in cucina

IMG 20161208 122722

Salva

Salva

Salva

con i piccoli

IMG 20170127 104057

 

Salva

Salva

Salva

Salva

a piedi o in spalla

DSCF3423 2

 

Salva

Salva

Salva

orto e giardino

DSCF2486 gd

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Label, questioni di etichetta

on Venerdì, 05 Settembre 2014. Posted in libri

Label, questioni di etichetta

 E lo fanno per tante merci.

Per esempio un pomodoro ciliegino che nasce vicino a Vittoria in Sicilia, attraversa lo stretto, va su per la calabria, su su per la Campania, e lo confezionano in provincia di Latina. Poi ritorna a Vittoria in Sicilia, che è la capitale della distribuzione nel Sud. 1636 chilometri solo per impacchettarlo. Ma come si fa a non arrabbiarsi?

E per forza che costano tanto le cose. Solo la benzina...

Non per fare la moralista, ma se compri una cosa che ti producono vicino a casa, intanto non c'è bisogno di conservarla, perchè sufficiente coglierla.

Ma poi quella stessa mela, quella zucchina, quel pomodoro. Quel limone, coltivato come tutti gli altri, per niente speciale... una semplicissima pera che se ne trovano mille così: vuoi mettere lasciarla sull'albero fin quando è matura invece che tirarla giù ancora acerba e deportarla a friggere sull'autostrada? Vuoi mettere coglierla al momento giusto  lasciandola nutrirsi delle sostanze che prenderebbe da sola senza sforzo, come vuole la Natura, essì, cazzarola! Come vuole la Natura!Che un po' di esperienza più di noi ce l'avrà anche, no?

 

 

E allora, quando è stata sull'albero il tempo giusto, non è maturata in viaggio, non è stata strapazzata, cioè insomma ha fatto tutto quello che doveva fare e ha dato il meglio di sé; allora prendi questa pera, e finalmente le dai un morso, è già senti che c'è qualcosa di diverso, perchè i denti, le gengive rispondono, e la bocca sente qualcosa di pieno, di completo, e l'attimo dopo è un momento fanstatico che non si può raccontare.

E' tutto il piacere di ritrovare il sapore che avevi dimenticato, che si spande nelle papille esultanti, e poi via per i nervi corre la buona notizia, assale le zone del piacere nel cervello e giù, giù nella schiena in un brivido: è una deflagrazione!

Solo un pezzo di questo libricino che si legge tutto di un fiato, in poche ore, ma che potete gustare anche con calma. Scorre via veloce, anche se denso di contenuti... non sono cose nuove, in fondo sono cose che già sappiamo, ma leggerle viene utile a rinfrescare la memoria. Questo libricino è la trasposizione dell'omonimo spettacolo teatrale che gira l'Italia, protagonista Margherita, moglie ben informata di Achille Scarampo, che ci parla delle comuni tecniche di marketing della GDO raccontandoci la storia lavorativa del marito. labelUn testo semplice da leggere, leggero e divertente che può essere più utile di tanti altri più "tecnici" e che può avvicinare anche chi ha poca voglia di leggere alle tematiche del consumo critico e far capire il valore di un secchio di frutta e verdura a metro quasi 0 appena raccolto dall'orto/giardino.

"Label. Questioni di etichetta." di Massimo Donati e Alessandra Nocilla di un'idea di David Marchiori ed. Altreconomia

Qui sotto vedete una parte dello spettacolo teatrale.

Questo post partecipa al VdL di Paola Homedemama.

 

Commenti (9)

  • Francesca

    Francesca

    05 Settembre 2014 at 10:48 |
    Fai bene ad arrabbiarti.
    La grande distribuzione sta uccidendo l'agricoltura, sia per l'imposizione arbitraria dei prezzi, sia per colpa di questi assurdi giri che fanno lievitare i prezzi in modo esponenziale.
    Io mi sono sempre chiesta come mai il piccolo produttore, invece di sottomettersi alle leggi insane e criminali della grande distribuzione, non si organizza con una vendita diretta ai cittadini del suo comune, o non fa mercatini locali o si organizza in piccole cooperative con altri agricoltori, vendendo poi i prodotti ad un prezzo più equo, con meno Km e prodotti freschi.
    Hai ragione ad arrabbiarti. Quando i prodotti della Natura o gli animali (ancora peggio), vengono trattati solo come merce per far guadagnare di più solo i soliti noti, allora c'è davvero da incazzarsi!
    C'è qualcosa di profondamente innaturale, immolare e criminale in tutto questo.
    Ma io nutro la speranza che le cose cambieranno presto
    Francesca

    Rispondi

    • Daria

      Daria

      05 Settembre 2014 at 15:08 |
      In effetti il libro si conclude con questa speranza di cui parli tu, la spesa a km 0, i gas, i mercati contadini, l'autoproduzione. Un po' alla volta le cose stanno comabiando, ma c'è ancora tanto bisogno di parlarne, anche se a noi sembrano cose note e scontate.

      Rispondi

  • kemate

    kemate

    05 Settembre 2014 at 14:56 |
    Oh si è da prendere ma soprattutto sarebbe da far leggere a chi compra ancora le pere che arrivano dall'argentina, ma come si fa!

    Rispondi

    • Daria

      Daria

      05 Settembre 2014 at 15:09 |
      Eh, si, ne parlavo con il nostro fornitore gas la settimana scorsa, anche i prodotti bio spesso hanno fatto troppa strada, perfino prodotti che potrebbero essere locali come i legumi, per non parlare dei cereali...

      Rispondi

  • silvia

    silvia

    05 Settembre 2014 at 16:08 |
    Concordo! Un tema pungente e sempre attuale anche se a volte si tende a non pensarci e si va a fare la spesa con gli occhi chiusi. A questo punto mi piacerebbe vedere lo spettacolo!

    Rispondi

    • Daria

      Daria

      05 Settembre 2014 at 23:00 |
      Si, davvero, se ho occasione non me lo farò scappare

      Rispondi

  • Felicia

    Felicia

    09 Settembre 2014 at 05:59 |
    Anch'io mi arrabbio.... è assurdo!!! se non hai la fortuna di avere un orto sei costretto ad acquistare prodotti insapori o acerbi. Un libro da leggere sicuramente, da regalare, da diffondere!!!!

    Rispondi

    • Daria

      Daria

      09 Settembre 2014 at 14:59 |
      Infatti... il formato e il tipo di raccontano aiutano anche i più scettici ad avvicinarsi a certe tematiche che potrebbero sembrare un po' ostiche.

      Rispondi

  • cri

    cri

    13 Settembre 2014 at 20:46 |
    altrochè se c'è da arrabbiarsi, o quanto meno da prendere coscienza e comportarsi di conseguenza. E mi rendo conto che di consapevolezza ce n'è ancora davvero poca :(

    Rispondi

Lascia un commento

Stai commentando come ospite. Login opzionale sotto.


Anti-spam: complete the taskJoomla CAPTCHA

Login

Per commentare più agevolmente (senza che ti venga richiesto il codice captcha) registrati e fai il login quando entri nel sito. In questo modo l'approvazione dei commenti verrà richiesta solo la prima volta e poi sarà automatica
PS: purtroppo sono stata costretta per gli utenti non registrati a inserire i codici captcha a causa dell'eccesso di spam che finiva col bloccare il sito. Grazie!

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione cookie policy