in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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Articoli taggati con: passeggiata

Ca' di mezzo: passeggiate, fiori ed erbe spontanee

on Martedì, 14 Maggio 2013. Posted in all'aperto

Ca' di mezzo: passeggiate, fiori ed erbe spontanee

Purtroppo quest'anno non riusciamo ad andare in montagna quanto vorremmo e quindi per ora ancora niente racconti delle nostre escursioni... per fortuna si sta avvicinanando l'estate e quindi a breve dovrebbero arrivare anche le passeggiate frai monti... nel frattempo vi voglio lasciare un'idea per passeggiare immersi nella natura anche in pianura. Si tratta di un luogo incontaminato, una vera "Oasi" come hanno deciso di chiamarla gli amici di Legambiente di Piove di Sacco che la gestiscono, nella pianura: Ca' di Mezzo, località raggiungibile dalla statale che porta a Chioggia, proseguendo verso Cavarzere, appena passato il paesino di S.Margherita, si gira a sinistra seguendo l'argine del Bacchiglione. E proprio il fiume Bacchiglione è il protagonista di questa zona, che in realtà è un'area umida di fitodepurazione delle acque, una sorta di valle dalla quale l'acqua esce pulita e nella quale trovano rifugio e nidificano molti uccelli.

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Passeggiare a Ca' di Mezzo è rilassante, ancor meglio se lo si fa in buona compagnia, in particolare domenica ci siamo stati con Annalisa, donna dalle mille risorse, e la sua splendida famiglia con cui dire che ci troviamo bene è poco! Rimango sempre meravigliata di come si crei subito affiatamento con persone che di persona si sono incontrate pochissimo, ma con le quali si condivide davvero molto...

Beh, il nostro obiettivo era, oltre che rilassarci e chiacchierare andare per erbette e fiori di stagione e il luogo era decisamente ideale!

I percorsi proposti sono 2, anzi a dire il vero 3, di cui il primo però è parte del secondo... si tratta di percorsi facili per tutti, in piano e immersi nel verde. Il primo percorso che corrisponde al primo tratto del secondo è il percorso indicato per disabili che porta fino alla casetta ossevatorio degli uccelli. Lungo il sentiero si incontrano dei pannelli esplicativi sugli uccelli e sugli alberi della zona.

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Passata la casetta per chi vuole proseguire il percorso le alternative sono due, una più breve e una più lunga entrambe ad anello con ritorno alla casetta di Legambiente da cui si è partiti.

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Nel caso specifico le bimbe erano più desiderose di disegnare e giocare che di camminare, quindi passata la casetta hanno preferito tornare ai tavolini a inizio percorso con i papà, mentre noi donne con i più piccoli della truppa ci siamo godute con calma il rsto della passeggiata!

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Camminare nella natura, accompagnate dal canto degli uccelli e dai loro improvvisi voli, chiacchierando sottovoce per non disturbarli e osservando le piante che si incontrano lungo il percorso: come può non essere rilassante?

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Rosa canina

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Libellula

Ah, ecco cosa ho raccolto!

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Parietaria

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Fiori di sambuco

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Fiori di acacia (robinia) e germogli di luppolo (bruscandoli)

A breve vi farò sapere cosa ne ho fatto!

E voi come passate le vostre domeniche primaverili?

 

 

 

La mia città del cuore

on Venerdì, 15 Marzo 2013. Posted in mare, all'aperto

La mia città del cuore

A dire il vero non c'è un'unica città in cui torno volentieri o nella quale mi piacerebbe passare un po' di tempo della mia vita, mi piace molto girare e visitare e c'è stato un periodo in cui non passava settimana che non fossi a passeggiare per qualche città o paesino... la cosa da qualche anno a questa parte si è decisamente ridotta perchè con le due bimbe non sempre è facile visitare le città, almeno come lo intendo io... infatti per me visitare una città vuol dire girarla in lungo e largo, scarpinare parecchio, fermarmi a osservare con calma anche i dettagli e fotografare. Tutto ciò non è sempre fattibile con le bimbe, sono loro a dettare i tempi... anche se quando sono piccolette (diciamo fino ai 3-4 anni) una buona fascia o mei tai possono tornare utili per le gambine stanche... ma torniamo a noi... alla fine pensandoci bene la citttà in cui torno più volentieri e che tra l'altro è relativamente comoda, è Venezia. Una città che suscita sempre sensazioni controverse, c'è chi la ama e chi la odia, chi si trasferirebbe lì subito e chi non ci passerebbe più di qualche minuto.

in spalla

E in effetti io ricordo come da bambina e ragazzina, quando era la meta della gita domenicale con la famiglia, non la amassi per nulla, anzi... i malumori erano assicurati: lunghe scarpinate, un sacco di gente (non mi sono mai piaciute le folle), fame, umidità e sempre lo stesso percorso... e invece poi mi sono ritrovata studente universitaria fra le calli e il passarci le giornate ha fatto si che mi innamorassi di questa città, nella quale torno sempre volentieri.

 

stazione

Intanto per me Venezia è legata al viaggio in treno, a mio avviso il mezzo migliore per arrivarci: nel caso specifico al viaggio in "littorina" la cosidetta "vaca mora" ovvero il trenino che parte da Adria e arriva appunto a Venezia. Poi io adoro le parti nascoste della città, le calli sconosciute e vuote, i percorsi fuori dalle indicazioni gialle "per S.Marco" e "per Rialto" seguiti dalla folla e ho avuto modo di conoscerli proprio grazie ai miei studi di architettura che mi hanno portato a girarla in lungo e largo. 

palazzo ducale

E a dire il vero più che l'iper-frequentata e sfruttata commercialmente e turisticamente piazza adoro i piccoli campi e campielli sconosciuti, le callette senza via d'uscita che finiscono improvvisamente nella corte di un palazzo o direttamente sui canali. Adoro anche la strana commistione che a volte si ha con le nuove costruzioni, il sovrapporsi di periodi storici e architetture diverse.

ponte calatrava ponte calatrava3

Mi piace vagare senza meta, perdermi fra le calli nelle zone non note e ritrovarmi in un punto in cui non mi sarei aspettata. Adoro i piccoli negozi che sopravvivono, quei "casolini" dove trovi di tutto e i panifici. E i dettagli dei palazzi, dei ponti e delle gondole.

dettaglio

gondola

Vedere tramontare il sole fra i tetti e i camini e aspettare la sera, quando anche la vista verso Porto Marghera diventa romantica e la mattina vedere le Dolomiti, nitidissime e grandi come fossero a pochi kilometri, stagliarsi sulla laguna.

campo s.stefano piazza s.marco

E la vostra città del cuore, qual è? 

staffetta blogIo intanto vado a curiosare fra i post degli altri blog partecipanti alla staffetta dei blog di questo mese. Se siete curiosi anche voi, qui sotto trovate la lista:

1. Casa Organizzata - http://www.4blog.info/casaorganizzata

2. Federica Rossi - http://mammamogliedonna.blogspot.it/search/label/Staffetta%20di%20blog%20in%20blog

3. Micaela LeMcronache - http://lemcronache.blogspot.it/search/label/Staffetta

4. Federicasole - http://lamiadolcebambina.blogspot.it/search/label/staffetta%20di%20blog%20in%20blog

6. Mamma & Donna - http://www.mammaedonna.info

7. Samanta Giambarresi http://samantagiambarresi.wordpress.com/

8. Il mondo di Cì http://ilmondodici.blogspot.it

9. Aline Persempremamma http://persempremamma.blogspot.it/search/label/dibloginblog

10.Quellocheunadonnadice http://quellocheunadonnadice.blogspot.it/

11. Ferengi in Bruxelles http://ferengibruxelles.wordpress.com/

12. Selima Negro http://timoilbruco.wordpress.com

13. simona elle http://www.simonaelle.com/search/label/Staffetta%20tra%20blog

14. Elisabetta Mattiello http://www.maisonlab.it/

15. Pattibum - http://pattibum.wordpress.com

16.Alessandra - http://fiorievecchiepezze.wordpress.com/

17. Antonellavi - http://ladonnachesono.blogspot.it

18. HOME-TROTTER - http://www.home-trotter.blogspot.it

19. Illustrando un Sogno - http://silviomacca.blogspot.it/search/label/Di%20Blog%20in%20Blog%20-%20Staffetta

20. Lisa - http://lemiepatatelesse.blogspot.it/  

21.Désirée Pedrinelli -www.letturealcontrario.com

22. CeciliaKi - http://ckmystyle.blogspot.it

23. Camille Javal http://1bedroom1000segreti.blogspot.it/

24.Before & After http://www.beforeandafterhs.blogspot.it

25. Vita da Stre...Mamma http://curvymommystyle.wordpress.com

26. La Torre di COtone http://www.latorredicotone.com/tag/di-blog-in-blog/

27. Mother of Two http://www.mammadisem.blogspot.com

28. Veronica Zanchi per Livin'+Abroad http://veronicafromusa.blogspot.it/

29. Antonella Marcucci - http://luccaguide.wordpress.com

30. I Viaggi dei Rospi - http://www.iviaggideirospi.com

31. Design Therapy - http://www.designtherapy.it/

32. BLOG A CAVOLO http://blogacavolo.blogspot.it/

33. Vivere a Piedi Nudi http://vivereapiedinudi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog

34. Il caffè delle mamme http://www.ilcaffedellemamme.it/tag/di-blog-in-blog/

35. Bloc-Notes Viaggi http://bloc-notesviaggi.blogspot.it/

36. Cristina http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/search/label/Staffetta%20di%20blog%20in%20blog

37. GeGe Mastucola http://gegemastucola.wordpress.com/category/staffetta-di-blog-in-blog/

38. La Diva delle Curve http://www.divadellecurve.com/search/label/staffetta

39. GocceD'aria http://www.goccedaria.it/tag/goccedaria/staffetta%20blog.html

40. Amarcord Barcellona http://www.amarcordbarcellona.blogspot.com.es/

41. Il Pampano http://ilpampano-designbimbi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog

42. Ilsaporedelsole www.ilsaporedelsole.it

43. Arianna www.conlemaninelsacher.blogspot.it

44. Mammerri www.mammerri.com

45. Giorgia http://prioritaepassioni.blogspot.it/

46. Claudia http://casadimamma.blogspot.it/

47 Bodò. Mamme con il jolly http://www.bbodo.it/tag/di-blog-in-blog/

 

 

Finalmente il sole... e frittelle brutte!

on Domenica, 03 Febbraio 2013. Posted in all'aperto, cucina

Finalmente il sole... e frittelle brutte!

Ieri finalmente una giornata di sole dopo la pioggia incessante di sabato (giornata per fortuna rallegrata dal Pasta Madre Day) e i grigiori dell'utimo periodo... non so da voi, ma qui l'inverno è stato finora grigio, nebbioso e piovoso e per vedere le belle giornate fredde fredde magari ghiacciate, ma soleggiate siamo dovuti andare in montagna... 

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Comunque finalmente ieri ecco riapparire il sole... una splendida giornata invernale di quelle adoro: aria fredda e frizzante, magari ghiaccio la mattina, le montagne innevate che si stagliano all'orizzonte e che sembra di poterle raggiugere in mezzora anchichè in due-tre ore, sole accecante... e allora finalmente si riesce ad uscire tutti e quattro per una passeggiata. Nemmeno a dirlo le bimbe sono entusiaste (d'altro canto la strada sterrata che porta a casa nostra è piena di fantastiche pozzanghere in cui poter saltare dentro...), quindi via, berretto, sciarpa, guanti, giacca e qualcosa in tasca per una merenda lungo la strada...

L'acqua dei canali e fiumi che abbiamo vicino a casa era bella alta a causa delle piogge, ci ha regalato dei fantastici riflessi... 

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E al ritorno l'avanzo di pasta madre di ieri ci aspettava a far da dolce a fine pasto... e visto il periodo carnevalesco non potevano essere che frittelle o "fritoe" come si dice dalle mie parti... vi lascio quindi la ricetta semplicissima e veloce delle

Frittelle Brutte

ingredienti:

  • 85 gr di pasta madre avanzata (io l'avevo rinfrescata al pasta madre day e tenuta in frigo)
  • 185 ml di succo di arancia bio (nel mio caso era il succo di due arance della cassetta appena arrivata col gas)
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 1 cucchiaio abbondante di malto di riso
  • uvetta passa a piacere (io ne ho messa un bel po' infatti mi scappava da tutte le parti)
  • mezza mela tagliata a cubetti
  • 200 gr di farina di farro spelta appena macinata col mulinetto
  • zucchero integrale di canna mascobado a piacere da spolverare a fine cottura
  • olio evo per friggere

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Come prepararle:

Sciogliere l'avanzo di pasta madre nel succo di arancia, aggiungere il malto di riso, l'uvetta passa, la mela tagliata a cubetti e mescolare bene. Aggiungere la farina e infine il sale. Mescolare bene col cucchiaio, dovreste ottenere una pastella densa. Metterla a riposare a temperatura ambiente per 4-5 ore. Trascorso questo tempo versare l'olio in un pentolino dal fondo pesante e scaldarlo. Quando sarà ben caldo versare a cucchiaiate la pastella, girarla in modo che non si attacchi, quando le frittelle saranno dorate estrarle e metterle a raffreddare in un piatto con carta assorbente. A fine cottura cospargere di zucchero di canna e servire tiepide. L'estetica non è il massimo, ma il gusto ripaga!

 

Elena: 2 anni

on Giovedì, 17 Gennaio 2013. Posted in un po' di me, montagna

Elena: 2 anni

Qualche giorno fa abbiamo festeggiato il secondo compleanno della piccola Elena, colei per la seconda volta ha stravolto la mia vita, che mi meraviglia ogni giorno col suo caratterino determinato, con il suo atteggiamento convinto, il suo modo di fare timido e un po' vanitoso con chi conosce poco, che diventa pestifero e birbissimo in casa. Lei che sa essere tenerissima e riempire di baci, coccole e carezze me, Alice e il papà, ma che con la stessa tranquillità tira un morso se qualcosa non le va a genio, lei golosissima di cacao e cioccolata, lei che adora impastare e stare in cucina e si arrabbia se non la si lascia fare da sola... Con la sua grande voglia di indipendenza, che vuole andare al bagno da sola, vestirsi da sola, mettere le scarpe da sola... e soprattutto che ha voluto nascere “da sola” regalandomi il mio fantastico hbac* (parto naturale in casa dopo il cesareo).

Quest'anno ci siamo regalati tutti per l'occasione qualche giorno in montagna, quindi festeggiamenti tranquilli, semplici, intimi, ma secondo me speciali proprio per questo...

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Panorama imbiancato di fresco al risveglio

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Una corona per la festeggiata preparata da Alice

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Un biglietto di auguri dalla sorellona

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Passeggiata sopra e sotto la morbida neve

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Un fantastico regalo firmato EquAzioni

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Pizza (integrale) per cena

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Auguri mia dolce birba!

 

*in altre occasioni ho avuto modo di raccontarvi del mio vbac, una delle cose per le quali ho maggiormente “lottato” e che desideravo intensamente... purtroppo ancora molti ginecologi portano avanti la teoria per la quale dopo un primo cesareo si deve neccessariamente ricorrere ad un secondo cesareo nei successivi parti... nonostante le linee guida nazionali dicano che se la gravidanza è fisiologica è auspicabile un parto naturale. Invece io (e come me molte altre donne che si trovano e si sono trovate nella mia situazione) ho dovuto insistere e darmi da fare da sola per ottenerlo, cosa che sono riuscita a fare soprattutto grazie all'assistenza della mia ostetrica. Quindi approfitto dell'occasione per segnalarvi gli articoli di Genitori Channel sul vbac e l'iniziativa “Un sorriso sulla pancia” che intende sensibilizzare sull'argomento attraverso un video che raccoglie le foto di chi è riuscita ad averlo e di chi vorrebbe o ci ha provato, accompagnato dalle parole scritte da Francesca Raschiatore .  

Marmellate di fine estate: more di rovo, sambuco e fichi

on Sabato, 01 Settembre 2012. Posted in cucina

Una proficua camminata in montagna!

Come vi anticipavo qui, una delle varie passeggiate che abbiamo fatto in questo periodo è stata nei monti Lessini orientali in Val di Chiampo, zona poco conosciuta, ma molto bella. In particolare siamo partiti dal paesino di Durlo alla ricerca di una cascatella che però non abbiamo raggiunto perchè abbiamo preferito goderci il fresco, andare piano al passo con le bimbe e soprattutto raccogliere tutte le meraviglie che trovavamo lungo il cammino! Stavolta  sono riuscita a salvare qualcosa dalle grinfie delle piccole divoratrici in particolar modo della più piccola definita anche "pozzo senza fondo" che ingoia tutto a piene mani ripetendo a bocca piena "Gnam-gnam gnam-gnam".

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Il sentiero era infatti bordato in molti punti da grandissimi cespugli di more di rovo, mature e dolci: mai viste così tante! Purtroppo non avevo con me borse o cestini e quindi quando ho riempito la borsa della macchina fotografica ho dovuto sospendere il raccolto!

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Proprio in prossimità del parcheggio la seconda sorpresa, ovvero dei sambuchi stracarichi di frutti maturi, che quest'anno non ero riuscita a trovare il tempo di andare a raccogliere: qui in quota ci hanno aspettato! Stesso problema: ero senza borse e le bacche di sambuco macchiano molto, fortunatamente avevo dei gironali vecchi in auto che ho arrotolato in modo da farne dei coni dove riporre i frutti.

Una volta a casa prima di andare a letto mi sono messa al lavoro per farne della marmellata, a cui ho aggiunto anche quella di fichi.

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Ecco gli ingredienti per le 3 marmellate! Il procedimento è lo stesso per tutte e 3.

more2Marmellata di more di rovo:

  • 1 kg di more di rovo ben mature
  • 1 limone
  • 100 gr di malto di riso bio
  • 50 gr di acqua

sambuco2Marmellata di bacche di sambuco:

  • 1 kg di bacche di sambuco (le bacche vanno tolte dai rametti, attenzione che ci si sporca parecchio)
  • 1 limone
  • 100 gr di zucchero di canna integrale mascobado
  • 1 cucchiaino di agar agar

fichi2Marmellata di fichi:

  • 1 kg di fichi (tagliati a pezzetti e privati del picciolo)
  • 1 limone
  • 60 gr di malto di riso bio

Procedimento:

La sera mettere la frutta (pulita e nel caso dei fichi tagliata a pezzi) in una pentola, aggiungere il succo di un limone, lo zucchero o il malto a seconda e mescolare bene. Lasciare riposare per tutta la notte coperto e a temperatura ambiente. La mattina, accendere il fuoco e portare a bollore la frutta. Lasciar bollire finchè non addensa. Nel caso del sambuco aggiungere un cucchiaino di agar-agar (alga che serve come addensante), mascolare e lasciar bollire una decina di minuti. Nel frattempo preparare i vasetti. Prendere i vasetti puliti e metterli in forno a 140° per 15 minuti. Lasciarli nel forno.

Quando la marmellata è pronta estrarre man mano i vasetti dal forno e riempirli con la frutta bollente. Tappare e serrare bene. Mettere a raffreddare capovolti. Quando si è formato il sotto-vuoto (sentite il click del tappo che rientra), raddrizzare e lasciare raffreddare completamente.

Questi vasetti di confettura di fichi.

fichi-vasetti

Questa la marmellata di more spalmata su un ottima fetta di pane morbido al succo di carote (ricetta di Xcesca de "La tana del riccio" che approfitto per ringraziare visto l'ottimo pane che ne è uscito!)

fetta con more

Per quella di sambuco fidatevi dell'assaggiatrice ufficiale che vi manda un saluto! :-)

assaggiatrice

 

 

 

Magiche atmosfere sul Cansiglio

on Domenica, 26 Agosto 2012. Posted in montagna

Magiche atmosfere sul Cansiglio

La La zona delle montagne dell'Alpago ai confini fra Veneto e Friuli è sicuramente nei ricordi di molti piovesi che ci hanno passato piacevoli soggiorni in occasione di settimane verdi o bianche o di colonie estive da bambini e ragazzi nella casa che un tempo era di proprietà del Comune. Con piacere e con un po' di nostalgia abbiamo quindi deciso di fare una gita nel Cansiglio, bellissima foresta di faggi e all'altopiano del Pian Cavallo, dove abbiamo trovato refrigerio dalla calura che imperversava qui la settimana scorsa! 

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Siamo partiti senza una vera e proprio meta, ovvero con l'intenzione di fare una passeggiata, ma di decidere sul posto quale. L'ultimo ricordo del Cansiglio risaliva ad una decina di anni fa, passeggiata primaverile, o meglio invernale, a Marzo: la foresta era ancora coperta di neve, gli alberi con le loro corteccie chiare ancora spogli... anche quella volta non ricordo il giro che avevamo fatto, ma mi è rimasta impressa indelebilmente l'emozione di un incontro con un branco di cervi di passaggio che ci hanno attraversato il sentiero di corsa! 

Quindi arrivati in quota, ci siamo fermati al rifugio escursionistico Casa Vallorch dove abbiamo lasciato l'auto e da lì ci siamo incamminati verso il villaggio cimbro di Vallorch: poche case in legno con bel pergolato frontale alcune in ristrutturazione, begli orti...

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alla fine del villaggio una delle abitazioni attualmente è un bar-ristorante. Visto che ce la siamo presi comoda (come sempre l'andatura di Elena prevede numerose soste a mangiare lamponi e ad esaminare i sassi) e ormai la fame si fa sentire, decidiamo di pranzare lì, in quella atmosfera surreale con tavoli da ristorante apparecchiati in mezzo al bosco! 

 pranzo gnocchi

Da lì partono dei sentieri nel bosco

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fra cui decidiamo di percorrere quello diretto ad un altro villaggio cimbro "Le rotte". Il sentiero decisamente ben indicato, adattissimo ai bambini perchè privo di grossi dislivelli e tutto piacevolmente all'ombra dei grandi faggi!

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Eccoci a "Le rotte" con bella vista sul monte Cavallo

monte cavallo

e da lì ritorniamo Casa Vallorch completando l'anello!

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Al rientro decidiamo di percorrere tutto il Pian Cavallo 

pian cavallo

e di scendere da Tambre in modo da fermarci al Lago di Santa Croce: scartata l'opzione della sponda nord troppo affollata e al sole, decidiamo di scendere alla piccola Baia delle Sirene sul lato sud del lago, riparata e all'ombra e decisamente meno nota.

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Il luogo è bellissimo e affascinante, cattura noi e le bimbe che solo a sera e a malincuore ci rassegnamo a riprendere l'auto e tornare a valle!

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D'altronde come si fa a non innamorarsi di un paesaggio così!?

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Passeggiando: discorsi fra sorelle

on Domenica, 26 Agosto 2012. Posted in montagna

val chiampo

Ieri pomeriggio siamo andati a cercare un po' di fresco nei monti Lessini orientali nell'alta valle del Chiampo fra le provincie di Vicenza e Verona. Niente di impegnativo, un falsopiano adatto a lasciar camminare anche i più piccoli. Così anche Elena era a piedi per alcuni tratti, alternando momenti di corsa a prolungate soste ad ispezionare i sassi o a chiedere che le raccogliessimo frutti di bosco.

In una di queste soste, per spronarla a riprendere il cammino, magari lasciando dov'erano un po' di sassi del sentiero, le dico: "Forza Elena, andiamo, ora! o vuoi rimanere qui?!"

Mi guarda sorridendo e asserisce con i suoi due soliti cenni con la testa di preferire rimanere sul posto...

Alice la guarda perplessa e le dice: "Ma Elena, a me piaci come sorella, mi piace giocare con te, non restare qua, vieni con noi!"

Elena riparte! 

Casera Marol

on Venerdì, 10 Agosto 2012. Posted in montagna

Come a casa...

Casera Marol

Stavolta vi voglio raccontare di un luogo decisamente fuori dai soliti affollati itinerari di montagna, quasi sconosciuto... un percorso nel quale è raro incontrare qualcuno che non sia del luogo. Questo posto l'abbiamo “scoperto” per caso nel 2003, il primo anno in cui siamo stati a Voltago, per precisione il 17 ottobre, quando ci siamo svegliati con un paesaggio assolutamente fuori dall'ordinario, ovvero alberi gialli d'autunno coperti di neve, una leggera coltre che si sarebbe sciolta nel corso della giornata. Mi ricordo che avevamo in previsione un'escursione delle “nostre”, quindi abbastanza impegnativa, ma vista la sorpresa mattutina abbiamo deciso di ripiegare su una tranquilla passeggiata con partenza da Rivamonte, nel bosco, diretti alla piccola località Lagon, qualche casa sul crinale, raggiungibile solo con strada sterrata. Arrivati lì abbiamo visto un cartellino con le indicazioni per “Casera Marol”, c'era neve, ma impronte di qualcuno passato prima di noi ci indicavano il sentiero. Abbiamo deciso di seguirle e così siamo arrivati a questa piccola casetta in legno in cima al colle Marol sopra Rivamonte. Affascinati da questo solitario luogo ci siamo tornati un altro paio di volte sempre in inverno con la neve e le ciaspe partendo anche da Forcella Aurine, ma ormai erano vari anni che non la raggiungevamo e soprattutto non ci eravamo mai stati con le bimbe...

Decidiamo di partire da Forcella Aurine, salire per il sentiero meno ripido e scendere per la scorciatoia. Il percorso non ha difficoltà, si svolge tutto nel bosco per sentiero o strada bianca sterrata, non ci sono grossi dislivelli, però è pur sempre più di un ora di cammino (all'andata) e temevamo che Alice si sarebbe stancata... invece la presenza di tantissime fragoline di bosco l'ha tenuta impegnata!

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e non solo lei! anche Elena dalla fascia tendeva le sue manine per abbuffarsi dei piccoli e dolcissimi frutti!

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E finalmente con la pancia piena di fragoline giungiamo alla Casera, una piccola casetta – bivacco attrezzata con tavolo, panche, cucina economica e lavello, dove trovare rifugio o semplicemente riposare.

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Numerosi tavolini nel prato e al limitare del bosco per piacevoli pic-nic. Entriamo, Alice si sente subito a casa, si toglie le scarpe, sfogliamo il libro delle presenze e scriviamo due righe per ricordare il nostro passaggio.

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Le bimbe trovano delle scopine e si mettono a far pulizia, dentro e fuori. Pranziamo, il tempo di raccogliere ancora qualche altra fragola e si torna che in lontananza si sentono dei tuoni. Gran bella giornata!

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Ritorno al Castello di Andraz - interno e percorso ad anello

on Martedì, 24 Luglio 2012. Posted in montagna

... e l'utilità della fascia

Ritorno al Castello di Andraz - interno e percorso ad anello

A vedere questo bellissimo castello con la sua ubicazione su una roccia c'eravamo già stati l'anno scorso, quando però, era visitabile solo all'esterno visto che i lavori di ristrutturazione interna non erano ancora stati completati. Quando qualche mese fa abbiamo avuto notizia che i lavori erano finiti ci eravamo riproposti di tornare per vedere anche l'interno, visto che tra l'altro ad Alice era piaciuta molto la visita.

Quindi rieccoci al Castello di Andraz, località Castello, lasciamo la macchina nel parcheggio nei pressi della malga e con una breve passeggiata arriviamo al castello e fatti i biglietti cominciamo a salire le scalette in ferro che portano al suo interno arrampicandosi sul grande masso roccioso su cui è costruito. Restauro spettacolare, molto bene fatto. Il castello era come una piccola città autosufficiente con cantine, cucine, magazzini, sale pranzo, soggiorni, prigioni, chiesa...

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Alice si gode la visita, correndo per le stanze, fermandosi a guardare dalle finestrelle strombate, osservando i reperti della vita quotidiana di un tempo (chiavi, anelli, collane, spilli, piatti, bicchieri, monete...) e chiedendomi cosa si faceva nelle varie stanze.

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Anche Elena sulla mia schiena, in fascia, è felice, curiosa e soddisfatta delle cose che vede.

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Grazie alla fascia ho le mani libere per aiutare Alice nei punti dove le scalette più ripide o per scattare foto. 

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Le cose che hanno colpito di più Alice sono state:

  • i water con foro diretto sull'esterno, con salto di 30 m direttamente sul torrente sottostante (uno per piano ben allineati). "Ma allora anche una volta facevano la cacca!" se ne è uscita... (:-))

  • il lavandino – secchiaio che funzonava allo stesso modo del wc con scarico diretto all'esterno

  • la grande canna fumaria delle cucine

  • la stanza segreta a cui un tempo si accedeva da una botola, con le pareti coperte di scritte

  • la passeggiata in copertura dove anche Elena ha voluto fare qualche corsetta

  • i nidi fatti dagli uccellini nei buchi fra i massi delle mura del castello, di cui uno anche con le uova all'interno.

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Ci attardiamo a visitare bene tutte le stanze e usciamo all'ora di pranzo, decidiamo per un pic-nic sul posto usufruendo dei tavolini posti lì attorno.

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Per il rientro decidiamo di seguire il sentiero che passa di fianco al castello, segue il bel torrente, lo supera più in valle e risale alla malga dove abbiamo lasciato la macchina.

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Bella passeggiata, gradita anche dalle bimbe (peccato per lo scivolone di Alice). Un po' di attenzione poco dopo il ponte sul torrente in quanto spariscono i segnali cai e il sentiero principale si perde nel bosco, bisogna prendere il sentierino che sale verso un vecchio fienile.

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In giornate di questo tipo l'uso della fascia per portare Elena è indipsensabile a mio avviso, infatti la visita al museo fatto tutto di scalette ripide sarebbe impensabile col passeggino e pericolosa portando in braccio. Uno zaino "classico" da trekking per bambini risulterebbe decisamente ingombrante, invece con la fascia si riesce a far godere la visita anche ai più piccoli senza pericoli. Inoltre la fascia consente di poter tranquillamente decidere di cambiare programma e fare passeggiate non previste decidendo sul posto. Approfitto quindi di questo articolo per segnalarvi la terza edizione del concorso fotografico Equazioni "Portare i bambini in vacanza 3", dedicato tutto al portare in vacanza con fasce, mei tai e simili. Io sicuramente parteciperò anche quest'anno e non solo per i bellissimi premi!

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Qui potete leggere il mio articolo dell'anno scorso sulla nostra esperienza di portare in vacanza.

Qui la mia foto che era arrivata in finale l'anno scorso.

Qui le finaliste dell'anno scorso.

PS: potete trovare il racconto della nostra prima visita ad Andraz e di altre bellissime escursioni con bimbi al seguito sul sito Trekking con i bimbi.

Ai piedi del Civetta: Forcella La Grava

on Martedì, 17 Luglio 2012. Posted in montagna

Ai piedi del Civetta: Forcella La Grava

Rieccoci finalmente in vacanza, finalmente al fresco, finalmente fra i monti, finalmente a passeggiare. Bimbe cresciute e nuovi assetti per le nostre irrinunciabili escursioni: una passione questa che nel tempo si è adeguata alla presenza di una e poi due bimbe e al variare della loro età. Elena con i suoi quasi 18 mesi e quasi 12 kg va portata sulla schiena (con poche eccezioni), Alice a 4 anni potrebbe camminare quasi sempre sulle sue gambe, ma quando è stanca reclama ancora le spalle (del papà perchè per me è ormai troppo pesante da trasportare). Quindi solitamente ci portiamo dietro due fasce, la lunga elastica e la lunga in canapa e il mei-tai a fasce larghe e decidiamo sul posto quale supporto usare per le due bimbe, o meglio in quale infilare fin da subito Elena e quale portare con noi per Alice. E poi c'è l'immancabile zaino stracarico fra cibo, cambio magliette e calzini, k-way per la pioggia sempre in agguato, piccolo pronto soccorso e cambi (di lavabili) per Elena (che nonostante in casa sia quasi spannolinata non ci si fida ancora a portare in giro senza pannolo).

Il filo conduttore delle escursioni di quest'anno è: percorso vario e non monotono senza eccessivi dislivelli, preferibilimente ad anello. Questo per fare in modo di non annoiare Alice e di evitare le sue richieste di essere trasportata.

La prima passeggiata di quest'anno è appunto un percorso ad anello che parte da Malga La Grava, ai piedi del Monte Moiazza (gruppo del Civetta), dolomiti bellunesi, val Zoldana, dove eravamo stati per la prima volta l'anno scorso e ritorna alla stessa passando per forcella La Grava.

Abbiamo lasciato la macchina nei pressi della malga, alla quale si accede da una stradina che si stacca dalla strada che porta al passo Duran.

Lasciata la macchina si parte in direzione della forcella, ben visibile.

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Il dislivello è di 150-200 m su comoda mulattiera, sentiero 557. Alice cammina volentieri, Elena osserva comodamente dalle mie spalle sulla fascia.

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Lungo il percorso si incrociano gli animali della malga, tutti al pascolo libero, spesso intere famiglie con cuccioli al seguito, cosa che non può non interessare le bimbe.

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Logicamente c'è chi viene ispirato dalla vista del piccolo asinello che poppa... quindi siamo obbligati ad una breve pausa allattamento in posizione panoramica...

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In breve (un'ora in totale, comprese soste) arriviamo alla forcella (m 1785) attrezzata con tavolino in legno e panche e pannelli con spiegazioni (purtroppo rovinati), dove decidiamo di sostare per il pic-nic pranzo.

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Riprendiamo sul sentiero CAI 585 attorno al Col de la Besadora, questa volta si tratta di un bel sentiero nel bosco, dove Alice si diverte a trovare i segnali bianchi e rossi del CAI.

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Il sentiero ci porta alla strada bianca sul Col de la Grava (1857 m ) dove di apre una bellissima vista sul monte Pelmo.

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Da lì poi si scende e il panorama cambia ancora con vista sulla Moiazza e sul Civetta e percorso in bellissmo prato erboso, fino a trovare il bivio con la mulattiera che riporta alla malga.

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In totale un'ora e mezza comprese le soste di osservazione delle bimbe.

Qui sotto vi metto la mappa del percorso, una passeggiata adatta a tutti, con belle viste, in zone poco frequentate. E per stavolta una fascia sarebbe bastata! :-)

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El troi de le Berte

on Lunedì, 30 Aprile 2012. Posted in montagna

breve passeggiata montanara

El troi de le Berte

Metti un pomeriggio in montagna ( siamo in vacanza per week end a Voltago Agordino), la bimba più grande a letto col papà e la piccola che invece non vuole saperne di dormire. Guardi fuori dalla finestra e vedi le montagne che chiamano... è vero non c'è il sole, anzi potrebbe piovere da un momento all'altro... ma non importa!

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Basterà caricare Elena in spalla ben coperta dalla mia maglia gigante, mettere a tracolla la macchina fotografica, indossare gli scarponi e prendere un ombrello!

Eccoci pronte per una passeggiata per il paese.



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Decido di fare un giro ad anello prendendo la strada che porta al Sass de la Madona a Piandison con l'intenzione di svoltare prima dell'ultimo tornante per il sentiero che ritorna in paese e che è costeggiato dai pannelli del "troi de le berte" (il sentero dei racconti) e sbuca in via Struz.

Lungo il sentiero ci godiamo la primavera che comincia a farsi sentire attraverso il canto degli uccelli e i colori dei fiori. 

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Ogni tanto una sosta per rileggere alcuni dei pannelli con le storie della tradizione orale montanara

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con Elena che fa sentire la sua felicità brontolando in spalla... rompendo assieme al cinguettio il silenzio del bosco...

 

Verso il mare – breve trekking ligure

on Martedì, 08 Novembre 2011. Posted in mare

Nel nostro recente viaggetto in liguria eravamo ospiti di un bel B&B sulle montagne del Parco Naturale regionale di Montemarcello (La Spezia), zone fortunatamente non colpite dagli ultimi distruttivi eventi meteorologici… Non potevamo farci sfuggire la possibilità un breve trekking visto che l’attacco del sentiero era a pochi passi! Un percorso al rovescio per noi abituati a sopportare la fatica della salita in vista della meta per riposarci al ritorno: discesa di circa 300 m fino al paese di Tellaro (vicino a Lerici) e poi risalita con la pancia piena!

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Siamo partiti seguendo le ben fatte indicazioni del CAI Sarzana in discesa su sentiero nel bosco un po’ rovinato dal passaggio evidente dei cinghiali, raccogliendo corbezzoli e fermandosi a guardare capre e altri animali, fino a incontrare la strada in località Zanego, attraversata la quale si riprende il sentiero (stavolta il numero 3) che scende verso Tellaro.

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Percorso bellissimo con costante vista del mare che si avvicina a poco a poco, tra la terrazzamenti con ulivi e lecci tra i quali ad un tratto si comincia a scorgere il piccolo centro arroccato di Tellaro con il campanile della chiesa di San Giorgio e lontane le isole di Palmaria, Tino e Tinetto di fronte a Portovenere.

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Il sentiero si fa gradinata (raccomando scarpe con buona suola antiscivolo o scarponi… il ciotoli del sentiero sono lisci per via della frequentazione ed è molto facile scivolare) fino ad arrivare al paese.

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Una volta in paese non resta che perdersi per i viottoli e le scalinate fino a trovare il mare e le scogliere dove fermarsi per una breve merenda a base di focaccia!

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E a passo lento, pancia piena e bimbe addormentate in spalla non resta che risalire!
http://www.parcomagra.it/

Jore: non contare i passi né le ore…

on Mercoledì, 19 Ottobre 2011. Posted in montagna

“Non contare le ore, conta i passi, se li dirigi in mezzo a questi sassi,
ma non contare i passi né le ore, se cerchi pace alla chiesa di Jore.”

Jore: non contare i passi né le ore…

on Mercoledì, 19 Ottobre 2011. Posted in montagna

“Non contare le ore, conta i passi, se li dirigi in mezzo a questi sassi,
ma non contare i passi né le ore, se cerchi pace alla chiesa di Jore.”
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Questa la frase sulla meridiana che accoglie chi arriva a Jore, per forza di cose a piedi, con desiderio di pace e tranquillità, senza fretta e con la lentezza tipica dei bambini che si soffermano attratti anche dalle cose più piccole.
Jore è una piccola località nei boschi ai piedi delle Cime D’Auta a 1556 m, accessibile solo a piedi dai paesini di Sappade o di Tegosa sopra Falcade (BL). Arrivarci è una bella e semplice passeggiata che si può fare anche in inverno con le ciaspe. Questa è stata la prima volta in 4!
Abbiamo deciso di salire da Sappade: lasciata la macchina nel parcheggio prima del centro del paesino, Elena e zaino in spalla e Alice a piedi, lo si attraversa godendo del bel paesaggio sul Mulaz e sul Focobon da una parte e sulla Civetta dall’altra, attenti anche ai bei palazzi e fienili ben recuperati.

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Alla fine del paese la strada si fa sentiero che sale ripidamente la dorsale del monte (sentiero n. 692 per Forca Rossa, indicazioni per Jore).

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La salita è tutta qua, poi il sentiero si appiana e si percorre senza alcuna fatica, cercando degli gnomi nascosti negli alberi…

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fino alla bella chiesetta dove un pic-nic al sole è d’obbligo!

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passeggiataUna risposta a Jore: non contare i passi né le ore…

•Marco
scrive: 19 ottobre 2011 alle 15:52

boni i panini! :-)
Rispondi

Passeggiata autunnale sul Monte Venda

on Venerdì, 14 Ottobre 2011. Posted in all'aperto

Ottobre è da sempre uno dei miei mesi preferiti, giornate ancora di una lunghezza decente, sufficientemente calde di giorno, ma fresche la sera, non occorre bardarsi per mettere il naso fuori dalla porta, ma non serve stare in canottiera… Poi il cielo limpido, i colori caldi delle foglie che stanno per cadere e di frutta e verdura… Non da ultimo la possibilità di fare ancora delle passeggiate, soprattutto in luoghi che d’estate sarebbero troppo caldi e che proprio nelle stagioni intermedie danno il meglio di sé. E così qualche giorno fa abbiamo caricato zainetto con merenda, fasce e bimbe in auto e siamo partiti verso i vicini Colli Euganei con destinazione il Monte Venda, in particolare volevamo salire in cima dove si trovano i resti del monastero Olivetano. Peccato però che una volta giunti lì abbiamo trovato un simpatico cartello che avvisava che la cima non era accessibile per lavori di restauro del monastero e, in effetti, alzando gli occhi abbiamo visto troneggiare una bella impalcatura! Che fare? Ormai che eravamo lì abbiamo deviato per una semplice passeggiata lungo il sentiero del Venda e il sentiero Lorenzoni che girano attorno al colle.
E’ una passeggiata semplice che può essere un giro completo del colle, di cui noi però a causa del tempo ridotto abbiamo percorso solo un tratto. Una parte è anche attrezzata per essere percorsa da disabili e non presenta difficoltà per cui anche i bambini possono camminare agevolmente, anzi correre!

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Inoltre non ci annoia certamente osservando l’ambiente naturale e fermandosi nelle aree attrezzate…

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Ecco le cose che sono piaciute di più ad Alice:

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ex-cava Monte Venda riqualificata

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gli antichi “maronari”

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corbezzoli (peccato non ancora maturi…)

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paesaggio con ulivi

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e al ritorno ci ha accompagnato un bellissimo tramonto!

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4 risposte a Passeggiata autunnale sul Monte Venda
•Giuly scrive:
14 ottobre 2011 alle 11:11
Che bello Daria! ci sono stata anch’io con la piccola Chiara e si è divertita tantissimissimo…bello davvero anch’io ho fatto delle foto meravigliose e la consiglio a tutti!
Rispondi
•irene scrive:
27 ottobre 2011 alle 13:58
Belle queste foto…sai Daria ho scoperto di avere una pianta di corbezzoli in giardino…Noemi ne va ghiotta:-)
Rispondi
•daria scrive:
27 ottobre 2011 alle 16:17
Wow! Una pianta stupenda e golosissima! Pensa che quando lavoravo a Padova ce n’era una pianta grandissima nell’unica aiuola nel parcheggio, quando mi hanno visto mangiarne i frutti mi hanno dato della pazza: pensavano che fossero bacche tossiche! Quando gli ho detto che era corbezzolo la risposta è stata: Ma è una pianta che esiste solo nelle favole!
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