in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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Articoli taggati con: amicizia

Treccia con zucchine per il Raduno Blogger Autogestito

on Venerdì, 07 Giugno 2013. Posted in all'aperto, cucina

Treccia con zucchine per il Raduno Blogger Autogestito

Avevo quasi pronto un post libresco per oggi che è venerdì, ma avevo troppa voglia di condividere le foto dell'incontro di domenica scorsa, ovvero del 2° Raduno Blogger Autogestito, che si è tenuto a Ferrara al C.S.P. La resitenza.

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Il centro avevo avuto modo di vederlo a marzo in occasione dello scambio di semi, stavolta ce lo siamo davvero goduto! Il grande spazio esterno è ideale per stare in compagnia, mangiando e chiacchierando e anche i bambini hanno tanto spazio dove poter correre e giocare.

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E nonostante con alcune persone ci fossimo viste solo una volta e con alcune soltanto virtualmente, ci siamo sentiti come a casa, davvero bene.

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Tutti in attesa di mangiare: chi prenderà per primo l'iniziativa? :-)

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Mangiato tantissimo, d'altronde con tutte le bontà che c'erano da assaggiare!

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Anche le bimbe hanno apprezzato, in particolar modo Elena che non la smetteva di servirsi!

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Fra chiacchiere e cibarie siamo arrivati al pomeriggio. E' stata fatta una piccola lotteria nella quale ho anche quadagnato un libro di cucina che vi presenterò più in là e poi i bambini hanno fatto i loro scambi, di giochi, prima e di librini poi.

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Un po' di spazio alla lettura ed era già ora dei saluti!

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Mi dispiace di non essere riuscita a dedicare a tutti il dovuto tempo... d'altronde quando si sta bene il tempo vola veloce!

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Ringrazio tutte le amiche che ho reincontrato e quelle che ho visto per la prima volta, in particolare Annalisa e la Capra perfette padrone di casa, Felicia che ha organizzato il tutto, Caterina che ho conosciuto con vero piacere, Elisabetta che finalmente sono riuscita a vedere di persona, Elena che rivedo sempre con grande piacere e Giulia con cui ci siamo conosciute dopo che ho conosciuto i "suoi" detersivi! Un bacionissimo al maritone Marco che ci accompagna sempre volentieri in queste situazioni, anche nel giorno del nostro 6° anniversario di matrimonio, e senza il quale non avrei avuto il tempo di chiacchierare così tanto! Ah... e logicamente un grazie al sole che si è donato per tutto il giorno! :-)

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Per l'occasione io avevo preparato la quinoa con lenticchie a cui avevo aggiunto le zucchine e una treccia di pane ripiena con zucchine. Ero partita dall'idea di fare una focaccia ripiena, poi mentre mi accingevo a fare il primo impasto mi è capitata sotto gli occhi una foto sul gruppo FB della pasta madre in cui si vedeva un'impasto diviso in tre per farne una treccia ripiena. Logicamente la ricetta me la sono inventata al momento, anche perchè non era ancora stata riportata nel gruppo, però l'idea della treccia è rimasta. Vi lascio quindi la ricettina, che anch'io devo rifare visto che alla fine l'ahnno assaggiata tutti fuorchè la sottoscritta! :-) Visto che è stata finita suppongo fosse buona! :-)

Treccia ripiena con zucchine

ingredienti per l'impasto:

  • 125 gr di pasta madre rinfrescata da 4 ore
  • 240 gr di kefir di soia ( o yogurt di soia bianco )
  • 60 gr di acqua
  • 1 cucchiano di sale fino integrale
  • 1 cucchiaino di malto d'orzo
  • 400 gr di farina integrale di grano tenero setacciata
  • 100 gr di farina integrale d'orzo appena macinata

ingredienti per il ripieno:

  • 1 zucchina grande o due piccole
  • 1 cipolla bianca
  • 3 cucchiai di mandorle non pelate
  • melissa, timo, rosmarino, origano a piacere
  • olio evo qb

Preparazione:

Sciogliere la pasta madre nell'acqua, aggiungere il kefir di soia, mescolare bene, aggiungere il malto, la farina d'orzo, il sale e infine la restante farina. Impastare bene a mano in modo da avere una bella palla morbida non appiccicosa, ma che sciovoli fra le dita. Mettere a riposare per 4 ore a temperatura ambiente. Sul piano infarinato fare un giro di pieghe e rimettere a riposare per un'altra ora. Nel frattempo tritare le mandorle grossolanamente (con un coltellone va benisssimo), tritare anche le spezie e la cipolla bianca. Tagliare a dadini le zucchine. Mescolare tutto fuorchè le mandorle in una ciotola, aggiungere un po' di olio evo e salare a piacere (io non avevo aggiunto sale).

Stendere sul piano infarinato l'impasto dello spessore di 1,5 - 2 cm con le mani. Tagliarlo in 3 parti e su ciascuna disporre le mandorle tritate e sopra il ripieno di zucchine, spezie e cipolla.

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Arrotolare ciascuna parte.

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Procedere a realizzare la treccia posizionandola subito su carta forno per aiutarsi nello spostamento sulla teglia. Mettere a lievitare la treccia in una teglia e lasciarla lievitare per altre 2 ore.

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Accendere il forno a 180°. Spennellare la superficie con latte di soia e infornare per 40 minuti. Estrarre dal forno, ripassare il latte di soia e riporre nel forno spento socchiuso in raffreddamento per altri 10 minuti.

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Mettere a raffreddare su una griglia e quando freddo tenere avvolto in un canovaccio pulito fino al momento di servire.

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Ed eccola pronta ad essere mangiata al Raduno!

Arrivederci al prossimo raduno allora!

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Potete leggere il racconto visto dalgli occhi di Felicia QUI.

PS: vi ricordo che è in corso il contest "Io lavo eco, I love eco" per il secondo compleanno di GocceD'aria - partecipate numerosi!

 

Ca' di mezzo: passeggiate, fiori ed erbe spontanee

on Martedì, 14 Maggio 2013. Posted in all'aperto

Ca' di mezzo: passeggiate, fiori ed erbe spontanee

Purtroppo quest'anno non riusciamo ad andare in montagna quanto vorremmo e quindi per ora ancora niente racconti delle nostre escursioni... per fortuna si sta avvicinanando l'estate e quindi a breve dovrebbero arrivare anche le passeggiate frai monti... nel frattempo vi voglio lasciare un'idea per passeggiare immersi nella natura anche in pianura. Si tratta di un luogo incontaminato, una vera "Oasi" come hanno deciso di chiamarla gli amici di Legambiente di Piove di Sacco che la gestiscono, nella pianura: Ca' di Mezzo, località raggiungibile dalla statale che porta a Chioggia, proseguendo verso Cavarzere, appena passato il paesino di S.Margherita, si gira a sinistra seguendo l'argine del Bacchiglione. E proprio il fiume Bacchiglione è il protagonista di questa zona, che in realtà è un'area umida di fitodepurazione delle acque, una sorta di valle dalla quale l'acqua esce pulita e nella quale trovano rifugio e nidificano molti uccelli.

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Passeggiare a Ca' di Mezzo è rilassante, ancor meglio se lo si fa in buona compagnia, in particolare domenica ci siamo stati con Annalisa, donna dalle mille risorse, e la sua splendida famiglia con cui dire che ci troviamo bene è poco! Rimango sempre meravigliata di come si crei subito affiatamento con persone che di persona si sono incontrate pochissimo, ma con le quali si condivide davvero molto...

Beh, il nostro obiettivo era, oltre che rilassarci e chiacchierare andare per erbette e fiori di stagione e il luogo era decisamente ideale!

I percorsi proposti sono 2, anzi a dire il vero 3, di cui il primo però è parte del secondo... si tratta di percorsi facili per tutti, in piano e immersi nel verde. Il primo percorso che corrisponde al primo tratto del secondo è il percorso indicato per disabili che porta fino alla casetta ossevatorio degli uccelli. Lungo il sentiero si incontrano dei pannelli esplicativi sugli uccelli e sugli alberi della zona.

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Passata la casetta per chi vuole proseguire il percorso le alternative sono due, una più breve e una più lunga entrambe ad anello con ritorno alla casetta di Legambiente da cui si è partiti.

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Nel caso specifico le bimbe erano più desiderose di disegnare e giocare che di camminare, quindi passata la casetta hanno preferito tornare ai tavolini a inizio percorso con i papà, mentre noi donne con i più piccoli della truppa ci siamo godute con calma il rsto della passeggiata!

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Camminare nella natura, accompagnate dal canto degli uccelli e dai loro improvvisi voli, chiacchierando sottovoce per non disturbarli e osservando le piante che si incontrano lungo il percorso: come può non essere rilassante?

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Rosa canina

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Libellula

Ah, ecco cosa ho raccolto!

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Parietaria

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Fiori di sambuco

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Fiori di acacia (robinia) e germogli di luppolo (bruscandoli)

A breve vi farò sapere cosa ne ho fatto!

E voi come passate le vostre domeniche primaverili?

 

 

 

Pane integrale con grano duro senatore cappelli

on Martedì, 27 Novembre 2012. Posted in cucina

nato da amicizie virtuali

Pane integrale con grano duro senatore cappelli

Alle medie avevo le amiche di penna con le quali scambiavo lunghe lettere (con una di loro sono tuttora in contatto), adesso ci sono il blog e FB, decisamente più veloci, ma capaci di far conoscere persone bellissime che condividono le stesse passioni. E da una di queste amiche è arrivato un graditissimo pacco, direttamente dalla Puglia, contenente tutto il calore del sud e dell'amicizio in un kg di farina integrale senatore cappelli macinata da lei e in un sacco di pomodorini secchi seccati al caldo sole pugliese.

Ecco la farina, come potete vedere decisamente integrale, definita da Alice "farina grossa".

farina cappelli

Tempo di aprire il pacco e stavo già rinfrescando la Gilda! 

Con quella farina ho fatto due tipi di pane e una focaccia. Oggi vi lascio la ricetta del primo pane!

Pagnotta integrale senatore cappelli

ingredienti:

  • 100 gr di pasta madre rinfrescata da 4-5 ore
  • 300 ml di acqua
  • 300 gr + 150 gr di farina integrale senatore cappelli macinata nel mulino casalingo
  • 1 cuccchiaino di sale fino integrale

Procedimento:

Sciogliere la pm nell'acqua, aggiungere i primi 300 gr di farina e far riposare 1 oretta (è un'impasto da mescolare al cucchiaio).

Passata l'ora quando la farina avrà ben assorbito l'acqua aggiungere 5 cucchiai (circa 150 gr) di farina (sempre la stessa) e 1 c di sale fino integrale. Impastare a mano con delicatezza... (la quantità di farina è indicativa, potrebbe volercene di più se si usa farina più raffinata).

impastando

 

Questa è la mia aiutante all'opera.

Lavorare l'impasto a mano (tenerlo un po' appiccicoso), fare una bella palla e metterla a lievitare (io l'ho messo nella madia) per 5 ore.

impasto

Dopo 5 ore sarà ben gonfio e profumato.

Fare un giro di pieghe, metterlo a lievitare in un cestino da lievitazione (o altro cestino su cui si è posato un canovaccio), lasciarlo lievitare altre 2 ore almeno (controllare ogni tanto la lievitazione... in questo caso la prova pallina non funziona perchè è troppo integrale e finisce con lo sfaldarsi).

Preriscaldare il forno a 260°con pentolino d'acqua. Quando è ben caldo togliere la teglia dal forno, rovesciare sopra la forma e infornare subito per 10 minuti a 240° e successivi 25 minuti a 200°.

Fare raffreddare rovescio su una griglia. Tagliare il giorno dopo... aveva un profumo! Peccato che ho finito la farina!

pagnotta cappelli1

Il giorno dopo vi trovate con un pasto pronto!

pagnotta aggettata2

Infatti io l'ho gustato con una fantastica crema o patè di pomodori secchi realizzata con la ricetta ideata dall'associazione Lasalutemelamangio e passatami da Isa stessa. 

Col loro permesso vi giro la ricetta!

Crema di pomodori secchi

 

Ingredienti:

  • 200 gr di pomodori secchi (essiccati al sole o comunque a temperature non superiori ai 40° circa)
  • 1/2 spicchi di aglio (a seconda del gusto)
  • Prezzemolo
  • Sedano
  • Peperoncino o olio aromatizzato al peperoncino
  • Olio extra vergine di oliva

 

Qualche ora prima di cominciare la crema mettete i pomodori secchi in ammollo in acqua e un po’ di aceto per farli reidratare. Quando sono ben idratati frullare i pomodori secchi (eliminando l’acqua dell’ammollo) con una bella manciata di prezzemolo, sedano (foglie e fusto), l’ aglio, olio piccante o peperoncino, olio extra vergine di oliva. Frullare tutti gli ingredienti sino ad avere una crema omogenea. 
La salsa può essere usata su crostini di pane e su verdure crude come sedano, zucchine ecc.

Eccola spalmata sul pane!

fetta spalmata

 

 

La biblioteca di Alice ed Elena # 3

on Mercoledì, 07 Novembre 2012. Posted in salotto

Novembre 2012

La biblioteca di Alice ed Elena # 3

Questo mese un argomento serio fa da filo conduttore ai librini che abbiamo scelto in biblioteca io e le bimbe: l'amicizia. Alcuni di questi librini li avevamo già sfogliati in passato, ma Alice era ancora piccolina per seguirli bene, invece stavolta le sono piaciuti. Un paio di questi sono seguibili anche da Elena, che ne adora le immagini.

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I primi due hanno anche come elemento comune il colore.

Il primo che vi propongo è "Uomo di colore" (Ruillier Jérôme Edizioni Arka – Le Perline 2000), si tratta di un testo che riprende un racconto della tradizione orale africana, in cui un bimbo nero si meraviglia di come il bianco chiami lui "uomo di colore" nonostante qust'ultimo "cambi colore" al cambiare delle emozioni o sensazioni provate... "io quando ho freddo sono nero ... tu quando hai freddo, sei blu... io quando ho paura sono nero ... tu quando hai paura sei verde ..." fino all'affermazione finale "e tu chiami me uomo di colore?" e il bimbo bianco rappresentato con la faccia di tutti i colori. (un'altra recensione e il testo integrale lo trovate qui)

piccolo bluIl secondo librino sempre in tema di amicizia e colore è "Piccolo blu e piccolo giallo" di Leo Lionni (Babalibri). Si tratta di un classico, una piccola chicca... qui i protagonisti sono due palline, pezzettini, macchiette che dir si voglia, una di colore blu e una di colore giallo. I due amici se la spassano a giocare assieme tutto il pomeriggio diventano un tutt'uno, un pezzettino di colore verde... le famiglie blu e gialle non riconoscono più i loro piccoli cambiati di colore e non capiscono...

"Piccolo blu e piccolo giallo (uniti, ovvero la macchia verde) erano molto tristi. Versarono grosse lacrime gialle e blu. ..."

Ma la storia finisce bene: tornati del loro colore mamma e papà blu abbracciano i piccoli e abbracciando giallo ecco che diventano verdi! 

Entrambi i libri bellissimi da leggere anche (e forse soprattutto) per noi "grandi"... quante volte ci si irrigidisce sulle proprie posizioni, sulle piccole differenze, senza pensare che l'amicizia non può far altro che arricchirci? E un abbraccio fra amici è sempre un'ottima soluzione dei conflitti!

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ladro di polli-copertinaGli altri due libri invece affrontano l'argomento in modo diverso, ovvero prendendo spunto dalla natura. Il primo di questi un libro di sole immmagini, senza testo: "Il ladro di polli" di Beatrice Rodriguez (ed. Terre di mezzo - parentesi: sono libri venduti attraverso il circuito dei "venditori di strada" - occhio se li vedete in giro per la città!). Alla fattoria la vita scorre felice, quando una volpe rapisce una gallina e scappa. Orso, gallo e coniglio si lanciano all'inseguimento... pagina dopo pagina vediamo cambiare l'atteggiamento della gallina che si ritrova a giocare a scacchi con la volpe, a dormirci abbracciata assieme... e tutti diventano amici davanti al camino e ad una tazza fumante di te!

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lalberoL'ultimo libro: "L'albero" di S.Silvestein (Salani editore) racconta invece l'amicizia fra un albero e un bambino, amicizia in cui l'albero da tutto di se e il bambino man mano che cresce depreda sempre più l'albero. Libro bello e triste, lo consiglio decisamente agli adulti che sicuramente ne hanno più bisogno dei bambini, metafora del rapporto dell'uomo con la natura, ma anche spesso del nostro rapporto con gli altri. Me lo sono riletta da sola con calma... una breve intensa favola... 

 

"C’era una volta un albero che amava un bambino. Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.
Raccogliera le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato ai suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino. Quando era stanco, il bambino si addormentava all’ombra dell’albero, mentre le fronte gli cantavano la ninna nanna. Il bambino amava l’albero con tutto il suo piccolo cuore. E l’alberto era felice.

 

Ma il tempo passò e il bambino crebbe. Ora che il bambino era grande, l’albero rimaneva spesso solo. Un giorno il bambino venne a vedere l’albero e l’albero gli disse: “Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice”.
“Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli alberi e per giocare, disse il bambino. Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi, puoi darmi dei soldi?”
“Mi dipiace” - rispose l’albero - ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti: prendi i miei frutti, bambino mio
e va a venderteli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice”. Allora il bambino si arrampicò sull’albero, raccolse tutti i frutti e li portò via. E l’albero fu felice.

 

Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare... e l’albero divenne triste. Poi, un giorno, il bambino tornò; l’albero tremò di gioia e disse: “Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami e sii felice”.
“Ho troppo da fare e non ho tempo da arrampicarmi sugli alberi”, rispose il bambino. “Voglio una casa che mi ripari” - continuò. “Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi darmi una casa?”

 

“Io non ho una casa” - disse l’albero. “la mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice”.
Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa. E l’albero fu felice.

Per molto tempo il bambino non venne.

Quando ritornò, l’albero era così felice che riusciva a malapena a parlare. “Avvicinati, bambino mio” - mormorò - “vieni a giocare”.
“Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare,
- disse il bambino - “Voglio una barca per fuggire lontano da qui. Tu puoi darmi una barca?”
“Taglia il mio tronco e fatti una barca” disse l’albero “così potrai andartene ed essere felice”.

Allora il bambino tagliò e si fece una barca per fuggire. E l’albero fu felice... Ma non del tutto.

Molto tempo dopo, il bambino tornò ancora.
“Mi dispiace,bambino mio, disse l’albero - “ma non mi resta più niente da donarti... - non ho più frutti”. “I miei denti sono troppo deboli per dei frutti” disse il bambino.
“Non ho più rami, continuò l’albero - non puoi più dondolarti...”.
“Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami - disse il bambino.
“Non ho più il tronco” disse l’albero “non puoi più arrampicarti”.
“Sono troppo stanco per arrampicarmi” disse il bambino.
“Sono desolato” sospirò l’albero - “vorrei ancora donarti qualcosa... ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto......”. “Non ho più bisogno di molto ormai” disse il bambino “solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco”.

“Ebbene, disse l’albero, raddrizandosi quanto poteva - “ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati”. Così fece il bambino. E l’albero fu felice."

 

 

 

Fior d'aria

on Mercoledì, 26 Settembre 2012. Posted in cucina

Fior d'aria

C'era una volta ... proprio come fiabe iniziano gli articoli di Claudio del blog Fables de Sucre, creatore del Fior di latte, brioche che imperversa ormai da tempo sul gruppo Fb della pasta madre. E stavolta vi racconto di questa favola che però non sarà di zucchero e neanche di latte o di uova... "Fior di riso" era stata ribattezzata in origine, visto che si intendeva usare il latte di riso al posto di quello vaccino, diventata poi "fior senza" o ancor meglio "fior d'aria" (accogliendo la battuta - Ma è fatta di aria?): quale nome più azzeccato! E' la storia di una sfida nella quale mi sono cimentata con due amiche virtuali, Isa e Claudia, che hanno voluto anche loro provare la loro versione  del fior di riso, perchè non è detto che le versioni "senza" siano meno gustose o meno lievitate o meno morbide, anzi! Tre ricette quindi tutte nate a partire dalla ricetta originale di cui vengono mantenute le dosi, la forma, i tempi di lievitazione. Ecco le regole della sfida:

  • doveva essere dolce, ma senza zucchero 
  • lievitata naturalmente
  • usare prevalentemente farine integrali o semintegrali
  • non prevedere ingredienti di origine animale (latte, uova, burro...)
  • impastata a mano

Per quanto riguarda il metodo per dolcificare Isa ci ha suggerito una "genialata" proposta dall'associazione "Lasalutemelamangio" di cui lei fa parte e al cui sito vi rimando per avere un sacco di ottime indicazioni per una cucina più sana (e anche per farvi due risate con le battute di Pino), ovvero utilizzare al posto dello zucchero o di altro dolcificante la frutta secca dolce (come datteri o uvetta) frullata assieme al liquido che si prevede nel dolce. E devo dire che l'idea mi è piaciuta subito!

Ecco quindi le nostre tre versioni e i relativi commenti ai risultati!

Parto dalla mia versione: Fior d'aria (dosi per 2 tortiere da 25 cm di diametro) (e notare che per l'evento ho pesato tutto!:-P)

ingredienti:

  • 350 gr farina di grano tenero tipo2 (semintegrale)
  • 150 gr farina di farro spelta integrale
  • 150 gr di pasta madre (la mia solita Gilda idratata al 65%circa) rinfrescata con farina semintegrale da 4 ore
  • 250 gr di latte di riso
  • 10 gr di malto di riso
  • 60 gr di kefir di soia (o anche yogurt di soia)
  • 100 gr di uvetta sultanina
  • 1 pizzico di vaniglia in polvere
  • 60 gr di olio extravergine di oliva
  • 15 gr di acqua
  • 2 gr di sale fino integrale

per la lucidatura e la decorazione finale:

  • 1 cucchiaio di malto di riso
  • latte di riso q.b.
  • cacao amaro
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna (opzionale)

Come procedere:

Ricordarsi di rinfrescare la madre nel pomeriggio, la sera per prima cosa sbattere bene l'olio con l'acqua fino ad ottenre una cremina, metterlo a riposare in frigo. Versare 250 gr di latte di riso nel frullatore con i 100 gr di uvetta e frullare bene per qualche minuto. 

In una ciotola mettere i 150 gr di pasta madre, aggiungere il latte in cui si sono frullate le uvette e mescolare bene fino a sciogliere completamente la madre. Aggiungere il malto di riso, la vaniglia, il kefir e mescolare. Aggiungere la farina di farro e mescolare ancora. Prelevare dal frigo l'olio emulsionato con l'acqua e aggiungerlo al composto assieme al sale. Amalgamare bene il tutto, fino a quando l'olio sarà ben assorbito nel resto dell'impasto. A questo punto aggiungere gradualmente la farina tipo2. Quando non si riesce più col cucchiaio passare sulla spianatoia e impastare a mano. L'impasto rimane molto morbido, ma non appicicoso, ben lavorabile. Fare un palla e metterla in frigo per una mezzora, lavorarla nuovamente facendo un paio di pieghe e rimettere in frigo fino al giorno dopo.

La mattina prelevare la ciotola dal frigo e rimetterla a temperatura ambiente per un'oretta. Passare l'impasto sul piano, stenderlo con attenzione senza rompere la maglia glutinica e arrotolarlo. Tagliarlo in 2 parti e tagliare ciascuna delle due parti in 7 parti (di queste ne ho tenuta una un po' più grande da mettere al centro). Fare sette pallline.

Disporre la palla più grande al centro delle tortiere e i 6 petali attorno crendo la forma del fiore. 

forma

Mettere a lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (almeno): per me sono servite 7 ore circa in forno spento coperte da un canovaccio.

lievitata

Accendere il forno a 165° (io ho usato ventilato, ma va bene anche statico). Nel frattempo mescolare in una tazzina il malto di riso col latte di riso e spennellare la superficie del fior d'aria.

Infornare per 30 minuti.

Estrarre dal forno, togliere dalla tortiera e ripassare con l'emulsione di malto e latte di riso. Cospargere a piacere con cacao amaro e un cucchiaino di zucchero di canna integrale. Mettere a raffreddare su una griglia. Ed eccole qua le mie fior d'aria! 

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E qui senza un petalo!

senza petalo

Fior di riso di Isa

ingredienti:

  • 250 gr farina integrale di farro
  • 50 gr di farina di riso integrale
  • 100 gr di farina 0
  • 100 gr di farina 00
  • 130 gr di datteri ammollati e tritati
  • 120 pm liquida
  • 250 latte di riso
  • 10 gr malto di riso
  • 60 gr yogurt di kefir
  • 1/2 stecca vaniglia
  • 60 gr olio evo
  • pizzico di sale

"Il procedimento è lo stesso seguito da Daria, eccezione fatta per l'olio emulsionato e la decorazione finale. Ed ecco il suo risultato."

fior di riso-isa

 

Questa è la seconda fior di riso arricchita di mele:

con mele-isa

 

Fior di riso al cacao di Claudia

ingredienti:

  • 600 gr di farina semintegrale
  • 60 gr di olio di girasole deodorato
  • 250 gr di latte di riso al cacao
  • 10 gr di malto di riso
  • 120 gr di datteri frullati nel latte di avena
  • 120 gr pasta madre liquida
  • un pizzico di sale
  • la scorza gratuggiata di un arancio e una manciata di nocciole tritate

"Le quantità sono le stesse della ricetta di partenza, ho solo aumentato un pò la farina. Credo che lo rifarò,ma con il latte di riso naturale però questa volta ci metterò l'uvetta,cos' verranno dei panini dolci."

 fior di riso e cacao-claudia

Direi quindi una favola con lieto fine: io mi sono divertita molto e il risultato mi ha proprio soddisfatto, anche Alice che normalmente snobba i dolci l'ha gradita molto, era veramente soffice e dolce al punto giusto. Domenica l'ho portata al laboratorio con i bimbi alla festa delle associazioni per fare merenda: è piaciuta a tutti!

addentata

 

 

Feste delle associazioni e due premi

on Lunedì, 24 Settembre 2012. Posted in all'aperto

Feste delle associazioni e due premi

Domenica scorsa è stata una giornata impegnativa nella quale ho partecipato (anche se in modi differenti) sia alla festa delle associazioni di Piove di Sacco, sia a quella di Padova. Della prima vi avevo già anticipato che sarei stata in piazza con l’associazione Al ritmo del tam tam, che gestisce il GAS Calebassa di cui faccio parte. La mattina è volata con il laboratorio sul pane per i bambini a cui hanno partecipato anche i genitori con le loro domande. Alice da esperta mostra e interviene spesso con la sua esperienza. Per la prima volta partecipava più o meno attivamente anche Elena! Per prima cosa vediamo e tocchiamo i diversi tipi di farina e poi si impasta!

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Per i bimbi è sempre una gioia mettere le mani in pasta ed è bello vedere come si destreggiano con gli impasti ora appiccicosi, ora troppo farinosi! Come sempre sono tornati a casa con la loro pagnottina da cuocere. A seguire il pranzo sotto la pescheria, andato molto bene, anche quest'anno! Cibi locali, bio e del commercio equo preparati dai volontari dell’associazione!

Dopo un breve riposino rieccoci di nuovo in piazza, a Padova questa volta! In questo caso ero stata invitata a partecipare alla premiazione del Premio Impatto Zero organizzato dall’Arci. Quando mi sono iscritta qualche mese fa, l’avevo fatto con leggerezza (grazie ad un'amica che me l'aveva fatto notare) e sicuramente non mi aspettavo di vincere (pari-merito con altre 3 donne!) la sezione dedicata ai cittadini!

Ecco qua il resoconto ufficiale e tutti i vincitori:

http://www.padovaoggi.it/cronaca/premio-impatto-zero-2012-vincitori.html

Purtroppo avevo dimenticato la macchina fotografica per immortalare il momento e diciamo che il mio cellulare è molto poco tecnologico!

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La settimana scorsa avevo ricevuto anche un altro premio molto gradito, ovvero il premio Shaqwi (“affezionato” in arabo) da parte di Francesca di La tana del riccio. Si tratta di un premio che viene assegnato ai blogger che rispondono ai commenti dei loro lettori, non abbandonano i lettori sparendo dal blog e ringraziano i follower e chi li premia. Anche in questo caso non me lo aspettavo e la ringrazio tanto tanto!

Non conosco Francesca personalmente, ma “solo” virtualmente, ci siamo incontrate grazie alla comune passione per la pasta madre e la panificazione, essendo entrambe iscritte fra gli spacciatori di pasta madre. In particolare ricordo che la prima volta che sono passata dal suo bel blog è stato quando ha pubblicato la ricetta dei bottoncini alle patate americane. Da lì non mi perdo neanche una delle sue bellissime ricette e appena riesco le provo e le metto in pratica con la collaborazione delle due birbette: molte sono diventate ormai dei piatti che propongo spesso a casa e che le bambine amano! E così ogni volta che prepariamo una sua ricetta dico alle bimbe “dai che facciamo il pane al sesamo (o gli gnocchi di polenta, o i biscotti…) di Francesca!” Insomma ormai è di casa pur senza averci mai messo piede!

paninazza

Quindi le dedico la foto dei suoi panini al sesamo che ormai sono un must! Vi invito a fare un giro sul suo blog, che oltre ad avere degli spunti originalissimi, ha anche delle fantastiche foto che fanno venire l’acquolina!

L’immagine che invece mi rappresenta al momento è questa:

scale

Siamo io e le bimbe in visita al castello di S.Pelagio, Museo dell’aria. Ecco mi vedo così in salita in questo percorso al loro fianco, anche se in realtà le guide sono loro…

Adesso non mi rimane che assegnare il premio ad altri due blog “affezionati”, la cosa più difficile!

  1. Pane e girasoli: ho avuto il piacere di conoscere personalmente Valentina, una donna fantastica con la quale sono entrata subito in sintonia e con la quale condivido molte passioni oltre alla pasta madre che le ho spacciato

  2. Mymeitai: ho avuto il piacere di conoscere Tiziana e la sua bella famiglia da poco allargatasi, un anno fa in occasione della fiera "4passi" di Treviso. Apprezzo molto il suo modo di porsi sempre molto equilibrato e condivido molte delle sue scelte. Nel blog trovate raccontate le sue esperienze con i bimbi e con la pasta madre, ma soprattutto i suoi bellissimi mei tai che produce singolarmente.

Bene per ora lascio a loro il testimone per i premi futuri! E scusate la lungaggine del post!

Margherita salata

on Mercoledì, 05 Settembre 2012. Posted in cucina

Una torta salata da condividere

La settimana scorsa con immenso piacere ho avuto ospiti Valentina Mammafragolaecioccolato e la sua meravigliosa famiglia giunti in camper direttamente dalla Sicilia!

Due giorni fra passeggiate, giochi e letture con i bambini in casa o in giardino, impasti e ricette condivise e soprattutto tante chiacchiere sul divano tra amiche con cui si sa di avere punti di vista comuni!

 altalena

letture ponte

Per l'occasione ho messo all'opera la Gilda che ha sfornato un ottimo pane al farro e semola di grano duro che ci ha accompagnato nei vari pasti condivisi

pane

e una torta salata nata dalla rielaborazione di una ricetta per la torta di rose salata. Ne ho cambiato la forma in modo da farne un fiore di cui ogni commensale può prendere un petalo e ovviamente l'ho veganizzata, sia nella farcitura che nell'impasto. E'stata un successone, morbida, gustosa, leggera... sparisce subito!

Ecco quindi la ricetta, ad uso di Valentina che è ripartita con una figlia di Gilda nel frigo e che spero la proverà presto e di chi ha voglia di assaggiare questa meraviglia!

ingredienti per l'impasto:

  • 200 gr di kefir di soia o yogurt di soia (io ho usato il primo)
  • 150 gr di pasta madre rinfrescata da 4 ore
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino di sale fino integrale
  • 200 gr di farina integrale
  • 200 gr di farina di farro bianca

ingredienti per la farcitura (tutte verdure appena colte dall'orto!):

  • 1 zucchina grande
  • 1 melanzana
  • 1 porro
  • sale integrale fino qb

All'opera!

Sciogliere la pasta madre nel kefir (o yogurt), aggiungere l'olio e il sale. Aggiungere mescolando la farina di farro e di seguito la farina integrale. Passare a impastare sulla spianatoia (se serve eventualmente aggiungere altra farina integrale durante l'impasto) fino ad avere una bella palla liscia e omogenea.

Mettere a lievitare coperta nel forno spento per almeno 4 ore o comunque fino al raddoppio dell'impasto.

Nel  frattempo affettare finemente la zucchina, il porro e la melanzana, salarli e passarli in padella antiaderente con pochissima acqua. Lasciare asciugare e spegnere.

Riprendere l'impasto lievitato, stenderlo grossolanamente sulla spianatoia infarinata e dare la forma di rettangolo spesso circa 1 cm. Versare le verdure e arrotolare. Tagliare a fette di circa 5 cm il rotolo.

Dusporre la prima fetta al centro di una teglia con carta forno e posizionare man mano tutte le fette attorno come i petali di un fiore.

lievitazione

Mettere a lievitare coperto per un paio d'ore.

Accendere il forno a 190° ventilato e infornare per 40 minuti.

cotta2

Servire ancora tiepidina su un unico piatto e lasciare che i commensali si servano da soli!

PS: era la seconda volta che preparavo questa torta salata, la volta precedente nel ripieno avevo messo anche dei pezzetti di formaggio montasio che avevo da finire al posto dei porri... devo dire che questa versione vegan senza formaggio batte alla grande quella formaggiosa, soprattutto i porri danno un gusto ottimo! Quindi il mio consiglio è: resistete alla tentazione di metterci formaggi che è fantastica senza!

 

Marmellate di fine estate: more di rovo, sambuco e fichi

on Sabato, 01 Settembre 2012. Posted in cucina

Una proficua camminata in montagna!

Come vi anticipavo qui, una delle varie passeggiate che abbiamo fatto in questo periodo è stata nei monti Lessini orientali in Val di Chiampo, zona poco conosciuta, ma molto bella. In particolare siamo partiti dal paesino di Durlo alla ricerca di una cascatella che però non abbiamo raggiunto perchè abbiamo preferito goderci il fresco, andare piano al passo con le bimbe e soprattutto raccogliere tutte le meraviglie che trovavamo lungo il cammino! Stavolta  sono riuscita a salvare qualcosa dalle grinfie delle piccole divoratrici in particolar modo della più piccola definita anche "pozzo senza fondo" che ingoia tutto a piene mani ripetendo a bocca piena "Gnam-gnam gnam-gnam".

more1

Il sentiero era infatti bordato in molti punti da grandissimi cespugli di more di rovo, mature e dolci: mai viste così tante! Purtroppo non avevo con me borse o cestini e quindi quando ho riempito la borsa della macchina fotografica ho dovuto sospendere il raccolto!

sambuco1

Proprio in prossimità del parcheggio la seconda sorpresa, ovvero dei sambuchi stracarichi di frutti maturi, che quest'anno non ero riuscita a trovare il tempo di andare a raccogliere: qui in quota ci hanno aspettato! Stesso problema: ero senza borse e le bacche di sambuco macchiano molto, fortunatamente avevo dei gironali vecchi in auto che ho arrotolato in modo da farne dei coni dove riporre i frutti.

Una volta a casa prima di andare a letto mi sono messa al lavoro per farne della marmellata, a cui ho aggiunto anche quella di fichi.

fichi1

Ecco gli ingredienti per le 3 marmellate! Il procedimento è lo stesso per tutte e 3.

more2Marmellata di more di rovo:

  • 1 kg di more di rovo ben mature
  • 1 limone
  • 100 gr di malto di riso bio
  • 50 gr di acqua

sambuco2Marmellata di bacche di sambuco:

  • 1 kg di bacche di sambuco (le bacche vanno tolte dai rametti, attenzione che ci si sporca parecchio)
  • 1 limone
  • 100 gr di zucchero di canna integrale mascobado
  • 1 cucchiaino di agar agar

fichi2Marmellata di fichi:

  • 1 kg di fichi (tagliati a pezzetti e privati del picciolo)
  • 1 limone
  • 60 gr di malto di riso bio

Procedimento:

La sera mettere la frutta (pulita e nel caso dei fichi tagliata a pezzi) in una pentola, aggiungere il succo di un limone, lo zucchero o il malto a seconda e mescolare bene. Lasciare riposare per tutta la notte coperto e a temperatura ambiente. La mattina, accendere il fuoco e portare a bollore la frutta. Lasciar bollire finchè non addensa. Nel caso del sambuco aggiungere un cucchiaino di agar-agar (alga che serve come addensante), mascolare e lasciar bollire una decina di minuti. Nel frattempo preparare i vasetti. Prendere i vasetti puliti e metterli in forno a 140° per 15 minuti. Lasciarli nel forno.

Quando la marmellata è pronta estrarre man mano i vasetti dal forno e riempirli con la frutta bollente. Tappare e serrare bene. Mettere a raffreddare capovolti. Quando si è formato il sotto-vuoto (sentite il click del tappo che rientra), raddrizzare e lasciare raffreddare completamente.

Questi vasetti di confettura di fichi.

fichi-vasetti

Questa la marmellata di more spalmata su un ottima fetta di pane morbido al succo di carote (ricetta di Xcesca de "La tana del riccio" che approfitto per ringraziare visto l'ottimo pane che ne è uscito!)

fetta con more

Per quella di sambuco fidatevi dell'assaggiatrice ufficiale che vi manda un saluto! :-)

assaggiatrice

 

 

 

Premio "amica"

on Mercoledì, 29 Agosto 2012. Posted in un po' di me

premio blogRicevo con molto piacere da una nuova amica Donatella del blog "L'ingrediente perduto" questo premio ideato da Mona del blog Monalandia. Il regolamento prevede di girare il premio ad altri cinque blog amici. Io ho deciso di premiare cinque nuove amiche che incontrato in questo ultimo periodo in rete e i cui blog mi sono piaciuti:

 

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