in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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Articoli taggati con: km 0

Il mio menù per l'independence day

on Sabato, 30 Maggio 2015. Posted in cucina

Il mio menù per l'independence day

Eccezionalmente eccomi a postare di sabato, per un motivo validissimo, ovvero l'Independence day, iniziativa di Un tuffo nell'insalata.

La sfida non è da poco: per un giorno consumare solo alimenti autoprodotti, ottenuti da materie prime possibilimente locali, facendo a meno della grossa distribuzione. La volontà sarebbe quella di mangiare così tutti i giorni, purtroppo pur autoproducendo molto per alcune cose mi rendo conto di essere anch'io molto dipendente dagli acquisti, anche se il canale preferenziale è quello del gruppo di acquisto e quindi per lo meno evito il passaggio nella grossa distibuzione andando direttamente alla fonte.

Independence Day

Mi sono divertita nei giorni scorsi a pensare un menù con prodotti solo di stagione e il più possibile autoprodotti o locali e bio, oggi ve lo lascio e domani sera o lunedì posterò le foto relative e le eventuali varianti.

Le barbarighe

on Martedì, 27 Settembre 2011. Posted in all'aperto

Fra i prodotti che acquistiamo col gas ci sono anche farine e cereali in chicco che acquistiamo da una bellissima azienda agricola di San Martino di Venezze (RO) coltivatori e trasformatori con il loro mulino in pietra di cereali biologici. Questa volta siamo andati noi a ritirare i prodotti ordinati dai “gasati” direttamente in azienda: una bella gita per le bimbe!
Imboccare la stradina che porta alle Barbarighe vuol dire lasciarsi alle spalle la città ed entrare in una dimensione orizzontale, bassa, fatta di campi intervallati da vecchi pioppi e da qualche rara costruzione, altre aziende agricole sorte in epoche lontane. Varcato il cancello sempre aperto il tempo non ha più valore…

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Accolti da 3 placidi e grandissimi cagnoloni che neanche abbaiano, ma si strusciano sulle gambe, con calma arriva Silvia e si comincia a chiacchierare … ah, si dovevamo ritirare gli ordini per il gas!
Entriamo nella sala (vecchia stalla ristrutturata con appesi al muro insegne con i nomi delle mucche) dove si svolgono gli incontri della fattoria didattica e dove c’è la piccola rivendita diretta: ci accoglie un tavolo coperto di sacchi di farina, sono quelli ordinati dai soci. Carta e penna alla mano si comincia a controllare tutti gli ordini, uno a uno fra una chiacchiera e l’altra…
Oh, ma c’è anche l’orzo per moka! Me lo aggiungi? Certo! Ti lascio anche la ricetta per la torta all’orzo…
Nella sala campeggia il bellissimo forno in argilla… forse potremmo utilizzarlo per cuocere il pane? Ma certo, vi mostro anche la nuova cucina…

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Dopo un’ora abbondante riusciamo a caricare tutto in auto… “volete raccogliere un po’ di noci?” Ma come dire di no?! Guardate lì dietro ci sono un po’ di alberi, prendetene quante volete… fate pure una passeggiata… prendete un po’ di uva fragola…

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E così verso sera riprendiamo la strada di casa
con la macchina carica di farina e cereali, una borsa di noci , 3 grappoli di uva fragola e tante idee…
…e appena a casa ecco che il nostro sacco da 5 kg di farina tipo 2, prende posto sul tagliere in cucina pronto per la panificazione!

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Ah, vorreste la ricetta della torta rustica al caffè d’orzo che mi ha passato Silvia delle Barbarighe e preparata appena arrivata a casa?
Vi lascio la versione personalizzata vegana, poco dolce, ottima a colazione…
ingredienti:
•350 gr di farina tipo 2 (quella del sacco da 5 kg che vedete qua sopra)
•50 gr di farina integrale d’orzo
•100 gr di nocciole o mandorle tritate
•250 gr di zucchero integrale di canna (io ho usato mascobado del commercio equo)
•100 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo
•3 cucchiai di fecola sciolti in 6 cucchiai di acqua
•250 ml di latte di riso
•una bustina di cremor tartaro
•2 bicchieri di caffè d’orzo ben forte (500 ml)
•un pizzico di cannella
•una presa di sale
Mescolare la fecola sciolta nell’acqua con l’olio, aggiungere il latte, il caffè d’orzo e tutti gli altri ingredienti, mescolando bene. Versare in una teglia tonda foderata di carta da forno e cuocere in forno già caldo a 180° per 1 ora.
Si può servire con una crema di caffè d’orzo: 170 gr di caffè d’orzo, 50 gr di zucchero, 1 cucchiaio di amido di mais, 15 gr di farina – mescolare e scaldare fino a che si addensa.

Zucche, zucchine, zucchette e calebasse

on Lunedì, 26 Settembre 2011. Posted in orto

Sei erano le piantine di zucchina trapiantate nell’orto a marzo, due mangiate dal grillo-talpa, un paio quasi stecchite dal caldo di aprile, salvate in extremis… insomma poche zucchine mangiate quest’anno! In compenso avevamo seminato e poi trapiantato con la nostra giovane contadina treenne le zucche marine, di cui avevamo conservato i semi, e loro si che hanno dato buon frutto: 8 belle zucche che dureranno tutto l’inverno!

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zucche marine

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riccioli di zucca

 Inoltre sono nate spontaneamente un sacco di piantine (che abbiamo lasciato nella speranza che fossero di zucchine commestibili) che invece erano di zucchette decorative, che hanno infestato l’orto producendo secchi pieni di zucchette delle più svariate forme, colori e dimensioni… Che farne?

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Zucchette di tutti i tipi!


Distribuite per la casa come decorazioni, regalate ad amici e parenti, abbiamo deciso di farne regalo ad Elena che ha subito apprezzato molto questo gioco, interessante da manipolare con la loro
superficie liscia o rugosa e la forma tonda o allungata, da vedere con colori, motivi e sfumature diverse e anche da assaggiare!

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Prova assaggio

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manipolazione

Messe al sole in luogo asciutto si possono seccare diventando una calebassa-maracas che potrà anche essere dipinta… e se si rompono? non c’è problema si tengono i semi e si ripiantano l’anno prossimo!

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Calebassa: zucchetta secca e sonante dell'anno scorso

Ah, e non dimenticarsi di tenere da parte e seccare i semi delle zucche marine: seccati nel forno sono ottimi come snack gustoso e salutare, inoltre si possono piantare in primavera per avere le piantine da trapiantare.
E se vi è venuta voglia di zucca per cena, ricettina veloce, facile e gustosa: tagliate a fette di 1-2 cm la zucca pulita (con tutta la sua buccia), chiedete ad un bambino di disporla a suo piacimento in una teglia unta di olio evo, chiedetegli di aggiungere un po’ di rosmarino e di origano (no sale) e passate in forno (180°) per una mezzoretta o finchè non è tenera! Buonissima e gradita anche a bimbi in (auto)svezzamento!

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zucca al forno!

5 risposte a Zucche, zucchine, zucchette e calebasse

•chiarina-ina
scrive:
26 settembre 2011 alle 12:05

Che belle queste zucche... sembrano anche molto gradite :-) quella foto è
tenerissima!
 •glores
scrive:
26 settembre 2011 alle 14:05
Mmmmmmm che volgie che mi è venuta di farci questa benedetta marmellata con la zucca quest'anno!
•daria
scrive: 26 settembre 2011 alle 14:14
Glores, visto che io non penso di avere tempo tu la devi fare la marmellata con la zucca e poi mandarmene un vasetto! :-)
••Mammafragolaecioccolato
scrive: 26 settembre 2011 alle 15:22
Io semplicemente adoro i tuoi post!Rispondi
•daria
scrive: 26 settembre 2011 alle 20:04
E io i tuoi, Valentina! Grazie!Rispondi



Yogurt a km 0

on Martedì, 13 Settembre 2011. Posted in cucina

Sollecitata dal mio caro amico, nonché designer del blog, Enzo, mi do una mossa con questo articolo che da un po’ avevo in mente: lo yogurt autoprodotto a km O e senza sprechi di energia!
Ormai vari anni fa ero una grande consumatrice di yogurt che sostituivo spesso al pranzo (dovendo pranzare fuori casa) aggiungendo frutta varia, così ho iniziato a cercare un modo per evitare di avere un sacco di vasetti da buttare… Conoscevo chi lo produceva con la yogurtiera e/o con i fermenti lattici, ma volevo evitare di avere un accessorio in casa che magari avrei usato per poco tempo… allora ho iniziato a fare un po’ di prove dei vari metodi. Alla fine mi sono assestata su due entrambi molto semplici e veloci.
Si parte sempre da:
1 vasetto di yogurt bianco (anche autoprodotto)
1 litro di latte (bio a lunga conservazione o fresco, in questo caso prima va portato a 90° e poi raffreddato fino a 40°)
Si fa scaldare il latte fino a 40° (non deve scottare, mettendo il dito dentro lo sentite tiepido o usate un termometro). Si versa il vasetto di yogurt (meglio se lo si è tenuto fuori da frigo per un paio d’ore) nel latte tiepido e si mescola bene.
A questo punto:
•metodo 1: versate il tutto in un thermos, chiudete e lo lasciate lì per 24 ore;
•metodo 2 (più romantico e il mio preferito): versate tutto in una vaschetta per alimenti (in vetro o plastica senza pvc), chiudete, lo avvolgete la vaschetta in una calda copertina di lana (la mia è una vecchia coperta fatta a ferri dalla nonna) e la sistemate nel piano del forno spento (ancora meglio se prima ci avevate cotto il pane ed è ancora un po’ caldino – max 50°).
Date la buona notte al vostro latte in compagnia di una bambina curiosa che vi ha seguito nelle operazioni…

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…il giorno dopo vi darà il buon giorno un bel litro di yogurt!

 

 yogurt

Lo potete dividere in vasetti e mettere in frigo o gustare subito o usare per il vostro labneh!

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Per una versione golosa potete aggiungere la frutta che vi piace di più, anche un po’ scaldata o orzo
o caffè o cacao solubile o malto o miele!Una versione simile la trovate anche qui: http://depuriamo.blogspot.com/2010/04/yogurt-facilissimo-in-cappottino-di.html

 

yogurt3 risposte a Yogurt a km 0

•kenzo
scrive: 15 settembre 2011 alle 21:20

bello... e grazie! Farò un esperimento sulle temperature da te consigliate... ma ormai uso la yogurtiera!!! :-)

•ornella scrive:
12 dicembre 2011 alle 10:40
ho provato a fare lo yogurt e mi viene liquido…a te pure?

•daria scrive:
12 dicembre 2011 alle 10:42
Va a volte… dipende anche da quanto tempo riposa e dalla temperatura… ci sono volte in cui è liquido, altre in cui è denso. Prova a lasciarlo riposare un po’ di più…

 

 

Migliotto con verdure appena colte

on Giovedì, 18 Agosto 2011. Posted in cucina

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Pomodori, melanzane e peperoni gialli!
Oggi l’orto è stato particolarmente generoso: melanzane, pomodori, pomodorini e soprattutto peperoni finalmente diventati gialli! Ormai non ci speravamo più!

 

Approfitto del sonnellino di Elena e del giretto in bici di Alice col papà per preparare qualcosa con queste bontà e siccome almeno una volta alla settimana preparo il miglio che oltre ad essere buono, è molto nutriente e ricco di sali minerali (ferro, potassio, magnesio) e vitamine del gruppo B, ho pensato ad un “migliotto”.
Ho preparato un soffritto con olio extravergine di oliva e cipolla di Tropea come per fare un risotto, ho aggiunto i chicchi di miglio e fatti tostare. Ho aggiunto l’acqua (il doppio del volume del miglio), abbassato il fuoco al minimo e messo il coperchio. Si lascia cuocere coperto a fuoco bassissimo per 20 minuti (se schiuma basta lasciare leggermente aperto il coperchio): l’acqua sarà completamente assorbita.
Aggiungo il sale fino integrale e 2-3 cucchiai di ceci già cotti, mescolo e metto da parte.
Taglio a cubetti una melanzana, affetto col pelapatate un peperone giallo, in una padella in ceramica con poco olio metto a soffriggere uno spicchio d’aglio. Aggiungo peperone e melanzana e lascio
andare coperto fino a cottura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Verso il miglio sulla verdura e mescolo. Aggiungo solo alla fine una manciata di menta fresca tritata.
Buonissimo!

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2 risposte a Migliotto con verdure appena colte
•elisa (mestieredimamma) scrive:
22 agosto 2011 alle 20:59
lo proverò di sicuroma la tua bimba grande se lo mangia con dentro i peperoni? Io non ci sono ancora riuscita, ieri ho fatto il bulgur con pochissimi (davvero solo qualche pezzetto) di peperoni tagliati finissimi e non c’è stato verso.

•daria scrive:
22 agosto 2011 alle 21:50
Alice mangia i peperoni solo se sono gialli!-) Quindi adesso si, invece quelli verdi li lascia tutti nel piatto…

Dolce o salato?

on Venerdì, 01 Luglio 2011. Posted in cucina

Da quando ho smesso di acquistare i prodotti di alcune multinazionali, non avevo più mangiato neanche quel formaggio spalmabile col nome di una città, finché non ho iniziato ad autoprodurlo!

Il formaggio che si ottiene è una preparazione tipica dei paesi  mediorientali e si chiama labneh.

E’ una cosa semplicissima, basta avere dello yogurt bianco naturale (magari autoprodotto), un cucchiaino di sale, un canovaccio pulito (preferibilmente lavato senza ammorbidenti e detersivi profumati) e una ciotola. Si prende lo yogurt si mette il cucchiaino di sale e si mescola, si versa il tutto nel canovaccio, posizionato sopra alla ciotola (attenzione perché comincia subito a gocciolare il siero), si lega il canovaccio e si appende a gocciolare in frigorifero per 24 ore (alle volte basta anche meno).

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Il giorno dopo si estrae dal frigo, si apre il canovaccio, si raccoglie il formaggio. E’ proprio come il famoso formaggio spalmabile!

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Si possono aggiungere delle erbette fresche tritate, oppure farlo senza sale, in questo caso si può usare anche per preparazioni dolci, tipo cremine. Io l’ho usato al posto della ricotta in questo clafoutis di nocipesche.

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Valida anche la versione vegana, basta usare yogurt di soia e lo stesso metodo.

In ogni caso non buttate il siero che si può utilizzare per i dolci (come ho fatto io per il dolce qui sopra), il pane o le focaccie al posto del latte o dell’acqua, li rende più soffici.

 

Sciroppo di menta

on Martedì, 28 Giugno 2011. Posted in giardino

Quando siamo venuti ad abitare in questa casa ci siamo portati anche un paio di piantine di menta che hanno pian piano invaso il nostro giardino. Per fortuna ne serve molta per fare le preparazioni a base di menta così abbiamo il modo di sfoltirla con autoproduzioni varie! Ecco allora lo sciroppo di menta, fresco ed estivo, da usare per bibite e ghiaccioli, realizzato con l’aiuto della mia piccola aiutante raccoglitrice Alice, ormai esperta nel riconoscimento delle erbacce!

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Cosa serve:
150 gr di foglie di menta fresca
mezzo litro di acqua
400 gr di zucchero (io ho usato zucchero di canna integrale mascobado del commercio equo: scurisce lo sciroppo ma è pi salutare)
Far bollire l’acqua e mettere in infusione le foglie di menta per 30 minuti, poi filtrare e versare l’infuso in una pentola, aggiungere lo zucchero e cuocere a fuoco lento mescolando per 15 minuti. Togliere dal fuoco, aspettare che si raffreddi e travasare in una bottiglia di vetro da conservare in frigo. Usare diluendo con acqua fresca o con acqua e ghiaccio o farne ghiaccioli.

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Questo post partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia".

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 con la menta.

Olio di iperico

on Giovedì, 23 Giugno 2011. Posted in all'aperto

L’anno scorso in questo periodo ero in gravidanza e mi capitava di usare il treno (la nostra mitica “littorina”) per andare alle visite dall’ostetrica… Mi è sempre piaciuto il treno come mezzo di trasporto perché ci si può rilassare, si può leggere, si ammira il paesaggio e si possono fare degli incontri interessanti. Infatti proprio durante uno di questi viaggi ho conosciuto una suorina con la quale ho condiviso il ritorno ed è stata lei a farmi notare alcune piante fiorite lungo i binari.
“Che bello, qui cresce l’iperico! Adesso chiedo al macchinista se alla prossima fermata posso scendere a penderne…”
E così fece!
Una rivelazione per me: quelle erbacce che avevo in giardino che dicevo a Marco di lasciare per i bei fiori gialli erano di iperico e facilmente potevo preparare l’olio (o oleolito).
Appena arrivata a casa mi sono messa a cercare le piante e a mettere in pratica quanto avevo appena imparato!
E quest’anno eccomi a rinnovare l’olio e a spiegare ad Alice quali sono i fiori e come raccoglierli…

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Questo è il periodo giusto per farlo, fra il 20 e il 24 di giugno vicino al solstizio d’estate quando il sole è più alto sulla terra, in vicinanza a S.Giovanni. Si raccolgono i fiori uno a uno la mattina, senza rovinare le piante e i boccioli che si possono raccogliere il giorno dopo. Si riempie un vaso di vetro trasparente per 3/4 con i fiori e si versa olio fino a coprire tutti i fiori. Si chiude e si mette al sole per 20/30 g capovolgendolo ogni giorno. L’olio diventerà rosso. Passati questi giorni, si filtra pressando i fiori e si mette in bottigliette di vetro scure. Si conserva per 2 anni. Si può usare olio extravergine di oliva o di girasole (spremuto a freddo) o di soia (questi ultimi più leggeri durano di più).
A cosa serve questo oleolito? Per le ustioni e le scottature, come dopo-sole, per l’herpes, per le contusioni, per le dermatiti da pannolino, lenitivo dopo la depilazione, antirughe…

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Ed ecco il risultato finale: l’olio rosso dopo 30 giorni al sole pronto da filtrare e imbottigliare!

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Insalata viola malva

on Mercoledì, 22 Giugno 2011. Posted in cucina

Da un paio di anni cresce in giardino un bel cespuglio di malva, all’inizio solo qualche foglia, adesso, protagonista con i suoi bei fiori viola di un angolo di giardino: perchè non dare un tocco di colore all’insalata quotidiana?
Ecco gli ingredienti (nel mio caso tutti autoprodotti o di crescita spontanea):
•qualche foglia tenera di malva
•qualche fiore di malva
•lattughino
•rucola selvatica
•spinacini
condite con olio extravergine oliva biologico, sale marino integrale, limone biologico

 

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2 risposte a Insalata viola malva

•Glores scrive: 22 giugno 2011 alle 13:49

Buono! Ma un pizzico di zenzero fresco ce lo vogliamo mettere? :-)

•daria
scrive: 22 giugno 2011 alle 14:23
In effetti ci sarebbe stato bene, ma dalle mie parti si fa una fatica a trovarlo!

La spesa? nell’orto!

on Mercoledì, 15 Giugno 2011. Posted in orto

km zero, biologici, di stagione… dove? Nell’orto dietro casa! (coltivato ancor prima che la casa
fosse finita!)Cosa ho raccolto? I primi fagiolini, qualche pomodoro ciliegino, fiori di zucca, lattughino, rucola selvatica, cicoria catalogna, cipolle rosse, malva e qualche spezia per insaporire (timo, rosmarino,
origano). Per il pranzo non rimane che scegliere!

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3 risposte a La spesa? nell’orto!

•equAzioni
scrive: 15 giugno 2011 alle 16:44
fantastico! quest’anno purtroppo io non ce l’ho fatta. o meglio, sono stata boicottata da un nuovo micino del vicinato che ha gentilmente fatto la pipì dove io e Ale avevamo piantato i semi di ogni tipo di leccornia... :-(

•daria
scrive: 15 giugno 2011 alle 23:04
Ricordo! Poi col nuovo arrivo non è facile seguire anche l’orto… io ho avuto Marco a casa fino ai 2 mesi di Elena, il che ha aiutato moooooltooooo!
••Romina Danelon
scrive: 15 giugno 2011 alle 23:19
Daria, cmplimenti come sempre, la foto rende proprio l'idea della spesa a km 0 :-)

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