in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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Articoli taggati con: passeggiata

Castello di Andraz e la logica dei bambini

on Giovedì, 01 Settembre 2011. Posted in montagna

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La settimana scorsa siamo stati a fare una passeggiata in montagna al castello di Andraz, poco prima del passo Falzarego, per la gioia di Alice che ha potuto vedere un VERO castello medievale, le cui rovine sono state ristrutturate da poco. Particolarità del castello è il fatto di essere costruito su
una roccia: il suo perimetro segue esattamente la forma del masso.
Osservandolo faccio notare ad Alice: Hai visto com’è grande la roccia su cui è costruito?
La sua bellissima risposta: Certo! Per fare un castello così grande ci voleva una roccia grande…
Io: Ma forse la roccia era già qui prima del castello…Alice: Ma noooo, mamma! L’hanno messa qui con una gru grandissima e ci hanno costruito sopra il
castello!

Trovate il racconto e il link ad altre info sul castello qui: http://trekkingconibambini.it/2011/10/06/castello-di-andraz/

Una risposta a Castello di Andraz e la logica dei bambini

•ilenia
scrive: 1 settembre 2011 alle 15:21
Degna figlia di un architetto... pensa già alle gru e alle fondazioni! :-)

Un bimbo in malga

on Sabato, 27 Agosto 2011. Posted in montagna

In fuga dal caldo di questi giorni siamo ritornati in montagna in cerca di refrigerio e ne abbiamo approfittato per qualche breve passeggiata. Quasi per caso abbiamo optato per malga La Grava in cui non eravamo mai stati, ai piedi di Civetta e Moiazza.

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Dopo il bel pic-nic con vista sul Civetta prima di scendere ci siamo fermati a dare un’occhiata alla malga per acquistare qualche formaggio: è stato un po’ come se il tempo si fermasse… ci ha accolto un bimbo di poco più di un anno con una maglietta a righe che ci spiava dalla cucina tranquillo.

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Poi è spuntata la mamma e mentre lei ci serviva, spiegandoci i formaggi e andando a prenderli in cantina, il piccolo rimaneva lì tranquillo a giocare guardandoci ogni tanto senza timore… i suoi giochi? La cucina! Mani e piedi sporchi di fuligine, ancora non in grado di camminare gattonava dal bel larin in pietra alla cucina, cercando ogni tanto di mettersi in piedi, sorridendo ad Alice.

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Appena fuori dalla porta un cane pastore tranquillissimo ci osservava con occhi lanquidi aspettando una carezza.

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Quanta serenità mi ha infuso questa scena! Che bello trovare ancora bambini che sanno giocare senza giochi!

3 risposte a Un bimbo in malga
•Melia scrive:
27 agosto 2011 alle 14:11
Che bellezza… A vivere in tanta semplicità e a contatto con la natura x forza che i bimbi sono più tranquilli e sereni! Lo sarei anche io!
Rispondi
•francesca equAzioni scrive:
27 agosto 2011 alle 14:17
anche noi siamo appena rientrati da una intensissima settimana in montagna!la scena che hai raccontato mi ricorda invece l’incontro con una bimba “di montagna”a globoko, in slovenia, anche lei di un anno e mezzo circa che trotterellava dappertutto giocando con ale
Rispondi
•Viviana scrive:
27 agosto 2011 alle 15:27
E’ bello poter trovare ancora posti come questi in cui il tempo sembra essersi fermati. Nonostante in una malga le cose da fare non finiscano mai e dall’alba al tramonto si corra e si lavori continuamente… beh, questo avviene senza la FRENESIA della città e della vita moderna, il tutto segue la logica del tempo e delle stagioni e della Natura. Il bestiame ha i suoi ritmi, il tempo decide se si può andare a far fieno o se bisogna rimandare a quando non piove, ecc… Tutti i bimbi dovrebbero avere l’opportunità di “staccare” e farsi una bella gita in montagna, e perchè no, visitare una malga con tutti gli animali… rendendosi conto che sono REALI e che da loro dipende ancora il nostro sostentamento. E’ assurdo ma ci sono bimbi che pensano che esista davvero la “MUCCA VIOLA”!!! O altri che vedendo una carta bruciare in un “fogolar” (poteva anche essere un caminetto o il fornello a gas di cucina) si siano spaventati perchè la carta “non c’era più”. Alla fine è un’ottima e indispensabile scuola di vita!Grazie per la tua testimonianza!
Rispondi

Lungo il Brenta

on Mercoledì, 10 Agosto 2011. Posted in all'aperto

Vista
Verde: erba. Blu: acqua di fiume. Azzurro: cielo. Bianco: nuvole. Giallo: luce del pomeriggio sui volti. Rosa: cappellino di Elena.

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Udito
Il fruscio delle foglie e dell’erba mossi dal vento. I gridolini di Elena. Le risate di Alice.

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Olfatto
Profumo di timo selvatico e di erba tagliata, di fieno ed erba medica.

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Tatto
Il vento che accarezza la pelle e spettina i capelli. L’erba che punge le gambe.

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Gusto
L’acqua fresca. Ricordi di erbette raccolte in primavera e di frittate in compagnia. Elena che poppa.

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Una passeggiata sull’argine del Brenta!

3 risposte a Lungo il Brenta
•Giuliana scrive:
10 agosto 2011 alle 14:10
Nessuno mi pettina bene come il vento…(Alda Merini)

•Valentina scrive:
12 agosto 2011 alle 09:49
Che meraviglia, che sensazioni vivide!!!

Una cosa che mi manca nella mia città, è che non ci sono fiumi che la attraversano e neanche troppo vicini: c'è il Simeto, ma è una discarica a cielo aperto! :-(


Nel mio ultimo viaggetto in giro per l’Italia, ho goduto tantissimo dei fiumi di alto Lazio, Umbria e Toscana, trovo che il fiume abbia una magia tutta pasrticolare...

Prima o poi vi verremo a trovare e ci porterete in giro per i vostri posti bellissimi! :-)

•daria
scrive: 12 agosto 2011 alle 12:56
Ma voi in compenso avete un mare fantastico! Ci verrei volentieri dalle tue parti!

Se decidete per un viaggio veneto fammi sapere!

Avventurose cascate dell’Inferno

on Venerdì, 29 Luglio 2011. Posted in montagna

Un’ultima passeggiata prima di salutare la montagna! Un percorso veloce, ma molto emozionante che Alice ha apprezzato tantissimo facendosi tutta la salita da sola senza mai voler salire in spalla!
Si lascia la macchina a Col di Prà, località alla fine della bellissima Valle di S.Lucano, chiusa da un lato dalle pale di S. lucano e dall’altro dal Monte Agner (vi si accede da Taibon Agordino). Si parte lungo la ex-strada militare che sale verso la malga Campigat, e la si lascia subito alla prima curva per seguire il sentiero che procede lungo il torrente (indicazioni per cascata su un masso). Il percorso sale abbastanza ripido, con molte soste per vedere i vari salti d’acqua fino al salto più alto, presso il quale ci siamo fermati a fare merenda.

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Passaggio su ponticello in legno

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Ammirando l’impetuoso torrente

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Piccolo salto d’acqua

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Che bello salire le “scalette”

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“Mammaaaaa, corriiiii a vedere!”

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Come un canyon

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“Papà mi aiuti?”

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“E qui come salgo?”

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Breve passaggio attrezzato

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Foto di famiglia

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Io e le mie cucciole!

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3 generazioni in pausa merenda

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Anche Elena fa merenda

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Vista verso l’Agner

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Farfalla

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Dettaglio dell’ultimo salto d’acqua

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Una bella doccia fresca

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L’ultimo salto d’acqua

Noi non ne avevamo il tempo e siamo tornati da dove siamo venuti, altrimenti il percorso continua nel bosco fino a ricongiungersi con la mulattiera da cui si può salire ancora un po’ fino al ponte col bivio per le pale di S.Lucano in prossimità del quale ci sono le ultime cascate. Per rientrare si può utilizzare la comoda mulattiera.

Una risposta a Avventurose cascate dell’Inferno
•Pingback: Cascate dell’Inferno | Trekking con i Bambini

Portare i bambini… in vacanza 2

on Lunedì, 25 Luglio 2011. Posted in all'aperto

Per il secondo anno EquAzioni propone un concorso fotografico sul portare i bambini. Colgo l’occasione per raccontare la nostra esperienza con fasce e mei tai, che ci accompagnano ormai da 3 anni e mezzo.
Durante la gravidanza di Alice, ormai 4 anni fa, ritenevo indispensabile l’uso del passeggino e infatti nell’ottica di utilizzarlo anche nelle nostre vacanze in montagna ne avevamo cercato un modello sportivo a 3 ruote larghe con ammortizzatore e freno (per fortuna era lo stesso utilizzato da mia sorella per cui sarebbe bastato acquistare la struttura passeggino, mentre ovetto e carozzina ce li avrebbe prestati lei). Poi sul più bello, pochi giorni prima della data presunta, nei pochi giorni liberi che mi rimanevano, mentre rileggevo avidamente il libro “L’arte dell’allattamento materno” della LLL (Lega del latte) per carpire quante più informazioni possibili, comincio a soffermarmi a guardare tutte le belle immagini che lo corredano e mi ritrovo a riflettere: “Ma guarda un po’ come stanno beati questi bimbi tenuti sul petto dei genitori in questa stoffa…” Così mi metto a cercare su internet un po’ di informazioni su queste stoffe per portare i bambini e entro nel fantastico mondo delle fasce e del portare. Un paio di giorni prima della nascita di Alice arriva il pacco con la mia prima fascia, la Tricot Slen, fascia lunga elastica in cotone jersey e faccio qualche prova per indossarla, cosa che all’inizio mi sembra complicatissima!
Nasce Alice e proviamo ad uscire per una passeggiata, erano i primi di marzo, e penso che sicuramente starà più calda nella fascia: da lì le occasioni per utilizzarla si moltiplicano, comincio ad indossare Alice non solo per uscire, ma anche in casa per fare le pulizie o per lavorare al computer. E in montagna? E il fantastico passeggino? Qualche prova col passeggino in montagna l’abbiamo fatta, ma il confronto con la comodità e praticità della fascia non ha retto: troppo faticoso da spingere, ingombrante, non passava sui sentieri e quindi ci limitava le uscite alle strade bianche, troppi accessori da portarsi dietro (per la pioggia, per il sole…) e come se non bastasse Alice dopo poco non ci voleva più stare! Con la fascia invece, mani libere, bimba sempre riparata dal sole e dalla pioggia, fatica quasi nulla, potevamo scegliere qualunque tipo di percorso!
Per il mare poi non avremmo mai voluto trovarci in situazioni come questa:

carrozzina

E così per le vacanze estive ogni anno ci siamo adattati portando Alice in modo diverso in base alla sua crescita: nel 2008 nella fascia elastica davanti (pancia a pancia),
l’anno successivo sulla schiena con fascia rigida (fascia in canapa EquAzioni) o elastica,

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poi abbiamo acquistato un mei tai (Naturalmamma – tramite il gas) che ci sembrava più pratico visto che voleva salire e scendere spesso per fare dei tratti a piedi, usato nel 2010.

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E quest’anno con la’rrivo di Elena l’assetto si è modificato di nuovo, infatti se normalmente (in città o al mare) Alice cammina e basta un supporto per Elena, in montagna, se si vuole fare qualche percorso un po’ più impegnativo, servono due supporti e quindi: Alice sulla schiena, Elena davanti e zaino in spalla. Abbiamo provato varie soluzioni, Elena nel mei tai e Alice in fascia rigida o viceversa, oppure entrambe in fascia. Alla fine abbiamo visto che non c’è una soluzione univoca, io preferisco usare per Alice la fascia in canapa e per Elena la fascia elastica in cotone, mentre Marco preferisce il mei tai per Alice e la fascia in canapa per Elena…
A questo punto come possiamo non partecipare anche quest’anno a questo bellissimo concorso di Equazioni?
Qui trovate tutte le indicazioni per partecipare.
Queste alcune nostre foto degli scorsi anni.

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Ritorno allo Scarpa

on Giovedì, 14 Luglio 2011. Posted in montagna

Le mie prime escursioni al rifugio Scarpa risalgono a quando ero bambina: una ripida salita lungo la vecchia pista da sci, alte montagne rocciose ad accoglierci all’arrivo e il vicino nevaio.
Da quando abbiamo la fortuna di poter passare le vacanze a Voltago, lo Scarpa è ritornato ad essere una delle nostre mete preferite, col suo panorama stupendo e per il rifugio stesso con caratteristiche uniche. L’edificio era infatti la residenza dell’artista Enrico Scarpa ( http://www.seggioviafrassene.com/page1.html ).
Ci si può arrivare anche in seggiovia, ma logicamente noi saliamo sempre a piedi. Si può partire da Frassenè (frazione di Voltago Agordino) oppure da Forcella Aurine con una passeggiata un po’ più lunga, ma molto panoramica, che passa per il Col di Luna. Il dislivello è di circa 600 m. Si può facilmente fare un percorso ad anello scendendo per Malga Luna e la Val Domadore. Dal rifugio partono il sentiero Miniussi che arriva fino a Malga Agner e i percorsi per la vetta dell’Agner (via normale e ferrata).

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Entrati all’interno si viene accolti da un ambiente completamente diverso dagli altri rifugi dolomitici: qui sono stati conservati gli arredi d’epoca, un bellissimo focolare in pietra nera a destra, la sala pranzo con ampie vetrate con vista sulle montagne circostanti, al centro due divani dove riposare, leggere o scaldarsi. Al piano di sopra una bella terrazza solarium panoramica.

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Pausa lettura e pranzo di Elena

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Alice trova un'amica


Anche la cucina non delude con scelta di piatti vegetariani (adorabili gli gnocchi o le lasagne alla zucca) con le verdure dell’orto coltivato dai gestori, prodotti biologici, grappe e tisane autoprodotte.

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grappe

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te e tisane

E anche stavolta non siamo stati delusi!

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Malga Stia: strategie montanare per 2+2

on Venerdì, 08 Luglio 2011. Posted in montagna

Finalmente vacanza e finalmente montagna!
E per noi dire montagna, è dire escursioni e camminate, ma se portare in malghe e rifugi un solo bimbo è relativamente semplice, munendosi di una fascia o di uno zainetto e dividendosi il carico, con 2 bambine, una di 5 mesi e una di 3 anni, la cosa si fa più complicata. Per testarci abbiamo scelto un percorso semplice, 400 m di dislivello, con possibilità di percorrere o il sentiero o una strada forestale, tempo previsto senza bimbe circa 1 ora in salita: partenza da Gares (frazione di Canale D’Agordo, 1381 m) e arrivo alla Malga Stia (1788m).
Prima missione: farci stare tutto in un solo zaino e senza farlo pesare troppo! Tutto significa cambio completo per Elena (pannolini lavabili, body, maglioncino, pantaloni), cambio completo per Alice (pantaloni, magliocino, impermeabile, maglietta), maglioni per noi, acqua (confidiamo nelle fontanelle lungo percorso, ma almeno un litro lo prendiamo), frutta, panini, succo di frutta, macchina fotografica, telefoni, portafogli, crema solare, cappellini, qualcosa per eventuale pronto soccorso…
Seconda missione: decidere l’assetto delle bimbe. Optiamo per usare la fascia lunga per Alice – sulla schiena – e mei tai per Elena – davanti – chi porta Elena porterà anche lo zaino. Appena sente la parola fascia Alice comincia: “Siiiii, fascia – fascia – fascia – fasciaaaaaaaa! Salgo in spalla alla mamma!” E noi che speravamo che un po’ di strada a piedi volesse farla!

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Ore 10: si parte!

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Appena il percorso diventa un bel sentiero ripido, Alice decide che ha voglia di camminare: primo cambio di assetto: Alice a piedi, Elena in mei tai e io porto lo zaino.

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Ritroviamo la forestale e Alice ha fame: sosta spuntino e poi si riparte, di nuovo in spalla a me.
Dopo poco è la volta di Elena che ha fame, altra sosta. Cominciamo a pensare che di questo passo arriveremo il pomeriggio!
Altro tratto a piedi per Alice, finalmente Elena si addormenta, altro tornante e di nuovo Alice in spalla…
Cominciamo a sentire i suoni degli animali al pascolo, ore 12: eccoci in vista della malga!

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Visitato l’intorno e l’interno decidiamo per un tranquillo pic-nic.

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Ci godiamo il paesaggio pranzando, riposino, cambio di Elena e poi si riparte con nuovo assetto: io porto Elena e lo zaino e Alice sale in spalla al papà.

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Pancini pieni e stanchezza fanno addormentare subito le piccole, finalmente un po’ di silenzio, solo il rumore dei passi fino all’arrivo!

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8 risposte a Malga Stia: strategie montanare per 2+2

•ilenia scrive: 8 luglio 2011 alle 15:16

Siete proprio bravi e le foto sono bellissime... io non ho mai fatto una passeggiata così con Elisa... :-( ma vorrei provare quest'anno un percorso un po' più lungo del solito, devi spiegarmi bene il discorso della fascia per Elisa perchè sicuramente lei di camminare non ne vorrà sapere! :-)

•daria scrive:
8 luglio 2011 alle 21:16
Ti dirò che Alice appena ha visto la fascia ha voluto salirci entusiasta, poi però voleva anche camminare (per fortuna), d’altro canto sono ancora piccole per fare così tanta strada a piedi,
o meglio la farebbero anche ma sicuramente con i tempi mooooooltoooooo dilatatati!
•Annamaria
scrive: 8 luglio 2011 alle 22:37

Che meravilgia!!! Ottima organizazione direi!!! Vi terremo come esempio per qualche passeggiata settembrina nei boschi... intanto condivido volentieri! :-)
•Elena
scrive: 11 luglio 2011 alle 15:20
Anche noi abbiamo ilproblema che la grande non vuol camminare…ma la piccola ha ormai
15 mesi e portarla davanti è quasi impensabile per peso, ma soprattutto lunghezza…
•daria
scrive: 11 luglio 2011 alle 16:18
Infatti mi chiedevo anch’io come sarà l’anno prossimo… speriamo che nel frattempo Alice faccia dei tratti a piedi più lunghetti! e pensare che l’autunno scorso le ultime escursioni se le era fatte quasi per intero a piedi! Evidentemente l’arrivo della sorella ha influito sul ritorno di fiamma alla fascia!
•Elena
scrive: 12 luglio 2011 alle 10:35
Direi di sì!
Ti ho linkata sulla bacheca di fb di GiovaniGenitori (una rivista per le famiglie del Piemonte), hanno apprezzato molto il tuo racconto! ;-)
•daria
scrive: 12 luglio 2011 alle 10:44
Grazie Elena! Gentilissima!
•Pingback: Portare i bambini… in vacanza 2 | | Gocce D'AriaGocce D'Aria

Andiamo a fare merenda in bicicletta?

on Lunedì, 04 Luglio 2011. Posted in all'aperto

Mi è sempre piaciuto molto muovermi in bicicletta e l’ho sempre fatto fin da piccola (avevo una mitica Graziella bianca) e adesso mi piace portare le bimbe a spasso in bici.
Ormai per Alice è diventata una piacevole consuetudine quasi quotidiana fare un giro che partendo da casa nostra, passa per il casone rosso lungo il Fiumicello e poi prosegue per una “caresà” attraverso i campi, quasi sempre costeggiata da fossati, sbucando su un’altra strada che ci permettere di compiere l’anello completo passando per il centro di Piove. A partire dalla primavera questo giretto diventa il luogo della merenda di Alice a base di more selvatiche (adesso) e di fichi (da agosto) Si possono inoltre fare piacevoli incontri con aironi, gallinelle d’acqua, fagiani e lepri. Lascio alle foto la descrizione del percorso, praticabile in tutte le stagioni anche a piedi!

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3 risposte a Andiamo a fare merenda in bicicletta?

•elisa (mestieredimamma) scrive: 6 luglio 2011 alle 21:23
stependa questa passeggiata!!
•glores scrive: 7 luglio 2011 alle 22:08

Beh, direi che Alice è proprio una bambina fortunata ... se penso al tragitto che faccio con Pietro tutto di marciapiedi e sfalto per andare al parchetto vicino a casa ... :-( 

Meno male che abbiamo la nostra campagna dove poter andare a ritrovare un pò di verde.

•daria scrive:
8 luglio 2011 alle 21:17
E’ vero, siamo proprio fortunati a poter godere di verde e spazi aperti, sicuri dalle macchine e a contatto con la natura (a volte però un po’ troppo antropizzata…)!

Passeggiata mattutina

on Mercoledì, 08 Giugno 2011. Posted in orto

dscf8148Ieri mattina Elena mi ha fatto un bel regalo! Si è svegliata presto, alle 6.00 e non intendeva
riprendere sonno…. così indosso la fascia e parto per una passeggiata per l’orto e il giardino.
Il sole che illumina da nord, l’erba ancora fresca di rugiada che bagna i piedi, i merli che ci
guardano meravigliati, un tripudio di colori di fiori che si aprono al mattino e gli insetti che fanno
colazione bastano a dissipare il nervosismo per il sonno interrotto e a riaddormentare Elena!
Grazie piccola!
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2 risposte a Passeggiata mattutina
• kenzo scrive:
8 giugno 2011 alle 10:24
tra qualche giorno miglioriamo tutto!!!
Bello davvero

• daria scrive:
8 giugno 2011 alle 15:01
Mi sto impegnando prof!

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