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Panettoncini!

on Giovedì, 22 Dicembre 2011. Posted in cucina

 

Sono ormai 3 anni che a dicembre prepariamo (io con la mia aiutante Alice) questi panettoncini vegani. Le dosi sono per 6 panettoncini di circa 100 gr.Come prima cosa procuratevi gli stampini. Io me li sono fatti col cartoncino (basta fare un cilindro di diametro 8-9 cm e altezza 6 cm) posti su una base in cartone o direttamente sulla teglia del forno. Le chiusure sono pinzate (non usate colla o scotch) in modo da poter essere messi in forno. Poi ho rivestito l’interno di carta forno, in questo modo posso recuperarli di anno in anno. Prima di partire assicuratevi che la vostra pasta madre sia ben in forma facendo dei rinfreschi nei giorni antecedenti la preparazione, potete anche fare una legatura della pasta madre per dargli più forza.

Veniamo alla ricetta!

rinfresco:

  • 70-80 gr pm
  • 120 ml acqua
  • 240 gr farina

Dopo pranzo o la mattina togliete dal frigo la pasta madre e rinfrescatela come al solito con 120 ml di acqua e circa 240 gr di farina. Questa volta ho usato farina di farro bianca. Mettete a riposare coperto nel forno spento fino a sera.

1° impasto:

  • 100 gr pm rinfrescata (vedi sopra)
  • 140 ml succo limpido di mela
  • 50 gr olio evo
  • 50 gr malto di riso
  • 300 gr farina di farro

Prima di andare a letto prendete 100 gr di impasto e scioglietelo nel succo di mela, aggiungere l’olio, il malto e infine la farina. Impastate e mettete a riposare per tutta la notte.

2° impasto:

  • 1° impasto
  • 100 gr farina
  • 20 gr di amlto di riso
  • 40 ml succo mela limpido
  • 50 gr olio evo
  • 90 gr cioccolato fondente o uvetta o scorza di una arancia gratuggiata
  • 1 pizzico di sale

 La mattina mescolate tutti gli ingredienti del secondo impasto e poi aggiungeli al primo impasto lievitato impastando bene. Lasciate riposare per un paio di ore.

2011 1216003-200x300

panettonicini in lievitazione

 

Riprendete l’impasto e arrotolatelo dopo averlo steso grossolanamente. Tagliatelo in 6 parti e sistematele negli stampini. Fate una croce su ognuno e mettete a riposare per almeno un’altra ora, meglio due.

Accendere il forno a 220° e quando caldo infornare per 5 minuti a 220° sul livello più basso del forno.Abbassate a 180° per altri 10 minuti e concludete con altri 20 minuti a 160°. Estraete i panettoni e controllate la cottura con uno stecchino. Se non sono cotti rimetteteli in forno per altri 10 minuti. A fine cottura toglieteli dal forno e infilzateli con uno spiedino lungo a circa 2-3 cm dal fondo e appendeteli rovesci per 3 ore, finchè sono freddi. Se volete conservarli per più giorni chiudeteli in sacchetti ben chiusi.

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panettoncini appesi a raffreddarsi

2011 1216009

 

Questa ricetta partecipa alla raccolta "Veg-panettonata" di GocceD'aria

veg-panettonata

 

6 risposte a Panettoncini!

•Cristiana
scrive: 22 dicembre 2011 alle 15:41

e chi non ha la pasta madre?

•daria
scrive: 22 dicembre 2011 alle 16:11
Ciao Cristiana, l’ideale sarebbe trovare uno spacciatore di pasta madre dalle tue parti… ma visti i tempi ristretti puoi usare il lievito di birra. Io farei un lievitino al posto del primo rinfresco sciogliendo il lievito (il cubetto) in acqua e aggiungendo farina con le dosi del primo rinfresco, poi terrei 100 gr dell’impasto lievitato e proseguirei con la ricetta… Se poi vuoi procurarti la pasta madre fai un salto qui: http://pastamadre.blogspot.com/p/spacciatori-di-pasta-madre.html dove trovi l’elenco aggiornato degli spacciatori.

••Tiz
scrive: 23 dicembre 2011 alle 15:39
Ottimi, ma proprio ottimi! Grazie mille!Ho messo il link dal mio blog; quando avrai risolto i problemi di pubblicazione e questa pagina diventerà un articolo con il suo permalink me lo mandi che lo sostituisco nel blog?
Ciao

•daria
scrive: 23 dicembre 2011 alle 15:42
Grazie Tiz, mi fa proprio piacere che siano piaciuti! Grazie anche per il link dal tuo blog, sicuramente appena riusciremo a sistemare sto problema del blog ti mando il
link aggiornato. A presto!

••piacere di conoscerti
scrive: 23 dicembre 2011 alle 16:53
senza parole…mi sembra quasi impossibile fare un panettone fatto in casa, perchè è una di quelle cose che ho provato più volte senza mai riuscire! Bravissima!

•daria scrive:
24 dicembre 2011 alle 15:23
Grazie! Ne ero talmente soddisfatta che ho pubblicato la ricetta nonostante il malfunzionamento di wordpress!

Questi invece i commenti che arrivati su FB.

-Annamaria Bubamara sbaaaavvvvvvv... bravissima!!!20 dicembre 2011 alle ore 23.15 

- Tiziana Ziviani Graaazie! Io sono pro pandoro... ma con questa ricettina... e la mia nuova pasta madre... domani c'è anche il mio fornitore difrutta e verdura bio al mercato, ha il succo di mele che si fa fare con le sue mele... il resto ho tutto, inclusa la farina di farro bianca dei GAS...20 dicembre 2011 alle ore 23.33 ·

- Chiara Marzari Amoroso wow!20 dicembre 2011 alle ore 23.36 

- Gloria Rossi anche noi abbiamo fatto i nostri domenica, ma non in versione vegan! La consistenza di questi non si capisce molto dalla foto, come vengono?20 dicembre 2011 alle ore 23.37

- Elisa Artuso ma grazie!!21 dicembre 2011 alle ore 0.00

- Daria Voltazza Rispetto a quelli con uova vengono un pelino più compatti, ma sempre morbidi, se si arrotolano bene e non si aggiunge più farina (l'impasto deve restare morbido, un po' appiccicoso) lievitano bene e sono belli soffici. Quello grande però l'ho fatto senza latticini ma con le uova, più o meno come nella tua ricetta Gloria !21 dicembre 2011 alle ore 10.01

- Gloria Rossi Grazie per la spiegazione, visto che manca ancora qualche giorno mi sa che li provo! Per l'impasto da quando ho l'impastatrice riesco a non aggiungere più farina, prima era una vera lotta di resistenza!21 dicembre 2011 alle ore 10.05 

- Daria Voltazza Infatti il panettone la prima volta l'avevo sbagliato perchè avevo aggiunto farina in modo che non fosse appiccicoso e praticamente non è lievitato... metterò anche le foto del panettone grande che ho tagliato ieri...21 dicembre 2011 alle ore 10.11

- Tiziana Ziviani Allora, io ho rinfrescato la pm un'oretta fa, per fare altro, ma adesso ho pensato che potrei fare i panettoncini (i pandorini li cucinerò stasera o domani mattina). Ho invertito sera e mattina e quindi domani sera dovrei fare il secondo im..

21 dicembre 2011 alle ore 22.34 ·

- Daria Voltazza Sarebbe un po' troppo, rischi che superino il massimo della lievitazione e quindi si affloscino... piuttosto domani mattina prestino fai il 1°'impasto, e nel pomeriggio fai il secondo impasto, in modo da farlo lievitare fino alle 22 circa...21 dicembre 2011 alle ore 22.47 ·

- Tiziana Ziviani quindi c'è un tempo massimo anche per la pm... non lo sapevo. Se invece io facessi il primo impasto già stasera? Nel volantino che mi sono scaricata sulla pm danno 4 ore come tempo di lievitazione per il rinfresco. Se impasto verso l'1.30 le 4 ore sarebbero passate e domani mattina potrei fare il secondo. O per cose così complesse è meglio prolungare il tempo?21 dicembre 2011 alle ore 22.56 

- Daria Voltazza Si, fai stasera il primo impasto e lo lasci per tutta la notte, in questa fase va benissimo, il problema c'è solo con l'ultima lievitazione, quella per dare la forma al pane. Io di solito quando rinfresco lo faccio sempre la sera e impasto la mattina21 dicembre 2011 alle ore 23.02 

- Tiziana Ziviani Ok, grazie... intanto inforno i pandorini... poi cucio le ciabatte in lana e feltro per mia mamma... infine farò il primo impasto... mi sento tanto folletto di Babbo Natale a pochi giorni dal grande giorno! :)21 dicembre 2011 alle ore 23.09 ·

- Daria Voltazza Attenta a non affaticarti troppo folletta con pancina! Comunque è la stessa sensazione che ho io!21 dicembre 2011 alle ore 23.10 

- Francesca D'Antonio Complimenti a tutti in special modo al folletto di BAbbo natale che mi sembra di aver capito è in fase "duplicativa" giusto??? Auguri Tiziana Ziviani21 dicembre 2011 alle ore 23.21 ·

- Tiziana Ziviani Ecco, pantofoline finite, un pugno di pm in frigo, 2 hg in forno a riposare ché domani faccio il pane, e anche il primo impasto dei panettoncini riposa... Domani si impasta... Adesso vado a nanna, ormai è ora. Comunque non preoccupatevi... io vado a letto adesso, ma domani la mia sveglia suona alle 9... e io mi alzo molto dopo, quando Febe si sveglia e mi butta giù dal letto! A domani, colleghe follette!22 dicembre 2011 alle ore 2.14 ·

- Tiziana Ziviani Sono in forno... ancora 5 minuti.22 dicembre 2011 alle ore 18.09 

- Francesca D'Antonio Ecco la mia sveglia suona tra le 6.00 e le 6.30!!! Cioè quella del mio cucciolo scalpitante ........... io ne farei volentieri a meno di una sveglia così mattutina :-)22 dicembre 2011 alle ore 18.20 · Mi piace

Tiziana Ziviani Adesso vedo seriesco a mettere la foto. L'unica cosa che non mi è chiara: io arrotolo, taglio, ma poi come lo inseirsco? L'arrotolamento deve essere perpendicolare o paralellelo alpiano... cioè dall'alto devo vede liscio o il rotolino? Poi .

22 dicembre 2011 alle ore 18.34 

- Daria Voltazza Una volta arrotolati andavano messi perpendicolari, altrimenti fa lo stesso... come sono venuti?22 dicembre 2011 alle ore 22.47

- Tiziana Ziviani Una delizia! La tua ricetta mi aveva incuriosita, in più era qui bella pronta, senza tante ricerche e in casa avevo tutto... ma non credevo che sarebbero venuti così buoni! Hanno un profumo, una morbidezza e un sapore ottimi! Non credo che .

23 dicembre 2011 alle ore 1.24 

- Daria Voltazza Mi fa piacere... anche secondo me è la ricetta ideale per farli piccoli!23 dicembre 2011 alle ore 11.10 

- Tiziana Ziviani E grande come verrebbe?23 dicembre 2011 alle ore 13.53

- Daria Voltazza Grande non l'ho mai provato con questa ricetta, ne uso un'altra che prevede l'uso di uova (ma non di latticini). Ho sempre avuto paura che restasse troppo impaccato grande, ma magari una volta proverò...23 dicembre 2011 alle ore 16.01 ·

- Tiziana Ziviani O ci provo io... Sono già finiti tutti e Andrea ne reclamerà un altro!23 dicembre 2011 alle ore 20.15 ·

- Daria Voltazza E allora mi farai saper il risultato!23 dicembre 2011 alle ore 22.18 

 

Budino cioccolatoso

on Venerdì, 16 Dicembre 2011. Posted in cucina

In queste giornate fredde ogni tanto vien voglia di qualcosa di cioccoloso e allora mi sono cimentata in questo budino home-made, senza bustina per intenderci… perché a volte è proprio solo un’abitudine quella di avere bustine pronte per ogni cosa. Si possono ottenere buoni risultati con ingredienti più sani facendo da sé!

Ingredienti per quattro budini:

  • 3 cucchiai di cacao amaro del commercio equo
  • 3 cubetti ci cioccolata fondente 90% cacao del commercio equo
  • 2 cucchiai di amido di mais
  • 3 cucchiai di zucchero di canna mascobado del commercio equo
  • 600 ml di latte di riso
  • una manciata di mandorle di Avola pelate tritate grossolanamente

Ho mescolato tutti gli ingredienti secchi (fuorché il cioccolato), ho aggiunto il latte di riso, mescolato bene e messo sul fuoco. Quando ha cominciato a bollire ho aggiunto il cioccolato. Ho lasciato bollire finché non si è sciolto il cioccolato e il composto ha cominciato ad addensare e ho versato nelle ciotoline (se li avete potete usare degli stampi da budino bagnandoli prima con l’acqua). Ho messo sopra le mandorle tritate e lasciato raffreddare (se usate gli stampini le mandorle potete metterle quando servite) Ecco qui  la nostra merenda, difficle da fotografare con una bimba che voleva impossersi di uno dei budini che alla fine è volato sul tagliere! :-((

 

budino
Molto cioccolatoso e poco dolce come piace a me, se vi piace più dolce potete mettere un paio di cucchiai in più di zucchero di canna.

Dopo averlo preparato ho pensato che questo composto potevo usarlo per dei piccoli pensierini natalizi (da un po’ di anni quasi tutti i nostri regali di Natale sono auto-prodotti…), allora ho preparato una miscela di tutti gli ingredienti secchi più il cioccolato tritato grossolanamente. Li ho messi in vasetti con le istruzioni per preparare il budino.
Eccoli qua!

2011 1214006-gd

Questa idea regalo partecipa alla raccolta di regali natalizi autoprodotti di Equazioni

xmas blogging regali

 

 

Una risposta a Budino cioccolatoso
•piacere di conoscerti scrive:
16 dicembre 2011 alle 10:49
questo te lo copio subito subito!!!stavo giusto cercando qualcosa da mettere nel pacco di “cose fatte in casa” per i regali alle mie amiche questa è proprio l’idea giusta!

Albero di Natale parte2: alberi di pane

on Sabato, 10 Dicembre 2011. Posted in cucina

Ed eccoci finalmente al pasta madre Day (mi raccomando vi aspetto oggi pomeriggio!) e visto il periodo prenatalizio vi regalo un albero di Natale di pane, anzi due!
Io li ho fatti piccolini perchè erano delle prove, voi potete farli più grandi in base alle vostre esigenze, sono bellini anche da portare a qualche pranzo o cena natalizia.

Ingredienti per 2 alberi:

  • 300 gr farina grano duro integrale
  • 300 ml acqua
  • 1 cucchiaino di sale fino integrale
  • 1 cucchiaino di malto di riso
  • 300 gr di farina di kamut bianca
  • 1 cucchiai odi cacao amaro in polvere
  • 1 cucchaiano di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • fiocchi di avena, semi di girasole e di zucca a piacere

Ho rinfrescato la pastamadre la sera prima di andare a letto e contemporaneamente ho preparato un impasto idrolitico con farina di grano duro integrale (300 gr ) e 300 ml di acqua. Li ho messi a dormire assieme nel forno spento e la mattina li ho uniti, ho aggiunto un cucchiaino di sale fino integrale, un cucchiaino di malto di riso e 300 gr circa di farina di kamut (io avevo questa ma se avete dell’altro grano duro va benissimo). Ho lavorato tutto fino ad avere una bella palla che ho messo a lievitare per 5 ore coperta da un canovaccio.
Nel pomeriggio ho ripreso l’impasto e l’ho suddiviso in due parti.

La prima l’ho modellata a triangolo isoscele e con la forbice ho tagliato i lati lunghi diagonalmente per realizzare i rami dell'abete. Alice ha fatto una pallina che messa alla base è diventata il tronco dell’abete. Una bella spolverata di farina e via a lievitare.
La seconda parte dell’impasto l’abbiamo suddivisa in 3 parti: ad una abbiamo aggiunto un cucchiaio di cacao amaro (indovinate chi ha impastato questa?), ad un altra un cucchiaino di cannella e uno di zenzero in polvere e il terzo è rimasto così com’era. Ogni pezzo l’abbiamo suddiviso in piccole palline di 4-5 cm di diametro, alcune le abbiamo passate nell’avena in fiocchi o nei semi misti. Abbiamo disposto le palline sulla carta forno leggermente distanziate una dall’altra in modo da creare l’albero di Natale e in modo che si unissero lievitando.
Dopo un’oretta di lievitazione ho acceso il forno a 210° con una ciotolina piena d’acqua. Infornato per 10 minuti a 210° e successivi 30 a 180°. Ecco qua i nostri 2 alberi! Con quello a palline ci abbiamo fatto un ottimo aperitivo! Penso che li rifarò per Natale, magari quello a palline anche in versione dolce per i bambini… 

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2011 1206036Aggiornamento di dicembre 2012

Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette "Il menù delle feste, 100% vegetale" de La cucina della capra, perchè sia festa per tutti non solo per gli umani!

natale-capra

 

 

 

Una risposta a Albero di Natale parte2: alberi di pane

•Stella scrive:
10 dicembre 2011 alle 18:00 che meravigliaaaaaa questi alberi di pane!!

Focaccia “La morbidissima”

on Giovedì, 08 Dicembre 2011. Posted in cucina

Questa focaccia la pubblico perché è venuta veramente speciale: una morbidezza incredibile, soffice soffice… e visto che il Pasta Madre Day si avvicina me la gioco per invogliarvi! Ho rifatto il pane alla segale idrolitico alla stessa maniera della volta scorsa che era venuto eccezionale, soltanto che anzichè rinfrescare la pasta madre la mattina, l’ho rinfrescata come sempre la sera prima di andare a letto e l’ho messa a nanna assieme all’impasto idrolitico di segale nel forno spento con canovaccio-copertina. La mattina ho mescolato la pasta madre all’impasto idrolitico (che nel frattempo era diventato un po’ colloso e con qualche bollicina), ho aggiunto un cucchiaino di sale fino integrale e farina tipo 2 fino ad avere la solita palla che ho messo a lievitare per 5 ore. Quando sono andata a riprenderlo per farci il pane mi è venuto in mente che potevo risolvermi la cena con una focaccia e quindi con metà dell’impasto ci ho fatto una pagnotta come la volta scorsa e l’altra metà (forse un po’ meno) l’ho stesa grossolanamente su una teglia con carta forno e l’ho rimessa a lievitare per un paio d’ore. Mentre il forno si scaldava a 210° ho spenellato la superficie di olio evo mescolato ad acqua, ho sparso qualche granello di sale grosso, dell’origano e della maggiorana secchi e del rosmarino fresco tritato sulla superficie. Ho infornato assieme al pane per 10 minuti a 210° e per altri 20 a 180° (il pane ci è rimasto altri 10 minuti). Ed ecco qui la nostra
focaccia mangiata a cena assieme radicchio di Treviso alla piastra e lenticchie in umido.

Ditemi se non fa venire l'acquolina solo a guardarla?

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Focaccia golosa!

on Martedì, 06 Dicembre 2011. Posted in cucina

Spesso quando faccio il pane, uso metà dell’impasto per farne una focaccia o la pizza in modo da avere la cena o il pranzo già pronti… questa volta avevo preparato un pane al grano duro (tipo quello usato della treccia al grano duro, ma senza semi) e avevo proprio voglia di una focaccia golosa! Allora ho preso metà dell’impasto del pane quando era ancora morbido molto idratato, appiccicoso e l’ho messo a lievitare così com’era. Dopo 3-4 ore l’ho ripreso e ho aggiunto dei pezzetti di caciottina fresca (potrebbe andare anche del tofu), qualche pomodorino secco a pezzetti, delle olive taggiasche tagliate grossolanamente e origano. Ho steso con l’aiuto di un cucchiaio il composto su una teglia con carta forno, ho spennellato la superficie con una miscela di olio evo e acqua e sparso qualche granello di grano grosso, rosmarino fresco tritato e porro tritato. Ho acceso il forno a 210° e quando è arrivato in temperatura ho infornato per 10 minuti a 200° e altri 20 a 180°. Ecco il goloso e saporito risultato, fotografato in extremis un attimo prima che finisse!

focaccia grano duro

 

2 risposte a Focaccia golosa!

•mestieredimamma scrive: 6 dicembre 2011 alle 10:23
Così mi fai venire fame! Mi sono iscritta ai tuoi post e mi arrivano direttamente sulla posta eletronica, ma non posso farmi traviare così! :-) ciau!

•Valentina scrive: 6 dicembre 2011 alle 23:07
Mamma mia che meraviglia!!! Quanto manca a sabato?!?!? La voglio anch’io questa pm per provare le tue delizie, sai contagiare chiunque con il tuo entusiasmo!!!!


Torta sprofondata al grano saraceno e corbezzoli

on Giovedì, 01 Dicembre 2011. Posted in cucina

A ricordo della Liguria mi rimangono alcuni corbezzoli che avevo raccolto ancora gialli e che stanno maturando molto lentamente in una ciotolina in cucina e un altro vasetto della confettura che avevo preparato con quelli maturi: questa volta ho pensato usarne un po’ per fare una tortina dal gusto un po’ particolare per l’uso della farina di grano saraceno. Poi come sempre mi sono accorta di non avere cremor tartaro in casa e quindi ho utilizzato l’espediente bicarbonato-aceto!
Ingredienti:
•100 gr di farina di mandorle
•100 gr di farina di grano saraceno
•80 gr di zucchero integrale di canna mascobado
•1 cucchiaio di maizena
•1 cucchiaino di bicarbonato
•1 pizzico di sale
•30 ml di olio di semi di girasole
•100 ml di latte di avena (o riso)
•1 cucchiaio di aceto di mele
•marmellata di corbezzoli
Ho mescolato gli ingredienti secchi ai quali ho aggiunto il latte, l’olio e per ultimo l’aceto. Ho distribuito il composto (che rimane abbastanza denso) in una teglia da plum-cake e ho aggiunto delle noci di marmellata facendo dei “buchini”. Cotto il tutto in forno a 180° per 30-40 minuti e lasciato raffreddare nel forno spento e socchiuso.
Eccola qua! (il colore scuro è dato dallo zucchero e dalla farina)

torta-saraceno-corbezzolo

6 risposte a Torta sprofondata al grano saraceno e corbezzoli

•Sara C.
scrive: 1 dicembre 2011 alle 20:22
uhm sembra deliziosa!
Sara C.Rispondi
•Valentina
scrive: 2 dicembre 2011 alle 15:28
mmmmm… Se sono in zona mi autoinvito da te, devi essere proprio una bravissima
cuoca!!!!Rispondi
•daria
scrive: 2 dicembre 2011 alle 16:17
Grazie Valentina, magari organizziamo quando ci vediamo al pm day!Rispondi
••Valentina
scrive: 2 dicembre 2011 alle 15:29

:-)
Rispondi
•latanadelriccio
scrive: 2 dicembre 2011 alle 21:25
Ieri avevo letto questa tua ricetta e oggi percorrendo la solita strada per andare al lavoro ho notato qualcosa per terra.. un corbezzolo!! non pensavo nemmeno si potessero mangiare! peccato che l’albero è davvero altissimo e in proprietà privata, altrimenti ne rubavo qualche fruttino!
bellissima questa torta!Rispondi
•daria
scrive: 2 dicembre 2011 alle 22:35
In effetti molte persone non sanno che nè come sono fatti nè che si possono mangiare i corbezzoli... come raccontavo da qualche parte alcuni amici credevano addirittura che fosse un fantasioso frutto che esiste solo nelle favole! :-)
Rispondi

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Treccia di grano duro ai semi

on Martedì, 29 Novembre 2011. Posted in cucina

Anche questa settimana una ricettina per un pane sfizzioso…
Avevo preparato l’impasto con qualche fondo di farina un po’ di fretta, pensavo di farne un pagnotta semplice, invece mi sono ritrovata a prepararla in compagnia di una piccola aiutante che aveva voglia di fare qualcosa di più elaborato e mi è venuta in mente la treccia che avevo visto sul blog della comunità della pasta madre.
E così ecco la nostra treccia al grano duro!
Ho rinfrescato la pasta madre la mattina e l’ho lasciata lavorare fino alle 14 quando ho tolto e messo in frigo il pugno di pasta madre da usare la prossima volta, aggiunto 300 ml di acqua a quella rimanente e mescolato in modo da scioglierla bene. Ho aggiunto il solito cucchiaino di sale fino integrale, un altro di malto di mais e due cucchiai di olio evo. A questo punto mi sono sbizzarrita con semi: 2 cucchiai di sesamo, 2 cucchiai di semi di girasole, 2 cucchiai di miglio in chicchi che ho mescolato bene. Infine i fondi di farina che mi avanzavano: circa 200 gr di semola di grano duro, 200 gr di kamut e 200 gr di grano duro integrale. Ho ottenuto una bella palla giallina, morbida e liscia che ho messo a lievitare per 4 ore.
Rimprendo l’impasto in compagnia delle aiutanti: piccola in spalla e grande sullo sgabello desiderosa di lavorare l’impasto per farne qualche strana creazione! Quindi le ho fatto preparare 3 rotolini da lei denominati serpenti che poi abbiamo intrecciato assieme. Poi le ho dato un pennello per spennellare la superficie di malto miscelato con acqua e infine abbiamo ricoperto di abbondanti semi di sesamo. Dopo un’oretta abbiamo infornato a 210° per 10 minuti e successivi 40 minuti a 180°. Ed eccola qua!

2011 1123002

e questa la fetta:

2011 1124007

4 risposte a Treccia di grano duro ai semi
•mestieredimamma scrive:
29 novembre 2011 alle 11:53
madonna mia che meraviglia!! io le tue ricettine del pane mi sa che le provo tutte….dopo il 10 dicembre!ps ti va di partecipare alle ricette di cucina naturale su Mestieredimamma?
Rispondi
•daria scrive:
29 novembre 2011 alle 12:15
Ma certo che mi va! Che tipo di ricette? come te le invio?
Rispondi

•mestieredimamma scrive:
29 novembre 2011 alle 14:34
rieccomi.su questo post ci sono tutte le istruzionihttp://www.mestieredimamma.it/19/09/2011/cucina-naturale/cucina-naturale-proponi-la-tua-ricetta/
Rispondi
•Valentina scrive:
29 novembre 2011 alle 15:37
Mamma che bontà!!!! 10 dicembre: ARRIVOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Rispondi

Pane alla segale idrolitico

on Giovedì, 24 Novembre 2011. Posted in cucina

Visto che si avvicina il pasta madre day intanto vi lascio qualche ricetta per pane e affini!
Sulla scia di una ricetta vista sul blog della Comunità della Pasta Madre che lo proponeva mi sono cimentata in questo modo un po’ particolare di fare il pane con la pasta madre, ovvero con l’idrolisi. Al link di cui sopra trovate ben spiegato di che si tratta, io l’ho provato in un pane di segale, visto che la segale per sua caratteristica assorbe molta acqua e quindi già di suo andrebbe fatta riposare un po’ prima di aggiungere le altre farine e procedere all’impasto.
Stavolta ho rinfrescato la pasta madre la mattina (tipo alle 8.00) e l’ho messa a riposare coperta da un canovaccio pulito nel forno spento spento, ma stavolta in compagnia! Di chi? dell’impasto idrolitico! Ovvero tutta la farina di segale (logicamente bio macinata a pietra delle barbarighe) che avrei usato per il pane (300 gr) mescolati con 300 ml di acqua a temperatura ambiente.
Intorno all’una ho ripreso la pasta madre rinfrescata, ho messo da parte il pugno per successive panificazioni e ho aggiunto l’impasto idrolitico. Ho mescolato bene e abbastanza a lungo in modo da sciogliere la pasta madre col resto dell’impasto. Ho aggiunto un cucchiaino di sale fio integrale, un cucchiaino di malto d’orzo e 3 cucchiai di olio evo e mescolato ancora, infine farina di grano tenero semintegrale fino ad avere una bella palla liscia (rimarrà un po’ appiccicosa per via della farina di segale). Ho riposto la palla con un taglio a croce a lievitare per 3-4 ore e poi ho dato forma alla pagnotta facendo dei tagli diagonali in superficie, che ho rimesso a lievitare per un’altra ora. Ho preriscaldato il forno a 220° con una ciotolina d’acqua. Infine infornato per 10 minuti a 210° e successivi 40 minuti a 180°. Ho estratto il pane dal forno e bussato per verificare la cottura (se suona vuoto è cotto, altrimenti rimettete in forno altri 10 minuti). Questo il fantastico risultato: un pane morbidissimo con una crosta bella croccante finito in un baleno!

pane alla segale idrolitico

 

2 risposte a Pane alla segale idrolitico

•Riccardo Astolfi
scrive: 24 novembre 2011 alle 12:58
che dire…complimenti!
•daria scrive: 24 novembre 2011 alle 13:59
Grazie Riccardo! Ho seguito i tuoi consigli... :-) la variante è la farina!

Buono come… parte2: il pane alle Barbarighe

on Mercoledì, 23 Novembre 2011. Posted in cucina

E finalmente sabato scorso il secondo incontro dei laboratori organizzati dall’associazione Al ritmo del tam tam “Buono come…”, questa volta panificatori ospiti (e non poteva esserci luogo migliore) dell’azienda agricola Le Barbarighe di San Martino di Venezze (RO) fornitori e produttori di farine macinate a pietra e cereali in chicco (tutti da coltivazioni biologiche) del nostro gas. Noi mettiamo la pasta madre, loro la farina!
E dunque in una tipica fredda mattina rodigina di novembre, accompagnati dalla nebbia, ci siamo scaldati impastando!

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E dopo un po’ delle “solite” ciaccole su farina, rinfreschi e pasta madre cominciamo a produrre quattro tipi di impasto uno via l’altro, come sempre con la’aiuto di alcuni piccoli panificatori in erba!

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Eccoli qua:

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Impasto del pane alla segale

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Impasto focaccia al rosmarino

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Impasto panini dolci al cioccolato, nocciole e mandorle

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Preparazione ciambelline dolci all'arancia


E mentre le creature lievitavano pausa pranzo: crema di zucca, polenta con funghi, fagioli e formaggio, dolce al cacao e patata dolce…

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Crema di zucca con mandorle


Reimpasto e nuova lievitazione, attendiamo anche che il forno sia caldo: tempo per visitare la macina, il punto vendita e le ultime creazioni sia mangerecce che saponificatorie di Silvia, nochè per caricare i prodotti ordinati dai soci del gas in auto…
Ed eccoci finalmente pronti ad infornare nel bel forno-stufa a legna in argilla: purtroppo il tempo è tiranno e riusciamo a cuocere solo la focaccia al rosmarino che viene prontamente consumata comunitariamente come merenda! Poco male ognuno si porta a casa qualcosa da cucinare!
Ed ecco qui le creature pronte (o quasi)!

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Panini alla segale in lievitazione - purtroppo questi non li ho visti cotti...

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Trancio di focaccia cotta nel forno in argilla

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Panini alla cioccolata

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Ciambelline all'arancia


Per le ricette vi rimando al sito dell’associazione dove trovate anche altre foto della giornata.
Vi lascio con la gioia di Alice col suo pane alla cioccolata!

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Le ricette:
- pane alla segale
- focaccia al rosmarino
- pane dolce al cioccolato, nocciole e mandorle
- ciambelline “Roberta” all’arancia

Una risposta a Buono come… parte2: il pane alle Barbarighe
•Valentina scrive:
23 novembre 2011 alle 20:30
Oddio il pane alla cioccolata… mamma che bontà! Mi sto organizzando per venire a conoscere te e la pasta madre all’incontro di dicembre!!!! Un grande saluto Daria!
Rispondi


Quinoa con lenticchie rosse

on Venerdì, 18 Novembre 2011. Posted in cucina

112Acquistando spesso e volentieri prodotti del commercio equo da un po’ di anni la quinoa è entrata a far parte della nostra dieta. Per chi non la conosce si tratta di un simil-cereale originario del Sud-America in realtà appartenente alla stessa famiglia degli spinaci. Si usano i semini, che sono piccolissimi, caratterizzati una volta cotti da un piccolo germoglio. Oltre che buona, facile, veloce e versatile da preparare, ha anche il pregio di essere molto nutriente.
Il modo in cui noi la preferiamo è asciutta con le lenticchie rosse decorticate.
Per prima cosa si da ad un piccolo assistente una ciotola d’acqua in cui si versa la quinoa (per 3-4 persone circa 200 gr), in modo che possa lavarla con tutta calma (e divertirsi a manipolare i minuscoli granelli che inevitabilmente si attaccheranno alle mani..), mentre voi preparate una pentola con un paio di cucchiai di olio evo e un po’ d’acqua, uno spicchio d’aglio tritato, una cipolla di tropea tritata, uscite a prendere 3-4 foglie di salvia in giardino, preparate un bicchiere con dentro 80 gr di lenticchie rosse decorticate e tagliate un pezzetto (4-5 cm) di alga kombu.

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Accendete il fuoco e fate soffriggere. Aggiungete la quinoa scolata dalla’acqua di lavaggio, le lenticchie, la salvia e l’alga assieme a 750 ml di acqua. Salate (pochissimo perché c’è anche l’alga). Lasciate andare a fuoco lento per 15-20 minuti circa a coperchio chiuso, apritelo solo leggermente se schiuma troppo, senza mescolare. Passato questo tempo l’acqua dovrebbe essersi assorbita tutta. Aprite la pentola e mescolate. Servite con un filo di olio evo.

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3 risposte a Quinoa con lenticchie rosse
•piacere di conoscerti scrive:
18 novembre 2011 alle 14:07
Anche noi usiamo spesso la quinoa e quindi questa nuova ricetta me la segno!!!
Rispondi
•Valentina scrive:
19 novembre 2011 alle 17:14
Ma quante meravigliose ricette sai??? Me la segno questa… io la quinoa l’ho utilizzata solo per fare una sorta di insalata di riso soltanto che al posto del riso ci mettevo la quinoa…Grazie mille Daria per gli spunti!Ti avviso anche che ho spostato il mio blog a questo nuovo indirizzo: http://www.panegirasoli.blogspot.comHo abbandonato la piattaforma del Cannocchiale in quanto mi dava sempre più spesso errori nella pubblicazione dei post e non mi dava modo di gestire bene le foto… cosi mi sono spostata a blogspot e, tempo permettendo, creerò anch’io una rubrica di cucina e spero così di “ricompensare” con qualche ricettina tutte le persone da cui finora ho attinto preziosi consigli!Ciao e a presto!
Rispondi
•daria scrive:
19 novembre 2011 alle 19:03
Grazie Valentina, aggiornerò il blogroll col nuovo indirizzo del tuo blog!La ricetta della quinoa preparata così l’ho imparata ad un corso di cucina che avevamo organizzato con l’associazione un po’ di anni fa… provala così è buonissima!
Rispondi

Torta mais e mele

on Venerdì, 18 Novembre 2011. Posted in cucina

Sulla scia dei mille utilizzi delle mele prese col gas pubblico anche questa semplice tortina che è piaciuta tanto a tutti, persino ad Alice che solitamente se non vede cacao o cioccolata declina ogni dolce!
La particolarità sia nella presenza della farina di mais che le da un bel colorito giallo, sia nella lievitazione con soli aceto e bicarbonato che la rendono leggerissima, oltre come consuetudine all’assenza di uova e latticini, cosa che accomuna quasi tutti i miei dolci.
Semplice come sempre, adatto anche ai piccoli cuochi!
Ingredienti:
•200 gr di farina di mais (io avevo di mais sponcio biologica del Parco Dolomiti Bellunesi)
•200 gr di farina tipo 2 (come sempre quella delle Barbarighe)
•100 gr di zucchero integrale di canna (tipo Muscobado del commercio equo)
•3 mele grattugiate (io avevo le solite dolcissime mele Primera del parco Dolomiti Bellunesi)
•100 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo
•una bella manciata di uvetta sultanina
•1 mela a fettine per decorare
•1 cucchiaino di bicarbonato
•1 pizzico di sale
•1 spolverata di cannella
•1 cucchiaio di aceto
Mescolare tutti gli ingredienti secchi: farine, zucchero, sale, cannella, bicarbonato, uvetta. Aggiungere le tre mele grattugiate e l’olio e mescolare. Preparare uno stampo da plumcake foderato di carta forno e accendere il forno a 180°. Tagliare a spicchi l’ultima mela. Aggiungere il cucchiaio di aceto e mescolare bene (vedrete formarsi una schiumina che è la reazione col bicarbonato che consente la lievitazione del dolce). L’impasto deve rimanere piuttosto denso. Infilare gli spicchi nella torta e quando il forno sarà caldo infornare per mezzora a 180° (prova stecchino per verificare la cottura.)
Ecco il risultato!

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Vi assicuro che non sa di aceto! :-)

4 risposte a Torta mais e mele

•Stella
scrive: 16 novembre 2011 alle 10:44

Di torta con l'aceto ne ho provata una pure io... effettivamente non si sentiva... :-) ma tu sai a cosa serve nell'impasto? serve per far? lievitare? esaltare il gusto??? se provi le polpette tofu e pane fammi sapere se ad Alice sono piaciute!
Rispondi
•daria scrive:
16 novembre 2011 alle 10:48
Si, serve a far lievitare… come vedi non ho usato lievito o cremor-tartaro (non ne avevo in casa e mi dimentico costantemente di acquistarli…).L’aceto reagisce col bicarbonato e fa lievitare il dolce. Proverò stasera o domani le polpette! Ti farò sapere!
Rispondi
••chiarina-ina
scrive: 16 novembre 2011 alle 16:19

E' perfetta per me che mal sopporto il lievito! :-) Yu-huuuuu!
Rispondi
•Arianna
scrive: 17 novembre 2011 alle 17:46
Slurp…..!!!Rispondi

Pan-mela

on Lunedì, 14 Novembre 2011. Posted in cucina

2011 1103007-ritCon l’arrivo della cassetta piena di mele del Parco delle Dolomiti Bellunesi ordinate col gas si moltiplicano le ricette che ne prevedono l’utilizzo, e dopo i primi giorni in cui vengono consumate esclusivamente tal quali o al massimo cotte, cominciano le torte di mele, le marmellate di mele, il risotto di mele, mele grattugiate e stavolta ho sperimentato il pan-mela, con l’idea di ottenere un pane dolce e morbido per la colazione. 

Per questa volta ho avuto la collaborazione dell’apprendista assistente in erba che ha seguito le fasi dall’alto (neanche tanto…) della mia schiena!
Come sempre ho preso la pasta madre rinfrescata da 6-8 ore, circa 200 gr, ho aggiunto solo 150 ml di acqua anziché i soliti 300 ml, a seguire come sempre 1 cucchiaino raso di sale integrale e 2 cucchiaini di malto di riso e mescolato. Ho grattugiato 2 mele Primera rosse (sono simili alle Gala) e ho versato nell’impasto sia la polpa che il succo e amalgamato il tutto.
A questo punto ho aggiunto circa 400 gr di farina tipo 2, fino ad ottenere un impasto ancora molto morbido e appiccicoso, piuttosto idratato che ho rimesso a lievitare in frigo visto che non ero sicura di poter seguire la lievitazione dovendo muovermi. In effetti il pane è rimasto solo soletto a lievitare lentamente in frigo fino alla mattina dopo, quando aprendo il frigo per prendere il succo per la colazione me ne sono ricordata!
Quindi dopo 12 ore (penso) di frigo ho ripreso l’impasto, l’ho sgonfiato, volevo aggiungerci uvetta, ma mi sono accorta che l’avevo finita e allora ho versato tutto questo impasto informe in una teglia da plumcake e l’ho lasciato a lievitare per un’oretta, passata la quale ho acceso il forno a 220°. Nel
frattempo ho spennellato la superficie di malto e acqua (li avevo mescolati in una tazzina) e a forno caldo ho infornato per 10 minuti a 220° e a seguire 40 minuti a 180°. Ne è risultato un pane ben lievitato, morbido e umidino, dolce ma non troppo, ideale per colazione da solo o con un po’ di marmellata.

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Una risposta a Pan-mela
•patespery scrive:
14 novembre 2011 alle 20:34
Questo pane ci attizza particolarmente,ma la foto con il tuo assistente è troppo simpatica!!però anche la tua bimba non è da meno nel darsi da fare ai fornelli!ciao e buona serata!
Rispondi



San Martino e i biscotti-cavallini di Alice

on Venerdì, 11 Novembre 2011. Posted in cucina

Oggi è San Martino, qui da noi è festa grande, c’è la fiera, le scuole sono chiuse e si passa la giornata in giro per il centro fra bancarelle e giostre. Un appuntamento imperdibile e che fin da bambini si aspetta con ansia… Nell’aria si respira un’aria di festa, le giornate sono ancora tiepide (è l’estate di San Martino – e in effetti il sole è tornato a brillare in questi giorni anche se in realtà quest’anno il ghiaccio non l’abbiamo ancora visto…). Per l’occasione in commercio si trova un dolcetto-biscotto, il cavallo di san Martino, appunto, ricoperto di caramelle e cioccolatini vari. Noi abbiamo pensato di regalare ai piccoli amici di Alice un cavallino di San Martino autoprodotto, senza dolciumi, con una ricetta speciale che Alice stessa ha inventato l’anno scorso, passandomi a sua scelta gli ingredienti. Purtroppo però non avevamo la formina per il cavallo e quindi abbiamo optato per modificare manualmente la formina renna che usiamo a Natale. Ecco quindi i biscotti-cavallini di Alice !

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Ricetta per 12 cavallini circa (senza cavaliere nel nostro caso…):
5 cucchiai colmi di farina tipo 2
2 cucchiai colmi di farina di mandorle
3 cucchiai di zucchero di canna integrale grezzo (tipo muscobado)2 cucchiai colmi di cocco in scaglie
3 cucchiai di olio di semi di girasole spremuto a freddo
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto di mele
latte di miglio quanto basta
Mescoliamo gli ingredienti secchi, aggiungiamo l’olio, l’aceto e latte quanto basta per avere una palla liscia.
Accendiamo il forno a 180°, prepariamo la teglia con la carta forno, mettiamo un bel po’ di farina sulla spianatoia e stendiamo la pasta aiutandoci con la farina. Ritagliamo le nostre renne e le trasformiamo in cavallini togliendo le corna e mettendo la coda. Le disponiamo sulla teglia e inforniamo per 12 minuti. Quando escono sono morbidini, dopo un paio di minuti si seccano. Io li conservo in una scatola di latta, durano vari giorni se non siete golosi o se volete regalarli!
Buon san Martino!

 

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4 risposte a San Martino e i biscotti-cavallini di Alice
•Francesca scrive:
11 novembre 2011 alle 15:37
Bellissimi e dolcissimi …………. resi così dolci dalle mani di Alice!!E allora Buon San Martinop.s. Il mio paesino della montagna si chiama S. Martino!!

•FRANCESCA EQUAZIONI scrive:
12 novembre 2011 alle 15:06
….ultimamente mi sembra di vivere su un altro pianeta….ma dove lo trovate il tempo?
spacci anche quello?? ;D
•daria
scrive: 12 novembre 2011 alle 15:28
Magari potessi spacciare anche il tempo! In realtà per cucinare con Alice il tempo lo trovo sempre è per lavorare che manca! :-)

•RAFFAELLA
scrive: 14 novembre 2011 alle 09:08
CHE BELLO METTERE TUTTO IN SECONDO PIANO PER I FIGLI!COMPLIMENTI
DARIA

Cardi… ?!?

on Giovedì, 10 Novembre 2011. Posted in cucina

dariaL’acquisto di frutta e verdura tramite il gruppo di acquisto è sempre fonte di scoperte… nell’ultimo listino del nostro produttore trovo scritto “cardi” e come sempre la curiosità me li fa ordinare pur non sapendo esattamente cosa mi sarei ritrovata nella borsa della spesa. Il giorno della consegna mi telefona Silvana, la moglie del produttore, per avvisarmi che l’unico cardo che rimaneva nell’orto pesava la bellezza di 3 kg: lo volevo tutto o ero disposta a dividerlo con un altro socio che l’aveva ordinato? Appurato che l'altro socio altri non era che mia sorella (dalla stessa indole curiosa...) ho accettato di dividerlo! :-)
E cosa mi sono ritrovata quindi in una borsa assieme a spinaci, bieta, carote e quant’altro?Ecco qua! Uno di questi! Dimensioni: circa 1 metro di lunghezza per 15 cm di diametro, addobbato
da qualche foglia spinosa…

cardo

Dopo aver dato la sua metà a mia sorella, si è posto subito il problema di prepararlo visto che tra l’altro in
frigo intero non ci stava viste le dimensioni!Ho scelto di provare una ricetta, che ho un po’ modificato, di un libro pubblicato dall’associazione
La biolca, ovvero “barchette di cardo”.In primo luogo bisogna pulire bene il cardo dai filamenti esterni più duri, io ho usato un pelapatate. Poi ho tagliato i gambi in pezzi da 10 cm circa che Alice ha riposto in una bacinella con acqua e limone. Nel frattempo ho messo a bollire un pentolone d’acqua. Appena l’acqua bolliva ci ho messo
i tranci di cardo e li ho scottati per una quindicina di minuti.Intanto che la casa si riempiva di un profumo molto simile a quello dei carciofi, ho tritato una carota
grande, mezzo porro e una cipolla e in seguito l’assistente ha mescolato il tutto e condito con sale,
origano, maggiorana, rosmarino e olio.Una volta cotti i cardi li ho disposti su una pirofila e li ho riempiti con il trito di verdure condite.
L’assistente ha voluto aggiungere anche una spolverata di parmigiano grattugiato e un filo d’olio.Ho coperto la teglia con la stagnola e infornato a 180° per mezzora. Ho tolto la stagnola e lasciato
nel forno spento per una decina di minuti. Ecco il risultato:

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Sono stati molto graditi: il gusto assomiglia a quello dei carciofi, ma più delicato con un vago
ricordo di sedano… ve li consiglio!

6 risposte a Cardi… ?!?

•chiarina-ina
scrive: 10 novembre 2011 alle 19:37
Io adoro i cardi! Noi raccolgiamo sempre quelli selvatici in campagna! :-) vedo che tu hai preso solo i gambi, noi invece usiamo anche l’infiorescenza, un minuscolo carciofo spinosissimo che facciamo sott’olio dopo infinite ore di preparazione! Così come li hai fatti
tu non li ho mai provati, e sono molto curiosa, sembrano molto buoni…buona serata Daria!Rispondi
•daria
scrive: 10 novembre 2011 alle 22:01
Li raccogli in campagna! Bellissimo! A me li ha dati così, già tagliati il produttore, non sapevo che si potessero usare anche i fiori (che a dire il vero ho visto solo in foto...
). Ma quelli selvatici sono della stessa grandezza o più piccoli? Perché adesso che ci penso nel paro vicino all’orto nasce ogni tanto una pianta
spinosissima con fiori simili a quelli del carciofo…Rispondi
••Elena
scrive: 14 novembre 2011 alle 10:17
I cardi sono un must della cucina Piemontese. Si possono fare in flan con la fonduta o la bagna caoda o cuocerli col latte, aglio e acciughe ( di nuovo la bagna) ma  anoi piacciono tanto anche gratinati con il parmigiano e la groviera (emmental) :-)
Rispondi
•daria
scrive: 14 novembre 2011 alle 11:26
Grazie delle dritte Elena! Sicuramente li proverò anche in altri modi visto che sono piaciuti molto! Devo solo attendere che crescano quelli che ha piantato il nostro
produttore-fornitore del gas!Rispondi
•Elena
scrive: 23 novembre 2011 alle 10:17
Bene bene! Ti aggiungo: impanati col pan grattato e fritti (non proprio il massimo per la dieta) e (li adoro) ripassati nello spezzatino (va bene anche se
di seitan)Rispondi
•daria
scrive: 23 novembre 2011 alle 11:59
Ho provato a metterli anche nel sughetto vegetale visto che ne erano
avanzati un po’… buoni buoni!Rispondi

Corbezzoli!

on Mercoledì, 09 Novembre 2011. Posted in cucina

No, non si tratta di una semplice esclamazione e nemmeno di un frutto che si ritrova solo nelle favole! Sono dei piccoli frutti autunnali rossi e tondi che avevo già trovato nelle nostre passeggiate nei colli Euganei e che ho avuto il piacere di incontrare in copiose quantità anche in liguria. Stavo già pensando di raccoglierne un bel po’ da portare a casa, quando la signora che ci ospitava mi ha invitato a farlo sottolineando: “Ci puoi anche fare la marmellata!”

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La sfida era accolta! Quindi prima di partire eccoci tutti attorno ai cespugli a raccogliere una bella borsa piena di frutti rossi da portare a casa…
Ma una volta a casa i dubbi cominciano ad assalirmi… non saranno da eliminare tutti questi semini che riempiono i frutti? e come? Una ricerca in rete mi conferma che in effetti prima vanno tolti i semi… l’impresa si presenta più ardua del previsto!

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Quindi ho selezionato i frutti tenendo solo quelli più maturi, li ho messi in pentola con acqua a filo e li ho fatti bollire per 15-20, tempo nel quale si sono sfatti completamente rilasciando un dolce e buon profumo per tutta la casa. Un assaggio alla poltiglia mi ha confermato che i semini erano veramente tanti! A questo punto per eliminarli ho passato il tutto su un colino a maglia fitta, schiacciando bene con una forchetta in modo da estrarre il succo e la polpa e trattenere i semini: operazione che necessita di una buona dose di pazienza!
Fatto questo ho aggiunto il succo di mezzo limone, 3 cucchiai di zucchero di canna e rimesso a bollire. Secondo la ricetta bastavano 15-20 minuti in realtà mi sono ritrovata con un bel succo e polpa di corbezzolo che di addensare non ne voleva sapere, a questo punto senza lasciarmi scoraggiare, ho pensato di aggiungere un cucchiaino di agar-agar (alga addensante) e una volta invasati e raffreddati il tutto si è addensato! Non ci resta che assaggiare!
Ed eccola qui la nostra fetta di pane con marmellata di corbezzoli… effettivamente ne è valsa la pena: deliziosa, non troppo dolce, un po’ rustica!

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marmellata2 risposte a
Corbezzoli!•Arianna
scrive: 9 novembre 2011 alle 18:53
Daria, splendida ricetta! Da provare assolutamente!! In negozio la vendo fatta da una ditta del centro sardegna. Ti dico gli ingredienti che usano loro, se vorrai riprovarla ancora!
Corbezzoli e zucchero, limone e Mele, come addensante! un abbraccio!Rispondi
•daria
scrive: 9 novembre 2011 alle 21:18
Grazie Arianna, in effetti le mele come addensante non mi erano venute in mente! Chissà se avrò modo di trovarne ancora la ripeterò aggiungendo una mela (grattuggiata?) intanto prenderò una pianta di corbezzoli per il giardino! :-)
Rispondi

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