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Cartellate pugliesi

on Mercoledì, 19 Dicembre 2012. Posted in cucina

Cartellate pugliesi

Questa volta ho scovato una ricettina direttamente dalla Puglia, anzi me l'ha fatta conoscere l'amica Isa, compagna di sperimentazioni con pasta madre e amante della cucina sana. Quando li ho visti mi sono subito incuriosita perchè non ne avevo mai sentito parlare, nè li avevo mai visti... la cucina tipica regionale è sempre una sorpresa!

Facendo una breve ricerca in rete su Wikipedia si trovano un po' di informazioni sull'origine di questi dolci, ve le riporto:

Preparate soprattutto a Natale, nella tradizione cristiana rappresenterebbero l'aureola o le fasce che avvolsero il Bambino Gesù nella culla, ma anche la corona di spine al momento della crocifissione. ... 

Il nome potrebbe derivare da carta, incartellate, cioè sinonimo di incartocciate, secondo la loro tipica forma arabesca.

 

Tra le varie ipotesi sia il dizionario Saracino sia il Nobile fanno derivare la parola dal greco κάρταλλος (kartallos) = cesto o paniere a forma puntuta.

 

Esse vengono raffigurate la prima volta in una pittura rupestre del VI secolo a.C. rinvenuta nei pressi dell'attuale Bari in cui viene rappresentata la preparazione di un dolce assai simile chiamato la lanxsatura: il piatto colmo era offerto agli Dei secondo il culto di Cerere, di probabile origine greca e associato alle offerte fatte a Demetra, dea della terra, durante i misteri Eleusini.

 

Agli albori del Cristianesimo, queste frittelle rituali si sarebbero trasformate in doni alla Madonna, cucinati per invocarne l'intervento sulla buona riuscita dei raccolti.

 

Le cartellate sono, inoltre, citate come Nuvole et procassa in un resoconto del 1517, stilato in occasione del banchetto nuziale di Bona Sforza, figlia d'Isabella d'Aragona e nel 1762 in un documento redatto dalle suore benedettine di un convento di Bari. 

 

Insomma una storia di tutto rispetto! Poi ho pensato al lavoro che sta dietro a questi dolcetti... e Isa mi ha risposto così: "in realtà è molto rilassante il tutto, certo bisogna avere un pò di tempo. Ma guai a farlo da sola, la caratteristica è proprio quella di farla insieme al parentado facendo chiacchiere."   Un invito alla calma e a riprenderci il nostro tempo! Intanto mi gusto la ricetta di Isa, a cui lascio la tastiera, e chissà che un giorno non abbia tutti gli ingredienti per riuscire a gustarli! 

Ingredienti (per l'impasto):

  • 1kg di farina (fino a metà integrale senza problemi. Mia madre mette anche una piccola percentuale di semola – tipo 200 gr – per mantenere la pasta più consistente)
  • 150 gr di olio evo
  • 200 gr di vino bianco
  • Pizzico di sale
  • Acqua quanto basta per amalgamare

L’impasto deve essere abbastanza duro da poterlo lavorare. Farlo riposare circa un’ora coperto da una coppa per non farlo seccare. Procedere alla lavorazione. Noi la lavoriamo in 2 o 3 persone così ci si sbriga in 2/3 ore. Una persona stende la pasta e le altre due provvedono a mettere in forma la sfoglia di pasta.
Stendere l'impasto ottenuto con la macchina per fare la pasta (come se dovessimo fare la tagliatella/lasagna). Cominciare dallo spessore più largo, fino ad arrivare a quello più sottile.
Attenzione: Fare una sfoglia alla volta altrimenti la pasta si secca e non attacca più.

sfoglia

La mamy

 

Tagliare la sfoglia con una rotella zigrinata dello spessore di 3 cm circa e chiuderne i lembi come si vede in foto. Se la pasta si è seccata troppo, con il polpastrello bagnare leggermente con d’acqua i punti da congiungere.
Poi procedere ad arrotolarla su se stessa. Più è lunga la sfoglia, più viene grande. Se è troppo corta vengono piccole (ma saranno dei bocconcini deliziosi lo stesso!)

 piegatura

arrotoliamo le cartellate

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Adesso bisogna farle seccare un po’ in modo che si induriscano e non si rovinino durante la cottura.

 cartellate Isa

Normalmente si friggono il giorno dopo (eh si questo vuole la tradizione!!!), RIGOROSAMENTE in olio extra vergine di oliva (per ridurre i danni). In realtà in casa nostra usiamo fare una versione più leggera cuocendoli in forno. In questo caso però evitate di mettere la semola perché la cottura in forno le renderà più croccanti.


Vengono servite con vincotto che qui tradizionalmente viene fatto d’estate quando c’è abbondanza di fichi e uva. Si tratta di uno sciroppo di SOLA frutta (in genere uva e fichi) fatta cuocere per molte ore sino ad addensarsi diventando uno sciroppo. Ill vin cotto nasce come necessità per utilizzare l'abbondanza di frutta in alcuni periodi dell'anno, utilizzandolo poi nei periodi di festa come dolcificante. E questo ricalca probabilmente le tradizioni popolari di molti popoli prima dell'invezione dello zucchero. Infatti la frutta (oltre al miele) è da sempre stata usata per fare dolci. Magari anche perchè costava meno (almeno in quei popoli in cui c'era tanta abbondanza). *
Quando le cartellate sono cotte e raffreddate, si può sciogliere a bagnomaria il vincotto e passarci le cartellate fino ad impregnarle bene. Sistematele in una coppa e irroratele ancora con il vincotto fino a riempirle ben bene. Che delizia il loro gusto dolce ma tendente all'amarognolo! Buon Natale a tutti.

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(immagine dal sito web: panperfocaccia.eu )

Questa ricetta non poteva non partecipare alla raccolta di ricette di dolci natalizi e alla veg-panettonata di GocceD'aria - prova anche tu a fare il veg-panettone con noi o invia la tua ricetta di dolce natalizio vegan e sano.

veg-panettonata

 

* in questo video potete vedere come viene prodotto tradizionalmente il vin cotto: http://www.youtube.com/watch?v=awl6fz59kAk

 

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