in cucina

1 cucina

con i piccoli

3 bimbe

a piedi o in spalla

4 passeggiate

orto e giardino

2 orto

Articoli taggati con: gas

Festa del baratto di primavera

on Lunedì, 13 Maggio 2013. Posted in all'aperto

Festa del baratto di primavera

Dopo la riuscitissima prima giornata del baratto di novembre, eccoci alla seconda, questa volta versione primaverile, che si terrà sabato mattina prossimo (18 maggio) stavolta all'aperto (sperando che il tempo sia bello) nel cortile della biblioteca di Piove di Sacco (via Garibaldi 40). Logicamente può partecipare chiunque, grande o piccino, con qualunque articolo: libri, oggetistica per la casa, per il tempo libero, giochi, abiti da adulto e bambino... insomma avete qualcosa che giace inutilizzato da troppo tempo? Potreste scambiarlo con qualcosa di utile...

Non è necessario fare scambi con prodotti dello stesso genere, l'importante è mettersi d'accordo!

Gli scambi iniziano alle ore 9.00 e si concludono alle 12.00. Alle 11.00 ci sarà la donazione ufficiale della "BibliotEqua" (la raccolta di libri sul consuo critico e sul commercio equo) di proprietà dell'associazione al Ritmo del Tam Tam alla bilioteca di Piove di sacco, in questo modo i libri potranno venire consultati da più persone. Seguirà un piccolo "aperitivo" rinfresco a base di prodotti del commercio equo.

Inutile dirvi che io ci sarò!

Per iscrivervi vi rimando al sito dell'associazione:  http://alritmodeltamtam.alfa.it/progetti/baratto e alla pagina Fb dell'evento:  http://www.facebook.com/events/148717851976572/

Libri liberi

on Giovedì, 11 Aprile 2013. Posted in libri

vetrinetta nuova2Diversamente dagli altri venerdì oggi non vi propongo una recensione di un libro o più libri, pur rimanendo nel tema. Infatti vi voglio raccontare di questa nuova iniziativa intrappresa dall'associazione Al ritmo del tam tam di cui faccio parte (la stessa del gas per intenderci) relativamente ai libri. Partiamo dall'inizio...

L'associazione si trova a gestire un bel po' di libri fondamentalmante sul tema del commercio equo, del consumo critico, della cittadinanza responsabile e della finanza etica. Molti di questi libri vanno a formare quella che noi chiamiamo la "Biliotequa" di cui a breve faremo dono alla biblioteca della nostra città in modo che altri possano usufruirne. Oltre a questi libri, ne abbiamo di doppi e molti di noi si trovano ad avere in casa libri letti che giaciono dimenticati e non usati negli scaffali. Da lì l'idea di liberarli, rimettendoli in circolazione in modo che anche altri possano leggerli. 

Ci mancava lo spazio e qui l'idea di "sfruttare" la vetrinetta espositiva che abbiamo presso il patronato della parrocchia di S.Anna per realizzare un piccolo punto di liberazione di libri. 

In pratica noi abbiamo iniziato liberando (con dedica interna) alcuni libri dell'associazione o di noi soci, questi testi (che possono riguardare qualunque tematica) sono a disposizione di chi vorrà fermarsi a leggerli o portarseli a casa. Chi lo vorrà potrà a sua volta donare un libro lasciandolo assieme agli altri. In prossimità dei libri liberati c'è il quaderno dei libri liberati nel quale si possono lasciare i propri pensieri, commenti sui libri letti o liberati o semplicemente riportare quale libro si è preso e/o liberato. 

Il punto Libri Liberi è aperto con gli orari del patronato, chiunque può usufruirne... che dite vi piace l'idea?

libri liberi

Eco-famiglie

on Giovedì, 21 Febbraio 2013. Posted in libri

Eco-famiglie

Oggi vi voglio parlare dell'ultimo libro che ho finito di leggere in questi giorni, scritto dall'amica Elisa (Mestieredimamma) che ho avuto il piacere di conoscere a dicembre 2011 in occasione del primo PastaMadreDay, quando le ho spacciato una figlia della Gilda. Si tratta del libro "Eco-famiglie" edito dalla casa editrice Leone Verde, per la collana Bambino Naturale, sottotitolo "Riflessioni, esperienze, idee per una maggiore consapevolezza e un orientamento più sostenibile". E' un libro che si legge velocemente, scorrevole, nel quale mi ritrovo in pieno soprattutto perchè parla di un percorso che è un po' quello che in questi anni ho fatto e sto facendo anch'io, ovvero una strada verso uno stile di vita più sostenibile, portato avanti però non da soli, ma come famiglia. E a mio avviso la cosa più bella di questo libro è proprio che parte dall'assunto che si può cambiare e migliorare proprio a partire dalla famiglia luogo in cui le nostre scelte si ripercuoteranno sul modo di agire e pensare dei nostri figli e il bello è che si può fare un po' alla volta, scoprendo che alla fine quello che è ecologico, è anche economico e salutare.

Il libro è organizzato a capitoli divisi per argomenti, ognuno si conclude con una bella esperienza pratica raccontata da chi ha saputo cambiare e ha fatto proprio un certo stile di vita.

Il primo capitolo, Ecologia delle relazioni, mi è piaciuto moltissimo. Ed è proprio vero che al giorno d'oggi è importante ricostruire una rete di relazioni con persone che condividano i nostri punti di vista e che assieme a noi percorrano un cammino... in questo ritrovo appieno la filosofia del gruppo di acquisto solidale: non si fa solo la spesa con un occhio all'ecologia e l'altro al portafoglio, ma si fanno delle scelte condivise, si instaurano amicizie e conoscenze fra le famiglie aderenti e con i produttori scelti, si diventa protagonisti dell'economia. Si scopre come è piacevole stare a chiacchierare con amici piuttosto che spingere un carrello fra gli scaffali. Questo ancor più che col consumo critico che invece vedo più come un'azione a livello personale.

doppia piramide alimentare--400x300I vari capitoli affrontano un po' alla volta molti dei temi che mi stanno a cuore: a partire da dove e come acquistiamo (consumo critico e boicottaggi, gas, autoproduzione - orto) passando per per forza di cose all'alimentazione (dove la scelta di prodotti locali va di pari passo alla scelta di cibi biologici e alla riduzione dei prodotti origine animale che sono la maggior causa di inquinamento), scoprendo che mangiare ecologicamente vuol dire anche mangiare sano (provate a vedere anche la piramide alimentare confrontata con la piramide ambientale, al link trovate anche le critiche alla stessa ). Si passa poi alla pulizia della casa e della persona e alla riduzione dei rifiuti fino ad arrivare allo scambio e al baratto

Altro capitolo interessantissimo è quello sulla creatività e tempo in libero in famiglia, dove si parla dei giochi dei bambini. Vivere ecologicamente è anche non riempire la casa della plastica dei giochi, privilegiando giocattoli in materiali naturali e soprattutto lasciando libera la creatività e permettendo ai bambini di costruire da soli i loro giochi o di prepararli assieme a noi.

L'ultimo capitolo riguarda la mobilità sostenibile, puntando soprattutto sulla riduzione dell'uso dell'auto a favore di bicicletta o piedi. Il libro si conclude con un'appendice sulla casa ecologica in legno e una sulla gestione del denaro in famiglia.

Insomma un libro che vi consiglio, sia che abbiate intrappreso il vostro cammino di decrescita in famiglia per avere nuovi spunti, sia che non lo abbiate ancora iniziato per leggere come in realtà non sia difficile e che molte azioni sono veramente alla portata di tutti e che molto si può fare per alleggerire la nostra impronta sul mondo.

PS: se avete voglia di leggere una breve intervista a Elisa, la trovate QUI.

PPS: trovate questo articolo anche su GocceVerdi il mio spazio su Newedonna Magazine

PPPS: questo articolo partecipa al Venerdì del libro di Paola, Homemademama

Il pane nella madia

on Domenica, 21 Ottobre 2012. Posted in cucina

Il pane nella madia

Facendo parte di un gas (gruppo di acquisto solidale) arrivano spesso proposte originali e interessanti di acquisti collettivi anche da altri gas della zona. A settembre Biorekk (grosso gas di Padova) ci aveva proposto l'acquisto collettivo di una piccola madia in legno, realizzata a mano da una falegnameria locale bioecologica, "La corte d'inverno", in legno massello non trattato, priva di colle, solventi, vernici e assemblata senza viti e bulloni. L'ideale per coccolare al meglio la nostra pasta madre! Quindi logicamente l'ho ordinata e finalmente un paio di settimane fa era pronta e l'ho potuta ritirare. Appena giunta a casa ha preso posto in cucina sul grande tagliere in legno ed ora la uso costantemente sia per la lievitazione che per conservare il pane già cotto. Vi presento meglio questo piccolo gioiellino!

Eccola qua! Non è molto grande, ma ha le dimensioni giuste per l'uso domestico, soprattutto in mancanza di una grande madia classica ad ante, la parte superiore si apre e ribaltata può essere usata come tagliere.

madia1

madia2

Devo dire che la Gilda si è trovata subito benone con la sua nuova casetta di lievitazione! Ed ecco come mi sono organizzata per un pane "base", semplice. In questo caso le farine erano di farro e segale.

Pane ai farri e segale lievitato nella madia

ingredienti:

per il rinfresco:

  • 100 gr di pasta madre
  • 100 gr di acqua
  • 180 gr di farina di farro bianca

per il pane:

  • 150 gr di pasta madre rinfrescata 
  • 300 ml di acqua a temperatura ambiente
  • 1 cucchiano di sale fino integrale
  • 1/2 cucchiaino di malto d'orzo
  • 200 gr di farina di segale
  • 150 gr di farina di farro spelta bianca
  • 200 gr di farina di farro monococco 

Impastiamo!

La mattina estarre la madre dal frigo (100 gr) e rinfrescarla con 100 gr di acqua e 180 gr di farina di farro bianca. Mettere l'impasto nella madia a lievitare. Chiudere.

Dopo 4-5 ore, prendere 150 gr di pasta madre rinfrescata, scioglierla nell'acqua, aggiungere la farina di segale, mescolare bene e lasciare riposare per mezz'ora. In seguito aggiungere la farina di farro monococco, il malto, il sale e per ultima la farina di farro spelta.  Impastare a mano energicamente. Tenete conto che avendo la segale l'impasto tenderà a rimanere sempre un po' appiccicoso. Non aggiungete farina. Riponete la vostra palla di impasto nella madia infarinata (mi raccomando rimettete in frigo il resto della madre o almeno 100 gr per la volta successiva! l'avanzo potete usarlo per altre preparazioni). Chiudetela e dimenticatevi il pane per 5-6 ore. Verso sera troverete l'impasto bello gonfio, rovesciatelo sulla spianatoia, fate un giro di pieghe. Prendete un cestino da lievitazione (io l'ho avuto in regalo da un'amica, se non l'avete va bene anche un cestino tradizionale su cui avrete messo un canovaccio pulito), infarinatelo e riponete la pagnotta a lievitare (va messa al rovescio, con la chiusura delle pieghe verso l'alto). Rimettete il tutto nella madia e dimenticatelo per un altro paio d'ore.

Accendete il forno a 260° statico con pentolino d'acqua posato sul fondo. Quando è in temperatura, estraete dal forno la teglia, versate un velo di farina e rovesciate il pane nel cestino sulla teglia calda: attenti a non scottarvi! Infornate e abbassate a 240°. Cuocete a 240° per 15 minuti, poi abbassate a 200° per altri 30 minuti.

Togliete dalla teglia il pane e mettetelo su una griglia rovescio nel forno spento aperto a raffreddare. Dopo un'oretta avvolgere in un canovaccio e riporre nella madia.

pane-farrosegale3

Tagliare la mattina dopo a colazione!

pane-farrosegale4

 

 

"Facciamo il pane!" a Bovolenta e uno strudel salato castagnoso

on Mercoledì, 17 Ottobre 2012. Posted in all'aperto

Arrivo dopo qualche giorno a raccontarvi del bellissimo laboratorio "Facciamo il pane!" per bambini (ma con grande partecipazione anche degli adulti genitori!) che con l'associazione Al ritmo del Tam Tam che getisce il gas Calesebassa di cui faccio parte, abbiamo organizzato a Bovolenta domenica scorsa in occasione della fiera. Già proposto anche l'anno scorso, quest'anno è stato un vero successo con quasi 30 bambini partecipanti in 3 turni che si sono dati da fare a preparare la loro pagnottina di pane lievitato naturalmente.

Prima di tutto l'incontro con le farine, bianche, gialle, beige, a puntini neri... da vedere, annusare...

annusare

toccare... (più fini, sabbiose, granulose...)

toccare

Poi l'incontro con la pasta madre, anche questa un'esperienza sensoriale multipla! Hanno potuto vederla, toccarla, annusarla e alcuni hanno voluto anche assaggiarla...

toccarepastamadre

E finalmente il tanto atteso momento dell'impasto con mani di grandi e piccini che si intrecciano ( qui vedete che avevamo una collaboratrice d'eccezione: l'amica Elena, alias Nadir)

impastare

Impasti appiccosi e ben caldi!

scaldare

impastare2

Sempre splendidi i bambini con la loro curiosità e i loro modi! 

salutiamoci300Alla fine di questa bella mattinata mi è avanzata un po' di pasta madre, meno di 2 etti, stanca li avevo depositati in frigo, in vista di un uso successivo, perchè non mi piace buttare nulla! Era bella in forma infatti è traboccata dalla ciotola richiedendo un suo rapido uso e così ne è nato questo strudel salato ricicloso dal sapore autunnale, infatti ho voluto arricchirlo con la farina di castagne. E così ne è nata anche una rcettina adatta a "Salutiamoci" di questo mese che vede come protagoniste proprio le castagne! Ci ospita il blog Kitchen Bloody Kitchen. Nel ripieno la salsa è realizzata col kefir di soia colato e le melenzane che l'orto quest'anno ci ha regalato copiose anche in questo mese, e quindi in questo caso sono di stagione!

Strudel salato castagnato

ingredienti:

per la frolla: 

  • 190 gr di pasta madre avanzata (non rinfrescata)
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 60 gr di siero di kefir di soia (o di siero di yogurt colato)
  • 100 gr di farina di castagne
  • 30 gr di farina tipo 2 (valutare se servono)

per il ripieno:

salsa di kefir di soia:

melanzane:

  • 2 melanzane lunghe dell'orto
  • salsa shoyu
  • olio evo qb
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 foglie di salvia

All'opera!

Per prima cosa dovete avere la pronto il kefir (o lo yogurt) colato, che io tengo spesso pronto in frigo in modo da non esserne mai sprovvista! Quindi mettete a colare in un telo o canovaccio o garza spessa (mi raccomando lavata con sola acqua, senza ammorbidenti e profumi vari) il mezzo kg di kefir di soia o lo yogurt. Basterà versarlo sul telo, legarlo ben stretto e appenderlo in frigo con sotto una ciotola su cui far sgocciolare il siero che non va buttato! Il giorno dopo aprite il vostro canovaccio e vi ritroverete con una sorta di formaggio spalmabile. Passatelo in una ciotola, aggiungete l'olio, il sale e le spezie e mescolate bene in modo da avere una bella cremina. Assaggiate per valutarne il gusto. Mettete da parte in frigo.

Per seconda cosa preparate la frolla. Sciogliete il vostro avanzo di pasta madre nel siero di kefir (o di yogurt), aggiungete l'olio, il sale e la farina di castagne. Impastate bene eventualmente aggiungendo la farina tipo2 se l'impasto dovesse essere troppo appiccicoso. Se annusando vi sembra che l'impasto sia troppo acido potete aggiungere una punta di bicarbonato, mi raccomando poco!

Fate una palla e mettetela a riposare coperta a temperatura ambiente per un'oretta.

impasto riciclato

Nel frattempo preparate le melanzane, tagliandole a pezzetti (cubetti). In una padella in ceramica mettete un filo d'olio, un po' d'acqua, un paio di cucchiai di salsa shoyu, le due foglie di salvia e lo spicchio d'aglio tritato. Fare soffriggere per qualche minuto. Aggiungere le melanzane, coprire e lasciare andare finchè le verdure saranno tenere. Aggiustare di sale. Lasciare raffreddare.

Passata l'ora riprendere l'impasto e stenderlo col mattarello su carta forno. Spalmare la superficie col farmaggio di kefir

steso1

e successivamente versare le melanzane. Prestando attenzione alle manine delle birbe golose e aiutandosi con la carta-forno arrotolare lo strudel

arrotolato

e chiuderne le estremità.

chiuso

Accendere il forno a 180°, quando è in temperatura infornare per 30 minuti.

Servire tiepido. Ecco la fetta!

cotto1

Avevo delle riserve sul gusto che avrebbe avuto il formaggio di kefir una volta cotto, invece ho dovuto ricredermi, proprio buono! e la farina di castagne da un tocco decisamente autunnale! A presto una nuova ricetta con le castagne!

 

 

Cuor di anacardi

on Mercoledì, 03 Ottobre 2012. Posted in cucina

Latte vegetale e formaggio di anarcadi

Cuor di anacardi

Finalmente ho recuperato gli anacardi al naturale (del commercio equo) grazie al gas (gruppo di acquisto solidale). Per intenderci non quelli salati che si trovano di solito... e li cercavo da tempo perchè avevo visto in rete la ricetta del formaggio di anacardi e logicamente volevo provare a farlo!

Però ho pensato di provare prima a farci un latte vegetale e di vedere cosa riuscivo a combinare con l'okara che mi sarebbe rimasto. E la cosa è stata azzeccata perchè ne sono saltate fuori ben 3 cose.

latteanacardiPartiamo dalla prima: il latte di anacardi.

Cosa vi serve:

  • 100 gr di anacardi al naturale

  • 750 ml di acqua

Come si fa:

La sera o la mattina mettere in ammollo gli anacardi in 500 ml di acqua. Lasciare riposare tutta la notte, se partite la sera o fino a sera se comiciate la mattina.

Riprendete gli anacardi con la loro acqua e frullate tutto assieme per qualche minuto. Aggiungere la rimanente acqua e mescolare.

Filtrare con un passino a maglia fitta il latte che potete conservare in una bottiglia di vetro in frigo.

A me è piaciuto molto!

 

A questo punto vi rimane nel passino l'okara di anacardi, lo potete lasciare a colare nel passino con una scodella sotto in frigo per qualche ora (almeno 2) in modo che perda buona parte del liquido.

A questo punto potete preparare il formaggio “cuor di anacardi”.

Cosa vi serve:

  • okara di latte di anacardi (quello che vi rimane dalla preparazione del latte di cui sopra)

  • sale fino integrale qb

  • 1 cucchiaino di olio evo

  • rosmarino fresco tritato

  • curcuma

  • zenzero in polvere

  • semi di papavero

  • stampini a forma di cuore (o altra forma, io ho usato quelli per i biscotti)

anacardi3Come si preparano:

Riprendere l'okara, versarlo in una ciotola, aggiungere l'olio evo, il sale e il rosmarino. Amalgamare il tutto. Assaggiare ed eventualmente aggiustare il gusto a proprio piacere. Con un cucchiaino versare nello stampino posato su un piatto il formaggio fino a riempire bene la forma. Cospargere di semi di papavero o di zenzero in polvere o di curcuma, estrarre lo stampino. Continuare a creare i formaggini fino ad esaurimento della crema. Mettere in frigo fino al momento di servire.

Come consistenza ricorda la ricotta, direi decisamente buoni! Peccato solo che ne vengano pochi perchè uno tira l'altro!

Ma direte che vi avevo detto di avere fatto tre cose!

Infatti mi manca l'ultima che in realtà è stata una sorpresa: panna (yogurt) di anacardi.

In pratica non avevo usato tutto il latte e il giorno dopo quando sono andata a riprenderlo e versarlo per farci colazione ho trovato che era addensato, formando una sorta di crema spumosetta, della consistenza di uno yogurt da bere. Il profumo era buono e quindi l'assaggiato a colazione con i muesli di avena e uvetta.

Talmente buono che mi dispiaceva che fosse finito! Purtroppo non ho fatto in tempo a fotografarlo...

Ho poi “scoperto” girando in rete che è un caratteristica degli anacardi fermentare e dare origine a questo simil yogurt o panna...

Frittatine di ceci e cipolle

on Giovedì, 20 Settembre 2012. Posted in cucina

Adesso che Alice ha ripreso la scuola e spesso mangia fuori casa, capita che mi ritrovo a pranzare sola con Elena e non ho voglia di cose troppo impegnative, allora ecco che mi preparo una frittatina velocissima... ma senza uova!  Gli ingredienti "segreti"? La farina di ceci e l'aiuto della piccola apprendista!

Cosa vi serve:

  • qualche cucchiaio di farina di ceci (diciamo 3-4 colmi)
  • acqua q.b. per ottenere una pastella piuttosto liquida (io ne metto circa il doppio in peso della farina)
  • un rametto di rosmarino
  • una cipolla bianca fresca
  • sale integrale fino q.b.
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 1 padella antiaderente

Come procedere:

La mattina prima di uscire o anche un'oretta prima di pranzo, mettete la farina in una ciotola e scioglietela con l'acqua. Aggiungete il rametto di rosmarino e mettete a riposare a temperatura ambiente.

Dieci minuti prima di pranzo, riprendete la vostra pastella, eliminate il rametto di rosmarino. Scaldate la padella antiaderente, nel frattempo aggiungete alla pastella un po' di sale, l'olio, la cipolla affettata e fate mescolare al'assistente.

aiutante

Quando la padella è ben calda versate la pastella a cucchiaiate. Lasciate cuocere scoperto finchè è ben cotta da un lato, rovesciate la frittatina con l'aiuto di una spatola e fate cuocere anche l'altro lato.

frittata

Mettete le frittatine da parte man mano ce sono pronto (ci vorrà pochissimo tempo a cuocerle tutte). 

Potete gustarle tal quali accompagnate da una insalata, oppure potete usarle per farcire un panino!

Qua sotto vedete la mia soluzione di panino imbottito con frittata e pomodori freschi dell'orto!

panino frittata

Logicamente i panini li avevo preparati io con la fantastica ricetta di Xcesca della Tana del riccio (Bottoncini al latte e tahin) con l'unica variante che ho usato solo 1 cucchiaino di malto d'orzo nell'impasto anzichè 2 cucchiai di malto di riso, che ho sostituito la farina di farro bianca con farina di farro integrale e che alla fine li ho spennellati con latte di soia. Sono morbidissimi, ideali da imbottire. 

L'altro panino invece era farcito con quello che vedete qui sotto:

melanzane1

ovvero fette di melanzane cotte in padella dopo averle spenellate di olio evo, salsa di kefir di soia e insalata si carote e rucola del giardino.

paninazzi-ripieni

La salsa di kefir la preparate in un attimo: basta avere del kefir colato da 24 ore, a cui aggiungere un cucchiaio di olio evo, 1 cucchiaino di sale fino integrale, il succo di mezzo limone e uno spicchio d'aglio tritato fino. Mescolare bene il tutto e tenere al fresco fino al momento di servire. Logicamente potete farla anche con lo yogurt colato.

Ottimi anche da portarsi fuori casa per pic-nic, gite in montagna, pranzi veloci a lavoro! 

Altre idee per i vostri paninazzi gustosi ma sani le trovate da Ravanello Curioso... 

Prima di salutarvi se siete in zona vi invito domenica alla festa delle Associazioni di Piove di Sacco, dove l'associazione Al ritmo del Tam Tam che gestisce il gas Calebassa di cui faccio parte sarà presente con un banchetto e all'ora di pranzo col punto ristoro sotto la pescheria. La mattina alle 10.30 è in programma un laboratorio per i bambini dai 3 ai 10 anni sul pane con la pasta madre dove ci sarò anch'io. I bambini impasteranno e porteranno a casa il loro panino da cuocere e per i genitori che lo vorranno sarà possibile portare a casa un po' di pasta madre. Nel caso prenotatevi il vostro pugno facendomelo presente qui sotto! E poi possiamo pranzare in compagnia con i cibi sani, a km 0 (o del commercio equo) e biologici preparati dai volontari dell'associazione con gli ingredienti acquistati attraverso il gas. 

 

 

 

Tofu e frigitelli

on Lunedì, 10 Settembre 2012. Posted in cucina

Tofu e frigitelli

Una ricettina veloce e gustosissima! Ho "scoperto" questo tipo di peperone rosso e verde grazie al nostro fornitore del gas che quest'anno li aveva nel suo orto e non potevo non provarli. Sono talmente buoni, dolci e gustosi che l'anno prossimo li voglio cercare per il nostro orto!

Ve li propongo per un secondo veramente rapido da preparare e che rende appetibile il tofu anche ai più scettici!

Ingredienti:

  • un panetto di tofu al naturale
  • 2 peperoni frigitelli
  • 1 spiacchio di aglio fresco
  • 3-4 cucchiai di olio evo
  • 3-4 cucchiai di salsa shoyu
  • acqua qb
  • sale marino integrale fino qb

Procedimento:

In una padella ampia in ceramica versare l'olio, la shoyu e lo spicchio d'aglio tritato. Far soffriggere appena. Affettare i peperoni in modo da avere degli anelli. Versarli in padella e lasciarli cuocere a coperchio chiuso. Nel frattempo tagliare a dadini o strisce il tofu. Versarlo in padella e mescolare bene. Aggiungere un po' d'acqua e il sale. Far cuocere a copercio chiuso finchè i peperoni saranno diventati morbidi (basta poco, direi che in 5 minuti sono pronti) e sia assorbita l'acqua. Servire caldo o tiepido.

In giro per spacci di pasta madre

on Martedì, 19 Giugno 2012. Posted in all'aperto

In giro per spacci di pasta madre

Arrivo un po' in ritardo a scrivere due righe sull'evento di spaccio di pasta madre della Comunità del cibo pasta madre a cui ho partecipato domenica scorsa 17 giugno al Molino Quaglia a Vighizzolo d'Este in occasione della manifestazione Comunipane da loro organizzata. Mi sarebbe piaciuto essere presente tutto il giorno soprattutto la mattina per vedere la fila di aspiranti panificatori (più di 200) che è passata a ritirare il suo pugno di pasta madre e per conoscere alcuni amici virtuali (Riccardo, Nadir), invece sono arrivata il pomeriggio, quando le folle si erano diradate... poco male ho avuto il piacere di conoscere Chiara, Valentina, Michela e altre persone con le quali nonostante non ci fossimo mai incontrati di persona, si è subito instaurato un bel dialogo e uno scambio fitto di informazioni. E' stato bellissimo scoprire come oltre alla pasta madre altre passioni ci accomunassero e ritrovarsi a chiacchierare come vecchi amici che si conoscono da sempre di gruppi di acquisto solidali, fasce, lavabili e alimentazione vegetariana, oltre che di farine! Chissà che si presentino altre occasioni in futuro!

Anche le birbe hanno trovato da fare, chi impastando

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chi saltando su questi bei cuscinoni in juta (me ne metterei volentieri uno in salotto... :-))

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Colgo l'occasione per presentarvi anche questa bella iniziativa alla quale mi piacerebbe partecipare domenica prossima. Si tratta di un evento organizzato in occasione della festa per il solstizio d'estate dal Tamiso il 23 e 24 giugno 2012 presso l'azienda agricola La Costigliola a Rovolon (PD). In questo contesto l'associazione (gas) Biorekk organizza un momento di condivisione di esperienze legato alla pasta madre. 
Domenica 24 giugno, alle 15:00, porta la tua pasta madre in un vasetto di vetro in maniera che si possa vedere (un pezzetto lascialo a casa, che non si sa mai!). Tutte le paste madri saranno messe assieme e impastate con la rugiada raccolta la notte di S.Giovanni. Verrà formato un unico impasto che verrà poi distribuito tra tutti i presenti.
Volendo si può portare una ricetta che avete sperimentato con la pasta madre!

Ulteriori informazioni in questo volantino.

 

Come raggiungere La Costigliola:
via Rialto, 62 – 35030 Rovolon (Pd)
Tel. 049 9903221
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dalla tangenziale ovest (Corso Australia) uscita n.6 : Selvazzano Dentro. Direzione Teolo, passare Feriole, Bresseo e arrivare a Treponti. Svoltare a destra su via Valli, prima della salita svoltare a destra in via Costigliola Monticello e proseguire per circa 1 km.

Nozze di legno

on Sabato, 02 Giugno 2012. Posted in giardino

2 giugno 2007 - ore 7.00

Ci svegliamo nella casa dove siamo venuti ad abitare da un po', ci attende una giornata lunga... guardiamo fuori: un pallido sole e nuvoloni grigio-blu all'orizzonte, lontani. Facciamo colazione assieme, un bacio e via, ognuno va a prepararsi: primo appuntamento con la parrucchiera! Pettinatura e trucco sobri, stile un po' orientale come del resto l'abito fatto su disegno dell'amica Michela con stoffe scelte da me.

Quando usciamo comincia a piovigginare, speriamo bene... ieri sera il parroco ci ha detto che ci sarebbe stato sicuramente il sole!

Si passa a casa dei miei genitori per indossare il vestito.

Ore 11.00: siamo tutti pronti e comincia a diluviare! Non riesco nemmeno ad uscire di casa e salire in auto!

In chiesa cominciano a perdere le speranze... (:-))

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Ore 11.30: Finalmente in un attimo di tregua salgo in auto e via fino in piazza... sono in enorme ritardo!

pasquetta 094

Eccoci al gran momento!

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A fine cerimonia invitiamo tutti a casa nostra per proseguire la festa sperando che il tempo sia clemente! (il piano B prevedeva il trasferimento nei locali del patronato...)

Lancio di petali (scarti del fiorista) anzichè riso (mi/ci sembrava uno spreco...)

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Lancio dei fiori sotto la pioggia...

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Ore 13.30: osserviamo attoniti la situazione del giardino dove avevamo preparato i gazebi e i tavoli per il pranzo... tutti piegati dal vento e dall'acqua!DSC 0065 

Fortunatamente i nostri baldi amici indossati abiti più comodi sistemano tutto per poi spostarsi al caminetto!

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Il pranzo in giardino prevede parte del cibo portato come regalo dagli amici, preferibilmente con prodotti biologici, autoprodotti o del commercio equo, il resto procurato da noi e/o preparato al momento: e così anche i parenti più restii si ritrovano a mangiare cous-cous, quinoa e riso basmati!

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Una comoda spina con vino e birra freschi presa a noleggio, acqua del sindaco in caraffe e qualche bibita del commercio equo per le bevande.

Stoviglie biodegradabili in mater-b e cellulosa.

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Un bellissimo pomeriggio, un giorno speciale per noi, che abbiamo voluto che anche gli invitati ricordassero come un matrimonio "diverso" improntato alla sobrietà, ma caldo come solo l'ospitalità nella propria casa può esserlo!

E alla fine aveva ragione il parroco: c'è stato il sole e non solo il 2 giugno 2007, ma anche in tutti questi 5 anni fantastici anni!

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PS: tutte le foto sono state fatte da amici, li ringrazio nuovamente!

Finocchi e sedano rapa alle briciole

on Venerdì, 09 Marzo 2012. Posted in cucina

Finocchi e sedano rapa alle briciole

Ingredienti per un contorno senza dover lavorare troppo:

  • poca voglia di "spignattare" (come si dice dalle nostre parti)
  • la presenza di una piccola aiutante troppo attratta dai fornelli, che ormai fatica a starsene tranquilla ad osservare dalla schiena della mamma
  • un forno acceso con dentro il pane in cottura
  • un finocchio bello grande che vi guarda dal frigo
  • un sedano rapa gigante che occupa tutto un cassetto per le verdure in frigo (non sapete cos'è il sedano rapa? guardate più sotto la nota... *)
  • mezza tazza di briciole (qui abbiamo la consuetudine di conservare le briciole di pane in una tazza da cui attingiamo al bisogno)
  • semi di papavero
  • sale fino integrale di Cervia
  • olio evo bio
  • acqua

Prendete una pirofila e versateci un filo di olio evo. Lavate bene il finocchio e tagliatelo a spicchi che passerete all'assistente da riporre nella pirofila. Lasciate un gambo da parte che sarà lo spuntino-gioco per la bimba in questione. Tagliate il sedano rapa a fettone di un cm circa a cui taglierete la parte esterna e che poi taglierete a filetti (tipo patatine). Passate anche il sedano alla bimba da riporre nella pirofila. 

Versate acqua nella pirofila, un dito, direi. Cospargete di briciole di pane, un po' di sale, semini di papavero e un filo d'olio... e via in forno! in 30-40 minuti il vostro contorno buonissimo è pronto!

 

sedano rapa* sedano-rapa noto anche come sedano di Verona (anche per me sconosciuto fino a 4-5 anni fa, ora di casa per merito del gas) è un grosso "patatone" bianco con radici da una parte, si può mangiare crudo in insalata o al forno o fritto (tipo patatine), o in padella. Il gusto richiama quello del sedano "normale", ma più delicato. Altre informazioni qui: http://www.biorekk.org/Biorekk/ricette/Sedano_rapa.php

Fiolaro gratinato

on Giovedì, 12 Gennaio 2012.

Alzi la mano chi sa di cosa sto parlando! Vi mostro la foto:

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Ancora nulla?

Vi svelo il mistero: si tratta di una varietà di broccolo a foglia, insierito fra i prodotti tipici veneti, andato via scomparendo a favore di varietà importate, dal gusto simile alle cime di rapa, si può preparare semplicemente saltato in padella o usare per condire la pasta o i pizzoccheri. Dove lo trovo? Ma logicamente attraverso il gruppo di acquisto!

Acquistare per mezzo di un gas direttamente dal produttore da l'opportunità di scoprire degli ortaggi sconosciuti ai più e di dover reinventarsi modi di cucinarli in modo da renderli più appetibili alle bimbe. In particolare spesso lo cucino al gratin, ma usando ingredienti "sani" ovvero una "finta" besciamella a base di farina di riso. ecco il risultato:

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Trovate la mia la ricetta sul blog Mestiere di mamma, qui!

Potete usare la stessa gratinatura anche per altre verdure, cavolfiori, cavolfiori romaneschi, finocchi...

Fatemi sapere se la provate!

Buono come… parte2: il pane alle Barbarighe

on Mercoledì, 23 Novembre 2011. Posted in cucina

E finalmente sabato scorso il secondo incontro dei laboratori organizzati dall’associazione Al ritmo del tam tam “Buono come…”, questa volta panificatori ospiti (e non poteva esserci luogo migliore) dell’azienda agricola Le Barbarighe di San Martino di Venezze (RO) fornitori e produttori di farine macinate a pietra e cereali in chicco (tutti da coltivazioni biologiche) del nostro gas. Noi mettiamo la pasta madre, loro la farina!
E dunque in una tipica fredda mattina rodigina di novembre, accompagnati dalla nebbia, ci siamo scaldati impastando!

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E dopo un po’ delle “solite” ciaccole su farina, rinfreschi e pasta madre cominciamo a produrre quattro tipi di impasto uno via l’altro, come sempre con la’aiuto di alcuni piccoli panificatori in erba!

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Eccoli qua:

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Impasto del pane alla segale

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Impasto focaccia al rosmarino

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Impasto panini dolci al cioccolato, nocciole e mandorle

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Preparazione ciambelline dolci all'arancia


E mentre le creature lievitavano pausa pranzo: crema di zucca, polenta con funghi, fagioli e formaggio, dolce al cacao e patata dolce…

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Crema di zucca con mandorle


Reimpasto e nuova lievitazione, attendiamo anche che il forno sia caldo: tempo per visitare la macina, il punto vendita e le ultime creazioni sia mangerecce che saponificatorie di Silvia, nochè per caricare i prodotti ordinati dai soci del gas in auto…
Ed eccoci finalmente pronti ad infornare nel bel forno-stufa a legna in argilla: purtroppo il tempo è tiranno e riusciamo a cuocere solo la focaccia al rosmarino che viene prontamente consumata comunitariamente come merenda! Poco male ognuno si porta a casa qualcosa da cucinare!
Ed ecco qui le creature pronte (o quasi)!

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Panini alla segale in lievitazione - purtroppo questi non li ho visti cotti...

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Trancio di focaccia cotta nel forno in argilla

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Panini alla cioccolata

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Ciambelline all'arancia


Per le ricette vi rimando al sito dell’associazione dove trovate anche altre foto della giornata.
Vi lascio con la gioia di Alice col suo pane alla cioccolata!

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Le ricette:
- pane alla segale
- focaccia al rosmarino
- pane dolce al cioccolato, nocciole e mandorle
- ciambelline “Roberta” all’arancia

Una risposta a Buono come… parte2: il pane alle Barbarighe
•Valentina scrive:
23 novembre 2011 alle 20:30
Oddio il pane alla cioccolata… mamma che bontà! Mi sto organizzando per venire a conoscere te e la pasta madre all’incontro di dicembre!!!! Un grande saluto Daria!
Rispondi


Torta mais e mele

on Venerdì, 18 Novembre 2011. Posted in cucina

Sulla scia dei mille utilizzi delle mele prese col gas pubblico anche questa semplice tortina che è piaciuta tanto a tutti, persino ad Alice che solitamente se non vede cacao o cioccolata declina ogni dolce!
La particolarità sia nella presenza della farina di mais che le da un bel colorito giallo, sia nella lievitazione con soli aceto e bicarbonato che la rendono leggerissima, oltre come consuetudine all’assenza di uova e latticini, cosa che accomuna quasi tutti i miei dolci.
Semplice come sempre, adatto anche ai piccoli cuochi!
Ingredienti:
•200 gr di farina di mais (io avevo di mais sponcio biologica del Parco Dolomiti Bellunesi)
•200 gr di farina tipo 2 (come sempre quella delle Barbarighe)
•100 gr di zucchero integrale di canna (tipo Muscobado del commercio equo)
•3 mele grattugiate (io avevo le solite dolcissime mele Primera del parco Dolomiti Bellunesi)
•100 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo
•una bella manciata di uvetta sultanina
•1 mela a fettine per decorare
•1 cucchiaino di bicarbonato
•1 pizzico di sale
•1 spolverata di cannella
•1 cucchiaio di aceto
Mescolare tutti gli ingredienti secchi: farine, zucchero, sale, cannella, bicarbonato, uvetta. Aggiungere le tre mele grattugiate e l’olio e mescolare. Preparare uno stampo da plumcake foderato di carta forno e accendere il forno a 180°. Tagliare a spicchi l’ultima mela. Aggiungere il cucchiaio di aceto e mescolare bene (vedrete formarsi una schiumina che è la reazione col bicarbonato che consente la lievitazione del dolce). L’impasto deve rimanere piuttosto denso. Infilare gli spicchi nella torta e quando il forno sarà caldo infornare per mezzora a 180° (prova stecchino per verificare la cottura.)
Ecco il risultato!

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Vi assicuro che non sa di aceto! :-)

4 risposte a Torta mais e mele

•Stella
scrive: 16 novembre 2011 alle 10:44

Di torta con l'aceto ne ho provata una pure io... effettivamente non si sentiva... :-) ma tu sai a cosa serve nell'impasto? serve per far? lievitare? esaltare il gusto??? se provi le polpette tofu e pane fammi sapere se ad Alice sono piaciute!
Rispondi
•daria scrive:
16 novembre 2011 alle 10:48
Si, serve a far lievitare… come vedi non ho usato lievito o cremor-tartaro (non ne avevo in casa e mi dimentico costantemente di acquistarli…).L’aceto reagisce col bicarbonato e fa lievitare il dolce. Proverò stasera o domani le polpette! Ti farò sapere!
Rispondi
••chiarina-ina
scrive: 16 novembre 2011 alle 16:19

E' perfetta per me che mal sopporto il lievito! :-) Yu-huuuuu!
Rispondi
•Arianna
scrive: 17 novembre 2011 alle 17:46
Slurp…..!!!Rispondi

Pan-mela

on Lunedì, 14 Novembre 2011. Posted in cucina

2011 1103007-ritCon l’arrivo della cassetta piena di mele del Parco delle Dolomiti Bellunesi ordinate col gas si moltiplicano le ricette che ne prevedono l’utilizzo, e dopo i primi giorni in cui vengono consumate esclusivamente tal quali o al massimo cotte, cominciano le torte di mele, le marmellate di mele, il risotto di mele, mele grattugiate e stavolta ho sperimentato il pan-mela, con l’idea di ottenere un pane dolce e morbido per la colazione. 

Per questa volta ho avuto la collaborazione dell’apprendista assistente in erba che ha seguito le fasi dall’alto (neanche tanto…) della mia schiena!
Come sempre ho preso la pasta madre rinfrescata da 6-8 ore, circa 200 gr, ho aggiunto solo 150 ml di acqua anziché i soliti 300 ml, a seguire come sempre 1 cucchiaino raso di sale integrale e 2 cucchiaini di malto di riso e mescolato. Ho grattugiato 2 mele Primera rosse (sono simili alle Gala) e ho versato nell’impasto sia la polpa che il succo e amalgamato il tutto.
A questo punto ho aggiunto circa 400 gr di farina tipo 2, fino ad ottenere un impasto ancora molto morbido e appiccicoso, piuttosto idratato che ho rimesso a lievitare in frigo visto che non ero sicura di poter seguire la lievitazione dovendo muovermi. In effetti il pane è rimasto solo soletto a lievitare lentamente in frigo fino alla mattina dopo, quando aprendo il frigo per prendere il succo per la colazione me ne sono ricordata!
Quindi dopo 12 ore (penso) di frigo ho ripreso l’impasto, l’ho sgonfiato, volevo aggiungerci uvetta, ma mi sono accorta che l’avevo finita e allora ho versato tutto questo impasto informe in una teglia da plumcake e l’ho lasciato a lievitare per un’oretta, passata la quale ho acceso il forno a 220°. Nel
frattempo ho spennellato la superficie di malto e acqua (li avevo mescolati in una tazzina) e a forno caldo ho infornato per 10 minuti a 220° e a seguire 40 minuti a 180°. Ne è risultato un pane ben lievitato, morbido e umidino, dolce ma non troppo, ideale per colazione da solo o con un po’ di marmellata.

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Una risposta a Pan-mela
•patespery scrive:
14 novembre 2011 alle 20:34
Questo pane ci attizza particolarmente,ma la foto con il tuo assistente è troppo simpatica!!però anche la tua bimba non è da meno nel darsi da fare ai fornelli!ciao e buona serata!
Rispondi



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