in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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montagna

Jore: non contare i passi né le ore…

on Mercoledì, 19 Ottobre 2011. Posted in montagna

“Non contare le ore, conta i passi, se li dirigi in mezzo a questi sassi,
ma non contare i passi né le ore, se cerchi pace alla chiesa di Jore.”
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Questa la frase sulla meridiana che accoglie chi arriva a Jore, per forza di cose a piedi, con desiderio di pace e tranquillità, senza fretta e con la lentezza tipica dei bambini che si soffermano attratti anche dalle cose più piccole.
Jore è una piccola località nei boschi ai piedi delle Cime D’Auta a 1556 m, accessibile solo a piedi dai paesini di Sappade o di Tegosa sopra Falcade (BL). Arrivarci è una bella e semplice passeggiata che si può fare anche in inverno con le ciaspe. Questa è stata la prima volta in 4!
Abbiamo deciso di salire da Sappade: lasciata la macchina nel parcheggio prima del centro del paesino, Elena e zaino in spalla e Alice a piedi, lo si attraversa godendo del bel paesaggio sul Mulaz e sul Focobon da una parte e sulla Civetta dall’altra, attenti anche ai bei palazzi e fienili ben recuperati.

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Alla fine del paese la strada si fa sentiero che sale ripidamente la dorsale del monte (sentiero n. 692 per Forca Rossa, indicazioni per Jore).

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La salita è tutta qua, poi il sentiero si appiana e si percorre senza alcuna fatica, cercando degli gnomi nascosti negli alberi…

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fino alla bella chiesetta dove un pic-nic al sole è d’obbligo!

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passeggiataUna risposta a Jore: non contare i passi né le ore…

•Marco
scrive: 19 ottobre 2011 alle 15:52

boni i panini! :-)
Rispondi

Castello di Andraz e la logica dei bambini

on Giovedì, 01 Settembre 2011. Posted in montagna

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La settimana scorsa siamo stati a fare una passeggiata in montagna al castello di Andraz, poco prima del passo Falzarego, per la gioia di Alice che ha potuto vedere un VERO castello medievale, le cui rovine sono state ristrutturate da poco. Particolarità del castello è il fatto di essere costruito su
una roccia: il suo perimetro segue esattamente la forma del masso.
Osservandolo faccio notare ad Alice: Hai visto com’è grande la roccia su cui è costruito?
La sua bellissima risposta: Certo! Per fare un castello così grande ci voleva una roccia grande…
Io: Ma forse la roccia era già qui prima del castello…Alice: Ma noooo, mamma! L’hanno messa qui con una gru grandissima e ci hanno costruito sopra il
castello!

Trovate il racconto e il link ad altre info sul castello qui: http://trekkingconibambini.it/2011/10/06/castello-di-andraz/

Una risposta a Castello di Andraz e la logica dei bambini

•ilenia
scrive: 1 settembre 2011 alle 15:21
Degna figlia di un architetto... pensa già alle gru e alle fondazioni! :-)

Un bimbo in malga

on Sabato, 27 Agosto 2011. Posted in montagna

In fuga dal caldo di questi giorni siamo ritornati in montagna in cerca di refrigerio e ne abbiamo approfittato per qualche breve passeggiata. Quasi per caso abbiamo optato per malga La Grava in cui non eravamo mai stati, ai piedi di Civetta e Moiazza.

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Dopo il bel pic-nic con vista sul Civetta prima di scendere ci siamo fermati a dare un’occhiata alla malga per acquistare qualche formaggio: è stato un po’ come se il tempo si fermasse… ci ha accolto un bimbo di poco più di un anno con una maglietta a righe che ci spiava dalla cucina tranquillo.

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Poi è spuntata la mamma e mentre lei ci serviva, spiegandoci i formaggi e andando a prenderli in cantina, il piccolo rimaneva lì tranquillo a giocare guardandoci ogni tanto senza timore… i suoi giochi? La cucina! Mani e piedi sporchi di fuligine, ancora non in grado di camminare gattonava dal bel larin in pietra alla cucina, cercando ogni tanto di mettersi in piedi, sorridendo ad Alice.

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Appena fuori dalla porta un cane pastore tranquillissimo ci osservava con occhi lanquidi aspettando una carezza.

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Quanta serenità mi ha infuso questa scena! Che bello trovare ancora bambini che sanno giocare senza giochi!

3 risposte a Un bimbo in malga
•Melia scrive:
27 agosto 2011 alle 14:11
Che bellezza… A vivere in tanta semplicità e a contatto con la natura x forza che i bimbi sono più tranquilli e sereni! Lo sarei anche io!
Rispondi
•francesca equAzioni scrive:
27 agosto 2011 alle 14:17
anche noi siamo appena rientrati da una intensissima settimana in montagna!la scena che hai raccontato mi ricorda invece l’incontro con una bimba “di montagna”a globoko, in slovenia, anche lei di un anno e mezzo circa che trotterellava dappertutto giocando con ale
Rispondi
•Viviana scrive:
27 agosto 2011 alle 15:27
E’ bello poter trovare ancora posti come questi in cui il tempo sembra essersi fermati. Nonostante in una malga le cose da fare non finiscano mai e dall’alba al tramonto si corra e si lavori continuamente… beh, questo avviene senza la FRENESIA della città e della vita moderna, il tutto segue la logica del tempo e delle stagioni e della Natura. Il bestiame ha i suoi ritmi, il tempo decide se si può andare a far fieno o se bisogna rimandare a quando non piove, ecc… Tutti i bimbi dovrebbero avere l’opportunità di “staccare” e farsi una bella gita in montagna, e perchè no, visitare una malga con tutti gli animali… rendendosi conto che sono REALI e che da loro dipende ancora il nostro sostentamento. E’ assurdo ma ci sono bimbi che pensano che esista davvero la “MUCCA VIOLA”!!! O altri che vedendo una carta bruciare in un “fogolar” (poteva anche essere un caminetto o il fornello a gas di cucina) si siano spaventati perchè la carta “non c’era più”. Alla fine è un’ottima e indispensabile scuola di vita!Grazie per la tua testimonianza!
Rispondi

Avventurose cascate dell’Inferno

on Venerdì, 29 Luglio 2011. Posted in montagna

Un’ultima passeggiata prima di salutare la montagna! Un percorso veloce, ma molto emozionante che Alice ha apprezzato tantissimo facendosi tutta la salita da sola senza mai voler salire in spalla!
Si lascia la macchina a Col di Prà, località alla fine della bellissima Valle di S.Lucano, chiusa da un lato dalle pale di S. lucano e dall’altro dal Monte Agner (vi si accede da Taibon Agordino). Si parte lungo la ex-strada militare che sale verso la malga Campigat, e la si lascia subito alla prima curva per seguire il sentiero che procede lungo il torrente (indicazioni per cascata su un masso). Il percorso sale abbastanza ripido, con molte soste per vedere i vari salti d’acqua fino al salto più alto, presso il quale ci siamo fermati a fare merenda.

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Passaggio su ponticello in legno

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Ammirando l’impetuoso torrente

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Piccolo salto d’acqua

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Che bello salire le “scalette”

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“Mammaaaaa, corriiiii a vedere!”

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Come un canyon

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“Papà mi aiuti?”

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“E qui come salgo?”

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Breve passaggio attrezzato

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Foto di famiglia

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Io e le mie cucciole!

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3 generazioni in pausa merenda

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Anche Elena fa merenda

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Vista verso l’Agner

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Farfalla

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Dettaglio dell’ultimo salto d’acqua

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Una bella doccia fresca

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L’ultimo salto d’acqua

Noi non ne avevamo il tempo e siamo tornati da dove siamo venuti, altrimenti il percorso continua nel bosco fino a ricongiungersi con la mulattiera da cui si può salire ancora un po’ fino al ponte col bivio per le pale di S.Lucano in prossimità del quale ci sono le ultime cascate. Per rientrare si può utilizzare la comoda mulattiera.

Una risposta a Avventurose cascate dell’Inferno
•Pingback: Cascate dell’Inferno | Trekking con i Bambini

Escursione al rifugio Carestiato: il racconto di Alice (3 anni)

on Mercoledì, 27 Luglio 2011. Posted in montagna

Stamattina era una bella giornata di sole qui in montagna e ho chiesto alla mamma: “Facciamo una bella passeggiata?” Lei mi ha risposto di si, ma prima dovevamo preparare lo zaino e prendere un sacco di cose perchè secondo lei poteva piovere… ma se c’è il sole?! Boh… porto pazienza! Poi mi dice che dobbiamo andare a prendere il pane per i panini da Duilio, ok, la accompagno! Finalmente si parte e ci avviamo verso il garage, do un po’ di erba alle galline lì vicino e poi salgo in macchina perchè partiamo da un passo che si chiama Duran. Lungo la strada Elena si addormenta, anche a me viene un po’ di sonno, ma il panorama è bello e chiacchiero con mamma e papà fino al parcheggio. Eccoci al passo, ci sono altre persone che hanno voglia di fare questa passeggiata, alcune sono già partite e altre si stanno mettendo le scarpe, anzi gli scarponi… anche noi li mettiamo, poi la mamma prende Elena e la mette in fascia, il papà prende lo zaino e partiamo per un bel sentiero in salita. Mi fermo a vedere alcune farfalle

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anche una vestita da coccinella

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ogni tanto ci fermiamo e vediamo le macchine e la strada che sono piccole piccole e noi siamo in alto.
Papà mi chiede se voglio salire in spalla, ma qui il sentiero è così interessante, per terra c’è una specie di sabbietta rossa e poi delle rocce e un sacco di radici che formano delle scalette. Preferisco camminare.
Ad un certo punto questo bel sentiero finisce e arriviamo ad una strada di sassi bianchi, senza scalette, radici, rocce… Papà mi fa i complimenti perché sono arrivata così in alto da sola e adesso il percorso sarà più semplice… ma che noia! Non mi piace! Voglio salire in spalla!
Nel frattempo anche Elena ha cominciato a brontolare perchè ha fame e la mamma trova un bel posticino vicino ad una fontana per fermarsi. Qui si mi piace, peccato che loro vogliono già ripartire! Per fortuna salgo nel mei tai col papà!
Passiamo vicino ad una malga con le mucche, gli asini, le pecore: da quassù li posso vedere benissimo!

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Finalmente arriviamo in questo rifugio, ci sono alcune cose interessanti, come questa specie di catena di legno,

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ma io HO FAME! Facciamo un pic-nic!
Questo si che è un bel posticino! Mi tolgo le scarpe e i calzini e addento il mio panino…
Peccato che quella birbona di mia sorella piccola voglia rubarmi anche questo… non posso stare
tranquilla un attimo!

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E poi vuole ancora poppare!
Per fortuna che avevo messo nello zaino un libretto da leggere!

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Finito il libro trovo la macchina fotografica, posso fare qualche foto a tutte le cose interessanti che ci sono qui intorno.
Radici

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rocce

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la mamma

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rocce a righe con sassi che stanno per cadere

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il cielo

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alte montagne

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Adesso è ora di ripartire: c’è un interessante sentierino che va nel bosco, invece ci tocca andare ancora per la strada noiosa… vorrebbero che camminassi perchè dicono che in discesa non si fa fatica! Ma io non ci casco! Ho sonno! Voglio salire in spalla! Finalmente mi accontentano, che bel sonellino in spalla a papà!
Quando mi sveglio mi ritrovo sul bel sentiero in discesa e piove un po’… mamma e papà vanno veloci perchè dicono che manca poco ad arrivare alla macchina e che fra pochi minuti pioverà molto, Elena invece dorme ancora. Arriviamo al passo, entriamo in una specie di bar – rifugio appena prima che cominci il temporale!
E’ stata una bella giornata!
NdR: l’articolo è stato gentilmente adattato e parzialmente tradotto dalla mamma!

Trovate il racconto anche qui: http://trekkingconibambini.it/2011/10/06/escursione-al-rifugio-carestiato/

Una risposta a Escursione al rifugio Carestiato: il racconto di Alice (3 anni)

•ilenia scrive: 27 luglio 2011 alle 17:39
Ma brava Alice, è già pronta ad aprire un blog tutto suo! :-)



Pandolce alle nocciole

on Domenica, 24 Luglio 2011. Posted in montagna

Ritornati in montagna accompagnati dalla pasta madre, ritorna anche la voglia di panificare grazie alle temperature decisamente più gradevoli! In effetti mi ritrovavo un bel po’ di pasta madre a causa dei rinfreschi ripetuti senza utilizzarla e allora via alla panificazione: una bella pagnotta di pane integrale di grano tenero, una pizza e qualcosa di dolce da usare a colazione… Ecco come usare un po’ delle noccioline raccolte in giro per i boschi!

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Ho preso circa 2 etti di pasta madre rinfrescata la sera prima e l’ho sciolta in un bicchiere di succo di mele limpido, ho aggiunto mezzo cucchiaino di sale fino integrale, un cucchiaio abbondante di miele di acacia bio del parco delle Dolomiti Bellunesi, un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva bio e mescolato bene. A seguire ho aggiunto 2 cucchiai di farina di nocciole (o mandorle), due cucchiai di farina di cocco (del commercio equo) e una tazza da te di noccioline intere, continuando a mescolare bene. Infine ho continuato ad aggiungere farina semintegrale di farro bio quanto basta (circa 500 gr) ad ottenere una palla liscia che ho messo a lievitare coperto per 4 ore. Ho ripreso l’impasto, ho creato la pagnotta e rimesso a lievitare per altre 2 ore (probabilmente bastava anche una sola ora) e infine cotto in forno già caldo a 210° per 10 minuti e 180° per 30 minuti.


Ed eccolo pronto: ottimo a colazione! Morbidissimo!

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More e fragoline

on Sabato, 23 Luglio 2011. Posted in montagna

Cosa c’è di più goloso dei frutti di bosco? Magari raccolti direttamente nel bosco durante una passeggiata? Fino a qualche anno fa al ritorno dalle escursioni o salendo ai rifugi eravamo soliti fare delle pause dedicate alla raccolta di fragoline, more, lamponi e mirtilli, per un veloce e nutriente spuntino o se abbondavano per usarli per confetture… da un paio d’anni a questa parte è diventato difficile anche solo assaggiarli visto che sono diventati lo spuntino delle escursioni di Alice, che ha imparato ad aguzzare la vista per cogliere le piccole fragole o i mirtilli o a destreggiarsi fra i cespugli di lamponi e anche dalla fascia da indicazioni per la raccolta!
Ed eccola all’opera!

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Alba in montagna

on Venerdì, 22 Luglio 2011. Posted in montagna

Questa l’alba che potevo vedere fino a ieri dall’appartamento in montagna a Voltago Agordino…

 

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Ritorno allo Scarpa

on Giovedì, 14 Luglio 2011. Posted in montagna

Le mie prime escursioni al rifugio Scarpa risalgono a quando ero bambina: una ripida salita lungo la vecchia pista da sci, alte montagne rocciose ad accoglierci all’arrivo e il vicino nevaio.
Da quando abbiamo la fortuna di poter passare le vacanze a Voltago, lo Scarpa è ritornato ad essere una delle nostre mete preferite, col suo panorama stupendo e per il rifugio stesso con caratteristiche uniche. L’edificio era infatti la residenza dell’artista Enrico Scarpa ( http://www.seggioviafrassene.com/page1.html ).
Ci si può arrivare anche in seggiovia, ma logicamente noi saliamo sempre a piedi. Si può partire da Frassenè (frazione di Voltago Agordino) oppure da Forcella Aurine con una passeggiata un po’ più lunga, ma molto panoramica, che passa per il Col di Luna. Il dislivello è di circa 600 m. Si può facilmente fare un percorso ad anello scendendo per Malga Luna e la Val Domadore. Dal rifugio partono il sentiero Miniussi che arriva fino a Malga Agner e i percorsi per la vetta dell’Agner (via normale e ferrata).

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Entrati all’interno si viene accolti da un ambiente completamente diverso dagli altri rifugi dolomitici: qui sono stati conservati gli arredi d’epoca, un bellissimo focolare in pietra nera a destra, la sala pranzo con ampie vetrate con vista sulle montagne circostanti, al centro due divani dove riposare, leggere o scaldarsi. Al piano di sopra una bella terrazza solarium panoramica.

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Pausa lettura e pranzo di Elena

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Alice trova un'amica


Anche la cucina non delude con scelta di piatti vegetariani (adorabili gli gnocchi o le lasagne alla zucca) con le verdure dell’orto coltivato dai gestori, prodotti biologici, grappe e tisane autoprodotte.

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grappe

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te e tisane

E anche stavolta non siamo stati delusi!

10-ritorno 11-farfalla



Nidi di rondine

on Sabato, 09 Luglio 2011. Posted in montagna

Durante i nostri soggiorni in montagna facciamo spesso una passeggiata per il piccolo centro di Voltago la sera dopo cena e una di queste serate l’attenzione di Alice è stata attratta da alcune zone della strada a ridosso di alcune abitazoni sporche di escrementi di uccelli… da queste parti piccioni non ce ne sono, ma alzando gli occhi abbiamo visto che sotto le falde del tetto c’erano tre nidi di rondine e rimanendo in silenzio si sentivano i pigolii dei piccoli rondinini. Guardando con attenzione si potevano intravedere delle testine che si affacciavano! Siamo rimasti col naso all’insù meravigliati per qualche minuto e ci siamo ripromessi di tornare con più luce e con la macchina fotografica. Da quella sera la visita ai rondinini è diventata un tenero appuntamento fisso. Ed eccoli qui!

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Rondinini in attesa di pappa

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Arriva la mamma!

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La mamma riparte

Malga Stia: strategie montanare per 2+2

on Venerdì, 08 Luglio 2011. Posted in montagna

Finalmente vacanza e finalmente montagna!
E per noi dire montagna, è dire escursioni e camminate, ma se portare in malghe e rifugi un solo bimbo è relativamente semplice, munendosi di una fascia o di uno zainetto e dividendosi il carico, con 2 bambine, una di 5 mesi e una di 3 anni, la cosa si fa più complicata. Per testarci abbiamo scelto un percorso semplice, 400 m di dislivello, con possibilità di percorrere o il sentiero o una strada forestale, tempo previsto senza bimbe circa 1 ora in salita: partenza da Gares (frazione di Canale D’Agordo, 1381 m) e arrivo alla Malga Stia (1788m).
Prima missione: farci stare tutto in un solo zaino e senza farlo pesare troppo! Tutto significa cambio completo per Elena (pannolini lavabili, body, maglioncino, pantaloni), cambio completo per Alice (pantaloni, magliocino, impermeabile, maglietta), maglioni per noi, acqua (confidiamo nelle fontanelle lungo percorso, ma almeno un litro lo prendiamo), frutta, panini, succo di frutta, macchina fotografica, telefoni, portafogli, crema solare, cappellini, qualcosa per eventuale pronto soccorso…
Seconda missione: decidere l’assetto delle bimbe. Optiamo per usare la fascia lunga per Alice – sulla schiena – e mei tai per Elena – davanti – chi porta Elena porterà anche lo zaino. Appena sente la parola fascia Alice comincia: “Siiiii, fascia – fascia – fascia – fasciaaaaaaaa! Salgo in spalla alla mamma!” E noi che speravamo che un po’ di strada a piedi volesse farla!

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Ore 10: si parte!

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Appena il percorso diventa un bel sentiero ripido, Alice decide che ha voglia di camminare: primo cambio di assetto: Alice a piedi, Elena in mei tai e io porto lo zaino.

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Ritroviamo la forestale e Alice ha fame: sosta spuntino e poi si riparte, di nuovo in spalla a me.
Dopo poco è la volta di Elena che ha fame, altra sosta. Cominciamo a pensare che di questo passo arriveremo il pomeriggio!
Altro tratto a piedi per Alice, finalmente Elena si addormenta, altro tornante e di nuovo Alice in spalla…
Cominciamo a sentire i suoni degli animali al pascolo, ore 12: eccoci in vista della malga!

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Visitato l’intorno e l’interno decidiamo per un tranquillo pic-nic.

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Ci godiamo il paesaggio pranzando, riposino, cambio di Elena e poi si riparte con nuovo assetto: io porto Elena e lo zaino e Alice sale in spalla al papà.

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Pancini pieni e stanchezza fanno addormentare subito le piccole, finalmente un po’ di silenzio, solo il rumore dei passi fino all’arrivo!

10-arrivo

8 risposte a Malga Stia: strategie montanare per 2+2

•ilenia scrive: 8 luglio 2011 alle 15:16

Siete proprio bravi e le foto sono bellissime... io non ho mai fatto una passeggiata così con Elisa... :-( ma vorrei provare quest'anno un percorso un po' più lungo del solito, devi spiegarmi bene il discorso della fascia per Elisa perchè sicuramente lei di camminare non ne vorrà sapere! :-)

•daria scrive:
8 luglio 2011 alle 21:16
Ti dirò che Alice appena ha visto la fascia ha voluto salirci entusiasta, poi però voleva anche camminare (per fortuna), d’altro canto sono ancora piccole per fare così tanta strada a piedi,
o meglio la farebbero anche ma sicuramente con i tempi mooooooltoooooo dilatatati!
•Annamaria
scrive: 8 luglio 2011 alle 22:37

Che meravilgia!!! Ottima organizazione direi!!! Vi terremo come esempio per qualche passeggiata settembrina nei boschi... intanto condivido volentieri! :-)
•Elena
scrive: 11 luglio 2011 alle 15:20
Anche noi abbiamo ilproblema che la grande non vuol camminare…ma la piccola ha ormai
15 mesi e portarla davanti è quasi impensabile per peso, ma soprattutto lunghezza…
•daria
scrive: 11 luglio 2011 alle 16:18
Infatti mi chiedevo anch’io come sarà l’anno prossimo… speriamo che nel frattempo Alice faccia dei tratti a piedi più lunghetti! e pensare che l’autunno scorso le ultime escursioni se le era fatte quasi per intero a piedi! Evidentemente l’arrivo della sorella ha influito sul ritorno di fiamma alla fascia!
•Elena
scrive: 12 luglio 2011 alle 10:35
Direi di sì!
Ti ho linkata sulla bacheca di fb di GiovaniGenitori (una rivista per le famiglie del Piemonte), hanno apprezzato molto il tuo racconto! ;-)
•daria
scrive: 12 luglio 2011 alle 10:44
Grazie Elena! Gentilissima!
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