in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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Articoli taggati con: trekking

Gita sull'Etna con i bambini

on Lunedì, 01 Ottobre 2018. Posted in montagna

Gita sull'Etna con i bambini

Ciao a tutti e bentrovati in ottobre, insieme a settembre il mio mese preferito! Finalmente un po' fresco, molte meno zanzare, cielo azzurrissimo e terso, colori splendidi che cambiano giorno per giorno, ancora pomeriggi all'aperto e giri in bicicletta! Speriamo di riuscire a concederci qualche passeggiata in montagna o sui colli... nel frattempo vi racconto di una delle esperienze che più ci ha colpito ed entusiasmato in Sicilia, ovvero la giornata sull'Etna, gita imprescindibile avendo una decenne in fissa con i vulcani!

Anticipo subito che la Montagna, come la chiamano i catanesi, non va assolutamente sottovalutata, non fate riferimento alle temperature e al clima della costa, specie se avete passato qualche giorno al mare in costume e infradito! Vi servirà abbigliamento da montagna, pantaloni lunghi, scarponi, maglia maniche lunghe e giacca antivento, berretto o fascia a protezione delle orecchie. Se temete il sole, crema solare per il viso e occhiali da sole.

Ottobre: passeggiate d'autunno in Umbria

on Lunedì, 16 Ottobre 2017. Posted in all'aperto

Ottobre: passeggiate d'autunno in Umbria

Carissimi bentrovati in questo splendido ottobre, caldo e soleggiato più che settembre, adoro i suoi colori!

Per noi questo mese è stato davvero piacevole! Per ora vi racconto della prima parte, vediamo se riesco a raccontarvi qualcosa anche della seconda... Domenica 15 la giornata è stata all'insegna della terra, del fare, dello stare all'aperto, infatti la mattina ci ha visti impegnati nella semina di un campo a grano duro dell'Azienda Agricola Biodinamica Francesco Miola nell'ambito dell'iniziativa Seminare il futuro indetta anche quest'anno da Ecor. Se ne avete l'occasione vi consiglio caldamente la partecipazione, sarà un bel momento sia per gli adulti che per i bambini, un ritorno al contatto con la terra: il movimento semplice diventerà automatico e vi lascerà una serenità nuova. Sentirsi parte di un ciclo che si ripete e si ripeterà, alla base della produzione di tanti cibi. Inutile che vi ripeta poi che Francesco è una persona speciale che merita di essere conosciuta e ascoltata!

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Nel pomeriggio invece siamo tornati a fare il pane con i bambini nell'ambito dell'iniziativa Parole di Terra - Vivere la biodiversità a Roncajette di Ponte San Nicolò, presso il parco fotovoltaico, ex-discarica bonificata.

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L'iniziativa prevedeva per i bambini oltre al laboratorio del pane con la pasta madre, la preparazione di seed-bombs e per gli adulti un interessante dibattito con Guido Turus sul tema della biodiversità.

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A inizio mese invece ci siamo regalati un fine settimana lungo in Umbria, in prossimità di Foligno, per l'esattezza nel paese di Pale, piccolo gioello a 485 m di atezza sotto al monte di Pale. Oltre alle visite "d'obbligo" alle più note Assisi, Spello, Foligno e Bevagna, abbiamo deciso di esplorare le immediate vicinanze di Pale, luogo che per noi è stata una piacevolissima sorpresa!

Ritorno a Jore

on Martedì, 30 Settembre 2014. Posted in montagna

Ritorno a Jore

Breve pausa per me e per il blog: finalmente siamo riusciti a concederci un po' di giorni in montagna, la prima volta per il piccolo Lorenzo che ha apprezzato molto dormendo tantissimo e un gradito ritorno per noi adulti e per le bimbe che da un po' chiedevano quando ci saremmo andati. Questo primo week end autunnale baciato dal sole più che la maggior parte delle giornate estive è stato proprio una scelta indovinata che ci ha permesso di rilassarci sufficientemente e di fare delle piccole passeggiate non impegnative visto l'accompagnamento di 3 bimbi di diverse età. Può sembrare impossibile, ma volendo si riesce, a patto però di avere un buon grado di elasticità e di voglia di venire a compromessi, senza impuntarsi di voler fare di più e scegliendo percorsi facili e noti. Quindi rieccomi finalmente a parlarvi una delle mie grandi passioni, ovvero la montagna e le conseguenti escursioni.

Amica terra (e passeggiata ai laghi di Colbricon)

on Venerdì, 23 Agosto 2013. Posted in libri, montagna

Amica terra (e passeggiata ai laghi di Colbricon)

copFinalmente riesco a riprendere l'appuntamento col venerdì del libro e con i libri per bambini... oggi vi presento questo libro che abbiamo trovato ieri in biblioteca "Amica Terra" di Sabrina Giarratana, illustrazioni di Arianna Papini ed. Fatatrac. Si tratta di un libro di filastrocche - poesie, 21, dedicate agli elementi naturali, ci sono piaciute subito col loro ritmo e con la loro poeticità, Alice poi è in una fase in cui adora trovare le rime e quindi questo libro fa proprio al caso nostro. Pur essendo dedicate ai più piccoli lasciano il messaggio profondo che la terra in cui viviamo non è nostra e che va rispettata assieme ai suoi aventi atmosferici belli e brutti. Un messaggio d'amore per il mondo in cui viviamo! La pagina che vedete nella foto di apertura è una di quelle che ci ha colpito di più, Filastrocca delle montagne

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dopo averla letta Alice ha sospirato dicendo: "E' proprio vero! Quando si ariva in alto le montagne stanno sotto, noi siamo grandi e loro sembrano piccole..."

E visto che si parla di una delle nostre passioni vi lascio con il racconto di un'escursione ai laghi di Colbricon sopra San Martino di Castrozza, sempre all'interno del Parco di Paneveggio-Pale di San Martino che è stata molto apprezzata dalle birbe. I laghetti normalmente si raggiungono attraverso un facile sentiero praticamente in piano che parte appena sotto il Passo Rolle, invece noi abbiamo preferito salire da Malga Ces raggiungibile da San Martino. Lasciata lì l'auto ci si incammina salendo sul sentiero che costeggia la pista da sci per un breve tratto

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e poi dopo un bivio con cartello che spiega la storia dei ritrovamenti mesolitici presso i laghi, sale diagonalmente sulla montagna (si prende il sentiero sulla destra). Il dislivello non è eccessivo, saranno all'incirca 300 m e si arriva ai laghi da dietro, godendo di un'ottima vista dall'alto che non si ha arrivando dal Rolle.

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Noi dopo la pausa pranzo siamo scesi ai laghetti (c'è un sentiero che permette di farne il giro completo, il secondo lago sta sotto, non si vede in queta foto),

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per poi riprendere la strada del ritorno attraverso il sentiero che passa attraverso il passo di Colbricon e che riporta sempre a malga Ces (il sentiero si imbocca costeggiando il lago più grande per un tratto e poi seguendo le indicazioni per Passo Colbricon

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Suggestivo anche questo sentiero meno frequentato da umani e più da anfibi...

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che passa per il lato opposto della valle

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Come potete notare dalle foto, mentre Alice era entusiasta di tutto, Elena era in giornata pigro-coccolosa e per buona parte del percorso è stata nel mei tai... 

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Proprio così... 

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per sentirsi sempre a casa...

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PS: Questo post partecipa al VdL di Paola Homedemama e alla condivisione di libri per bambini "La biblioteca di Filippo" su FB.

 

 

Malga ai lach

on Venerdì, 09 Agosto 2013. Posted in montagna

Malga ai lach

Visto che il sole scalda ancora molto e la voglia di fresco in montagna è alta, vi lascio un altro suggerimento per una passeggiata con i bimbi sempre in zona dolomitica, in Veneto stavolta, anche se sul confine col trentino. Anche stavolta vi propongo un giro ad anello adattissimo da fare con i piccoli. Si parte poco prima della Baita Flora Alpina che si raggiunge prendendo una strada a destra salendo verso il passo San Pellegrino e subito dopo il segnale del confine fra Veneto e Trentino. Si può parcheggiare in corrispondenza della stradina sterrata che si stacca sulla sinistra con indicazioni per la Malga ai Lach. C'è un comodo parcheggio, si infilano gli scarponi, ci si carica lo zaino e si parte nel bosco in leggerissima salita.

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La sterrata sbuca in Valfredda su un'altra sterrata che sale dalla Baita Flora Alpina e che unisce una serie di piccoli e incantevoli fienili.

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La si segue per un po' per poi lasciarla prendendo a destra un sentierino che passa sul torrente con le indicazioni per la malga.

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Si prosegue prima fra prati e poi in costa sul monte, sempre con salita non impegnativa e splendido panorama sulla Valfredda e su Cima Uomo e il passo San Pellegrino, l'Agner e le Pale di San Martino.

Il punto più alto (poco meno di 2000 m) è un passo dove si trova un bivio. Molto bella la vista, merita sicuramente una pausa (tra l'altro è zona con molti pini mughi e ci si può dedicare alla raccolta delle pignette verdi per fare lo sciroppo, sapete come si fa, no? sotto vi lascio le indicazioni...).

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Da lì il percorso scende nel bosco di larici fino alla malga. Noi abbiamo approfittato di un bel larice, appena sopra, per la nostra sosta pranzo...

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Passata la malga,

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sulla sua destra per chi arriva come noi da sopra, si prende un sentierino che scende appena lungo un piccolo torrente e poi prosegue con leggeri sali-scendi nel bosco. 

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Il sentiero sbuca sulla sterrata che risale alla baita Flora Alpina. Qui pensavo che Alice si sarebbe stancata, invece i bordi del sentiero erano stracolmi di fragoline che le hanno dato la carica e che anzi hanno fatto tornare a camminare Elena che da un po' stava in spalla...

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Passata la Baita si torna a riprendere l'auto poco distante.

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Sciroppo al mugo

E le pignette che abbiamo raccolto? Le prepariamo per farci lo sciroppo di mugo balsamico e ottimo in inverno per la tosse! Prima di tutto attenti a prendere le pigne giuste. Vanno prese quelle non secche, ancora integre e non aperte, verdi e ricche in resina. Quando siete a casa le disponete in un vasetto di vetro pulito e ci versate sopra dello zucchero (io uso quello di canna integrale) fino a coprirle del tutto. Chiudete il barattolo e lo mettete sulla finestra più soleggiata che avete esposto al sole. Il calore del sole scioglierà lo zucchero e gli darà l'aroma delle pigne. Ci vorranno parecchi giorni di esposizione, variabili in funzione dele temperature, voi lasciatelo finchè tutto lo zucchero non sarò ben sciolto e anche un po' di più. Poi filtrate il tutto e conservate in un vasetto. 

Visto la presenza della ricettina dell'ultimora questo post partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia"

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Passeggiata a Fuciade (con erba cipollina a sorpresa)

on Venerdì, 02 Agosto 2013. Posted in montagna, cucina

Passeggiata a Fuciade (con erba cipollina a sorpresa)

Oggi riprendo i miei racconti delle passeggiate montanare. In questo caso si tratta di un percorso molto semplice, praticamente senza dislivello (circa 100 m) fattibile da chiunque. Il percorso è tutto su comoda strada bianca e si arriva alla località di Fuciade dove si trova un rifugio - ristorante dotato di parco giochi solitamente molto apprezzato dai bimbi. Il panorama è fantastico, infatti domina la Val Boite con vista sul gruppo delle Pale di San Martino e Agner da una parte e Cima Uomo dall'altra. Ci troviamo in trentino ai confini col Veneto, si parte dal Passo San Pellegrino, in particolare si lascia la macchina presso il parcheggio del ristorante Miralago raggiungibile da una stradina che si stacca sulla destra poco prima del passo arrivando da Falcade.

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Vicino al parcheggio si trova subito il laghetto, di solito molto apprezzato dai piccoli. Quando ci siamo stati noi è pieno di una miriade di girini!

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Lasciato il laghetto si segue la sterrata che procede tranquilla con frequenti tavolini e punti panoramici nel bosco

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per poi arrivare ai prati di Fuciade con le casette - fienili di legno e pietra (come vedete qui Elena era in giornata decisamente pigra e se ne è stata nel mei tai per buona parte del percorso... spesso quello che per noi è un percorso semplice per i piccoli risulta noioso... :-) ).

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Arrivati a Fuciade per chi ha voglia di camminare c'è l'imbarazzo della scelta e si può proseguire verso il Passo delle Cirelle o verso la Forca Rossa (con bella vista sulla parete nord della Marmolada), nel nostro caso vista la giornata pigra abbiamo deciso di proseguire un po' e di fermarci a mangiare sui prati godendoci la vista.

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Al ritorno tappa obbligata al parco giochi con vista e successive altre soste ad ammirare farfalle colorate...

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fontanelle, un piccolo mulinetto in legno su un torrentello...

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e a raccogliere un po' di erba cipollina che con grande sorpresa ho scoperto crescere spontanea in quei prati!

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Con questa meraviglia di erba cipollina ci ho preparato delle fari-frittatine, ideali anche per farcire il panino da portare alla successiva escursione

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Vi lascio la ricettina velocissima!

Fari-frittatine all'erba cipollina

Ingredienti:

150 gr di farina di ceci biologica

300 ml di acqua

un bel mazzo di erba cipollina selvatica fresca

1 rametto di rosmarino

sale fino integrale qb

olio evo qb

pepe nero a piacere

Preparazione:

Versare un po' alla volta l'acqua sulla farina di ceci, mescolare in modo da eliminare i grumi di farina. Aggiungere il rametto di rosmarino e mettere a riposare per almeno un'ora meglio mezza giornata o una notte. Riprendere la pastella, togliere il rosmarino, mescolare, aggiungere il sale, l'olio, il pepe, e l'erba cipollina a pezzettini. Scaldare una padella antiaderente, quando è calda versare qualche cucchiaio della pastella in modo da avere uno spessore di pochi millimetri. Far cuocere e quando si staccherà dalla padella facilmente (ci vorrà qualche minuto), girarla dall'altro lato e far cuocere per un minuto. 

Potete servirla calda con della verdura fresca o tenerle da parte per farcire i panini per le gite accompagnandole con verdure crude o cotte.

Questa ricettina con l'erba cipollina partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia"

logofitoalimurgia

 

Laghi di Juribrutto

on Martedì, 23 Luglio 2013. Posted in montagna

Laghi di Juribrutto

Avevo promesso che vi avrei raccontato un po' delle nostre escursioni in montagna, eccomi dunque oggi a parlarvi di un bellissimo percorso ad anello all'interno del Parco Naturale di Paneveggio in trentino, ma ai confini col Veneto, fino ai laghi di Juribrutto. Adoro i percorsi ad anello che rendono la passeggiata meno noiosa per gli adulti, ma soprattutto per i bambini, però in questo caso avevo qualche dubbio sul fatto che saremo riusciti a fare il giro completo, perche tutto sommato il percorso non è brevissimo e anche il dislivello è un po' superiore ad ad altri giri che abbiamo fatto con Alice camminante. Nonostante tutto abbiamo voluto provare perchè sicuramente il paesaggio paga e lungo il cammino c'è la possibilità di fare begli incontri che sicuramente rendono il tutto piacevole anche ai più piccoli! Logicamente eravamo pronti ad interrompere o accorciare il nostro giro nel caso di manifestazioni di eccessiva stanchezza.

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Il percorso parte da Malga Valazza che si trova lungo la statale che scende dal passo Valles verso il passo Rolle, poco sotto il primo dei due passi. Si lascia l'auto nei pressi della malga e si prende il sentiero 631 per i laghi di Juribrutto. Il primo tratto del sentiero è nel bosco di larici, si parte già ad una buona quota (m 1935), punteggiato di cespugli di rododendro che abbiamo trovato alla massima fioritura!

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Si tratta di una vecchia mulattiera ben acciotolata, in salita ma con pendenza non troppo faticosa. Le bimbe si incamminano di buona lena, felici perchè hanno salutato le mucche... e presto hanno una bella sorpresa, ovvero un piccoo gregge di pecore nere che attavaersa il torrente e ci passa proprio davanti guardandoci curiosamente!

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Il sentiero continua piacevolmente guadando qualche piccolo torrente e tenedosi alla sinistra del Rif di Pradazzo,

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salendo velocemente fino a spianarsi alla fine del bosco donandoci una bellissima vista verso le Pale di San Martino e il Mulaz: posto ideale per una breve pausa!

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Riprendiamo il cammino in questo paesaggio rosa e grigio in cui le bimbe si divertono a saltare sui sassi, finchè il sentiero ricomincia a salire

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con tornanti veloci entrando nel parco di Paneveggio-Pale di San Martino dove protagoniste diventano le fioriture

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di genziana e altri fiori montani

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questi battezzati da Alice "Fiori d'oro", fino ad arrivare a quota 2335, dove abbiamo sostato per pranzare. Qui il panorama a 360° è fantastico! Il tutto è reso ancora più suggestivo dalla presenza di piccoli laghetti e torrentelli.

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A questo punto pensavamo che Alice fosse talmente stanca e soddisfatta da accontentarsi e voler tornare indietro da dove eravamo arrivati, invece ha prevalso la curiosità di vedere i laghi "veri", quelli grandi e quindi abbiamo proseguito in leggera discesa fino alla vista sui laghi!

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(Da qui in poi Elena ha proseguito in spalla, perchè era entrata piè pari in uno dei laghetti piccoli e le sue scarpe erano intrise d'acqua...)

A questo punto le alternative erano due: tornare da dove eravamo venuti o scendere al lago e rientrare per il sentiero 629 fino alla Malga Juribrutto e da lì alla Vallazza per il 623 (li vedete nell'estratto di cartina qui sopra). Presentate entrambe ad Alice, ha scelto di proseguire fino alla sponda del lago e poi per il sentiero più lungo, anche se tutto in discesa.

Lungo la discesa quest'anno si era formata questa meraviglia di cascata!

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ed eccoci finalmente a mettere i piedi nelle acque del lago e del Rio di Juribrutto che da lì ha origine.

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Pronti e si riparte! Lungo il sentiero adesso l'attrattiva di Alice diventano gli "ometti" in pietra che segnalano il sentiero e che lei si diverte a ricostruire se crollati...

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Si scende ritrovando il Rio e seguendolo, rientrando poi nel bosco, fino alla Malga Juribrutto

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Qui altra pausa merenda e bagno piedi prima dell'ultimo tratto quasi in piano che riporta alla Malga Valazza.

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Tempi: con Alice ed Elena entrambe camminanti nel primo tratto in salita, circa 400 m di dislivello, e varie soste ci abbiamo impiegato un paio d'ore. Il secondo tratto dopo la pausa pranzo, con solo Alice che cammianava a partire dal lago alla prima malga è stato di circa 1 ora e mezza e l'ultimo tratto fino all'auto una mezzora. Pausa pranzo di un'oretta e pausa lago di mezzora.

Le bimbe sono state mitiche e alla fine si sono guadagnate anche il diploma di escursionista esperta ed escursionista junior (preparato da me...)!

 

 

 

 

Cascate dell'inferno - percorso ad anello

on Martedì, 16 Luglio 2013. Posted in montagna, all'aperto

Cascate dell'inferno - percorso ad anello

Come promesso ritorno con qualche post montanaro... Vi avevo già parlato di questa bella escursione un paio di anni fa, quando ci eravamo recati alle cascate dell'inferno in Valle San Lucano con Elena che allora aveva sei mesi e Alice treenne, che ne era rimasta entusiasta essendo anche riuscita a fare da sola l'intero percorso in salita fino alla cascata principale. Quest'anno siamo tornati in questa bella valle e ci abbiamo portato gli amici della famiglia EquAzioni al completo. Quindi avevamo al seguito 4 bimbi, due di cinque anni e due di due. Inoltre stavolta abbiamo percorso l'intero anello.

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Per chi non fosse pratico della zona, siamo nelle Dolomiti Venete provincia di Belluno, si accede dalla statale agordina passato Agordo, proseguendo fino a Taibon Agordino e svoltando a sinistra seguendo le indicazioni per Valle di San Lucano. Si percorre in auto tutta la bellissima valle godendosi la vista delle pareti verticali delle Pale di San Lucano alla propria destra e del lato nord dell'Agner sulla sinistra. Alla fine della valle si passa il piccolo abitato di Col di Prà e si parcheggia passato il ponte di legno alla fine della strada.

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Da lì si prosegue a piedi sulla strada asfaltata e in corrispondenza del primo tornante si trova un masso con l'indicazione “cascata” da cui parte un sentiero (che vedete indicato nella cartina qui sopra con un tratteggio nero) che corre parallelamente al torrente Bordina. Il sentiero in salita non lunghissimo, ma molto panoramico permette di vedere le cascate grandi e piccole. Questa volta il tutto era particolarmente affascinante vista la portata d'acqua maggiore del torrente a seguito delle numerose piogge di quest'anno.

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Dopo un primo momento di “difficoltà” per il sentiero invaso dalle acque, il tutto è proseguito per il meglio, con i due “grandi” che facevano da apri-pista con l'entusiasmo degli esploratori e i piccoli per stavolta in spalla visto il tipo di sentiero per loro un po' troppo accidentato. Come sempre attenzione un po' maggiore nell'ultimo tratto con passaggio un po' esposto.

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Dopo la pausa a godersi lo spettacolo della cascata, abbiamo ripreso il cammino per il sentiero nel bosco che ci ha riportato alla “scorciatoia” (sentiero 761) che sale nel bosco, per poi congiungersi con la vecchia strada militare. In località Pont ci siamo fermati per la pausa pranzo sulle rive del torrente e con vista sulle cascate superiori. In totale sono circa 250 m di dislivello.

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Il rientro è avvenuto percorrendo per intero la strada sterrata ex-militare che riconduce a Col di Prà, stavolta anche i più piccoli hanno potuto camminare

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fino a crollare addormentati in spalla dopo una scorpacciata di fragoline di bosco.

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PS: tempi – con i bambini i tempi sono decisamente rallentati, noi di solito teniamo conto più o meno il doppio del tempo rispetto alla percorrenza senza bimbi. Per loro i tratti che a noi sembrano più difficili o faticosi, spesso sono i più interessanti, mentre quello che per noi risulta riposante, come una bella strada bianca in semi-piano risulta faticoso ovvero noioso: raccolta di fragoline o lamponi, osservazione degli alberi o della legna tagliata o di piccoli animali, ascolto dei suoni del bosco e racconti vari vengono in grande aiuto.

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Ecco qui per esempio un folletto nascosto nel legno...

Potete trovare utili informazioni per afforntare una escusione in montagna con i bimbi in questo articolo su GenitoriChannel e su Trekking con i bambini

Magiche atmosfere sul Cansiglio

on Domenica, 26 Agosto 2012. Posted in montagna

Magiche atmosfere sul Cansiglio

La La zona delle montagne dell'Alpago ai confini fra Veneto e Friuli è sicuramente nei ricordi di molti piovesi che ci hanno passato piacevoli soggiorni in occasione di settimane verdi o bianche o di colonie estive da bambini e ragazzi nella casa che un tempo era di proprietà del Comune. Con piacere e con un po' di nostalgia abbiamo quindi deciso di fare una gita nel Cansiglio, bellissima foresta di faggi e all'altopiano del Pian Cavallo, dove abbiamo trovato refrigerio dalla calura che imperversava qui la settimana scorsa! 

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Siamo partiti senza una vera e proprio meta, ovvero con l'intenzione di fare una passeggiata, ma di decidere sul posto quale. L'ultimo ricordo del Cansiglio risaliva ad una decina di anni fa, passeggiata primaverile, o meglio invernale, a Marzo: la foresta era ancora coperta di neve, gli alberi con le loro corteccie chiare ancora spogli... anche quella volta non ricordo il giro che avevamo fatto, ma mi è rimasta impressa indelebilmente l'emozione di un incontro con un branco di cervi di passaggio che ci hanno attraversato il sentiero di corsa! 

Quindi arrivati in quota, ci siamo fermati al rifugio escursionistico Casa Vallorch dove abbiamo lasciato l'auto e da lì ci siamo incamminati verso il villaggio cimbro di Vallorch: poche case in legno con bel pergolato frontale alcune in ristrutturazione, begli orti...

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alla fine del villaggio una delle abitazioni attualmente è un bar-ristorante. Visto che ce la siamo presi comoda (come sempre l'andatura di Elena prevede numerose soste a mangiare lamponi e ad esaminare i sassi) e ormai la fame si fa sentire, decidiamo di pranzare lì, in quella atmosfera surreale con tavoli da ristorante apparecchiati in mezzo al bosco! 

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Da lì partono dei sentieri nel bosco

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fra cui decidiamo di percorrere quello diretto ad un altro villaggio cimbro "Le rotte". Il sentiero decisamente ben indicato, adattissimo ai bambini perchè privo di grossi dislivelli e tutto piacevolmente all'ombra dei grandi faggi!

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Eccoci a "Le rotte" con bella vista sul monte Cavallo

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e da lì ritorniamo Casa Vallorch completando l'anello!

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Al rientro decidiamo di percorrere tutto il Pian Cavallo 

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e di scendere da Tambre in modo da fermarci al Lago di Santa Croce: scartata l'opzione della sponda nord troppo affollata e al sole, decidiamo di scendere alla piccola Baia delle Sirene sul lato sud del lago, riparata e all'ombra e decisamente meno nota.

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Il luogo è bellissimo e affascinante, cattura noi e le bimbe che solo a sera e a malincuore ci rassegnamo a riprendere l'auto e tornare a valle!

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D'altronde come si fa a non innamorarsi di un paesaggio così!?

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Casera Marol

on Venerdì, 10 Agosto 2012. Posted in montagna

Come a casa...

Casera Marol

Stavolta vi voglio raccontare di un luogo decisamente fuori dai soliti affollati itinerari di montagna, quasi sconosciuto... un percorso nel quale è raro incontrare qualcuno che non sia del luogo. Questo posto l'abbiamo “scoperto” per caso nel 2003, il primo anno in cui siamo stati a Voltago, per precisione il 17 ottobre, quando ci siamo svegliati con un paesaggio assolutamente fuori dall'ordinario, ovvero alberi gialli d'autunno coperti di neve, una leggera coltre che si sarebbe sciolta nel corso della giornata. Mi ricordo che avevamo in previsione un'escursione delle “nostre”, quindi abbastanza impegnativa, ma vista la sorpresa mattutina abbiamo deciso di ripiegare su una tranquilla passeggiata con partenza da Rivamonte, nel bosco, diretti alla piccola località Lagon, qualche casa sul crinale, raggiungibile solo con strada sterrata. Arrivati lì abbiamo visto un cartellino con le indicazioni per “Casera Marol”, c'era neve, ma impronte di qualcuno passato prima di noi ci indicavano il sentiero. Abbiamo deciso di seguirle e così siamo arrivati a questa piccola casetta in legno in cima al colle Marol sopra Rivamonte. Affascinati da questo solitario luogo ci siamo tornati un altro paio di volte sempre in inverno con la neve e le ciaspe partendo anche da Forcella Aurine, ma ormai erano vari anni che non la raggiungevamo e soprattutto non ci eravamo mai stati con le bimbe...

Decidiamo di partire da Forcella Aurine, salire per il sentiero meno ripido e scendere per la scorciatoia. Il percorso non ha difficoltà, si svolge tutto nel bosco per sentiero o strada bianca sterrata, non ci sono grossi dislivelli, però è pur sempre più di un ora di cammino (all'andata) e temevamo che Alice si sarebbe stancata... invece la presenza di tantissime fragoline di bosco l'ha tenuta impegnata!

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e non solo lei! anche Elena dalla fascia tendeva le sue manine per abbuffarsi dei piccoli e dolcissimi frutti!

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E finalmente con la pancia piena di fragoline giungiamo alla Casera, una piccola casetta – bivacco attrezzata con tavolo, panche, cucina economica e lavello, dove trovare rifugio o semplicemente riposare.

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Numerosi tavolini nel prato e al limitare del bosco per piacevoli pic-nic. Entriamo, Alice si sente subito a casa, si toglie le scarpe, sfogliamo il libro delle presenze e scriviamo due righe per ricordare il nostro passaggio.

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Le bimbe trovano delle scopine e si mettono a far pulizia, dentro e fuori. Pranziamo, il tempo di raccogliere ancora qualche altra fragola e si torna che in lontananza si sentono dei tuoni. Gran bella giornata!

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