle 14:17
anche noi siamo appena rientrati da una intensissima settimana in montagna!la scena che hai raccontato mi ricorda invece l’incontro con una bimba “di montagna”a globoko, in slovenia, anche lei di un anno e mezzo circa che trotterellava dappertutto giocando con ale
Rispondi
•Viviana scrive:
27 agosto 2011 alle 15:27
E’ bello poter trovare ancora posti come questi in cui il tempo sembra essersi fermati. Nonostante in una malga le cose da fare non finiscano mai e dall’alba al tramonto si corra e si lavori continuamente… beh, questo avviene senza la FRENESIA della città e della vita moderna, il tutto segue la logica del tempo e delle stagioni e della Natura. Il bestiame ha i suoi ritmi, il tempo decide se si può andare a far fieno o se bisogna rimandare a quando non piove, ecc… Tutti i bimbi dovrebbero avere l’opportunità di “staccare” e farsi una bella gita in montagna, e perchè no, visitare una malga con tutti gli animali… rendendosi conto che sono REALI e che da loro dipende ancora il nostro sostentamento. E’ assurdo ma ci sono bimbi che pensano che esista davvero la “MUCCA VIOLA”!!! O altri che vedendo una carta bruciare in un “fogolar” (poteva anche essere un caminetto o il fornello a gas di cucina) si siano spaventati perchè la carta “non c’era più”. Alla fine è un’ottima e indispensabile scuola di vita!Grazie per la tua testimonianza!
Rispondi

Avventurose cascate dell’Inferno

on Venerdì, 29 Luglio 2011. Posted in montagna

Un’ultima passeggiata prima di salutare la montagna! Un percorso veloce, ma molto emozionante che Alice ha apprezzato tantissimo facendosi tutta la salita da sola senza mai voler salire in spalla!
Si lascia la macchina a Col di Prà, località alla fine della bellissima Valle di S.Lucano, chiusa da un lato dalle pale di S. lucano e dall’altro dal Monte Agner (vi si accede da Taibon Agordino). Si parte lungo la ex-strada militare che sale verso la malga Campigat, e la si lascia subito alla prima curva per seguire il sentiero che procede lungo il torrente (indicazioni per cascata su un masso). Il percorso sale abbastanza ripido, con molte soste per vedere i vari salti d’acqua fino al salto più alto, presso il quale ci siamo fermati a fare merenda.

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Passaggio su ponticello in legno

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Ammirando l’impetuoso torrente

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Piccolo salto d’acqua

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Che bello salire le “scalette”

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“Mammaaaaa, corriiiii a vedere!”

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Come un canyon

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“Papà mi aiuti?”

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“E qui come salgo?”

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Breve passaggio attrezzato

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Foto di famiglia

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Io e le mie cucciole!

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3 generazioni in pausa merenda

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Anche Elena fa merenda

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Vista verso l’Agner

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Farfalla

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Dettaglio dell’ultimo salto d’acqua

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Una bella doccia fresca

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L’ultimo salto d’acqua

Noi non ne avevamo il tempo e siamo tornati da dove siamo venuti, altrimenti il percorso continua nel bosco fino a ricongiungersi con la mulattiera da cui si può salire ancora un po’ fino al ponte col bivio per le pale di S.Lucano in prossimità del quale ci sono le ultime cascate. Per rientrare si può utilizzare la comoda mulattiera.

Una risposta a Avventurose cascate dell’Inferno
•Pingback: Cascate dell’Inferno | Trekking con i Bambini

Escursione al rifugio Carestiato: il racconto di Alice (3 anni)

on Mercoledì, 27 Luglio 2011. Posted in montagna

Stamattina era una bella giornata di sole qui in montagna e ho chiesto alla mamma: “Facciamo una bella passeggiata?” Lei mi ha risposto di si, ma prima dovevamo preparare lo zaino e prendere un sacco di cose perchè secondo lei poteva piovere… ma se c’è il sole?! Boh… porto pazienza! Poi mi dice che dobbiamo andare a prendere il pane per i panini da Duilio, ok, la accompagno! Finalmente si parte e ci avviamo verso il garage, do un po’ di erba alle galline lì vicino e poi salgo in macchina perchè partiamo da un passo che si chiama Duran. Lungo la strada Elena si addormenta, anche a me viene un po’ di sonno, ma il panorama è bello e chiacchiero con mamma e papà fino al parcheggio. Eccoci al passo, ci sono altre persone che hanno voglia di fare questa passeggiata, alcune sono già partite e altre si stanno mettendo le scarpe, anzi gli scarponi… anche noi li mettiamo, poi la mamma prende Elena e la mette in fascia, il papà prende lo zaino e partiamo per un bel sentiero in salita. Mi fermo a vedere alcune farfalle

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anche una vestita da coccinella

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ogni tanto ci fermiamo e vediamo le macchine e la strada che sono piccole piccole e noi siamo in alto.
Papà mi chiede se voglio salire in spalla, ma qui il sentiero è così interessante, per terra c’è una specie di sabbietta rossa e poi delle rocce e un sacco di radici che formano delle scalette. Preferisco camminare.
Ad un certo punto questo bel sentiero finisce e arriviamo ad una strada di sassi bianchi, senza scalette, radici, rocce… Papà mi fa i complimenti perché sono arrivata così in alto da sola e adesso il percorso sarà più semplice… ma che noia! Non mi piace! Voglio salire in spalla!
Nel frattempo anche Elena ha cominciato a brontolare perchè ha fame e la mamma trova un bel posticino vicino ad una fontana per fermarsi. Qui si mi piace, peccato che loro vogliono già ripartire! Per fortuna salgo nel mei tai col papà!
Passiamo vicino ad una malga con le mucche, gli asini, le pecore: da quassù li posso vedere benissimo!

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Finalmente arriviamo in questo rifugio, ci sono alcune cose interessanti, come questa specie di catena di legno,

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ma io HO FAME! Facciamo un pic-nic!
Questo si che è un bel posticino! Mi tolgo le scarpe e i calzini e addento il mio panino…
Peccato che quella birbona di mia sorella piccola voglia rubarmi anche questo… non posso stare
tranquilla un attimo!

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E poi vuole ancora poppare!
Per fortuna che avevo messo nello zaino un libretto da leggere!

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Finito il libro trovo la macchina fotografica, posso fare qualche foto a tutte le cose interessanti che ci sono qui intorno.
Radici

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rocce

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la mamma

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rocce a righe con sassi che stanno per cadere

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il cielo

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alte montagne

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Adesso è ora di ripartire: c’è un interessante sentierino che va nel bosco, invece ci tocca andare ancora per la strada noiosa… vorrebbero che camminassi perchè dicono che in discesa non si fa fatica! Ma io non ci casco! Ho sonno! Voglio salire in spalla! Finalmente mi accontentano, che bel sonellino in spalla a papà!
Quando mi sveglio mi ritrovo sul bel sentiero in discesa e piove un po’… mamma e papà vanno veloci perchè dicono che manca poco ad arrivare alla macchina e che fra pochi minuti pioverà molto, Elena invece dorme ancora. Arriviamo al passo, entriamo in una specie di bar – rifugio appena prima che cominci il temporale!
E’ stata una bella giornata!
NdR: l’articolo è stato gentilmente adattato e parzialmente tradotto dalla mamma!

Trovate il racconto anche qui: http://trekkingconibambini.it/2011/10/06/escursione-al-rifugio-carestiato/

Una risposta a Escursione al rifugio Carestiato: il racconto di Alice (3 anni)

•ilenia scrive: 27 luglio 2011 alle 17:39
Ma brava Alice, è già pronta ad aprire un blog tutto suo! :-)



Portare i bambini… in vacanza 2

on Lunedì, 25 Luglio 2011. Posted in all'aperto

Per il secondo anno EquAzioni propone un concorso fotografico sul portare i bambini. Colgo l’occasione per raccontare la nostra esperienza con fasce e mei tai, che ci accompagnano ormai da 3 anni e mezzo.
Durante la gravidanza di Alice, ormai 4 anni fa, ritenevo indispensabile l’uso del passeggino e infatti nell’ottica di utilizzarlo anche nelle nostre vacanze in montagna ne avevamo cercato un modello sportivo a 3 ruote larghe con ammortizzatore e freno (per fortuna era lo stesso utilizzato da mia sorella per cui sarebbe bastato acquistare la struttura passeggino, mentre ovetto e carozzina ce li avrebbe prestati lei). Poi sul più bello, pochi giorni prima della data presunta, nei pochi giorni liberi che mi rimanevano, mentre rileggevo avidamente il libro “L’arte dell’allattamento materno” della LLL (Lega del latte) per carpire quante più informazioni possibili, comincio a soffermarmi a guardare tutte le belle immagini che lo corredano e mi ritrovo a riflettere: “Ma guarda un po’ come stanno beati questi bimbi tenuti sul petto dei genitori in questa stoffa…” Così mi metto a cercare su internet un po’ di informazioni su queste stoffe per portare i bambini e entro nel fantastico mondo delle fasce e del portare. Un paio di giorni prima della nascita di Alice arriva il pacco con la mia prima fascia, la Tricot Slen, fascia lunga elastica in cotone jersey e faccio qualche prova per indossarla, cosa che all’inizio mi sembra complicatissima!
Nasce Alice e proviamo ad uscire per una passeggiata, erano i primi di marzo, e penso che sicuramente starà più calda nella fascia: da lì le occasioni per utilizzarla si moltiplicano, comincio ad indossare Alice non solo per uscire, ma anche in casa per fare le pulizie o per lavorare al computer. E in montagna? E il fantastico passeggino? Qualche prova col passeggino in montagna l’abbiamo fatta, ma il confronto con la comodità e praticità della fascia non ha retto: troppo faticoso da spingere, ingombrante, non passava sui sentieri e quindi ci limitava le uscite alle strade bianche, troppi accessori da portarsi dietro (per la pioggia, per il sole…) e come se non bastasse Alice dopo poco non ci voleva più stare! Con la fascia invece, mani libere, bimba sempre riparata dal sole e dalla pioggia, fatica quasi nulla, potevamo scegliere qualunque tipo di percorso!
Per il mare poi non avremmo mai voluto trovarci in situazioni come questa:

carrozzina

E così per le vacanze estive ogni anno ci siamo adattati portando Alice in modo diverso in base alla sua crescita: nel 2008 nella fascia elastica davanti (pancia a pancia),
l’anno successivo sulla schiena con fascia rigida (fascia in canapa EquAzioni) o elastica,

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poi abbiamo acquistato un mei tai (Naturalmamma – tramite il gas) che ci sembrava più pratico visto che voleva salire e scendere spesso per fare dei tratti a piedi, usato nel 2010.

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E quest’anno con la’rrivo di Elena l’assetto si è modificato di nuovo, infatti se normalmente (in città o al mare) Alice cammina e basta un supporto per Elena, in montagna, se si vuole fare qualche percorso un po’ più impegnativo, servono due supporti e quindi: Alice sulla schiena, Elena davanti e zaino in spalla. Abbiamo provato varie soluzioni, Elena nel mei tai e Alice in fascia rigida o viceversa, oppure entrambe in fascia. Alla fine abbiamo visto che non c’è una soluzione univoca, io preferisco usare per Alice la fascia in canapa e per Elena la fascia elastica in cotone, mentre Marco preferisce il mei tai per Alice e la fascia in canapa per Elena…
A questo punto come possiamo non partecipare anche quest’anno a questo bellissimo concorso di Equazioni?
Qui trovate tutte le indicazioni per partecipare.
Queste alcune nostre foto degli scorsi anni.

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Ritorno allo Scarpa

on Giovedì, 14 Luglio 2011. Posted in montagna

Le mie prime escursioni al rifugio Scarpa risalgono a quando ero bambina: una ripida salita lungo la vecchia pista da sci, alte montagne rocciose ad accoglierci all’arrivo e il vicino nevaio.
Da quando abbiamo la fortuna di poter passare le vacanze a Voltago, lo Scarpa è ritornato ad essere una delle nostre mete preferite, col suo panorama stupendo e per il rifugio stesso con caratteristiche uniche. L’edificio era infatti la residenza dell’artista Enrico Scarpa ( http://www.seggioviafrassene.com/page1.html ).
Ci si può arrivare anche in seggiovia, ma logicamente noi saliamo sempre a piedi. Si può partire da Frassenè (frazione di Voltago Agordino) oppure da Forcella Aurine con una passeggiata un po’ più lunga, ma molto panoramica, che passa per il Col di Luna. Il dislivello è di circa 600 m. Si può facilmente fare un percorso ad anello scendendo per Malga Luna e la Val Domadore. Dal rifugio partono il sentiero Miniussi che arriva fino a Malga Agner e i percorsi per la vetta dell’Agner (via normale e ferrata).

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4-malga-losch 5-davanti-al-rifugio

Entrati all’interno si viene accolti da un ambiente completamente diverso dagli altri rifugi dolomitici: qui sono stati conservati gli arredi d’epoca, un bellissimo focolare in pietra nera a destra, la sala pranzo con ampie vetrate con vista sulle montagne circostanti, al centro due divani dove riposare, leggere o scaldarsi. Al piano di sopra una bella terrazza solarium panoramica.

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Pausa lettura e pranzo di Elena

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Alice trova un'amica


Anche la cucina non delude con scelta di piatti vegetariani (adorabili gli gnocchi o le lasagne alla zucca) con le verdure dell’orto coltivato dai gestori, prodotti biologici, grappe e tisane autoprodotte.

7-grappe

grappe

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te e tisane

E anche stavolta non siamo stati delusi!

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Malga Stia: strategie montanare per 2+2

on Venerdì, 08 Luglio 2011. Posted in montagna

Finalmente vacanza e finalmente montagna!
E per noi dire montagna, è dire escursioni e camminate, ma se portare in malghe e rifugi un solo bimbo è relativamente semplice, munendosi di una fascia o di uno zainetto e dividendosi il carico, con 2 bambine, una di 5 mesi e una di 3 anni, la cosa si fa più complicata. Per testarci abbiamo scelto un percorso semplice, 400 m di dislivello, con possibilità di percorrere o il sentiero o una strada forestale, tempo previsto senza bimbe circa 1 ora in salita: partenza da Gares (frazione di Canale D’Agordo, 1381 m) e arrivo alla Malga Stia (1788m).
Prima missione: farci stare tutto in un solo zaino e senza farlo pesare troppo! Tutto significa cambio completo per Elena (pannolini lavabili, body, maglioncino, pantaloni), cambio completo per Alice (pantaloni, magliocino, impermeabile, maglietta), maglioni per noi, acqua (confidiamo nelle fontanelle lungo percorso, ma almeno un litro lo prendiamo), frutta, panini, succo di frutta, macchina fotografica, telefoni, portafogli, crema solare, cappellini, qualcosa per eventuale pronto soccorso…
Seconda missione: decidere l’assetto delle bimbe. Optiamo per usare la fascia lunga per Alice – sulla schiena – e mei tai per Elena – davanti – chi porta Elena porterà anche lo zaino. Appena sente la parola fascia Alice comincia: “Siiiii, fascia – fascia – fascia – fasciaaaaaaaa! Salgo in spalla alla mamma!” E noi che speravamo che un po’ di strada a piedi volesse farla!

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Ore 10: si parte!

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Appena il percorso diventa un bel sentiero ripido, Alice decide che ha voglia di camminare: primo cambio di assetto: Alice a piedi, Elena in mei tai e io porto lo zaino.

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Ritroviamo la forestale e Alice ha fame: sosta spuntino e poi si riparte, di nuovo in spalla a me.
Dopo poco è la volta di Elena che ha fame, altra sosta. Cominciamo a pensare che di questo passo arriveremo il pomeriggio!
Altro tratto a piedi per Alice, finalmente Elena si addormenta, altro tornante e di nuovo Alice in spalla…
Cominciamo a sentire i suoni degli animali al pascolo, ore 12: eccoci in vista della malga!

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Visitato l’intorno e l’interno decidiamo per un tranquillo pic-nic.

5-pranzo

Ci godiamo il paesaggio pranzando, riposino, cambio di Elena e poi si riparte con nuovo assetto: io porto Elena e lo zaino e Alice sale in spalla al papà.

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Pancini pieni e stanchezza fanno addormentare subito le piccole, finalmente un po’ di silenzio, solo il rumore dei passi fino all’arrivo!

10-arrivo

8 risposte a Malga Stia: strategie montanare per 2+2

•ilenia scrive: 8 luglio 2011 alle 15:16

Siete proprio bravi e le foto sono bellissime... io non ho mai fatto una passeggiata così con Elisa... :-( ma vorrei provare quest'anno un percorso un po' più lungo del solito, devi spiegarmi bene il discorso della fascia per Elisa perchè sicuramente lei di camminare non ne vorrà sapere! :-)

•daria scrive:
8 luglio 2011 alle 21:16
Ti dirò che Alice appena ha visto la fascia ha voluto salirci entusiasta, poi però voleva anche camminare (per fortuna), d’altro canto sono ancora piccole per fare così tanta strada a piedi,
o meglio la farebbero anche ma sicuramente con i tempi mooooooltoooooo dilatatati!
•Annamaria
scrive: 8 luglio 2011 alle 22:37

Che meravilgia!!! Ottima organizazione direi!!! Vi terremo come esempio per qualche passeggiata settembrina nei boschi... intanto condivido volentieri! :-)
•Elena
scrive: 11 luglio 2011 alle 15:20
Anche noi abbiamo ilproblema che la grande non vuol camminare…ma la piccola ha ormai
15 mesi e portarla davanti è quasi impensabile per peso, ma soprattutto lunghezza…
•daria
scrive: 11 luglio 2011 alle 16:18
Infatti mi chiedevo anch’io come sarà l’anno prossimo… speriamo che nel frattempo Alice faccia dei tratti a piedi più lunghetti! e pensare che l’autunno scorso le ultime escursioni se le era fatte quasi per intero a piedi! Evidentemente l’arrivo della sorella ha influito sul ritorno di fiamma alla fascia!
•Elena
scrive: 12 luglio 2011 alle 10:35
Direi di sì!
Ti ho linkata sulla bacheca di fb di GiovaniGenitori (una rivista per le famiglie del Piemonte), hanno apprezzato molto il tuo racconto! ;-)
•daria
scrive: 12 luglio 2011 alle 10:44
Grazie Elena! Gentilissima!
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