in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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montagna

DC-NEXT

on Martedì, 16 Ottobre 2012. Posted in montagna

DC-NEXT

A inizio mese siamo stati in montagna per qualche giorno e abbiamo avuto modo di visitare questa interessante mostra d'arte che si svolgeva a Taibon Agordino all'interno di una vecchia fabbrica in disuso: DC-Next, ovvero Dolomiti Contemporanee, una esposizione d'arte contemporanea, sul tema della montagna che è stata reinterpretata dai vari artisti espositori. E' stato un po' come tornare ai tempi dell'università quando visitare mostre d'arte e architettura era la norma... solo che adesso ero in compagnia delle due piccole birbe ed è stata decisamente una bella esperienza! Chi l'ha detto che non è possibile andar per mostre con i bambini e che loro non apprezzano?! Anzi! Si sono molto divertite e nei giorni successivi avrebbero voluto tornarci!

La cosa più bella di avere i bambini al seguito è la loro attenzione per tutto, lo sguardo curioso con cui si approcciano alle opere, il continuo chiedere delucidazioni: perchè ha disegnato questo? perchè ha costruito quello? Come ha fatto a fare quest'altro? Che cosa sono queste? 

E anche la voglia di partecipare fisicamente alla mostra (e questo è abbastanza fattibile con l'arte contemporanea), di toccare, ascoltare, muoversi dentro e con l'opera! 

Decisamente una bella esperienza!

Lascio alle foto il racconto anche visivo di alcune opere e della gioia e curiosità delle bimbe!

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Qui siamo in osservazione dell'opera "e l’uomo non è una felce" che "propone una riflessione sul ruolo dell’uomo rispetto alla natura, la quale è autosufficiente, e in ciò insufficiente".

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Questa è l'istallazione intitolata "Agner" (il monte che sovvrasta Taibon), la verticlaità della parete nord dell'Agner diventa una valanga orizzontale che esce dalla porta dello spazio espositivo invadendo il percorso antistante.

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Quest'opera ha decisamente colpito le bimbe: si sono arrampicate sul ponteggio, l'hanno percorso in lungo e in largo, si sono sedute sul tappeto guardando questa passeggiata e questo continuo montare e smontare la tenda. "Climbing Up The Walls" : "Il protagonista attraversa a piedi gli immensi prati, si ferma quando il paesaggio cambia attorno a lui e in queste pause provvede a montare e quindi a smontare la tenda che porta con sè. L’azione si ripete fino al tramonto e il personaggio esce di scena continuando il suo cammino nell’oscurità. L'intento era di rievocare contemporaneamente l’esperienza rituale dei pastori e il nomadismo dei viandanti che per secoli hanno attraversato le Dolomiti."

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La mostra è aperta fino a domenica prossima 21 ottobre: se siete in zona vi invito a farci un salto! e se avete bimbi portateli!

 

Gambe...

on Mercoledì, 29 Agosto 2012. Posted in montagna

Passeggiando in Cansiglio abbiamo incontrato questo personaggio ligneo seduto... :-)

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Magiche atmosfere sul Cansiglio

on Domenica, 26 Agosto 2012. Posted in montagna

Magiche atmosfere sul Cansiglio

La La zona delle montagne dell'Alpago ai confini fra Veneto e Friuli è sicuramente nei ricordi di molti piovesi che ci hanno passato piacevoli soggiorni in occasione di settimane verdi o bianche o di colonie estive da bambini e ragazzi nella casa che un tempo era di proprietà del Comune. Con piacere e con un po' di nostalgia abbiamo quindi deciso di fare una gita nel Cansiglio, bellissima foresta di faggi e all'altopiano del Pian Cavallo, dove abbiamo trovato refrigerio dalla calura che imperversava qui la settimana scorsa! 

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Siamo partiti senza una vera e proprio meta, ovvero con l'intenzione di fare una passeggiata, ma di decidere sul posto quale. L'ultimo ricordo del Cansiglio risaliva ad una decina di anni fa, passeggiata primaverile, o meglio invernale, a Marzo: la foresta era ancora coperta di neve, gli alberi con le loro corteccie chiare ancora spogli... anche quella volta non ricordo il giro che avevamo fatto, ma mi è rimasta impressa indelebilmente l'emozione di un incontro con un branco di cervi di passaggio che ci hanno attraversato il sentiero di corsa! 

Quindi arrivati in quota, ci siamo fermati al rifugio escursionistico Casa Vallorch dove abbiamo lasciato l'auto e da lì ci siamo incamminati verso il villaggio cimbro di Vallorch: poche case in legno con bel pergolato frontale alcune in ristrutturazione, begli orti...

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alla fine del villaggio una delle abitazioni attualmente è un bar-ristorante. Visto che ce la siamo presi comoda (come sempre l'andatura di Elena prevede numerose soste a mangiare lamponi e ad esaminare i sassi) e ormai la fame si fa sentire, decidiamo di pranzare lì, in quella atmosfera surreale con tavoli da ristorante apparecchiati in mezzo al bosco! 

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Da lì partono dei sentieri nel bosco

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fra cui decidiamo di percorrere quello diretto ad un altro villaggio cimbro "Le rotte". Il sentiero decisamente ben indicato, adattissimo ai bambini perchè privo di grossi dislivelli e tutto piacevolmente all'ombra dei grandi faggi!

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Eccoci a "Le rotte" con bella vista sul monte Cavallo

monte cavallo

e da lì ritorniamo Casa Vallorch completando l'anello!

fascia

Al rientro decidiamo di percorrere tutto il Pian Cavallo 

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e di scendere da Tambre in modo da fermarci al Lago di Santa Croce: scartata l'opzione della sponda nord troppo affollata e al sole, decidiamo di scendere alla piccola Baia delle Sirene sul lato sud del lago, riparata e all'ombra e decisamente meno nota.

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Il luogo è bellissimo e affascinante, cattura noi e le bimbe che solo a sera e a malincuore ci rassegnamo a riprendere l'auto e tornare a valle!

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D'altronde come si fa a non innamorarsi di un paesaggio così!?

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Passeggiando: discorsi fra sorelle

on Domenica, 26 Agosto 2012. Posted in montagna

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Ieri pomeriggio siamo andati a cercare un po' di fresco nei monti Lessini orientali nell'alta valle del Chiampo fra le provincie di Vicenza e Verona. Niente di impegnativo, un falsopiano adatto a lasciar camminare anche i più piccoli. Così anche Elena era a piedi per alcuni tratti, alternando momenti di corsa a prolungate soste ad ispezionare i sassi o a chiedere che le raccogliessimo frutti di bosco.

In una di queste soste, per spronarla a riprendere il cammino, magari lasciando dov'erano un po' di sassi del sentiero, le dico: "Forza Elena, andiamo, ora! o vuoi rimanere qui?!"

Mi guarda sorridendo e asserisce con i suoi due soliti cenni con la testa di preferire rimanere sul posto...

Alice la guarda perplessa e le dice: "Ma Elena, a me piaci come sorella, mi piace giocare con te, non restare qua, vieni con noi!"

Elena riparte! 

Casera Marol

on Venerdì, 10 Agosto 2012. Posted in montagna

Come a casa...

Casera Marol

Stavolta vi voglio raccontare di un luogo decisamente fuori dai soliti affollati itinerari di montagna, quasi sconosciuto... un percorso nel quale è raro incontrare qualcuno che non sia del luogo. Questo posto l'abbiamo “scoperto” per caso nel 2003, il primo anno in cui siamo stati a Voltago, per precisione il 17 ottobre, quando ci siamo svegliati con un paesaggio assolutamente fuori dall'ordinario, ovvero alberi gialli d'autunno coperti di neve, una leggera coltre che si sarebbe sciolta nel corso della giornata. Mi ricordo che avevamo in previsione un'escursione delle “nostre”, quindi abbastanza impegnativa, ma vista la sorpresa mattutina abbiamo deciso di ripiegare su una tranquilla passeggiata con partenza da Rivamonte, nel bosco, diretti alla piccola località Lagon, qualche casa sul crinale, raggiungibile solo con strada sterrata. Arrivati lì abbiamo visto un cartellino con le indicazioni per “Casera Marol”, c'era neve, ma impronte di qualcuno passato prima di noi ci indicavano il sentiero. Abbiamo deciso di seguirle e così siamo arrivati a questa piccola casetta in legno in cima al colle Marol sopra Rivamonte. Affascinati da questo solitario luogo ci siamo tornati un altro paio di volte sempre in inverno con la neve e le ciaspe partendo anche da Forcella Aurine, ma ormai erano vari anni che non la raggiungevamo e soprattutto non ci eravamo mai stati con le bimbe...

Decidiamo di partire da Forcella Aurine, salire per il sentiero meno ripido e scendere per la scorciatoia. Il percorso non ha difficoltà, si svolge tutto nel bosco per sentiero o strada bianca sterrata, non ci sono grossi dislivelli, però è pur sempre più di un ora di cammino (all'andata) e temevamo che Alice si sarebbe stancata... invece la presenza di tantissime fragoline di bosco l'ha tenuta impegnata!

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e non solo lei! anche Elena dalla fascia tendeva le sue manine per abbuffarsi dei piccoli e dolcissimi frutti!

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E finalmente con la pancia piena di fragoline giungiamo alla Casera, una piccola casetta – bivacco attrezzata con tavolo, panche, cucina economica e lavello, dove trovare rifugio o semplicemente riposare.

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Numerosi tavolini nel prato e al limitare del bosco per piacevoli pic-nic. Entriamo, Alice si sente subito a casa, si toglie le scarpe, sfogliamo il libro delle presenze e scriviamo due righe per ricordare il nostro passaggio.

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Le bimbe trovano delle scopine e si mettono a far pulizia, dentro e fuori. Pranziamo, il tempo di raccogliere ancora qualche altra fragola e si torna che in lontananza si sentono dei tuoni. Gran bella giornata!

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Passo di luna

on Lunedì, 06 Agosto 2012. Posted in montagna

Passo di luna

Questa è una bella passeggiata che, ai tempi in cui non avevamo le bimbe e fare 1000 m di dislivello era una sciocchezza, percorravamo in poco più di mezz'ora come itinerario "riposante" dopo una lunga escursione (da fare in mattinata o in poche ore libere al pomeriggio) oppure come parte di un'escursione al rifugio Scarpa.

Adesso con le due bimbe al seguito, di cui una sicuramente in spalla e l'altra a tratti, ci si accontenta di arrivare lì, dopo poco più di 400 metri di dislivello, il passo di Luna diventa la nostra meta!

Lasciamo la macchina a Forcelle Aurine (sulla statale fra Frassenè e Gosaldo), 1300 m, partiamo, Elena sulle mie spalle, Alice sulle sue gambe, zaino in spalla a Marco.

All'inizio riusciamo a tenere la mente di Alice occupata con segnaletica CAI, funghi, fiori, panorama sulla pista da sci e sulle vette, ma dopo un'erta salita la stanchezza ha il sopravvento e cominciano le richieste di trasporto.

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Alternando brevi tratti in spalla a Marco, corse fra le radici, canti e filastrocche a qualche lamentela, stremati dalla contemporanea presenza di Elena che si agitava sulle mie spalle nel tentativo di raccogliere erbe, fiori, eventuali frutti di bosco e toccare muschio, corteccie e licheni, finalmente siamo giunti al passo con bella vista da un lato verso Sant'Andrea di Gosaldo, il Piz Sagron, la valle del Mis e dall'altro verso il rifugio Scarpa e l'Agner (come accade spesso coperto da un nuvolone grigio minaccioso), il gruppo del San Sebastiano-Tamer e la Civetta.

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Il rifugio ci accontentiamo di vederlo da lontano...

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la gioia delle bimbe nel godere di questo bellissimo luogo è impagabile!

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Cascata delle Comelle

on Sabato, 28 Luglio 2012. Posted in montagna

Cascata delle Comelle

Anche quest'anno lascio alla piccola Alice e alle foto il compito di raccontare l'escursione che è le è piaciuta di più fra quelle fatte finora. E così dopo la passeggiata al rifugio Carestiato dell'anno scorso, eccovi il racconto dell'escursione alla cascata delle Comelle in Val Gares. Si parte da Gares, frazione di Canale d'Agordo, circa 1300 m, bel paesino, lo stesso da cui si parte per Malga Stia.

 

Anche oggi mamma e papà hanno voglia di camminare e mi dicono che andremo in un posto che mi piacerà molto dove siamo già stati quando io ero piccola e mi portavano nel mai tai ed Elena era nella pancia, a vedere una cascata. Bene, sono d'accordo, penso che mi piacerà.

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La mamma mi spiega che dobbiamo seguire il sentiero con le bandierine bianche e rosse disegnate sulle rocce (ndr: i segnavia CAI), mi piace fare a gara a cercarli e mi piace anche camminare con tutte ste fragoline da raccogliere e mangiare, le scalette fatte dalle radici o di legno da salire, le tane degli animali fra le rocce. E' faticoso salire, ma mi diverto.

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Ad un certo punto sento il rumore come di un torrente e dopo poco vedo la cascata, con l'acqua che scende dall'alto.

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C'è un ponte di legno che attraversa il torrente. Decidiamo di fermarci qui vicino alla cascata a fare il pic-nic, così poi possiamo giocare nell'acqua.

A me e Elena la cascata fa un po' impressione da vicino, invece il torrente ci piace e mentre la mamma fa le foto, noi giochiamo.

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Una farfalla nera e rossa decide di stare con noi, mi segue dappertutto e mi si posa sulle code in testa.

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E' ora di ripartire, adesso il sentiero è tutto in discesa, con tante scalette. Sono un po' stanca e decido di riposare un po' in spalla al papà. Arrivati in valle scendo, anche perchè è ora di rinfrescarsi i piedi nel torrente. Faccio qualche traversata con i piedi nell'acqua con la mamma... peccato che è già ora di andare via...

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Sono stanca... per fortuna siamo quasi alla macchina! Finalmente si dorme!

 

Note tecniche:

Il percorso è ad anello con un dislivello modesto di circa 170 m, con partenza da quota 1380 (Gares), arrivo alla Cascata a quota 1500, rientro per il rif. Capanna Comelle (m. 1330) e risalita al paese di Gares.

I nostri tempi con le due bimbe sono stati:

  • Gares – cascata per sentiero n. 704: 1 ora

  • cascata – rif. Capanna Comelle: 35 minuti

  • rif. Comelle – Gares: 20 minuti

    • La cascata è spettacolare!

Ritorno al Castello di Andraz - interno e percorso ad anello

on Martedì, 24 Luglio 2012. Posted in montagna

... e l'utilità della fascia

Ritorno al Castello di Andraz - interno e percorso ad anello

A vedere questo bellissimo castello con la sua ubicazione su una roccia c'eravamo già stati l'anno scorso, quando però, era visitabile solo all'esterno visto che i lavori di ristrutturazione interna non erano ancora stati completati. Quando qualche mese fa abbiamo avuto notizia che i lavori erano finiti ci eravamo riproposti di tornare per vedere anche l'interno, visto che tra l'altro ad Alice era piaciuta molto la visita.

Quindi rieccoci al Castello di Andraz, località Castello, lasciamo la macchina nel parcheggio nei pressi della malga e con una breve passeggiata arriviamo al castello e fatti i biglietti cominciamo a salire le scalette in ferro che portano al suo interno arrampicandosi sul grande masso roccioso su cui è costruito. Restauro spettacolare, molto bene fatto. Il castello era come una piccola città autosufficiente con cantine, cucine, magazzini, sale pranzo, soggiorni, prigioni, chiesa...

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Alice si gode la visita, correndo per le stanze, fermandosi a guardare dalle finestrelle strombate, osservando i reperti della vita quotidiana di un tempo (chiavi, anelli, collane, spilli, piatti, bicchieri, monete...) e chiedendomi cosa si faceva nelle varie stanze.

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Anche Elena sulla mia schiena, in fascia, è felice, curiosa e soddisfatta delle cose che vede.

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Grazie alla fascia ho le mani libere per aiutare Alice nei punti dove le scalette più ripide o per scattare foto. 

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Le cose che hanno colpito di più Alice sono state:

  • i water con foro diretto sull'esterno, con salto di 30 m direttamente sul torrente sottostante (uno per piano ben allineati). "Ma allora anche una volta facevano la cacca!" se ne è uscita... (:-))

  • il lavandino – secchiaio che funzonava allo stesso modo del wc con scarico diretto all'esterno

  • la grande canna fumaria delle cucine

  • la stanza segreta a cui un tempo si accedeva da una botola, con le pareti coperte di scritte

  • la passeggiata in copertura dove anche Elena ha voluto fare qualche corsetta

  • i nidi fatti dagli uccellini nei buchi fra i massi delle mura del castello, di cui uno anche con le uova all'interno.

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Ci attardiamo a visitare bene tutte le stanze e usciamo all'ora di pranzo, decidiamo per un pic-nic sul posto usufruendo dei tavolini posti lì attorno.

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Per il rientro decidiamo di seguire il sentiero che passa di fianco al castello, segue il bel torrente, lo supera più in valle e risale alla malga dove abbiamo lasciato la macchina.

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Bella passeggiata, gradita anche dalle bimbe (peccato per lo scivolone di Alice). Un po' di attenzione poco dopo il ponte sul torrente in quanto spariscono i segnali cai e il sentiero principale si perde nel bosco, bisogna prendere il sentierino che sale verso un vecchio fienile.

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In giornate di questo tipo l'uso della fascia per portare Elena è indipsensabile a mio avviso, infatti la visita al museo fatto tutto di scalette ripide sarebbe impensabile col passeggino e pericolosa portando in braccio. Uno zaino "classico" da trekking per bambini risulterebbe decisamente ingombrante, invece con la fascia si riesce a far godere la visita anche ai più piccoli senza pericoli. Inoltre la fascia consente di poter tranquillamente decidere di cambiare programma e fare passeggiate non previste decidendo sul posto. Approfitto quindi di questo articolo per segnalarvi la terza edizione del concorso fotografico Equazioni "Portare i bambini in vacanza 3", dedicato tutto al portare in vacanza con fasce, mei tai e simili. Io sicuramente parteciperò anche quest'anno e non solo per i bellissimi premi!

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Qui potete leggere il mio articolo dell'anno scorso sulla nostra esperienza di portare in vacanza.

Qui la mia foto che era arrivata in finale l'anno scorso.

Qui le finaliste dell'anno scorso.

PS: potete trovare il racconto della nostra prima visita ad Andraz e di altre bellissime escursioni con bimbi al seguito sul sito Trekking con i bimbi.

Ai piedi del Civetta: Forcella La Grava

on Martedì, 17 Luglio 2012. Posted in montagna

Ai piedi del Civetta: Forcella La Grava

Rieccoci finalmente in vacanza, finalmente al fresco, finalmente fra i monti, finalmente a passeggiare. Bimbe cresciute e nuovi assetti per le nostre irrinunciabili escursioni: una passione questa che nel tempo si è adeguata alla presenza di una e poi due bimbe e al variare della loro età. Elena con i suoi quasi 18 mesi e quasi 12 kg va portata sulla schiena (con poche eccezioni), Alice a 4 anni potrebbe camminare quasi sempre sulle sue gambe, ma quando è stanca reclama ancora le spalle (del papà perchè per me è ormai troppo pesante da trasportare). Quindi solitamente ci portiamo dietro due fasce, la lunga elastica e la lunga in canapa e il mei-tai a fasce larghe e decidiamo sul posto quale supporto usare per le due bimbe, o meglio in quale infilare fin da subito Elena e quale portare con noi per Alice. E poi c'è l'immancabile zaino stracarico fra cibo, cambio magliette e calzini, k-way per la pioggia sempre in agguato, piccolo pronto soccorso e cambi (di lavabili) per Elena (che nonostante in casa sia quasi spannolinata non ci si fida ancora a portare in giro senza pannolo).

Il filo conduttore delle escursioni di quest'anno è: percorso vario e non monotono senza eccessivi dislivelli, preferibilimente ad anello. Questo per fare in modo di non annoiare Alice e di evitare le sue richieste di essere trasportata.

La prima passeggiata di quest'anno è appunto un percorso ad anello che parte da Malga La Grava, ai piedi del Monte Moiazza (gruppo del Civetta), dolomiti bellunesi, val Zoldana, dove eravamo stati per la prima volta l'anno scorso e ritorna alla stessa passando per forcella La Grava.

Abbiamo lasciato la macchina nei pressi della malga, alla quale si accede da una stradina che si stacca dalla strada che porta al passo Duran.

Lasciata la macchina si parte in direzione della forcella, ben visibile.

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Il dislivello è di 150-200 m su comoda mulattiera, sentiero 557. Alice cammina volentieri, Elena osserva comodamente dalle mie spalle sulla fascia.

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Lungo il percorso si incrociano gli animali della malga, tutti al pascolo libero, spesso intere famiglie con cuccioli al seguito, cosa che non può non interessare le bimbe.

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Logicamente c'è chi viene ispirato dalla vista del piccolo asinello che poppa... quindi siamo obbligati ad una breve pausa allattamento in posizione panoramica...

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In breve (un'ora in totale, comprese soste) arriviamo alla forcella (m 1785) attrezzata con tavolino in legno e panche e pannelli con spiegazioni (purtroppo rovinati), dove decidiamo di sostare per il pic-nic pranzo.

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Riprendiamo sul sentiero CAI 585 attorno al Col de la Besadora, questa volta si tratta di un bel sentiero nel bosco, dove Alice si diverte a trovare i segnali bianchi e rossi del CAI.

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Il sentiero ci porta alla strada bianca sul Col de la Grava (1857 m ) dove di apre una bellissima vista sul monte Pelmo.

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Da lì poi si scende e il panorama cambia ancora con vista sulla Moiazza e sul Civetta e percorso in bellissmo prato erboso, fino a trovare il bivio con la mulattiera che riporta alla malga.

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In totale un'ora e mezza comprese le soste di osservazione delle bimbe.

Qui sotto vi metto la mappa del percorso, una passeggiata adatta a tutti, con belle viste, in zone poco frequentate. E per stavolta una fascia sarebbe bastata! :-)

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I cadini del Brenton

on Giovedì, 24 Maggio 2012. Posted in montagna

Parco naturale delle Dolomiti bellunesi

I cadini del Brenton

Chiamarlo trekking è sicuramente eccessivo, si tratta di una bella passeggiata nel Parco delle Dolomiti bellunesi, che abbiamo rifatto nei giorni scorsi con le bimbe. Un luogo sconosciuto ai più, ma affascinante, un angolo stupendo vicino a casa, con colori che rimandano a luoghi tropicali lontani: acque limpide e trasparenti turchesi e verdi. Il percorso molto semplice parte nei pressi del Lago del Mis, dove si lascia la macchina in corrispondenza dell'area ristoro del parco e si segue il sentiero che entra nel bosco con le indicazioni per "Cadini del Brenton". In una decina di minuti si arriva nei pressi del torrente Brenton e dei suoi "cadini", ovvero catini scavati nella roccia bianca ad opera dell'erosione dell'acqua, collegati da una serie di cascate naturali. La cosa è ben spiegata sul luogo da un pannello illustrativo, e la potete vedere anche qui, sul sito del parco delle Dolomiti bellunesi, dove trovate tutti i dettagli del percorso.

Per le bimbe è stata una passeggiata emozionante sotto tutti gli aspetti, Alice l'ha percorsa tutta a piedi ed Elena in spalla.

Avete voglia di accompagnarci nella nostra passeggiata?

Eccoci qua lungo il sentiero nel bosco:

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che porta fino ai cadini, da cui con scalette e ponti si possono ammirare i vari salti d'acqua, in un percorso ad anello.

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Alice col papà si è divertita a camminare sui gradoni di roccia

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Elena a lanciare sassolini nell'acqua (sempre sulle mie spalle...)

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Al ritorno ci siamo fermati a fare merenda nel piccolo orto botanico

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dove le birbe si sono finalmente riposate...

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El troi de le Berte

on Lunedì, 30 Aprile 2012. Posted in montagna

breve passeggiata montanara

El troi de le Berte

Metti un pomeriggio in montagna ( siamo in vacanza per week end a Voltago Agordino), la bimba più grande a letto col papà e la piccola che invece non vuole saperne di dormire. Guardi fuori dalla finestra e vedi le montagne che chiamano... è vero non c'è il sole, anzi potrebbe piovere da un momento all'altro... ma non importa!

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Basterà caricare Elena in spalla ben coperta dalla mia maglia gigante, mettere a tracolla la macchina fotografica, indossare gli scarponi e prendere un ombrello!

Eccoci pronte per una passeggiata per il paese.



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Decido di fare un giro ad anello prendendo la strada che porta al Sass de la Madona a Piandison con l'intenzione di svoltare prima dell'ultimo tornante per il sentiero che ritorna in paese e che è costeggiato dai pannelli del "troi de le berte" (il sentero dei racconti) e sbuca in via Struz.

Lungo il sentiero ci godiamo la primavera che comincia a farsi sentire attraverso il canto degli uccelli e i colori dei fiori. 

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Ogni tanto una sosta per rileggere alcuni dei pannelli con le storie della tradizione orale montanara

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con Elena che fa sentire la sua felicità brontolando in spalla... rompendo assieme al cinguettio il silenzio del bosco...

 

Intervista doppia a una bimba intrepida e alla sua coraggiosa mamma

on Mercoledì, 02 Novembre 2011. Posted in montagna

Oggi ospito una cara amica Michela e sua figlia Angelica che ho intervistato virtualmente! Quando vedo le loro foto e sento raccontare le loro avventure resto colpita da un lato dallo stretto rapporto con l’ambiente in cui vivono e dall’altro dalla fiducia della mamma nella piccola anche quando la vede far cose che come mamme ci spaventano, intervenendo solo quando necessario.
La parola ad Angelica!

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•Ciao Angelica, quanti anni hai?
Tre, così si fa…(prende la mano e nasconde due dita!)
• Dove abiti?
In M****** (nota di Michela: M****** è la località dove si trova la nostra casa)
• Hai un gatto?
Si, è Patus, guarda è qui (lo indica sul divano)…miagola sempre lui!
• Vai dai nonni ogni tanto? Cosa fai con i nonni? Ti piace?
Si dalla Nonna Luisa, anche dalla nonna Bruna (ndr: nonna materna) però, è bella la nonna Bruna, anche la nonna Luisa però, anche il nonno Chiarli (nonno paterno) è bello!
• Dal nonno ci sono degli alberi? Ti ricordi che alberi sono? Ti piacciono?
Si, di mele
• Cosa fa Patus sugli alberi? E tu?
Si arrampica, io mi arrampico…faccio così (tira su è giù mani e braccia e alza alternativamente le ginocchia)

•Ti diverti? E la mamma si diverte a vederti? E il nonno?
Si mi diverto, però piango (allarga le maninne) perché non posso andare più su e poi piangevo perché non riuscivo a scendere. Mi ha aiutato papà…la mamma non c’è, il nonno non c’è…
•Non hai paura di salire così in alto?
Eh no eh!( Gli occhi diventano grandi come palle da biliardo) C’è papà sotto!
angelica-estate-2011-027La parola a Michela
• Ciao Michela, quanto ha Angelica?
Angelica ha tre anni fatti a settembre
• Dove abitate? Da quanto?
Abitiamo in un paese di montagna della Carnia, in località M*****…lontana dal paese. Dal 2008 da quando è nata Angelica.
• Avete un gatto?
Si , si chiama Patus
• Porti Angelica dai nonniogni tanto? Cosa fa dal nonno? Le piace?

I nonni la vanno a prendere quasi tutti i giorni all’asilo (sono loro che vogliono andare), poi resta lì e gioca, colora, disegna, fa merenda, passeggia, rompe (e mangia) noci, cura gli uccellini del nonno, ascolta musica, suona la tromba del nonno, vanno a farsi un giretto in macchina a raccogliere frutta o a vedere i cavalli, le pecore e sopratutta la sua scultura in legno preferita: l’AQUILA…amore e “terrore” di Angelica
• Ci sono alberi dai nonni? Quali?
Si dai nonni ci sono alberi di mele e albicocche, però piccoli perché loro vivono in paese e hanno un giardinetto piccolo.
• Cosa fa Angelica su questi alberi?
Lei tenderebbe ad arrampicarsi, ma se è con me non se ne parla (troppe vertigini..io), quando è col papà si, alla grande!

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• Si diverte? E tu ti diverti? Sei mai salita su un albero?
Lei si diverte e andrebbe sempre più in alto …anche per fare come fa il gatto…così si arrabbia se non riesce ad andare dove va lui…poi a dire il vero ha qualche problema a scendere…e fa un po’ di fatica, qualche piantino…finché non arriva tra le braccia del papà..ma è una paura “dismentegona” come si dice…perché appena ha occasione di risalire…!
Io non mi diverto proprio…mi diverto solo a sapere che si diverte…per questo lascio che faccia…come quando, si è arrampicata sul quella ruota (non era piccola, era del PK!) o quando l’anno scorso a due anni (sempre per seguire il
Lui non è pauroso e sono felice quando assieme “vivono” queste “avventure”! Se io ho paura non è giusto che l’abbia anche lei…sarà lei a “scegliere”…se mi chiedessero “come vorresti che fosse
tua figlia?” io non avrei dubbi e risponderei: ”LIBERA!”.gatto) è salita da sola su una scala a pioli fino a tre metri…in queste occasioni c’è sempre il papà. Tu mi dicevi che ti piaceva come mi fido di lei…più che altro mi fido del papà. Io sono un paurosa di natura per queste cose…ho quasi paura a salire su una sedia…da piccola (6 anni) ho fatto 7,10 metri di volo…il destino è stato dalla mia parte, ma se prima di allora ero come Angelica e salivo dappertutto, compresi gli alberi, poi
sono cambiata “un po’”.
Intendiamoci in queste “avventure”… è sempre ben scortata!

raccolta-noci-ottobre-2011-002

2 risposte a Intervista doppia a una bimba intrepida e alla sua coraggiosa mamma

•Romina
scrive: 2 novembre 2011 alle 15:02
Bella lei, assomiglia molto a me da piccola… Ne sa qualcosa la vecchia magnolia nel giardinop dei miei genitori... A me Tarzan ha sempre fatto un baffo! :-) e non sepre c'erano i miei a vigilare... ero moooltooo furbetta io!!!!
Rispondi
•daria
scrive: 2 novembre 2011 alle 15:30
Ma dai, Romina, non ti facevo scavezza-collo!Rispondi

Jore: non contare i passi né le ore…

on Mercoledì, 19 Ottobre 2011. Posted in montagna

“Non contare le ore, conta i passi, se li dirigi in mezzo a questi sassi,
ma non contare i passi né le ore, se cerchi pace alla chiesa di Jore.”

Jore: non contare i passi né le ore…

on Mercoledì, 19 Ottobre 2011. Posted in montagna

“Non contare le ore, conta i passi, se li dirigi in mezzo a questi sassi,
ma non contare i passi né le ore, se cerchi pace alla chiesa di Jore.”

Jore: non contare i passi né le ore…

on Mercoledì, 19 Ottobre 2011. Posted in montagna

“Non contare le ore, conta i passi, se li dirigi in mezzo a questi sassi,
ma non contare i passi né le ore, se cerchi pace alla chiesa di Jore.”
2011 1015061

Questa la frase sulla meridiana che accoglie chi arriva a Jore, per forza di cose a piedi, con desiderio di pace e tranquillità, senza fretta e con la lentezza tipica dei bambini che si soffermano attratti anche dalle cose più piccole.
Jore è una piccola località nei boschi ai piedi delle Cime D’Auta a 1556 m, accessibile solo a piedi dai paesini di Sappade o di Tegosa sopra Falcade (BL). Arrivarci è una bella e semplice passeggiata che si può fare anche in inverno con le ciaspe. Questa è stata la prima volta in 4!
Abbiamo deciso di salire da Sappade: lasciata la macchina nel parcheggio prima del centro del paesino, Elena e zaino in spalla e Alice a piedi, lo si attraversa godendo del bel paesaggio sul Mulaz e sul Focobon da una parte e sulla Civetta dall’altra, attenti anche ai bei palazzi e fienili ben recuperati.

2011 1015019

Alla fine del paese la strada si fa sentiero che sale ripidamente la dorsale del monte (sentiero n. 692 per Forca Rossa, indicazioni per Jore).

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La salita è tutta qua, poi il sentiero si appiana e si percorre senza alcuna fatica, cercando degli gnomi nascosti negli alberi…

2011 10150402011 1015041

fino alla bella chiesetta dove un pic-nic al sole è d’obbligo!

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passeggiataUna risposta a Jore: non contare i passi né le ore…

•Marco
scrive: 19 ottobre 2011 alle 15:52

boni i panini! :-)
Rispondi

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