in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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all'aperto

Camomilla

on Lunedì, 21 Maggio 2012. Posted in all'aperto

Camomilla

Fine maggio: i papaveri cominciano ad essere in buona compagnia, ovvero quella dei piccoli fiori bianchi della camomilla, col suo intenso e inconfondibile profumo. Facilissima da riconoscere, anche per i bambini! Noi da un po' di anni la raccogliamo e la secchiamo al sole, per poi usarla per le tisane invernali.

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Anche in questo caso ci nasce spontaneamente nell'orto e nel passaggio lungo il fiume. La camomilla (assieme all'ortica e all'equiseto) rientra fra le erbe che non estirpiamo dall'orto: perchè acquistarla quando è così semplice raccoglierla?

E questa volta possiamo lasciare tranquillamente ai bambini questa attività, infatti a loro viene naturale raccogliere i fiori senza gambo... in breve ne riempiranno una terrina!

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I primi anni la mettevo direttamente sul davanzale su un foglio di giornale a seccare, ma il più delle volte il vento portava via tutto, adesso preferisco stenderla in teli o canovacci, finchè non è ben seccata e poi passarla in un vaso con chiusura ermetica.

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E voi la raccogliete?

Bambini e colore

on Martedì, 15 Maggio 2012. Posted in all'aperto

Il colore dei fiori, colore dai fiori

Avevo in mente questo articolo da un po', ma ho rimandato la pubblicazione per poterlo inserire fra quelli partecipanti all'iniziativa "Di blog in blog" ovvero una staffetta dei blog su uno stesso argomento che verrà deciso di mese in mese e che prevede la pubblicazione dell'articolo il 15 di ogni mese. Questo mese il tema è "Bambini e colore".

Come vi ho già raccontato in altre occasioni, una volta al mese io e Alice abbiamo appuntamento in biblioteca per fare scorta di librini nuovi da leggere assieme. L'ultima volta abbiamo recuperato un librone della Pimpa che in realtà è una raccolta di vari fumetti dal titolo "Pimpa e la campagna". Inutile dire che Alice lo adora (d'altro canto la Pimpa è stata e continua ad essere una delle sue letture preferite)! In particolare c'è una storia dove la pimpa trova tutti i fiori che però sono bianchi e si occupa lei di dargli il colore.

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Da questo racconto sono nate le fantasie più strane sull'origine del colore dei fiori e allora ne ho approfittato per spiegare che in realtà non siamo noi a decidere il colore dei fiori, ma che i fiori hanno il loro colore e che anzi un tempo le piante venivano usate per estrarne i colori e usarli per tingere e dipingere.

Ci è stato utile recuperare un regalo che Alice aveva ricevuto per il compleanno ovvero le tempere Bio-colore della Spring color che sono delle pitture naturali estratte dalle piante. Si presentano in bustine a cui basta aggiungere acqua per avere della tempera da usare a pennello o a dita. Noi abbiamo preferito versare la polvere su un piattino, aggiungere lì l'acqua e vedere formarsi il colore.

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Si tratta di colori appunto naturali: rosso robbia, giallo reseda, blu indaco, verde clorofilla, marrone mallo di noce, nero carbone, bianco minerale.

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Dopo essersi divertite a usarli il gioco è continuato in giardino, dove le bimbe hanno provato a trovare nei fiori, nelle piante dell'orto e nella terra i colori che avevano usato per dipingere e ad abbinarci anche un profumo!

Il verde

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rucola e basilico

Il giallo

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tarassaco

Il bianco

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margherita

Il rosso

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merenda con le fragole

Il grigio

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licheni sui tronchi d'albero

Il marrone

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la terra

e il  gioco continua...

 

staffetta blogQuesto post partecipa alla staffetta di blog in blog sul tema "Bambini e colore". Se siete curiosi di vedere i molteplici modi in cui questo tema è stato trattato trovate qui di seguito l'lelenco dei blog che aderiscono all'iniziativa questo mese a cui passo virtualmente il testimone!


 

Alessia scrap & craft www.4blog.info/school

Casa Organizzata www.casaorganizzata.4blog.info/

Mamma & Donna www.mammaedonna.info

BabyGreen - www.babygreen.it

Priorità e Passioni - http://prioritaepassioni.blogspot.it/

Il caffè delle mamme -http://www.ilcaffedellemamme.it/tag/di-blog-in-blog/

ParoladiLaura - http://www.paroladilaura.blogspot.it/

simona elle - www.simonaelle.com

Baby a bordo http://baby-a-bordo.blogspot.it/

Ideamamma http://www.ideamamma.it/

Mavie - http://www.mavie.it/tag/di-blog-in-blog/

MadreCreativa www.madrecreativa.blogspot.com

Vivere a piedi nudi http://vivereapiedinudi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog

La bussola e il diario: la vita e il viaggio http://bussolavita.blogspot.it

Cento per cento Mamma http://centopercentomamma.blogspot.com

Mammachetesta http://www.mammachetesta.com/category/di-blog-in-blog/

Mammola Blogspot http://www.mammola-ilmondochevorrei.blogspot.com

Per mille cammelli! http://permillecammelli.blogspot.it/

Tulimami http://tulimami.blogspot.it

Il Pampano http://ilpampano-designbimbi.com

Palmy (Mens Sana - Learning is experience) http://laproffa.blogspot.it//search/label/di%20blog%20in%20blog

Beta - http://bimbumbeta.blogspot.com

Penso Invento Creo http://pensoinvento.blogspot.it/

MAMMAMIACOSAFACCIO!? http://mammamiacosafaccio.blogspot.it/

MAMMACHECASA! http://mammachecasa.blogspot.com

Viaggi e Baci http://viaggiebaci.wordpress.com

Allegri Briganti http://www.allegribriganti.it/blog/

Diario magica avventura http://lamiadolcebambina.blogspot.it/

Bimbiuniverse blogspot http://bimbiuniverse.blogspot.com

Il mondo di Cì http://ilmondodici.blogspot.it/search/label/staffetta%20blog

Tanto per... http://tantoperche.blogspot.com

Mamma Studia! http://mammastudia.blogspot.it/

MammeMatte http://www.mammematte.org

Silvia Ballico http://lavandaecioccolato.blogspot.com

GocceD'aria: http://goccedaria.it

Design Therapy http://www.designtherapy.it

Le M Cronache http://lemcronache.blogspot.com

sono una mamma non sono una santa http://theyummymom.blogspot.it/

ero Lucy Van Pelt http://erolucyvanpelt.blogspot.com/

diario per Bia http://diarioperbia.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog

Il Blog della Simo http://simobre.wordpress.com/tag/dibloginblog/

Can che abbaia http://cancheabbaia.blogspot.com

Mamme come me: http://www.mammecomeme.com/

Unamammaperdue : http://www.unamammaperdue.blogspot.it

Bodò. Mamme con il jolly: http://bbodo.wordpress.com/

Monica e lo Scrapbooking http://www.monicc.wordpress.com

Crea-Family http://crea-family.blogspot.it/

Fare la mamma http://farelamamma-blog.blogspot.it/

Elegraf http://elegraf77.blogspot.it/

Maltagliati Diversi http://maltagliatidiversi.blogspot.com

Accidentaccio http://accidentaccio.blogspot.it/

Kreattiva http://kreattiva.blogspot.it

Passe-partout http://partoutml.blogspot.it/

Ferengi in Addis http://ferengiaddis.wordpress.com/

Mamma con l'iPad http://www.ipadmama.blogspot.com

Home-Trotter http://www.home-trotter.blogspot.it

Cuore di Leonessa http://mogliefidanzatedelreggimentosanmarco.wordpress.com/

RitaQuatriniVaselli http://ritavaselli.blogspot.com

Cristina http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/

Mother of Two http://mammadisem.blogspot.it/

(Fari)frittata di bruscandoli

on Venerdì, 27 Aprile 2012. Posted in all'aperto

(Fari)frittata di bruscandoli

Purtroppo a causa della migrazione del blog non sono riuscita a pubblicare prima questa ricetta che avrei proposto per il 25 Aprile, giornata dedicata alle scampagnate. Da noi si usa passare questa giornata sugli argini dei fiumi (Brenta e Bacchiglione) che per chi non è della zona sono molto ampi e a più livelli. Da bambina ci andavo con i genitori, da ragazzina in bici con gli amici: ci si accampa lì la mattina e si rimane fino a sera, giocando a palla, chiaccherando, rotolando sul pendio, passeggiando, dormendo sull'erba e anche cercando erbette.

In particolare lungo gli argini oltre ai carletti, si trovano i “bruscandoli” ovvero i germogli di luppolo, che assomigliano un po' a dei piccoli asparagi verdi. Si raccolgono prima che la pianta cominci ad avere molte foglie, quando è spuntata da poco da terra e mostra dei lunghi “steli” spinosetti. Purtroppo in questa raccolta i bimbi diffcilmente partecipano perchè si tratta di cespugli leggermente spinosi che crescono in luoghi impervi, dove bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. Ma il baldo raccoglitore accoglierà la sfida e cercherà di prendere anche quelli nei luoghi più difficoltosi! :-)

Tradizionalmente queste erbette vengono consumate il giorno stesso, anzi nel luogo stesso, infatti generalmente si portano via fornetto a gas, padella e uova per farci la frittata che sarà il pranzo o la cena del pic-nic. Io vi propongo questa versione senza uova che potete preparare a casa da portare per il pic-nic o potete fare con i bruscandoli raccolti una volta che siete rientrati.

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Ingredienti (per 2 persone – una teglia 25 x 25)

100 gr di farina di ceci (io ho usato la farina di libera-terra bio)

200 ml acqua

1 rametto di rosmarino

un mazzo di bruscandoli freschi

2 cucchiai di olio evo

1 cucchiaino raso di sale integrale fino

 

Almeno 3 ore prima (meglio se 12-15) fare una pastella con la farina di ceci e l'acqua, a cui aggiungere il rametto di rosmarino per insaporire.

Passato questo tempo, togliere il rosmarino, aggiungere l'olio e il sale. E mescolare bene.

In un padella far appassire i bruscandoli in un po' d'acqua. Lasciarli cuocere finchè saranno teneri.

Aggiungerli alla pastella di farina di ceci e mescolare bene.

Versare il composto in una teglia rivestita di carta forno in modo da formare uno strato sottile (non più spesso di un cm). Infornare a 180° per 25 minuti (fino a doratura). Molto gustosa!

Volendo si può cuocere anche in padella (con un filo d'olio sotto) sempre in spessore sottile e cuocendo col coperchio, lasciando andare a fuoco lento.

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Tarassaco in tre modi

on Martedì, 17 Aprile 2012. Posted in all'aperto

Tarassaco in tre modi

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Un'erba molto semplice da riconoscere è il tarassaco o "dente di leone", chiamato dalle mie parti "radecio pedocco", con i suoi fiori gialli che diventano soffioni, divertimento di ogni bambino. Il bello di questa pianta è che se possono utilizzare tutte le parti (fiori, foglie, boccioli): questa particolarità la rendono un'erba che si raccoglie piacevolmente con l'aiuto dei bambini anche piccolissimi. Infatti quest'anno visto che la mia aiutante ufficiale era a scuola, la sostituta apprendista riconoscitrice d'erbe spontanee è stata la piccola Elena che con molta soddisfazione si è dedicata alla raccolta dei fiori e dei boccioli, incredula per il fatto che normalmente le brontolo se cerca di strappare dei fiori in giardino!

Anche in queso caso ho la fortuna di non dovere muovermi di casa per trovarlo, infatti il nostro giardino sul retro pullula di fiori gialli che poi diventano dei bei soffioni da metà marzo a metà maggio. Mi fido a raccoglierli in giardino perchè noi abitiamo fuori città, lontano dalla strada e da zone indutriali, non trattiamo in alcn modo il terreno e il prato e il giardino è diviso da altri campi e proprietà da siepi alte e canali.

Spesso li raccolgo anche in montagna dove è facile troverne nei prati, in specil modo i boccioli che sono molto più grandi di quelli di pianura.

Quindi munita di terrine varie e coltellino esco a raccogliere la nostra erba accompagnata dall'aiutante.

Cosa e come raccolgo:

  1. i fiori aperti senza stelo: scelgo i più grandi e belli (e su questo Elena se la cava benissimo!:-)) controllando che non abbiano insetti;

  2. i boccioli: scelgo i più grandi ancora chiusi

  3. le foglie: scelgo le piante che non hanno ancora fiorito, le più piccole e tenere e le tolgo alla base lasciando le radici.

Dopo aver raccolto 200 fiori, una belle terrinetta di boccioli e una grande ciotola di foglie non ci resta che giocare con i soffioni.... e sufficientemente stanche rientrare!

Caricata la pupa stanca in spalla ci si può dedicare tranquillamente alle varie preparazioni!

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  1. SCIROPPO DI TARASSACO (CON I FIORI)

            Taglio il calice ai 200 fiori raccolti in modo da tenere solo i petali. Li lavo bene sotto l'acqua corrente (usando un passino) e li metto a cuocere in un litro d'acqua assieme ad un limone tagliato a pezzi. Lascio bollire per mezzora circa. Filtro tutto attraverso un canovaccio, schiacciando bene i petali. Aggiungo mezzo kg di zucchero (io uso canna integrale del commercio equo) e rimetto a cuocere. Lasciare bollire per una mezzora. Invasare ancora bollente in vasetti ben puliti in modo che si crei il sottovuoto. Questo sciroppo è utile per la tosse e il mal di gola.

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  1. BOCCIOLI DI TARASSACO SOTT'OLIO

    Lavo bene i boccioli e li metto ad asciugare per qualche ora su un canovaccio pulito. Metto a cuocere una parte di vino bianco, mezza parte di aceto di mele, mezza parte di aceto bianco, con 2 foglie di alloro, 2 spicchi di aglio e sale. Quando bolle si sbollentano per 2 minuti i boccioli, si scolano e si mettono ad asciugare su canovacci puliti non profumati finchè non sono asciutti. Si ripongono in vasetti puliti e li si copre con olio evo, aggiungendo una foglia di alloro e uno spicchio d'aglio per vasetto. Chiudo ben stretti i vasetti. Sterilizzo il tutto mettendo a bollire in una pentola grande (con l'acqua che copra tutto il vasetto) avvolto in un canovaccio in modo che i vasi non sbattano. Lascio bollire per 15-20 minuti. 

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    Sono ottimi come sostituiti dei capperi.

  2. FOGLIE DI TARASSACO

    Quelle più piccole e tenere le tengo da parte per mangiarle crude in insalata, le altre dopo averle lavate bene le metto a bollire per 5 minuti in acqua. Poi si possono usare semplicemente saltate in padella con aglio e olio o in torte salate ofocacce come ripieno al posto degli spinaci. Unica cosa tenete conto che sono un po' amare e quindi non sempre gradite ai bimbi!

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sullo sfondo le foglie di tarassaco lessate e in primo piano i fiori in cottura

E voi usate il tarassaco in cucina? Avete altre ricette?

Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia"

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per la categoria ricette - tarassaco

Ortiche: in cucina e non solo!

on Venerdì, 06 Aprile 2012. Posted in all'aperto

Come promesso la settimana scorsa, oggi si parla di erbe spontanee, in particolare di un'erbaccia che normalmente si cerca di evitare, ovvero l'ortica! Noi abbiamo la fortuna di averla spontanea nell'orto, dove riscresce ogni anno nelle zone più ombrose. Una delle specialità dell'uomo di casa è proprio il risotto con le ortiche che fa con ricetta simile a quello con i carleti che vi ho scritto la settimana scorsa (la potete trovare anche nel blog di Glores, qui).

Ma oltre all'uso in cucina abbiamo cominciato ad apprezzarne anche altri ambiti di utilizzo, ovvero nell'orto come antiparassitario naturale e a costo zero e come lucidante per i capelli scuri.

Partiamo dall'inizio!

Individuate le vostre piantine di ortica, devono essere fresche, spuntate da poco, non in fiore, in zone lontano da raffico e inquinamento. Munitevi di guanti, meglio se doppi guanti in lattice (guanti in stoffa da giardinaggio non sono sempre sufficienti) e raccogliete le punte tenere delle ortiche lasciando il resto della pianta. 

Lavate bene le foglie e mettete a bollire una pentola d'acqua. 

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Quando bolle versateci le foglie di ortica e fate bollire per 5-7 minuti.

Estraete le foglie con un colabrodo e schiacciatele bene (mi raccomando non buttate l'acqua).

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Con queste foglie potete farci il risotto o un rotolo con erbette o una torta salata... noi ci abbiamo fatto condito la quinoa aggiungendole nel soffritto iniziale, per il resto la ricetta la trovate qui: http://www.goccedaria.it/item/quinoa-con-lenticchie-rosse.html

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Ve la consiglio molto molto buona!

 

Lasciate raffreddare l'acqua e filtratela con un canovaccio.

Due terzi di questo decotto l'ho messo in bottiglie grandi di vetro e lo spruzzeremo sulle piantine dell'orto al momento del trapianto: aiuta a tenere lontani i parassiti!

L'altra parte l'ho messa in bottigliette scure e piccole e lo uso come ultimo sciacquo dopo lo shampoo: serve a ravvivare il colore dei capelli scuri e come antiforfora.

Risotto ai "carleti"

on Domenica, 01 Aprile 2012. Posted in all'aperto

Risotto ai

Ho sempre associato l'arrivo della primavera con i giri in bici a raccogliere erbe. Si partiva il pomeriggio di solito mia mamma con un'amica, io e mia sorella, dirette all'argine del Bacchiglione o del Brenta o in qualche campo incolto fuori dal traffico raggiungibile con stradine strerrate... percorsi che adesso non sarei più in grado di ritrovare se non per caso... Donne munite di cestini, coltellini e qualche volta guanti, che chiaccherando arrivavano nel luogo scelto e chiaccherando cominciavano a perlustrarlo camminando lentamente... qualche passo, ci si china a raccogliere, si ripulisce l'erba, si ripone nel cestino... col bottino si riparte verso casa!

E così senza saperlo mi hanno insegnato a riconoscere svariate erbe spontanee che la natura ci regala a partire dalla primavera... ognuna col suo gusto, ognuna col suo periodo di raccolta e ognuna col suo uso.

Si cominciava a fine febbraio con le “rosole” che non sono altro che le piantine di papavero, ottime le foglie cotte, dal sapore dolce che piace anche ai bimbi.

Poi l'ortica, per la quale servono i guanti: difficile da raccogliere, ma dal gusto ottimo e dagli utilizzi più svariati.

Ed ecco il tarassaco, di cui si usa un po' tutto: fiori, foglie, boccioli!

Poi si passava ai “carleti” o “caletti” ovvero il silene, di cui si raccolgono le foglie tenere prima che fiorisca e col quale si fa un ottimo risotto o la frittata.

Quasi in contemporanea i “bruscandoli” ovvero i germogli del luppolo, che assomigliano a degli asparagi selvatici, anche loro ottimi per il risotto o anche conservati sott'olio.

E la malva con le tenere foglie e i fiori colorati!

 

Da quando ci sono le bimbe la raccolta è diventata un'attività che faccio volentieri con loro e mi piace pensare che in questo modo sto passando un sapere (tipicamente femminile) che ormai sta andando dimenticato... in una sorta di unione di generazioni.

 

erba del vicinoPer chi vuole saperne di più e cominciare a riconoscere le erbe a partire da quelle più semplici, consiglio questo libricino di Altreconomia "L'erba del vicino - manuale pratico per la raccolta e uso di erbe e frutti selvatici". 

A partire da  questa settimana vi terrò aggiornati sulle nostre raccolte e sull'uso che facciamo delle varie erbe, in cucina, ma non solo.

 

Cominciamo con i "carleti" o "caletti", come si chiamano dalle nostre parti il silene o strigoli (il link vi porta a vikipedia in dialetto veneto).

Si raccolgono le prime tenere foglie prima ghe fioriscano. Dalle mie parti si trovano spesso lungo gli argini dei fiumi.

Vanno raccolti i ciuffetti di foglie senza danneggiare la pianta. Cercate luoghi lontani dal traffico cittadino e dall'inquinamento (personalmente ho la fortuna di averli nel giardino della nonna o di trovarli facilmente nei prati di montagna). Si possono usare per il risotto o in insalata o appena sbollentati in frittate.

 

Noi ci abbiamo preparato recentemente il risotto. In questo caso l'autore è mio marito che è l'addetto ai risotti in casa nostra.

 

Per prima cosa vi serve una bella manciata abbondante di carleti, le foglie tenere, pulite. Queste foglioline vanno tritate finemente e messe a soffriggere con uno spicchio d'aglio, un po' d'olio evo e un po' d'acqua in una pentola dal fondo spesso. Si sfuma tutto con un po' di vino bianco. Versate il riso (un pugno per persona) nel soffritto e tostatelo mescolando in modo che non si attacchi e sfumate col brodo. Mescolate bene e aggiungete gradualmente il brodo durante la cottura, continuando a mescolare per evitare che il riso attacchi.

A fine cottura potete aggiungere (se piace) una spolverata di parmigiano bio grattuggiato.

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Conoscete quest'erba? Come si chiama dalle vostre parti? e come la usate?

Piccoli amici in giardino

on Domenica, 22 Gennaio 2012. Posted in all'aperto

Fin da bambina ho sempre avuto animali: cani, gatti, pesci rossi... e così pensavo che in questa casa avrei avuto sicuramente almano un gatto. Per la verità metre erano in corso i lavori di copletamento ce ne siamo trovati ben 5: una mamma gatta che aveva deciso di far nascere i suoi 4 micini nelnostro garage che non era ancora chiuso da un portone. Purtroppo dopo poco abbiamo "scoperto" che la gatta nera a cui eravamo ormai affezionati era di proprietà dei nostri futuri dirimpettai che entro breve si sono ripresi gatta e micini...

A distanza di anni ci ritroviamo con una di quelle gattine, ormai cresciuta che viene a trovarci quotidianamente, ma oltre a lei altri animali hanno deciso di farci compagnia, favoriti dalla tranquillità del luogo.

Alcuni si fanno notare rubando gli ortaggi dal nostro orto, le talpe scavando le loro tane i cui ingresi sono segnati da inconfondibili montagnette di terra, il topino di campagna continuando a estrarre rifiuti dal nostro composter. Ma alcuni sono più discreti, ecco il piccolo pettirosso

pettirosso

che quotidianamente aspetta Alice che gli porta le briciole nascosto sotto la macchina e l'idomita civetta che che ama appollaiarsi sul caminetto da giardino

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o sfida il gelo sui rami del piccolo fico ghiacciato di questi giorni.

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Che bello condividere con loro le giornate e poi scoprire che mettono su famiglia!

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Piccoli amici che ci fanno gradita compagnia!

Inverno

on Sabato, 21 Gennaio 2012. Posted in all'aperto

Bianco e nero

Da un bel po' non si vedeva un paesaggio come quello di questi ultimi giorni qui in pianura, tutto congelato, effetto frizzer, un bianco e nero costante senza cambamenti di luce significativi da mattina a sera, un clima che invita a stare in casa, a panificare, a star tranquilli e a rilassarsi... fuoco acceso da mattina a sera e tisane calde! Per chi se lo fosse perso ecco qualche foto dalle finestre di casa mia!

 

siepe

siepe

 salice piangente

salice piangente

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guardando dalla finestra al primo piano

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salici

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campi ghiacciati nella nebbia

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calicanto

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bocciolo di calicanto


Portare i bambini in inverno 2012

on Giovedì, 19 Gennaio 2012. Posted in all'aperto

Sono ormai quasi 4 anni che portiamo in casa o fuori le nostre bimbe con la fascia e con l'arrivo dell'inverno ci sentiamo spesso rivolgere la fatidica domanda: "si, si, bella la fascia, ma in inverno come fate? Non avrà freddo il bambino?" (che in estate diventa: Ma non muore di caldo lì dentro?"). Invece a mio avviso in inverno è bellissimo portare il proprio bimbo, non solo in casa, ma soprattutto fuori dove il contatto fra i due corpi scalda entrambi e la cosa non da fastidio come può accadere in estate, anzi fa piacere e trasforma ogni passeggiata in un abbraccio coccoloso!

Le soluzioni che noi abbiamo trovato sono state svariate e si sono evolute con la crescita delle bambine, così da piccolissime stavano tranquillamente sotto il cappotto, crescendo sotto l'apposita copertina coprifascia o sotto una mantella o un maglione grande nelle mezze stagioni! Poi in montagna è imprescindibile usare la fascia in inverno se si vuole uscire per una passeggiata anche non impegnativa! In caso di ghiaccio o neve dove il passeggino non passerebbe, si va con le bimbe in spalla ben coperte dalla copertina da piccole o con la loro giacca da grandi. E per noi? Noi abbiamo risolto semplicemente mettendo al rovescio la nostra giacca!

E allora non potevamo non partecipare al concorso fotografico EquAzioni "portare i bambini in inverno 2012"... e voi che fate, partecipate?

Intanto vi mostriamo alcune nostre soluzioni.

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In montagna, io con giacca rovescia e Elena con copertina coprifascia


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Eccoci tutti e 4: Alice in spalla a Marco ha la sua giacca col cappuccio (si vede poco perchè dormiva...)


passeggiata in 4

Qui con Elena piccoletta davanti sempre con la copertina

con poncho

Qui Elena con poncho (fatto dalla nonna per me neonata) e io con maglione grande messo al rovescio

Una giornata fra banchetti, laboratori, rinfreschi finita con piadina

on Lunedì, 05 Dicembre 2011. Posted in all'aperto

Domenica scorsa con l’associazione abbiamo partecipato alla rassegna delle associazioni a Pontelongo (PD) organizzata dalla Pro Loco del paese in occasione della sagra di S.Andrea. Ad accompagnare il banchetto in versione natalizia c’era come ormai consuetudine il laboratorio sul pane. Così mentre Alice e il papà si facevano un giro a visitare lo zuccherificio col trenino, io ed Elena ci davamo da fare a spiegare (nonostante la mia laringite) ai bambini come fare la loro pagnottina con la pasta madre!

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Ecco i bambini soddisfati delle loro realizzazioni pronte da portare a casa ed essere infornate!

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Ma Alice non poteva perdersi l’occasione di impastare e quindi da esperta impastatrice ci ha poi raggiunto e ha preparato la sua pagnotta…

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E così stanchi dalla giornata la sera ci siamo ritrovati con poca voglia di cucinare, una pagnottina di Alice da infornare, un pugno di pasta madre bella vispa che avanzava ed era ora di cena!
Come ci organizziamo? Di accendere due volte il forno non se ne parla, soprattutto per una sola pagnottina… Dunque in velocità preparo un dolcetto all’avena da infornare con la la pagnottina… e la pasta madre avanzata? Mica si può buttare?!
Mi sovviene allora delle piadine di pasta madre, così chiamo la mia instancabile aiutante per un bel lavoretto…
Prima di tutto aggiungiamo farina all’avanzo di pasta madre (per noi la solita tipo 2, semintegrale) fino ad ottenere una bella palla liscia. Poi la dividiamo in 4 palline più piccole che do ad Alice da lavorare un po’ e stendere ben sottili col mattarello, mentre io preparo il ripieno. Non avrete dei cechi perfetti, ma farete la felicità del bambino lasciandolo fare come preferisce…

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Intanto scaldo una padellina antiaderente e quando è ben calda ci posiziono le piadine così come sono. In breve cominciano a gonfiarsi, le giro dall’altro lato e dopo qualche minuto sono pronte!
Non resta che farcirle! Io ci ho messo della passata di pomodoro (a cui avevo aggiunto un pizzico di sale, un po’ di origano e dell’olio evo), qualche cubetto di mozzarella e un’insalatina di porro tagliato a rondelle e peperone verde (l’ultimo dell’orto) tagliato a listarelle con la mandolina conditi con olio e sale cheho saltato un paio di minuti nella piastra antiaderente.
Eccole qui le nostre piadine: una delizia!

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Una risposta a Una giornata fra banchetti, laboratori, rinfreschi finita con piadina

•Valentina
scrive: 6 dicembre 2011 alle 23:10

prenderò 100 kg continuando a seguirti!

 

Stasera la luna

on Mercoledì, 09 Novembre 2011. Posted in all'aperto

Non mi è mai piaciuto il cambio dell’ora che porta all’accorciamento delle giornate, non mi va proprio che alle cinque del pomeriggio sia già buio, ma stasera invece ne sono stata felice, infatti proprio a quell’ora rientravo da lavoro con la mia Vespa rossa e ho potuto così fare il viaggio godendomi il cielo che cambiava passando dall’azzurro chiaro al rosa al viola al celeste carta da zucchero e infine al blu. Davanti a me la luna piena sempre più luminosa, appariva dietro un muro, si nascondeva e ricompariva fra le foglie dorate di un pioppo, poi mi accompagnava lungo l’argine del Bacchiglione e per campi verdi o appena arati,mi spiava fra le giostre del centro (già pronte per la sagra di San Martino) e fra i platani della provinciale. Dietro di me pian piano si spegneva il sole, solo un’alone rosso che intravedevo sugli specchietti retrovisori…
Rieccomi a casa!

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Passeggiata autunnale sul Monte Venda

on Venerdì, 14 Ottobre 2011. Posted in all'aperto

Ottobre è da sempre uno dei miei mesi preferiti, giornate ancora di una lunghezza decente, sufficientemente calde di giorno, ma fresche la sera, non occorre bardarsi per mettere il naso fuori dalla porta, ma non serve stare in canottiera… Poi il cielo limpido, i colori caldi delle foglie che stanno per cadere e di frutta e verdura… Non da ultimo la possibilità di fare ancora delle passeggiate, soprattutto in luoghi che d’estate sarebbero troppo caldi e che proprio nelle stagioni intermedie danno il meglio di sé. E così qualche giorno fa abbiamo caricato zainetto con merenda, fasce e bimbe in auto e siamo partiti verso i vicini Colli Euganei con destinazione il Monte Venda, in particolare volevamo salire in cima dove si trovano i resti del monastero Olivetano. Peccato però che una volta giunti lì abbiamo trovato un simpatico cartello che avvisava che la cima non era accessibile per lavori di restauro del monastero e, in effetti, alzando gli occhi abbiamo visto troneggiare una bella impalcatura! Che fare? Ormai che eravamo lì abbiamo deviato per una semplice passeggiata lungo il sentiero del Venda e il sentiero Lorenzoni che girano attorno al colle.
E’ una passeggiata semplice che può essere un giro completo del colle, di cui noi però a causa del tempo ridotto abbiamo percorso solo un tratto. Una parte è anche attrezzata per essere percorsa da disabili e non presenta difficoltà per cui anche i bambini possono camminare agevolmente, anzi correre!

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Inoltre non ci annoia certamente osservando l’ambiente naturale e fermandosi nelle aree attrezzate…

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Ecco le cose che sono piaciute di più ad Alice:

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ex-cava Monte Venda riqualificata

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gli antichi “maronari”

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corbezzoli (peccato non ancora maturi…)

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paesaggio con ulivi

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e al ritorno ci ha accompagnato un bellissimo tramonto!

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4 risposte a Passeggiata autunnale sul Monte Venda
•Giuly scrive:
14 ottobre 2011 alle 11:11
Che bello Daria! ci sono stata anch’io con la piccola Chiara e si è divertita tantissimissimo…bello davvero anch’io ho fatto delle foto meravigliose e la consiglio a tutti!
Rispondi
•irene scrive:
27 ottobre 2011 alle 13:58
Belle queste foto…sai Daria ho scoperto di avere una pianta di corbezzoli in giardino…Noemi ne va ghiotta:-)
Rispondi
•daria scrive:
27 ottobre 2011 alle 16:17
Wow! Una pianta stupenda e golosissima! Pensa che quando lavoravo a Padova ce n’era una pianta grandissima nell’unica aiuola nel parcheggio, quando mi hanno visto mangiarne i frutti mi hanno dato della pazza: pensavano che fossero bacche tossiche! Quando gli ho detto che era corbezzolo la risposta è stata: Ma è una pianta che esiste solo nelle favole!
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Rosso tramonto

on Martedì, 11 Ottobre 2011. Posted in all'aperto

Questo lo spettacolo a cui abbiamo assistito gratuitamente e piacevolmente ieri sera tornando da una gita sui colli: un tramonto infuocato strepitoso! E allora per chi se lo fosse perso ecco le foto, che riempiono gli occhi e l’animo di meraviglia!
PS: non ci sono trucchi e correzioni fotografiche – luce naturalissima!

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Una risposta a Rosso tramonto
•Viviana scrive:
14 ottobre 2011 alle 08:26
WOW!!!

Mani(ne) in pasta!

on Lunedì, 10 Ottobre 2011. Posted in all'aperto

Ovvero quelle dei piccoli residenti di Bovolenta dove siamo stati invitati a proporre il laboratorio sul pane a lievitazione naturale per i bambini in occasione dei festeggiamenti di ottobre. Una bella mattinata con mani piccole e grandi infarinate, appiccicate, bagnate, che hanno impastato, mescolato, lavorato!

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mescolare

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infarinatura

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sfregare

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pioggia di farina

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mani grandi e piccole

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collaborazioni

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sciogliere la pasta madre

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ripiegare

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manine appiccicose

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impronte

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fare una palla

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bucherellare

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Barca-noce sasso-isola

on Giovedì, 29 Settembre 2011. Posted in all'aperto

Autunno è anche periodo di frutta secca e quest’anno ho recuperato un sacchetto di noccioline dell’albero di un’amica, già messe a seccare al sole e pronte da usare, un bello scatolone di mandorle dell’albero di mia mamma, attualmente esposto al sole sotto il portico e una borsa di noci che avevo raccolto alle barbarighe, più un altro raccolto da alcuni noci lungo la strada vicino a casa. Queste ultime ormai belle secche ho deciso di aprirle prima che le formiche che da giorni vedevo passeggiare avanti e indietro da e verso la scatola se ne riempissero la loro tana nascosta chissà dove lasciando noi a bocca asciutta!
Domenica mattina, approfittando di un bel sonnellino di Elena mi sono messa di buona lena seduta sotto il portico munita di schiaccianoci con Alice ad aprirle… e Alice è riuscita ad inventarsi un bel gioco!
Ecco le sue barche-noci e una canoa-noce caricate al porto

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portopronte a percorrere tutto il fiume fino al mare e per arrivare al sasso-isola (in realtà un pezzo di mattone)

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Eccola la canoa in viaggio!

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Dopo un’oretta finalmente avevo finito di aprirle tutte e Alice si era stancata del gioco… che fare con tutte queste noci a parte sgranocchiarle?
Logico, il pane!
Ecco allora un bel pane rustico alla segale con noci: rinfrescata come al solito la pasta madre la sera prima di andare a dormire, la mattina aggiungo l’acqua (300 ml), un paio di cucchiai di olio evo, un cucchiaino raso di sale fino integrale, un cucchiaio di malto di riso, circa 150 gr di farina di segale integrale e mescolo bene. Lascio riposare per una mezzoretta e aggiungo le noci tritate grossolanamente e farina tipo 2 quanto basta (circa 600 gr) per ottenere una palla liscia (rimarrà sempre un pochino appiccicosa per via della farina di segale) che metto a lievitare per 4 ore, riprendo l’impasto e lo lavoro per fare le pagnotte (io ne ho fatte 2, ma se preferite potete farne di più piccole), che rimetto a lievitare coperte per un’ora e mezza, accendo il forno a 230° e inforno a 230° per 10 minuti e poi 30 minuti a 180°. Ed ecco il risultato!

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3 risposte a Barca-noce sasso-isola

•Glores scrive: 29 settembre 2011 alle 14:10
Brava Alice, saresti l'amichetta perfetta per Pietro, anche lui gioca a fare le barchette con i gusci delle noci! :-) Speriamo di vederci presto!
•Francesca
scrive: 29 settembre 2011 alle 16:43
Ecco …. mia figlia ci avrebbe giocato per 7/8 minuti circa ad essere larga di manica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Brava Alice e brava Daria, voglia, fantasia, pazienza e bravura sono le doti che emergono sempre dai tuoi post!!!! Oltre alla ricetta ti piacerebbe condividere anche un po di queste cosine che ehm a me mancano proprio?!?!?!? Baci
- patespery scrive: 29 settembre 2011 alle 19:50
Nei tuoi post si respira l’aria di un bel tempo,quando i bambini giocavano con giochi semplici e sani, ora….un disastro…..bellissimo il tuo pane,dall’aspetto genuino e buono!
Buona serata Pat e Spery

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