in cucina

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con i piccoli

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a piedi o in spalla

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orto e giardino

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Articoli taggati con: cucina

Panini all'uvetta per Elena

on Martedì, 20 Agosto 2013. Posted in cucina

Panini all'uvetta per Elena

Da un po' di tempo in qua, Elena ha una vera fissa per il pane con l'uvetta, allora ho perfezionato la ricetta, in  modo da ottenere un morbido e che resti tale per parecchi giorni, che non necessiti di troppo impegno nella preparazione, che sia dolce ma non abbia zucchero, logicamente senza latte e uova e con farine non troppo raffinate, meglio se le "mie" appena macinate. Alla fine sono riuscita ad avere quello che volevo e vi ripropongo la ricetta che può fare sempre comodo per grandi e piccoli golosi! Io l'ho già fatto più volte, vi metto tra parentesi anche le modifiche che potete fare ottenendo sempre un ottimo risultato.

ingredienti:

  • 150 gr di pasta madre (rinfrescata da 4-5 ore)
  • 240 ml di succo limpido 100% mela bio (o ananas del commercio equo)
  • 70 gr di semola di grano duro (o farina tipo2) bio
  • 50 gr di sciroppo d'agave o di sapa (io ne avevo ancora un po' di quella di Annalisa)
  • 125 gr di farina integrale bio appena macinata di farro spelta (o monococco)
  • 60 gr di farina di riso integrale bio appena macinata
  • 150 gr di farina bio di farro spelta bianca
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 100 gr di uvetta sultanina
  • latte di soia per lucidare

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Preparazione:

La sera sciogliere la pasta madre  nel succo di mela, aggiungere la sapa o lo sciroppo d'agave, le farine di riso e grano duro, l'uvetta (non ammollata), il sale. Mescolare bene aggiungere la farina integrale e un po' alla volta quella bianca. Impastare brevemente, l'impasto risulterà morbido e un po' appiccicoso, non aggiungete farina. Fare una palla e riporre a riposare in frigo per tutta la notte, nella ciotola e avvolta in un canovaccio pulito.

La mattina estrarre l'impasto dal frigo e lasciare a a temperatura ambiente per un'oretta. Rovesciare l'impasto sul piano infarinato e fare un giro di pieghe, rimettere a riposare coperto per un'altra ora. Ristendere sul piano, arrotolare e tagliare l'impasto in 5 parti uguali. Per ogni parte, stendere l'impasto, fare una piega e pirlare in modo da avere una pallina ben definita. Metterle a lievitare sulla teglia su cui avrete messo della carta forno per 3 ore circa. Accendere il forno a 200° statico. Spenallare i panini con il latte di soia, infornare per 30 minuti. Lasciare raffreddare prima di consumare... se riuscite a tenere lontane le manine birbe!

Se non finiscono prima restano morbidi per 4-5 giorni avvolti in un canovaccio e poi tagliati a fette. Qui sotto vedete l'espressione soddisfatta di Elena col suo pane all'uvetta!

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Peperoni rossi ripieni di quinoa

on Lunedì, 19 Agosto 2013. Posted in orto, cucina

Peperoni rossi ripieni di quinoa

Grazie alla generosità dell'orto in questo periodo ho un bel arretrato di ricette da proporvi. La cucina è attualmente invasa dai pomodori, mentre in frigo troneggiano i peperoni, ne abbiamo un sacco di titpologie e se in luglio si coglievano e si mangiavano ora sto cominciando a pensare a come conservarli, sicuramente una parte la seccherò... per ora però ce li gustiamo freschi e quindi eccovi una ricetta golosa che è piaciuta anche alle piccole che amano la quinoa e che hanno apprezzato l'uso dei peperoni a mo' di ciotolina con coperchio.

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In questo caso ho usato dei peperoni rossi non molto grandi, avranno la dimensione di un pugno, un po' schiacciati (li vedete qui sopra), insomma perfetti da farcire! 

ingredienti:

  • 7-8 peperoni rossi tondi dell'orto
  • 100 ml di quinoa (io mi trovo meglio a darvi il volume, così potete usare un contenitore graduato come misurino)
  • 2 manciate di lenticchie rosse decorticate
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 foglie di basilico
  • 2 foglie di salvia
  • 200 ml di acqua più un po'
  • olio evo qb
  • sale grosso integrale qb
  • 1 pomodoro cuor di bue dell'orto

preparazione:

Per prima cosa preparare la quinoa, facendo saltare in poco olio evo allungato con un po' d'acqua lo spicchio d'aglio tritato e le foglie di salvia. Aggiungere le lenticchie rosse e farle rosolare. Sbucciare e tagliare a tocchetti il pomodoro e aggiungerlo assieme alle foglie di basilico spezzettate. Lavare la quinoa per bene sotto l'acqua corrente e versarla nella pentola. Farla tostare un po' e aggiungere i 200 ml d'acqua. Salare appena con un po' di sale grosso, chiudere col suo coperchio e lasciare cuocere a fuoco lento per 15 minuti. Spegnere e lasciare coperto fino al completo assorbimento dell'acqua di cottura.

Nel frattempo lavare i peperoni, con un coltellino a punta affilato tagliare il gambo e conservarlo. Svuotarli dei semi e disporli su una teglia. Quando la quinoa sarà pronta, riempire i peperoni schiacciandola bene. Coprire ogni ciotola-peperone con il suo coperchio-gambo.

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Informare a 180° per 15-20 minuti. Servire tiepiedi aggiungendo eventualmente un filo d'olio sotto al cappello. E' stata apprezzata anche dall'agnellino... :-)

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Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette del 100% vegetal monday proposto dalla Capra: chiunque può partecipare, proponete anche voi le vostre ricette veg ogni lunedì!

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Portulaca sottaceto e attività di Ferragosto

on Mercoledì, 14 Agosto 2013. Posted in orto, cucina

Portulaca sottaceto e attività di Ferragosto

Per me il giorno di Ferragosto è da un po' di anni sinonimo di attività nell'orto e tranquillità domestica. Vacanze già fatte, caldo torrido ormai passato, rimangono le piantine autunnali da trapiantare (e nel farlo saltano fuori cipolle, agli, patate e zucchette nate da sole e finora rimaste nascoste ai nostri occhi sotto altre piante)...

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e tantissimi pomodori da trasformare in passate e salse varie... al massimo la grigliata ce la facciamo in giardino con le splendide verdure dell'orto però! E voi come ve la passate?

A noi i primi giorni di questo mese hanno donato questi magnifici pometti-d'oro, pomodorini gialli dolcissimi nati dalle piante dello scambio semi primaverile (li vedete anche nella foto di apertura)

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a proposito siete ancora in tempo per iscrivervi allo scambio autunnale da EquoEcoeVegan. Seguite tutte le istruzioni che trovate QUI. Io sono già iscritta e curiosa di sapere con chi farò lo scambio e che semi riceverò!

BANNER BARATTO SEMI1

E per chi come me ha voglia di conservare qualcosa per l'inverno e nel contempo di ripulire l'orto dalle "erbacce" ecco un buon utilizzo della portulaca. Di questa piantina vi avevo già parlato qualche articolo fa sempre presentandovi l'orto. Io la trovo ottima in insalata, ma se ne avete a disposizione di più e volete provare a conservarla per un po' di tempo, eccovi la ricetta della portulaca sott'aceto. Potete usarla per intero o solo i gambi se vi avanzano... La ricetta si ispira a questa di Erbeincucina, che ho un po' modificato. 

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Ingredienti:

  • 1 tazza colma di portulaca
  • 100 ml di acqua
  • 100 ml di aceto di mele
  • 1 spicchio d'aglio
  • semi di finocchio 
  • 3 cucchiaini di sale grosso integrale

Preparazione:

Lavare la purtulaca e tagliarla a pezzettini tenendo sia le foglie che i rametti carnosi. Disporla su un piatto e cospargerla col sale grosso, far riposare per una decina di minuti. 

Nel frattempo versare in un pentolino l'acqua, l'aceto e lo spicchio d'aglio. Portare a bollore. Con una salvietta tamponare la portulaca in modo da asciugarla.

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Disporla in un vasetto (sterilizzato passandolo in forno a 120° per 10 minuti o bollito per 10 minuti) e versare l'aceto bollente sulla portulaca. Aggiungere i semi di finocchio. Chiudere. Lasciare raffreddare e aspettare che si formi il vuoto. Lasciare insaporire per almeno una settimana prima di consumare. Io la conservo a temperatura ambiente e una volta aperta in frigorifero.

Anche questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia"

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Girelle ai frutti di bosco

on Lunedì, 12 Agosto 2013. Posted in montagna, cucina

Girelle ai frutti di bosco

Quella che vi propongo oggi è una ricetta che non potevo che preparare in montagna dove le temperature erano più accettabili e dove ho potuto raccogliere un po' di frutti di bosco. Diciamo che non è semplice portarli a casa visto che le birbe preferiscono di gran lunga mangiarli al momento! Veramente difficile resistere alla golosità di questo spuntino offerto dalla natura! Mi capita molto raramente di comprarli e generalmente rimango delusa perchè il gusto non è mai lo stesso di quelli raccolti direttamente nel bosco...

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Ecco cosa abbiamo avuto la fortuna di trovare nelle nostre passeggiate

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more di rovo (logicamente Elena avrebbe voluto mangiare anche rosse non mature...)

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fragoline

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mirtilli ... mancano i lamponi che non sono riuscita a fotografare...

E così arrivo anche a pennello per proporre una ricetta per il golosissimo Salutiamoci di questo mese dedicato proprio ai frutti di bosco e ospitato da Bri.

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Qualche informazione sui frutti di bosco (more di rovo, lamponi, fragoline selvatiche, ribes, mirtilli) la trovate qui, io come al solito vi riporto un piccolo stralcio sulle proprietà nutrizionali:

Lamponi, mirtilli rossi e neri, more, fragole selvatiche, ribes....sono tra la frutta da preferire perchè contengono acido ellagico, quercitina, antocianine e svariati fitocomposti. ...  i frutti di bosco sono fra quei prodotti della natura che contengono tanti elementi fondamentali per la nostra salute,  ricchi di vitamine, in particolare A, B1 e B2 e C e  sali minerali, tra cui il potassio. Ma oltre a questi ci sono ulteriori sostanze preziose. 

E finalmente ritorno anche a mettere all'opera seriamente la Gilda che in questo periodo a parte il canonico pane ai cereali e la pizza senza impasto o le piadinette ha sfornato poco!

Veniamo alla nostra ricetta:

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ingredienti per l'impasto a lievitazione naturale:

  • 120 gr di pasta madre rinfrescata da 4 ore
  • 150 gr di siero kefir di soia ( o siero di yogurt colato)
  • 150 gr di acqua temperatura ambiente
  • 150 gr di farina di farro spelta bio integrale fresca di molitura
  • 30 gr di farina di riso integrale bio appena macinata
  • 30 gr di riso soffiato
  • 3 cucchiai di malto di riso bio
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 300 gr di farina tipo 2 semintegrale

ingredienti per la farcitura:

  • 150 gr di frutti di bosco misti (more, mirtilli, lamponi, fragoline) appena colti

ingredienti per la lucidatura:

  • 1 cucchiaio di malto di riso bio
  • 1 cucchiaio di acqua

preparazione:

Sciogliere la pasta madre nel siero, aggiungere l'acqua, il malto di riso e mescolare. Aggiungere le farine di farro e di riso e il riso soffiato. Mascolare e aggiungere il sale. Infine aggiungere un po' alla volta la farina semintegrale di grano tenero fino ad ottenere un impasto ben amalgamato, ma non solido. Mettere a lievitare per 5 ore a temperatura ambiente. Infarinare bene il piano e fare un giro di pieghe, far lievitare un'altra ora, fare un altro giro di pieghe. Lasciar riposare una mezzora.

Nel frattempo mettere in un pentolino i frutti di bosco con pochissima acqua, scaldarli in modo da avere una composta. Lasciare raffreddare.

Stendere l'impasto grossolanamente dello spessore di un cm e tagliare a striscioline lunghe circa 20 cm e larghe 2 cm. Farcire con la composta di frutti di bosco e arrotolare su se stessi. Lasciare lievitare a temperatura ambiente per un paio di ore, disposte su carta forno e ben distanziate fra di loro. Preparare un'emulsione di malto di riso e acqua ben sbattuti. Spenellare le chioccioline. Infornare a 160° gradi per mezzora. Appena uscite dal forno spenellare nuovamente con il malto e l'acqua. Ottime a colazione appena scaldate!

Con l'occasione segnalo le latre mie ricette con i frutti di bosco:

E visto che si parla di frutti raccolti nel bosco questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia"

logofitoalimurgiae qausi dimenticavo che oggi è anche lunedì, quindi partecipa anche alla raccolta di ricette del 100% vegetal monday proposto dalla Capra: chiunque può partecipare, proponete anche voi le vostre ricette veg ogni lunedì!

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Pasticcini al melone (e kefir di soia)

on Giovedì, 08 Agosto 2013. Posted in cucina

Pasticcini al melone (e kefir di soia)

Voglia di un dolcetto, ma poca voglia di accendere il forno? Eccovi dei pasticcini freschi con melone bio localissimo preso col gruppo di acquisto e tutta la freschezza del kefir di soia! Per chi non ce l'ha a disposizione va bene anche lo yogurt di soia, logicamente. Ah, se preferite potete fare un'unica torta grande anzichè molte tortine, in questo caso potete usare una tortiera apribile come base.

ingredienti per la base:

  • 80 gr di mandorle non pelate
  • 80 gr di datteri al naturale

ingredienti per il ripieno:

Preparazione:

Per prima cosa mettete a colare il kefir di soia in un canovaccio pulito e lavato con sola acqua o su un telo in cotone lavato allo stesso modo. Il tempo è variabile, potrebbero bastare poche ora se è già ben sodo o una giornata se è piuttosto liquido. Dovete ottenere una crema morbida non troppo compatta. Nel mio caso sono bastate 3 ore. Mettete da parte il siero che potrete usare per altre preparazioni. 

Frullate le mandorle, aggiungete i datteri tagliati a pezzetti e donocciolati e se serve pochissimo olio evo. Versate il composto a cucchiaiate su dei pirottini in silicone, schiacciate bene e mettete a riposare queste basi in frigo per una mezzora.

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Nel frattempo tagliate il melone a pezzettini piccolissimi (se preferite potete anche frullarlo, anche se in questo caso potreste avere una crema meno densa). Disponeteli in una ciotola, aggiungete lo sciroppo d'agave e il kefir colato. Mescolate bene. Versate su ogni vase un paio di cucchaiate di ripieno. 

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Passate in congelatore per una mezzora in modo da rassodare il tutto (ma non congelare). Servire freschi a merenda.

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Quinoa in verde

on Lunedì, 05 Agosto 2013. Posted in cucina

Quinoa in verde

Buon caldo lunedì! Oggi torno con una ricetta che partecipa alla raccolta di ricette del 100% vegetal monday proposto dalla Capra: chiunque può partecipare, proponete anche voi le vostre ricette veg ogni lunedì!

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E mi scuso subito per il fatto che sarà una ricetta con un'unica foto, quella che vedete qui sopra, perchè accidentalmente sono state cancellate le altre dalla macchina fotografica. Quindi accontentatevi della piccola Elena che curiosa controlla ciò che ha nel piatto ed esamina la forma a coniglietto di questo piatto di quinoa... :-)

Un modo diverso di proporre la quinoa condita con un pesto di basilico e anacardi e con i fagiolini appena raccolti dall'orto (quelli sotto la selva di pomodori, vi ricordate?). Veniamo alla ricettina.

Ingredienti per 4 persone:

  • 250 gr di quinoa (chicchi)
  • 500 ml di acqua
  • sale integrale grosso qb
  • 1 mazzo di basilico fresco appena colto dal vaso
  • 30 gr di anacardi al naturale
  • 20 gr di semi di girasole bio
  • olio evo qb
  • sale fino integrale qb
  • fagiolini verdi lessati a piacere

Preparazione:

Se non avete a disposizione i fagiolini già lessati, pulitene e lessatene un po'. Mettere a bollire mezzo litro di acqua leggermente salata. Versare la quinoa in un passino e sciacquarla abbondantemente sotto l'acuqa corrente. Quando l'acqua bolle versarci la quinoa e lasciarla cuocere a fuoco lento col coperchio chiuso per circa 20 minuti. Controllate che l'acqua sia stata assorbita tutta, se no spegnete, ma lasciate riposare coperto, altrimenti mescolate e lasciate intiepidire.

Preparare un pesto semplice frullando gli anacardi con i semi di girasole, aggiungendo olio evo a filo fino ad avere una crema e per ultime le foglie lavate del basilico. Frullare bene fino ad avere una consistenza cremosa. Versare in una terrina i fagiolini cotti e tagliarli a pezzettini, aggiungere la quinoa e il pesto e mescolare. Impiattare usando delle formine (io ho reso quelle per i biscotti grandi) o dando la forma che si preferisce.

 

Passeggiata a Fuciade (con erba cipollina a sorpresa)

on Venerdì, 02 Agosto 2013. Posted in montagna, cucina

Passeggiata a Fuciade (con erba cipollina a sorpresa)

Oggi riprendo i miei racconti delle passeggiate montanare. In questo caso si tratta di un percorso molto semplice, praticamente senza dislivello (circa 100 m) fattibile da chiunque. Il percorso è tutto su comoda strada bianca e si arriva alla località di Fuciade dove si trova un rifugio - ristorante dotato di parco giochi solitamente molto apprezzato dai bimbi. Il panorama è fantastico, infatti domina la Val Boite con vista sul gruppo delle Pale di San Martino e Agner da una parte e Cima Uomo dall'altra. Ci troviamo in trentino ai confini col Veneto, si parte dal Passo San Pellegrino, in particolare si lascia la macchina presso il parcheggio del ristorante Miralago raggiungibile da una stradina che si stacca sulla destra poco prima del passo arrivando da Falcade.

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Vicino al parcheggio si trova subito il laghetto, di solito molto apprezzato dai piccoli. Quando ci siamo stati noi è pieno di una miriade di girini!

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Lasciato il laghetto si segue la sterrata che procede tranquilla con frequenti tavolini e punti panoramici nel bosco

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per poi arrivare ai prati di Fuciade con le casette - fienili di legno e pietra (come vedete qui Elena era in giornata decisamente pigra e se ne è stata nel mei tai per buona parte del percorso... spesso quello che per noi è un percorso semplice per i piccoli risulta noioso... :-) ).

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Arrivati a Fuciade per chi ha voglia di camminare c'è l'imbarazzo della scelta e si può proseguire verso il Passo delle Cirelle o verso la Forca Rossa (con bella vista sulla parete nord della Marmolada), nel nostro caso vista la giornata pigra abbiamo deciso di proseguire un po' e di fermarci a mangiare sui prati godendoci la vista.

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Al ritorno tappa obbligata al parco giochi con vista e successive altre soste ad ammirare farfalle colorate...

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fontanelle, un piccolo mulinetto in legno su un torrentello...

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e a raccogliere un po' di erba cipollina che con grande sorpresa ho scoperto crescere spontanea in quei prati!

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Con questa meraviglia di erba cipollina ci ho preparato delle fari-frittatine, ideali anche per farcire il panino da portare alla successiva escursione

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Vi lascio la ricettina velocissima!

Fari-frittatine all'erba cipollina

Ingredienti:

150 gr di farina di ceci biologica

300 ml di acqua

un bel mazzo di erba cipollina selvatica fresca

1 rametto di rosmarino

sale fino integrale qb

olio evo qb

pepe nero a piacere

Preparazione:

Versare un po' alla volta l'acqua sulla farina di ceci, mescolare in modo da eliminare i grumi di farina. Aggiungere il rametto di rosmarino e mettere a riposare per almeno un'ora meglio mezza giornata o una notte. Riprendere la pastella, togliere il rosmarino, mescolare, aggiungere il sale, l'olio, il pepe, e l'erba cipollina a pezzettini. Scaldare una padella antiaderente, quando è calda versare qualche cucchiaio della pastella in modo da avere uno spessore di pochi millimetri. Far cuocere e quando si staccherà dalla padella facilmente (ci vorrà qualche minuto), girarla dall'altro lato e far cuocere per un minuto. 

Potete servirla calda con della verdura fresca o tenerle da parte per farcire i panini per le gite accompagnandole con verdure crude o cotte.

Questa ricettina con l'erba cipollina partecipa alla raccolta di ricette con erbe spontanee di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia"

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Spiedini tricolore

on Giovedì, 25 Luglio 2013. Posted in cucina

Spiedini tricolore

Oggi vi presento i miei peperoni! Quest'anno ne abbiamo piantati di vari tipi, colorati (verdi, gialli, rossi), frigitelli, piccoli e tondi piccanti, cornetti... Molti sono ancora indietro, solitamente maturano ad agosto avanzato, verso settembre e l'anno scorso addirittura li abbiamo avuti fino a novembre e ho fatto per l'ultima volta la salsa di peperoncini piccanti a dicembre... incredibile!

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Per ora raccogliamo quelli colorati (verdi e qualche rosso) e i frigitelli, che io adoro! Se volete saperne di più sulla storia e le proprietà di queste ortaggi vi rimando all'articolo su Salutiamoci che questo mese è dedicato proprio ai peperoni ed è ospitato dall'amica Ravanello Curioso.

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Le regole di Salutiamoci ormai le sapete, si raccolgono le ricette con l'ingrediente proposto, di volta in volta ospitate da un blog diverso, seguendo la tabella con gli ingredienti che si trova QUI.

La sfida consiste nel cucinare qualcosa di buono, bello e soprattutto sano, alla scoperta di nuovi ingredienti nel rispetto della loro stagionalità, approfondendo la conoscenza del rapporto tra cibo e salute, ed evitando soprattutto facili scorciatoie industriali o scelte che prediligano solo l’occhio o il palato senza tener conto della salubrità nel lungo termine”.

E adesso veniamo alla ricetta, ideale anche per le grigliate: chi l'ha detto che i vegani non possono fare delle belle grigliate? :-)

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ingredienti:

  • 1 peperone rosso dell'orto
  • 1 peperone frigitello dell'orto
  • 1 panetto di tofu
  • olio evo bio qb
  • salsa shoyu bio qb
  • 1/2 limone bio
  • sale fino integrale qb
  • 2-3 foglie di basilico
  • 1 rametto di maggiorana fresca
  • origano secco a piacere

Preparazione:

Per prima cosa la mattina o qualche ora prima tagliare il tofu a cubetti non troppo spessi e metterlo a marinare in una terrina con olio, succo di limone, salsa shoyu, origano, foglie di maggiorana e basilico a pezzetti e sale. Riporre in frigo coperto per qualche ora.

Lavare i peperoni e tagliarli a fette e poi a quadrati eliminando i semi. Infilare negli spiedini alternativamente un pezzo di peperone e uno di tofu, alternando il peperone rosso col giallo. Con pennello, passare gli piedini con la salsa della marinatura avanzata. Scaldare una piastra e porre gli spiedini a rosolare girandoli ogni tanto. Ed eccoli!

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Crema di carote bianche

on Lunedì, 22 Luglio 2013. Posted in cucina

Crema di carote bianche

Vi ricordate le carote bianche col colletto verde i cui semi avevo ottenuto allo scambio di marzo a Ferrara, piantate da Alice in vaso e trapiantate un paio di mesi fa in terra con sommo scettismo sull'esito dell'esperimento? Finalmente sono pronte e con grande soddisfazione sia nostra sia della piccola Alice che ne ha seguito le vicessitudini e le ha curate finora, possiamo mangiarle! Premetto che le carote sono fra gli ortaggi che non ero mai riuscita a coltivare bene, rimanevano sempre piccoline, o venivano rosicchiate... invece stavolta sono proprio belle e sane!

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Eccovi qua Alice che le annusa soddisfatta dicendo "Sanno proprio di carota!". Inutile dire che lei le ha volute mangiare subito... io le avrei messe in una bella insalata, invece la richiesta è stata nonostante il caldo di avere una zuppa o crema e così ne è nata una crema tiepida nella quale ho usato oltre alla radice anche le foglie delle piante. E' questa una parte che difficilmente si trova nelle carote in vendita e anche se si trova a meno che non siano biologiche preferisco non usarla... logicamente in questo caso ero più che certa vista la provenienza a metro 0 e quindi sfruttato tutta la pianta.

Eccovi quindi la crema di carote bianche!

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Ingredienti:

  • 3 carote bianche dal colletto verde appena colte dall'orto
  • 3 patate novelle di media grandezza biologiche
  • 3 ciuffi di carote bianche
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 foglie di salvia
  • brodo vegetale (1 litro circa)
  • olio evo qb
  • sale fino integrale qb
  • acqua qb

Preparazione:

Lavare bene le carote e passarle con una spazzola senza pelarle. Tenere da parte i ciuffi.

In una pentola d'acciaiofar rosolare lo spicchio d'aglio in poco olio evo e un po' d'acqua. Aggiugere la salvia, le patate sbucciate e tagliate a dadini, le carote tagliate a rondelle. Far insaporire e aggiungere il brodo. Portare a bollore e far cuocere finchè le verdure saranno tenere. Nel frattempo lavare le foglie. Togliere i gambi più duri e fibrosi e mettere il resto in una padella con un po' d'acqua. Fare appassire finchè tenere aggiungendo se serve un po' d'acqua.

Frullare il brodo con le patate e le carote in modo da ottenere una crema, assaggiare e se serve aggiustare di sale. Frullare a parte le foglie delle carote e salare.

Impiattare versando la crema bianca per prima e aggiungendo col cucchiaio quella verde in modo da creare il disegno preferito.

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Per le bimbe il muso di un orsetto. In apertura il piatto con l'iniziale del mio nome!

Il gusto è piaciuto a tutti, si sente che sono carote ma il gusto è un po' diverso dalle classiche arancioni, rimanendo pur sempre dolce. 

Insomma, sicuramente risemineremo le carote anche l'anno prossimo visto che abbiamo ancora un po' di semi da parte. Mi piacerebbe riuscire a conservarne i semi direttamente dalle piante: qualcuno ha esperienze in merito? Conoscevate queste carote?

Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette del 100% vegetal monday proposto dalla Capra: chiunque può partecipare, proponete anche voi le vostre ricette veg ogni lunedì!

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Tisane e rimedi naturali

on Giovedì, 18 Luglio 2013. Posted in libri, all'aperto

Tisane e rimedi naturali

Vi avevo già accennato di questo libro un mesetto fa, si tratta di “Tisane e rimedi naturali – per curare i piccoli mali con dolcezza” della serie “Ricette delle abazie e dei conventi” ed. Del Baldo, che ho vinto all'estrazione fatta il 2 giugno al raduno blogger. Finalmente me lo sono visto per bene, approfittando della tranquillità del soggiorno montanaro e ho anche messo in pratica dedicandomi alla raccolta di alcune erbe che da noi o sono già sfiorite, o si trovano con difficoltà.

Il libro, molto bello esteticamente, essendo una sorta di quaderno, dopo una prima breve parte storica sulla fito-terapia, passa a spiegare come usare le erbe dalla raccolta, all'essicazione, all'uso, indicando anche le differenze fra infuso, decotto, tisana, semicupio e le dosi per la preparazione di sciroppi e tinture.

Il capitolo successivo “L'orto dei semplici” riporta in ordine alfabetico le piante che trovano maggior impiego in fitoterapia, con relative proprietà e usi. Le piante sono disegnate, non ci sono foto, ma i disegno sono chiari e le piante riconoscibili senza problemi. Qui sotto vedete una delle pagine di questo capitolo:

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Segue il capitolo “Tisane e rimedi dell'erborista” che è un breve prontuario di medicina naturale con semplici rimedi utili ad aiutare nella cura.

Infine nell'ultimo capitolo “Memorandum dei conventi” ci sono semplici ricette di tisane, tinture, infusi, decotti divisi per erba.

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Dicevo che in montagna mi sono dedicata anche alla raccolta di fiori e erbe, infatti qui si trova facilmente l'iperico ancora alla massima fioritura e anche il sambuco è ancora fiorito (guardate qua sotto che meraviglia!). 

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Ne ho quindi approfittato per farne un po' di olio e per preparare alcune bottigliette di sciroppo di sambuco.

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Una pianta che a casa trovo poco oppure se c'è, è in luoghi dove preferisco non raccoglierla, tipo sui bordi delle strade, è l'achillea o millefoglie, che qui invece si trova facilmente nei prati dove l'erba non viene tagliata.

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Ne ho approfittato per raccoglierne dei mazzolini che ho messo a seccare testa in giù in penombra, come spiegato anche nel libro. Una volta secchi ho tagliato i gambi recuperando solo i fiori e li ho riposti in vasetti per le tisane invernali e non solo.

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L'achillea è ideale in caso di raffreddamenti e tosse o anche per la digestione e una buona tisana la ottengo mescolandola alla rosa canina o alle bucce di cipolla o alla camomilla. Potete trovare alcune indicazioni per l'utilizzo anche QUI.

Questo post partecipa alla raccolta di Annalisa, Passato tra le mani "Fitoalimurgia"

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per la categoria - libri e anche al Giovedì del libro di cucina sempre dell'amica Annalisa di Passato fra le mani visto che ad ogni erba è associata una ricetta di tisana o infuso.

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E le vostre vacanze estive sono state anche di raccolta? Come proseguono le vostre raccolte di erbe spontanee? 

Focaccia dolce alla frutta

on Lunedì, 15 Luglio 2013. Posted in cucina

Focaccia dolce alla frutta

Rieccomi finalmente di ritorno dalla montagna... Un po' di fretta con tutta la posta ancora da sistemare, lavori arretrati e orto stracarico di prelibatezze da raccogliere vi lascio la ricetta per un dolcetto facile facile con la pasta madre, ideale per smaltire eventuali esuberi sia di pasta madre che di frutta... inutile dire che in montagna la temperatura era ideale per accendere il forno e avere questa sorta di strudel rivisitato... ma tutto sommato neanche qui in pianura si sta malaccio ora!

Nei prossimi giorni mi dedicherò alla sistemazione delle foto e vi racconterò qualcosa di più vacanziero!

Ingredienti per l'impasto:

  • 100 gr di pasta madre
  • 100 gr di kefir di soia (o yogurt di soia)
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna tipo mascobado del commercio equo
  • 1 pizzico di sale fino integrale
  • 250 gr di farina integrale setacciata

Ingredienti per il ripieno:

  • 2 banane molto mature
  • 2 pesche mature
  • 10 ciliege

Preparazione:

Sciogliere la pasta madre nel kefir di soia, aggiungere lo zucchero di canna, il salel, l'olio e mescolare. Aggiugere la farina in modo da avere una bella palla liscia e non appiccicosa da mettere a lievitare per 3-4 ore. Preparare il ripieno schiacciando con la forchetta le banane a cui aggiugere le pesche pelate e tagliate a cubetti e le ciliege, tagliate a metà e denocciolate. Mescolare bene il tutto.

Dopo la lievitazione riprendere l'impasto e dividerlo in 2 parti, di cui una leggermente più grande. Infarinare il piano e stendere la prima col mattarello dello spessore di un cm, porla su una teglia foderata con carta forno. Riempire con la frutta precedentemente preparata. Coprire con la seconda parte dell'impasto stesa come sopra.

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Lasciare lievitare per un paio d'ore a temperatura ambiente. Accendere il forno a 180° e cuocere per 30-35 minuti. Ottima tiepidina!

Baccelli di fave con tofu e un po' di Toscana

on Giovedì, 27 Giugno 2013. Posted in all'aperto, cucina

Baccelli di fave con tofu e un po' di Toscana

Rieccomi torno a scrivere dopo una settimana di sosta, giustificata da una vacanza in toscana bellissima e volata troppo presto, ospiti dall'amica Linda... volevo proporvi una ricettina semplicissima, veloce, ma buonissima con le fave, che qui da noi si fa molta fatica a trovare, mentre sono tipiche del centro Italia e anche della Toscana, giusto per stare in tema. Come vi avevo già detto quest'anno le ho piantate nell'orto e sono state piuttosto produttive, solo che se ci si limita a mangiarne i semi si ha un sacco di scarto... invece il baccello esterno è molto buono. Anzi, rispetto a quello dei piselli che è fibroso e che va cotto molto e passato col passaverdure,  questo rimane morbido e si cuoce velocemente. Alcune volte l'ho abbinato ad altre verdure e saltato in padella, stavolta ho voluto provarlo col tofu... vi lascio questa versione con la quale riesco anche a partecipare portando il mio piccolo contributo a Salutiamoci di questo mese che prevede come ingrediente proprio il tofu. Vi invito a fare un giretto da Lo, di Galline Second-life, che ci ospita questo mese dove potrete trovare un sacco di bellissime e intriganti ricette per usare al meglio questo ingrediente che rimane ostico ai più e che spesso risulta difficile da valorizzare.

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Devo dire che personalmente non lo amavo molto, ma ora ho imparato ad usarlo meglio e viene apprezzato anche da Marco. Ma veniamo alla ricetta e poi vi regalo un po' di Toscana (solo alcuni scatti, in realtà devo ancora terminare di sistemare le foto).

Baccelli di fave con tofu

ingredienti (per 2 persone):

  • 1 panetto di tofu
  • baccelli di fave (vuoti) a piacere (io ne avrò messe 3-4 belle manciate)
  • 1-2 cucchiai di aceto di mele
  • sale fino integrale qb
  • origano e timo freschi a piacere
  • olio evo qb
  • acqua qb
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2-3 ciiuffetti di basilico fresco

Preparazione:

In una padella far rosolare l'aglio tritato in poco olio e acqua. Lavare i baccelli e tagliarli a pezzetti di 4-5 cm. Versarli nella padella, coprire e lasciare ammorbidire. Nel frattempo spezzettare il tofu e sbricciolarlo con una forchetta. Versarlo nella padella, aggiungendo se serve poca acqua. Mescolare con i baccelli e lasciare insaporire bene. Quando l'acqua si è assorbita sfumare con l'aceto, salare a piacere e aggiungere le spezie fresche. Spegnere, coprire e lasciare insaporire per qualche minuto. Servire.

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Vi assicuro che i baccelli sono morbidissimi e hanno un gusto dolcino proprio gradevole che in questo caso viene esaltato dal tofu. E voi come siete messi col tofu? Lo usate, vi piace? e con le fave?

E ora passiamo alle foto, la Toscana come te la aspetti! Altri scatti alle prossime occasioni... e intanto ringrazio nuovamente Linda e Alessia per le belle giornate e la piacevolissima compagnia.

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Lungo le mura di Monteriggioni

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Abbadia a Isola

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Flora: cisto e ginestre

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Gambassi Terme

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Leggere per...

on Giovedì, 20 Giugno 2013. Posted in libri, cucina

Leggere per...

... imparare a far crescere i germogli... e poi mangiarli!

Ho regalato recentemente alle birbe questo bel librino "Ravanello cosa fai?" di Emanuela Bussolati (già apprezzatissima per Tararì Tararera e per Badabum) ed. Editoriale Scienza. E' un libro non solo per bambini, direi anzi che viene utile anche per i grandi, spiega semplicemente tantissimi concetti per fare un orto naturale a partire da come, cosa e quando seminare, e attraverso una storia al giorno accompagna la crescita dei ravanelli. Nella prima parte "Da leggere con i grandi" si spiega la tecnica di coltivazione dei ravanelli: per prima cosa ci sarà da aspettare! Poi si è guidati passo passo dalla semina alla raccolta, si trovano le informazioni nutrizionali e spunti per l'uso in cucina. Nella seconda parte "Inizia l'attesa..." si trova ogni giorno per 20 giorni una storia o un'attività da leggere o fare assieme per ingannare l'attesa e si accompagna il semino nella sua crescita che segue le fasi lunari. Logicamente non mancano le ricette ... in particolare c'è anche la spiegazione per fare dei semplici germogli che le bimbe hanno voluto provare subito a mettere in pratica. Non avendo dei semi di ravanello, noi abbiamo usato dei chicchi di quinoa ottenendo degli ottimi risultati in breve tempo!

T-6d3521b66b0f28a1deb3f03ed5ac98d6-250x153Tra l'altro casca a fagiolo visto che il 2013 è l'anno internazionale della quinoa (come mi ricordano Mari con la sua ricetta di insalata di quinoa con peperoni gialli, mais e olive e Felicia con le sue cipolle ripiene di quinoa e asparagi) e come sapete è un non-cereale che adoro! Ecco le istruzioni che abbiamo seguito:

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Semini appena spruzzati!

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Ecco i nostri germogli al secondo giorno!

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Ed eccoli nell'insalata di pomodori!

PS: prima di mangiarli li abbiamo esposti al sole per un'oretta e sciacquati delicatamente. Ah, noi li tenevamo coperti.

Leggere per…  – Un’iniziativa equazioni.org per trasmettere e diffondere l’amore e l’importanza della lettura

E visto che in fondo questo è un libro di cucina, il post partecipa anche al  giovedì del libro di cucina di Annalisa

 

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Pagnotta 100% farro monococco integrale

on Mercoledì, 19 Giugno 2013. Posted in cucina

Pagnotta 100% farro monococco integrale

Si, lo so, fa caldo per accendere il forno... però però che bene lievita il pane adesso! E poi si possono ridurre i tempi di lievitazione e ancora... non vi fa voglia cenare in giardino con una bella bruschetta con verdure dell'orto? e soprattutto che meraviglia è questo pane? Io mi sono organizzata in modo da accendere il forno la sera dopo cena, magari mentre si sta fuori in giardino e si può tenere la finestra aperta.

Poi questo pane semplicissimo a farsi è fatto tutto con farina di farro monoccco, un tipo a chicco più piccolo, specie antica coltivata da pochi, che avevo macinato di fresco. Il farro è prodotto dall'azienda agricola La Civranetta di Pegolotte di Cona (Ve). Vi riporto da wikipedia un po' di informazioni sul monoccocco:

Il Triticum monococcum volgarmente denominato piccolo farro e più comunemente conosciuto come monococco, è una pianta della famiglia delle graminacee ed è ritenuto il primo cereale addomesticato dall'uomo intorno al 7500 a.C., in Medio Oriente[1]. Ha un basso tenore di glutine (intorno al 7%), è panificabile, ma lievita poco.

La crescita spontanea nell'ambito della cultura del piccolo farro e dell'Aegilops tauschii ha dato origine, in epoche successive a grani panificabili ad alto tenore di glutine, da cui i frumenti ora coltivati.

Il monococco, dal punto di vista nutrizionale, si differenzia dal frumento tenero o da quello duro per l'alto contenuto proteico e per l'elevata quantità di carotenoidi (pigmenti liposolubili come il B-carotene, precursore della vitamina A); tutti hanno un ruolo rilevante nelle funzioni cellulari e sono efficienti agenti antiossidanti.

Valori Nutrizionali Medi
Proteine totali 19.30  %
Ceneri 2.41  %
Carotenoidi 10.40 mg/Kg
Tocoli (Vit. E) 94.40 mg/Kg
Microelementi:
Zinco 50.00 mg/Kg
Ferro 41.70 mg/Kg
Manganese 38.00 mg/Kg

Veniamo alla ricettina!

Ingredienti:

  • 150 gr di pasta madre rinfrescata da 4 ore
  • 500 gr di farro monoccocco integrale macinato di fresco
  • 300 ml di acqua temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di sale fino integrale
  • 1 cucchiaino di malto d'orzo

Preparazione:

Sciogliere la pasta madre nell'acqua, aggiungere il malto d'orzo e mescolare bene. Aggiungere metà della farina mescolando col cucchiaio e il sale. Aggiungere la rimanente farina mescolando col cucchiaio finchè riuscite. Io non ho avuto bisogno di usare le mani, l'impasto è rimasto piuttosto idratato e appiccicoso, caratteristica questa che ho notato anche altre volte che ho usato il monococco (anche non integrale). L'impasto non è facilissimo da lavorare, però non demordete, cercate di impastarlo megli oche potete e mettetelo a riposare coperto da un canovaccio per 3 ore a t.a.. Passato questo tempo fate un giro di pieghe e rimettete a riposare sulla ciotola. Dopo un'altra ora e mezza rifate le pieghe e stavolta mettete a riposare sul cestino di lievitazione ben infarinato (mi raccomando posizionate l'impasto al rovescio!). Quando l'impasto raggiunge il bordo del cestino, accendete il forno al massimo con una ciotolina d'acqua all'interno (sul fondo). Quando il forno è caldo, rovesciate sulla teglia del forno ben infarinata la pagnotta (che dovrebbe staccarsi senza problemi e mantenere il disegno a cerchi). Infornate e con uno spruzzino vaporizzate dell'acqua all'interno. Lasciate andare al massimo per 10-15 minuti e poi abbassate il forno a 180-200° statico per un'altra mezzora. Estraete la pagnotta e bussate sul fondo per verificare la cottura (deve suonare vuoto). Mettete a raffreddare su una griglia inclinato o rovescio. Conservate avvolto in un canovaccio! Tanto durerà poco....

PS: QUI trovate alcuni consigli per la panificazione in estate

PPS: QUI trovate un articolo interessante sul farro

Questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette con cereali e farine integrali "Integralmente" di GocceD'aria: partecipate anche voi!

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Ancora zucchine e qualche riflessione

on Martedì, 18 Giugno 2013. Posted in orto, cucina

Ancora zucchine e qualche riflessione

Se ho fame mangio, se ho sete bevo.

Due domeniche fa ho avuto il grande piacere di poter ascoltare e conoscere Erbaviola, che presentava la seconda edizione del suo libro "Scappo dalla città". Posto splendido, un caffè letterario, ambiente storico, ma alla mano, le bimbe che correvano di qua e di là fra antiche armature, libri e stuzzichini vegani fitoalimurgici... Molto piacevole la presentazine di Grazia, ogni tanto fa bene risentire parlare di queste cose, ci si sente meno soli nei propri pensieri... fa bene anche ritrovare il punto di partenza, riprendere il bandolo della matassa... come ero e come sono, perchè ho fatto certe scelte che ora mi sembrano scontate, prendere nuovi spunti ed essere invogliati a fare qualcosa di nuovo.

Nel suo ultimo post Grazia riporta un bellissimo pensiero zen che si conclude proprio con "se ho fame mangio, se ho sete bevo".

Si, ok, banale, scontato... materialmente se ho fame nel mio caso allungo la mano verso il cesto di frutta bio presa col gas onnipresente sul tavolo, se ho sete prendo la caraffa riempita con acqua del rubinetto. Quante scelte racchiuse in questi semplici atti. Ci avete mai pensato? Mangiare e bere sono le cose più "banali" che facciamo, ma anche le più cariche di risvolti sull'ambiente e sulla salute. C'era un tempo in cui avrei preso una merendina dal cassetto o una pizzetta o un pezzo di cioccolato, non avrei letto l'etichetta, non avrei pensato a chi e come l'aveva confezionata e alla provenienza della materia prima, non mi sarei chiesta se per il mio corpo era vero cibo. 

E ora invece penso mille volte prima di prendere qualcosa di pronto, conosco a memoria certe etichette, non mi avvicino nemmeno a determinati scaffali, anzi a dire il vero frequento pochissimo i supermercati e soprattutto ho il gas e l'orto che in questo periodo sforna zucchine a iosa. Da bambina mi ricordo quanto si sbuffava in questo periodo: uffa ancora zucchine! Dappertutto zucchine! Mia madre le infilava ovunque! e adesso sono io a rifare la stessa cosa :-) Eh, si, mangio meno dagli scaffali e più dalla terra!

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Questi qui sopra i doni dell'orto di sabato scorso... Quindi veniamo a noi con queste ricettine veloci, facili e zucchinose.

Pasticcio di zucchine e patate

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ingredienti:

  • 3 patate medie novelle
  • 5 zucchine lunghe freschissime
  • 1 cipolla di tropea
  • qualche foglia di basilico
  • olio evo
  • sale integrale fino
  • origano secco
  • timo fresco

preparazione:

Meglio avvalersi di un valido e meticoloso aiutante che mentre voi tagliate tutte le verdure a fette e rondelle le sistemerà sulla teglia. Per prima cosa ungete una pirofila, tritate la cipolla e mettetela sul fondo. Tagliate a fette le patate ben lavate senza togliere la buccia e a rondelle le zucchine e fatele disporre a strati alternati infilando ogni tanto un po' di sale e un po' di spezie. Finite il tutto con le zucchine e un filo d'olio e passate iin forno una mezzora - quaranta minuti a 180°. Fatto! Ottime!

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Pesto di zucchine e arachidi

ingredienti:

  • 2 piccole e tenere zucchine appena raccolte dall'orto
  • 50 gr di arachidi sgranati 
  • olio evo qb
  • un mazzetto di prezzemolo

preparazione:

Avete fretta di preparare qualcosa da mangiare perchè due piccole birbe vi ronzano intorno affamtissime... Mettete a bollire l'acqua per la pasta, aprite il cassetto e riesumate un po' di arachidi rimaste dall'inverno, sbucciatele, versalte nel frullatore. Quando sono polverizzate, aggiungete a filo l'olio evo e man mano che le tagliate a pezzi le zucchine e per ultimo il prezzemolo. Scegliete il formato di pasta e quando è quasi a cottura ultimata allungate il pesto con un mestolo di acua di cottura. Usatelo per condire la pasta: graditissimo alle birbe!

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Torta facile del 5 alle zucchine

ingredienti:

  • 5 cucchiai colmi di farina d'orzo integrale appena macinata
  • 5 cucchiai colmi di farina di grano tenero integrale setacciata
  • 5 cucchiai di olio evo
  • 5 cucchiai di sciroppo d'acero
  • 5 cucchiai di succo di mela limpido bio
  • 5 + 5 cucchiai di acqua o di kefir d'acqua
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 200 gr di zucchine fresche e piccole
  • succo e buccia di mezzo limone

Preparazione:

Anche questa velocissima: gratuggiate le zucchine. In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi, aggiungete tutti i liquidi. Amalgamate le zucchine e per ultimo il succo di limone. Accendete il forno a 180°, oliate e infarinate una teglia e versate il composto. Spolverate a piacere la superficie con un cucchiaio di zucchero grezzo di canna (tipo mascobado). Infornate per 25-30 minuti.

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Morbidisssima, anche questa molto apprezzata dalla piccole! La foto non le rende per nulla giustizia! 

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